Losinj, l’isola della vitalità

Dove: Isola di Losinj, Croazia 🇭🇷

Come: Capodanno noi 3.

Quando: Dicembre 2021 – Gennaio 2022.

Budget: €€

Durata: 7 giorni.

Forse avrai già letto il mio articolo sul viaggio a Lanzarote e saprai che quella che avrebbe dovuto essere la nostra meta per le vacanze di Natale o Capodanno in realtà è stata anticipata a inizio dicembre. Ci siamo così ritrovati a casa per tutte le feste e non potevamo certo perdere l’occasione di visitare qualcosa di nuovo, ma… dove potevamo andare? Non avevo molta voglia di prendere nuovamente un volo aereo sia per i costi, che per non sballottare troppo la piccola Alice. Dove andare allora in auto? Facile, nella vicina e a noi cara Croazia! 😃

E così, per la seconda volta quest’anno (la prima volta siamo stati a Krk) e per la terza volta come meta dei nostri viaggi (abbiamo fatto un on the road in Croazia ad agosto 2020, leggi qui) siamo tornati in terra croata. Anche questa volta abbiamo scelto un’isola come destinazione, Lošinj. Perché proprio questa, nel Golfo del Quarnaro? Non c’è una motivazione precisa se non che è facilmente raggiungibile in auto e non troppo distante da casa in termine di km. Inoltre Lošinj è collegata ad una seconda isola, Cres. Due destinazioni in un colpo solo! 🤩

Lošinj e la più grande Cres sono infatti due isole croate separate da un canale di appena 11 metri, tanto che spesso vengono considerate una il prolungamento dell’altra. Per arrivare nella nostra destinazione dovrai infatti attraversare tutta Cres e non è così corta come sembra, circa 1 ora e 20 minuti di strada. Per giungere invece a Cres è necessario scendere in Istria e traghettare per 20 minuti da Brestova a Porozina, oppure arrivare fino a Krk e poi da lì prendere il traghetto.

L’arcipelago di Cherso e Lussino era chiamato anticamente con il nome comune Apsyrtides, legato alla leggenda del mitico eroe Apsyrt. Le isole di Cherso e Lussino formavano un insieme nel loro antico passato, ma a causa delle esigenze del commercio e della Via dell’Ambra, furono separate da un canale scavato artificialmente vicino a Osor. Gli insediamenti più antichi delle isole (Lubenice, Osor, Beli) ricordano una storia di oltre 4000 anni, e la città romana di Osor fu sede della diocesi nel IX. secolo.

https://www.losinj-providenca.com/ships-and-captains-story/

Lunga 31 km, l’isola di Lošinj, o Lussino in lingua italiana, comprende due cittadine principali e molte fitte pinete, circondate da una costa frastagliata. Devi sapere che la sua tradizione turistica risale ai tempi dell’impero austro-ungarico, quando i nobili mitteleuropei elessero una baia dell’isola, la baia di Čikat, come luogo di villeggiatura, per le sue bellezze naturalistiche e per l’aria salubre, costruendovi alcuni dei sontuosi alberghi ancora oggi attivi. Da allora, Lošinj ha continuato ad attirare i turisti e si è specializzata in un’offerta che comprende numerose attività rendendola un’ottima scelta tra le isole della Croazia. Non a caso viene anche definita l’isola della vitalità, caratterizzata da un bell’ambiente mediterraneo, più di 2.500 ore di sole all’anno e ben 1.200 diverse specie botaniche.

Io e Alice a Lussinpiccolo

L’isola è infatti famosa per la sua meravigliosa natura lussureggiante ricca di piante esotiche come limoni, banani, eucalipti ed erbe medicinali, che hanno dato vita ad attività ed eventi legati all’aromaterapia 🌿 (e devo ammettere che questa varietà di piante e di profumi è ben evidente, fin dal primo giorno te ne accorgerai anche solo passeggiando). Ma anche per la costruzione delle navi: quasi disabitata fino alla metà del 13° secolo, Lussino si sviluppò in una delle principali potenze navali regionali nel 19° secolo, e la città di Mali Lošinj, dietro Trieste, nel secondo porto più importante dell’Adriatico. Gli abitanti di Lussino erano infatti apprezzati per la loro abilità nella costruzione di navi a vela, ma anche come i migliori marinai del Mediterraneo.

Dunque, una volta arrivati qui, che fare sull’isola di Lošinj?

Lussinpiccolo e Lussingrande

I due principali centri sull’isola sono le cittadine di Lussingrande e Lussinpiccolo, ma non farti trarre in inganno dai loro nomi: devi infatti sapere che il capoluogo, Lussinpiccolo, è in realtà la cittadina più grande mentre Lussingrande quella più piccola! Sicuramente due destinazioni da vedere che si trovano a poca distanza l’uno dall’altra, collegate anche da un sentiero che costeggia il mare. Noi abbiamo deciso di soggiornare nei pressi di Lussinpiccolo, in un piccolo ma grazioso appartamento con terrazza e vista mare. Molto apprezzato anche il parcheggio fronte casa e il fatto che si poteva arrivare in città a piedi, con una bella passeggiata di circa 20 minuti. Senza contare la gentilezza della proprietaria che ha reso il nostro soggiorno davvero perfetto!

Lussinpiccolo viene anche definita la città dei capitani di mare. Si trova in un’ampia valle marina e le sue case colorate sono disposte ad anfiteatro intorno al porto:

La tradizione vuole che il porto sia stato creato dai Romani nel 32 a.C. quando la flotta di Ottaviano dovette fermarsi presso l’isola e attendere la fine dell’inverno prima di riprendere la navigazione: da allora la parte meridionale del porto di Lussino è chiamata valle di Augusto.

https://www.croaziainfo.it/lussinpiccolo.html

Lussingrande è invece caratterizzata da belle case dall’aspetto antico e lussuoso, con giardini segreti dietro mura e cancellate. Con i suoi 917 abitanti è il secondo paese dell’isola, ma un tempo era il più grande degli insediamenti, quello maggiormente sviluppato (da qui il nome 🙃). In questi giardini crescono oltre 80 varietà di erbe aromatiche portate dai marinai di ritorno dai loro viaggi in tutto il mondo.

Il giovane atleta Apoxyómenos

Una menzione a parte merita il Museo dell’Apoxyómenos, a Lussinpiccolo, dedicato ad una sola opera esposta, la statua di bronzo del giovane atleta Apoxyómenos. La statua è stata ritrovata nei fondali dell’isola, alla profondità di 45 metri, da parte di un turista Belga nel 1997. Nel 1999 l’Apoxyómenos è stato estratto dal mare sul cui fondo ha trascorso quasi due millenni. Durante quasi due decenni dalla sua estrazione fino al ritorno nel museo, la statua antica è diventata il simbolo e il marchio dell’isola di Lussino.

E il resto dell’isola?

Al di fuori delle due cittadine principali, il resto dell’isola è tutto da scoprire! Se vieni a Lošinj in prossimità del Capodanno non puoi perderti ad esempio il tradizionale bagno in mare di fine anno. L’evento viene organizzato sulla bellissima spiaggia di Veli Zal alle ore 12:00 del 30 dicembre. Potevamo restare indifferenti? 😝

Consiglio inoltre di pranzare presso il ristorante della spiaggia, che offre dei piatti niente male e un pesce alla griglia da favola! Sempre qui è possibile partire per una piacevole passeggiata a piedi lungo la costa, fino alla baia di Čikat, una passeggiata cementata e facilmente percorribile, molto piacevole e ombreggiata dai pini marittimi. Ottima location per vedere il tramonto. La baia ospita la maggior parte degli alberghi di Lussinpiccolo, come il famoso Alhambra, boutique hotel a 5 stelle.

I più sportivi non possono poi perdere la passeggiata della vitalità, un sentiero cementato e lungo il mare che collega Lussinpiccolo a Lussingrande. La passeggiata è adatta a tutti e molto piacevole. Noi ne abbiamo fatto solo un tratto con il passeggino e non abbiamo riscontrato problemi. Un’occasione unica per scoprire angolini e calette tranquille, o piccoli porticcioli come San Martino (Sveti Martin), ovvero la parte piú antica di Lussinpiccolo dove i primi abitanti si stabilirono nel 12° secolo.

La caletta di Valdarke

Merita una visita anche il Miomirisni vrt, un giardino botanico con 250 varietà di piante autoctone e più di 100 specie esotiche, gestito da una gentile signora dell’isola che produce grappe e liquori in vendita presso la sua boutique. Qui ogni sera, tra le 18.00 e le 23.00, i visitatori possono degustare una selezione dei migliori prodotti agroalimentari locali (solo in estate). Il giardino è a ingresso libero e si trova appena fuori la città di Lussinpiccolo.

Per i veri #sunsetlovers consiglio poi di prendere la trasversale lussignana e di percorrerla in auto fino al punto più a sud dell’isola per ammirare il panorama sulle isolette circostanti. Oppure è possibile fermarsi dopo circa 1 km di salita, sulla collina di Umpiljak, dove godere del bellissimo panorama sulla cittá di Lussinpiccolo, l’intera Val d’Augusta e le piccole isole direttamente dal viewpoint Providenca. Purtroppo il locale è aperto da maggio ad ottobre, noi non abbiamo avuto il piacere di sederci ai suoi tavoli per sorseggiare un aperitivo, ma dai un’occhiata alle foto, vale la pena farci un salto se passi da queste parti durante la bella stagione.

Foto by @losinjprovidenca

E l’isola di Cres?

Cres è una delle isole più settentrionali del Golfo del Quarnero ed è separata dall’isola di Lussino da un canale con ponte mobile presso il paese di Osor. È la seconda isola per grandezza dopo l’isola di Krk e ha una forma allungata: è lunga ben 65km, con una larghezza massima di 13, ma in alcuni punti arriva anche a 2!

L’isola ha diversi paesi – per lo più piccolissimi costituiti da una manciata di case, orti e giardini – collegati tra loro da una strada che corre al centro dell’isola e la attraversa da un capo (Porozina – dove attracca il traghetto per la terraferma) all’altro (Osor – dove si trova il ponte che la collega a Lussino). Viaggiando in inverno l’abbiamo trovata particolarmente deserta ma in primavera/estate la sua natura lussureggiante attira un certo numero di turisti. Per non parlare poi delle spiagge e calette che vista la stagione noi non abbiamo potuto visitare. 🌊

… ma non ci siamo persi i tramonti!

Il fascino di Cres (Cherso) risiede nella sua natura indomita e selvaggia che seduce una volta per tutte chi ha la fortuna di mettervi piede. Scarsamente popolata, quest’isola vanta fitte foreste primordiali e un litorale scosceso che alterna alte scogliere a piccole insenature nascoste, sovrastate da antichi borghi sperduti. Il paesaggio di Cres è dominato dal cielo aperto, che si fonde con il mare o la campagna brulla. Si direbbe che ogni strada o sentiero abbia in serbo uno scorcio panoramico di straordinaria bellezza. È davvero un’isola speciale.

https://www.lonelyplanetitalia.it/destinazioni/croazia/isola-di-cres

Sicuramente merita una visita Punta Križa nella parte meridionale dell’isola, che con i suoi boschi e paesaggi mediterranei mozzafiato sembra a tutti gli effetti un parco naturale. Qui è possibile imbattersi in pecore al pascolo o in qualche daino intento a riposarsi sui prati (noi li abbiamo visti!) mentre si segue la strada sino alla baia turchese che bagna le sue coste. Insomma, quello di Punta Križa è un ambiente naturale di assoluta quiete dove fare passeggiate o rilassarsi in riva al mare.

Un’altra attrazione naturalistica degna di nota che noterai guardando la cartina dell’isola è sicuramente il lago di Vrana, un fenomeno carsico naturale di primissima grandezza. Deve probabilmente il proprio nome al paese di Vrana, ma la gente del luogo lo chiama semplicemente “Il lago”. È considerato il più profondo dei laghi dell’Europa orientale. Si tratta di una tipica criptodepressione carsica, il che significa che il livello dell’acqua del lago è superiore al livello del mare circostante, mentre il suo fondo si trova sotto al fondo del mare. La sua acqua approvvigiona la popolazione delle isole di Cherso e Lussino e poiché l’area è sotto rigida tutela, il divieto di accesso è assoluto. E dunque, chi vuole godere della sua vista, può farlo soltanto da lontano, ossia dal paesino di Vrana.

Infine, la città di Cres (Cherso in italiano), capoluogo dell’isola e centro amministrativo. Da scoprire camminando a piedi tra le sue strette viuzze e le mura medievali. Abbiamo poi tentato di visitare altre due località dell’isola, Lubenice, un paese quasi abbandonato (credo ci vivano solo 7 persone!) ma a quanto ho letto bellissimo e carico di atmosfera, e Valun, un piccolo borgo che pochissimi turisti conoscono e che è considerato il paradiso delle vacanze estive… ma niente da fare, abbiamo trovato la nebbia! 😞 Ci tocca tornare in estate.

Sulla strada verso Valun

Consigli: per gli amanti del trekking non può mancare la scalata al Monte Ossero, la prima montagna delle isole dell’Adriatico che attira da sempre l’attenzione dei turisti. Si estende lungo la parte settentrionale dell’isola, dal villaggio di Ćunski fino a Osor. Il percorso è abbastanza impegnativo e la salita impiega circa due ore… ma la fatica viene ripagata in cima dalla splendida vista panoramica su tutto l’arcipelago di Lussino.

Come prenotare: Airbnb, Jadrilinija se vuoi prenotare il traghetto (in inverno non è necessario).

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Rotolando verso sud: Puglia

Dove: Puglia, Italia 🇮🇹

Come: La nostra prima vacanza in tre!

Quando: Settembre 2021.

Budget: €€

Durata: 14 giorni on the road.

Il 30 giugno 2021 la nostra famiglia di viaggiatori si è allargata e la piccola Alice ha deciso di arrivare finalmente tra noi 🎀 💕. Benvenuta piccola esploratrice! Essendo fine giugno abbiamo deciso di attendere un paio di mesi prima di metterci in viaggio seriamente e dopo una vacanza test in Trentino (in agosto, test pienamente superato) era giunto il momento di partire per la nostra prima avventura in tre e on the road. Destinazione: Puglia!

L’idea di un viaggio in auto verso sud mi era venuta in mente durante gli ultimi mesi di gravidanza e all’epoca mi era sembrata davvero un’idea super easy 😎. “Ma che sarà mai” pensavo… Inoltre io e @divenirio non eravamo ancora stati in terra pugliese… quindi perché non approfittarne? Una volta diventata mamma però sono stata assalita da mille dubbi: si potrà viaggiare in auto per così tante ore con una neonata? Soffrirà il caldo? Piangerà tutto il tempo? Dopo essermi consultata con alcune mamme, letto di altre esperienze e desiderosi di partire per qualche giorno di relax ci siamo decisi. Per fortuna tutto è filato liscio come l’olio e Alice si è adattata perfettamente al nostro tour. Voglio quindi rassicurare tutte le neo mamme: con i giusti accorgimenti e un po’ di pazienza si può viaggiare anche con i nostri piccoli tesori.

Tramonto pugliese

E allora Puglia arriviamo! Essendo però il nostro primo viaggio in tre abbiamo deciso di dedicare il tempo a solo due tappe in due settimane, per evitare troppi spostamenti: la Valle d’Itria e la costa del Gargano.

La Valle d’Itria

La Valle d’Itria è una porzione di territorio della Puglia centrale a cavallo tra Bari e le province di Brindisi e Taranto. La principale attrazione della valle sono i famosi trulli, le tipiche abitazioni in pietra a forma di cono, le masserie e il paesaggio rurale in genere caratterizzato dal terreno di colore rosso e dalle distese infinite di ulivi.

Dove dormire allora se non in un tipico trullo? Grazie ad Airbnb ho trovato una stupenda sistemazione a Castellana Grotte: un trullo immerso in un campo di ulivi, con piscina privata e cucina esterna. La nostra base per questa prima settimana, un’oasi di pace tutta per noi! Cerca online Trullo Roverella e dai un’occhiata…

Mi sento di consigliare questa sistemazione a chi viaggia in famiglia o a chi viaggia con bambini piccoli. Il trullo infatti è dotato di un letto matrimoniale posizionato su un soppalco e di un divano letto al piano terra che può ospitare fino a due persone. Troviamo poi una cucina e un bagno con vasca e doccia e si trova vicino alle principali attrazioni che abbiamo visitato durante la nostra settimana di permanenza, tutte ad una distanza massima di un’ora. Senza tralasciare poi la comodità di avere un’area esterna tutta per noi, per rilassarci la mattina dopo colazione o la sera prima di cena. Ho preferito optare per una casa privata piuttosto che un hotel, essendo la prima esperienza di viaggio con una neonata, in questo modo abbiamo potuto vivere questa vacanza con i nostri tempi e senza fretta. Per non parlare del silenzio e della tranquillità in cui era immersa la casa… un sogno! 🤩

Una volta trovata la base di appoggio, cosa vedere nei dintorni? Sicuramente Alberobello, la famosa città disseminata di trulli con ben cinque siti patrimonio UNESCO, i famosi borghi di Locorotondo e Cisternino, Polignano a Mare, per fotografare la ben nota spiaggia. E poi ancora Ostuni, la città bianca, e Monopoli, che non mi aspettavo fosse così piacevole da visitare. Consiglio alle neo mamme di munirsi di un marsupio per camminare con più facilità tra i vicoletti di queste cittadine fatte di molti scalini (i passeggini sarebbero di intralcio! 😅).

Una menzione a parte merita Matera, che ovviamente non si trova in Puglia, ma che abbiamo deciso di inserire in questo tour vista la vicinanza con la nostra base (1h di auto). Non potevamo perdere l’occasione di visitare la città dei Sassi Patrimonio Mondiale UNESCO.

Matera è una città tra le più antiche del mondo il cui territorio custodisce testimonianze di insediamenti umani a partire dal paleolitico e senza interruzioni fino ai nostri giorni. […] Matera è la città dei Sassi, il nucleo urbano originario, sviluppatosi a partire dalle grotte naturali scavate nella roccia e successivamente modellate in strutture sempre più complesse all’interno di due grandi anfiteatri naturali che sono il Sasso Caveoso e il Sasso Barisano.

http://www.basilicatanet.com/

I Sassi di Matera sorgono su uno dei versanti di un canyon scavato nel tempo dal torrente Gravina. Sull’altro versante si estende invece il Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano anche conosciuto come Parco della Murgia Materana. Abbiamo deciso di visitare la città nel tardo pomeriggio e devo ammettere che è stata un’ottima scelta. Da un lato abbiamo evitato le ore del giorno più calde (anche a settembre fa molto caldo) e dall’altro, essendo il nostro anniversario, volevamo trascorrere qui la serata e cenare tra i sassi. ❤️ Un’atmosfera davvero romantica.

Gargano

Terminata la nostra prima settimana era tempo di spostarci verso quella che sarebbe stata la seconda parte della nostra vacanza in famiglia, il Gargano. A malincuore, era giunto il momento di lasciare il nostro meraviglioso trullo… ma niente paura, una nuova super sistemazione ci stava attendendo! Anche in questo caso abbiamo trovato un alloggio tramite Airbnb, non più una casa, ma una singola stanza adiacente l’abitazione della signora Carmela, a Peschici. La stanza non era molto grande ma aveva tutto il necessario per un soggiorno tranquillo… il vero pezzo forte però era sicuramente la posizione, a picco sul mare e lontano dal trambusto del centro cittadino. Un’ottimo spot per ammirare i tramonti.

Peschici

Questa parte della Puglia viene considerata una delle più ricche di habitat differenti e biodiversità. Il motivo risale alla conformazione morfologica dello “sperone d’Italia” e alla sua storia:

Quando cominciarono ad emergere gli Appennini – e stiamo parlando di centinaia di milioni di anni fa – il Gargano non c’era ancora, o meglio era solo un’isola, separata dal continente. Solo più tardi il promontorio si sarebbe congiunto alla terra ferma formando l’inconfondibile “sperone”, ma l’origine “isolana” della zona ha comunque segnato l’evoluzione ambientale dell’area, con il suo cuore verde, ma pure con un mosaico di laghi costieri, una collana di isole dirimpetto e un deserto di pietra alle spalle che solo in condizioni isolate avrebbero potuto formarsi.

https://www.parcogargano.it/servizi/notizie/notizie_homepage.aspx

Al suo interno sorge il Parco Nazionale del Gargano in Puglia, ampio circa 118mila ettari, dove si trovano più del 35% delle specie botaniche italiane. Istituito a inizio anni ’90, vanta il primato nazionale della biodiversità, con un’incredibile concentrazione di forme viventi in un’area pari appena all’1% dell’intero territorio italiano. Qui si incontrano infatti scenari appartenenti alla foresta, al mare e alla montagna. Da visitare in tranquillità in bici, moto o auto come abbiamo fatto noi, ricordandoti di fermarti di tanto in tanto per ammirare il panorama o acquistare prodotti tipici, ad esempio l’olio locale.

Girovagando da queste parti non può mancare una visita alla città di Vieste e alla sua spiaggia Pizzomunno, un imponente monolite in pietra calcarea alto 25 metri, dove abbiamo trascorso una piacevole giornata di mare. È situato all’inizio della spiaggia a sud del centro abitato e per la sua imponenza sembra ergersi a guardia di Vieste, mentre per il suo fascino è diventato il simbolo stesso della cittadina garganica. Conosci la leggenda?

Si racconta che al tempo in cui l’attuale città era solo un villaggio composto da sparute capanne ed abitato da pescatori vi vivesse un giovane alto e forte di nome Pizzomunno. Sempre nello stesso villaggio abitava anche una fanciulla di rara bellezza, con i lunghi capelli color del sole di nome Cristalda. I due giovani si innamorarono, amandosi perdutamente senza che niente potesse separarli. Pizzomunno ogni giorno affrontava il mare con la sua barca e puntualmente le sirene emergevano dai flutti marini per intonare in onore del pescatore dolci canti. Le creature marine non si limitavano a cantare, ma prigioniere dello sguardo di Pizzomunno gli offrirono diverse volte l’immortalità se lui avesse accettato di diventare il loro re e amante.

L’amore che il giovane riversava su Cristalda, però, rendeva vane le offerte delle sirene. Una delle tante sere in cui i due amanti andavano ad attendere la notte sull’isolotto che si erge di fronte alla costa, le sirene, colte da un raptus di gelosia, aggredirono Cristalda e la trascinarono nelle profondità del mare. Pizzomunno rincorse invano la voce dell’amata. I pescatori il giorno seguente ritrovarono il giovane pietrificato dal dolore nel bianco scoglio che porta ancora oggi il suo nome. Ancora oggi ogni cento anni la bella Cristalda torna dagli abissi per raggiungere il suo giovane amante e rivivere per una notte sola il loro antico amore.

https://www.turismovieste.it/il-pizzomunno

Nel 2018 la leggenda viene portata anche a Sanremo da Max Gazzè nella canzone “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno” a cui è stata dedicata la scala dell’amore ❤️.

E a proposito di amore, non può mancare una passeggiata lungo il Sentiero Natura Mergoli-Vignanotica, detto anche Sentiero dell’amore per gli scorci romantici che offre a chi passeggia. È considerato uno dei sentieri più affascinanti e panoramici di tutto il Gargano e si snoda tra le due spiagge più famose e belle, la baia di Vignanotica e quella di Mergoli detta anche Baia delle Zagare. Noi ci siamo avventurati solo per un piccolo tratto e siamo tornati indietro per il troppo caldo (abbiamo sbagliato del tutto l’orario 🤪), ma il sentiero sembra essere davvero bello e facile da percorrere. E che vista!

Baia delle Zagare

La Baia delle Zagare ha infatti conquistato numerose volte le copertine dei più importanti magazine di viaggio italiani e stranieri ed il portale Skyscanner la indica come “una delle 10 spiagge più belle d’Italia”. Vale la pena visitarla!

L’amore ha fatto da tema al nostro viaggio in Puglia e verso la fine della nostra vacanza abbiamo visitato quello che viene definito il paese di San Valentino, Vico del Gargano. Classificato come uno dei Borghi più belli d’Italia, si caratterizza per un piccolo angolo suggestivo, ritrovo per coppie di innamorati, il famoso vicolo del bacio: una stradina estremamente stretta da percorrere, larga non più di 50 cm e lunga circa 30 m, dove gli innamorati sono costretti a “sfiorarsi” per potervi passare. Il vico costituisce una delle viuzze più romantiche del piccolo centro garganico che non a caso ha San Valentino come suo protettore.

Termina così questa esperienza tutta italiana, alla scoperta di una regione a mio avviso ricca e affascinante che desideravamo visitare da tempo. Già non vediamo l’ora di tornare!

Consigli: per questo viaggio i nostri consigli sono tutti a tema food (e non poteva essere diversamente). Nella regione del Gargano abbiamo infatti provato un paio di locali conosciuti tramite una puntata del format 4 Ristoranti che meritano sicuramente una visita.

Camavitè, sugli scogli tra Peschici e Vieste, è un locale dalla doppia anima: lounge bar di giorno, diventa ristorante la sera. Qui abbiamo pranzato su un tavolino a picco sul mare e abbiamo assaggiato le cozze ripiene più buone del mondo! E Al Trabucco da Mimì, sulla Punta di San Nicola, il nostro ristorante preferito nonché vincitore della puntata di Borghese, dove invece abbiamo cenato al tramonto all’interno del Trabucco. Un sogno! Consigliamo la prenotazione.

Al Trabucco da Mimì

E per finire non può mancare un giro al Vecchio Frantoio in centro a Peschici per acquistare olio e prodotti locali. Sicuramente dei regali graditi da portare a casa!

Come prenotare: Airbnb.

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Croazia on the road

Dove: Istria e Dalmazia, Croazia 🇭🇷

Come: Viaggio di coppia, in auto, fai da te.

Quando: Agosto 2020.

Budget: €€

Durata: 15 giorni.

Agosto 2020, avevamo decisamente altri piani in mente (ritornare alle Maldive ad esempio…), ma la situazione COVID-19 e le restrizioni imposte dal Governo Italiano non ce lo hanno permesso. Così, pochi giorni prima della partenza, ho dovuto pensare ed organizzare un piano B del tutto nuovo.

Non ci crederai, ma un anno fa, tornata dal super viaggio USA on the road ho pensato: L’anno prossimo organizzerò qualcosa di più vicino a casa, che ne so, in Croazia! E così effettivamente è stato 😎 quando si dice il destino… Non volevo però visitare solo una destinazione, lo sai che preferiamo muoverci ed esplorare quanto più possibile. Da qui nasce l’idea della Croazia on the road.

Istria

La prima tappa del nostro viaggio è stata la città di Pula, una città in Istria, situata a circa 5-6 ore da casa. Il viaggio Italia-Croazia è stato tranquillo, traffico scorrevole, e alle 11:30 @divenirio era già stravaccato nella piscina dell’hotel! 🤣 Abbiamo deciso di fermarci qui qualche giorno (3 in totale) per riposarci dal viaggio in auto e scoprire qualcosa nei dintorni. Tra tutte le città della Croazia visitate durante questo viaggio, Pula è stata la più bruttina, anche se presenta delle chicche degne di nota, come l’anfiteatro romano, l’Arena di Pula, costruito sulla via principale (la Via Flavia) che un tempo portava direttamente ad Aquileia e Roma, o il Tempio di Augusto, originariamente dedicato alla dea Roma e successivamente all’imperatore, completamente costruito in marmo bianco.

Situata nell’estremo sud della penisola Istriana, la città offre però bellissimi paesaggi naturali e si trova nelle vicinanze del Parco Naturale Kamenjak che abbiamo deciso di visitare in una giornata. Si tratta a sua volta di una piccola penisola, vicino alla località di Premantura, dal 1996 zona protetta. Il Parco è attraversato per tutta la sua lunghezza da una strada sterrata, dalla quale si diramano numerosi sentieri secondari che portano fino al mare. L’ingresso costa circa 10 euro con auto e il biglietto vale dalla mattina fino alla chiusura. Al suo interno ci sono un paio di bar interessanti per il pranzo o per una birretta fresca, io ti consiglio il Portich Beach Bar.

Spiaggia nel Parco Kamenjak

Hotel: partiamo subito con una bellissima sistemazione, Mondival Residence, un mix tra hotel e appartamenti 4 stelle, un edificio completamente realizzato in pietra bianca e posizionato strategicamente su una collina dove ammirare i super tramonti di Pula! Abbiamo scelto l’opzione camera matrimoniale classica, direttamente sulla piscina (apri la finestra e ti tuffi). Ci siamo trovati molto bene, tutto è stato estremamente pulito e la colazione ottima. Forse un pochino caro per quello che realmente offre, ma il parcheggio era gratuito e lo stile simil Ibiza ci ha fatto davvero rilassare… (Leggi la mia recensione completa).

Inoltre l’hotel è vicino al centro della città, se non vuoi usare l’auto puoi tranquillamente scendere a piedi. Nelle vicinanze ti consiglio un ristorante locale, il Kod Kadre; vieni qui e ordina i Ćevapčići! Inoltre, sulla strada verso la seconda tappa di questo on the road puoi decidere di fermarti nella carinissima Rovigno, cuore turistico dell’Istria, magari per un pranzo veloce o per un giro nel centro storico, racchiuso all’interno delle sue mura veneziane. La città vecchia, dominata dall’imponente Chiesa di Sant’Eufemia, ti incanterà con le sue viuzze strette, i suoi scorci panoramici, la sua atmosfera romantica e un po’ sonnacchiosa.

Parco Nazionale dei laghi di Plitvice

Era tempo di salutare temporaneamente il mare per dirigerci verso la montagna e l’entroterra, e nello specifico verso un parco naturale che sognavo di visitare da 20 anni (e non sto scherzando), il Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice. Si tratta di una riserva forestale di ben 295 km² nella Croazia centrale, divenuta celebre per una catena di 16 laghi terrazzati collegati da cascate, che si estendono in un canyon calcareo. Le passerelle in legno e i sentieri escursionistici si snodano intorno ai laghi, mentre una barca elettrica collega i 12 laghi superiori e i 4 laghi inferiori. Questi ultimi ospitano la Veliki Slap, una cascata di ben 78 metri!

Il processo di sedimentazione del calcare, responsabile della formazione delle barriere tufacee e dei laghi, rappresenta un valore unico e universale. Per questo motivo i Laghi di Plitvice, il 26 ottobre 1979, sono stati iscritti nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

np-plitvicka-jezera.hr/

Peccato che il giorno della nostra visita il clima non è stato clemente e ha piovuto incessantemente per tutto il percorso! Ti dirò, che figata… 😝 Il parco era semi vuoto, diciamo tutto per noi, e la natura la faceva da padrona. Abbiamo scelto il percorso intermedio della durata di circa 4 ore, per niente impegnativo (non ci sono salite o altro) e percorribile sulle passerelle in legno e sui sentieri tracciati. Impossibile perdersi. Nel costo del biglietto è compreso anche il tragitto in traghetto che ti porta dai laghi inferiori a quelli superiori, per poi tornare indietro via strada, tramite un bus gratuito. All’interno ci sono diverse postazioni dove mangiare delle quali non abbiamo usufruito se non per un caffè, avevamo infatti il pranzo al sacco.

Hotel: abbiamo soggiornato in un hotel di recente costruzione, poco distante dall’ingresso del parco, il Plitvica Kuka D. Più che un hotel si tratta di due casette molto carine costruite una a poca distanza dall’altra nel bel mezzo del nulla! Sistemazione assolutamente consigliata: prezzo onesto, camera spaziosa e pulitissima, doccia enorme, colazione inclusa (la colazione è stata servita in camera, in un cestino di vimini, con all’interno caffè, succo, frutta e due super panini che abbiamo portato con noi durante la nostra escursione).

Plitvica Kuka D – Foto: Booking.com

Pag

Lasciata la montagna e la pioggia alle nostre spalle, qualche chilometro dopo il paesaggio è cambiato radicalmente. Benvenuto nella brulla isola di Pag! Tra tutte le destinazioni visitate durante il nostro tour, questa è stata senza dubbio la mia preferita: un’isola a tratti deserta, a tratti ricoperta da una fitta vegetazione composta in prevalenza da alberi di ulivo, battuta dal vento e soleggiata. Un paesaggio quasi lunare… Per non parlare poi dei super tramonti! 😍 L’isola è collegata alla terraferma tramite traghetto nella parte più a nord, ma, arrivando noi dalla montagna (Plitvice), abbiamo preferito scendere più a sud ed entrare tramite il ponte che collega Pag direttamente alla costa.

Il ponte dell’isola fu inaugurato il 17 novembre 1968 e all’epoca era uno dei dieci ponti più grandi del mondo e Pag era la prima grande isola croata collegata alla terraferma.

Abbiamo deciso di restare qui per 4 giorni pieni, per goderci finalmente il sole e il mare, oltre che le varie spiagge che l’isola offre. Consiglio vivamente di avere un’auto a disposizione (o uno scooter) per potersi spostare in tranquillità e scovare angolini nascosti dove fare un bagno. Da segnalare la spiaggia di Ručica, una spiaggia di ghiaia e ciottoli considerata una tra le più belle del Mediterraneo, raggiungibile in auto attraverso una stretta strada sterrata che degrada poi dolcemente verso il mare. I giovani di tutta Europa invece vengono a Pag per trascorrere le loro notti in discoteca al suono della musica più trendy o per partecipare ai seguitissimi festival di musica elettronica sulla famosa party beach di Zrće. Ci siamo stati anche noi per un aperitivo al tramonto in spiaggia, ma non siamo entrati nelle discoteche sia per il periodo poco felice, che per il costo (ogni discoteca è a pagamento mentre la spiaggia in sé è accessibile a tutti).

Le acque cristalline di Pag

Non puoi lasciare Pag senza aver assaggiato il pecorino tipico dell’isola, il Paški Sir: il latte delle pecore locali, che si nutrono di magre erbe salmastre, e la stagionatura in contenitori di pietra gli conferiscono un sapore particolare, piuttosto marcato. Buonissimo! E si tratta anche di un prodotto premiato: il formaggio di Pag è stato infatti riconosciuto come il migliore formaggio di pecora del mondo ai Global Cheese Awards del 2017 nel Somerset, Regno Unito.

Sull’isola consiglio anche un viaggio alla scoperta della parte più a nord, fino agli oliveti di Lun:

Gli oliveti di Lun fanno del paese un posto unico dell’isola di Pag, ma anche del mondo. Tra 80.000 ulivi che si trovano nell’area di Lun, si distinguono circa 1.500 ulivi selvatici (lat. Olea Oleaster), con una altezza di 5-8 m ed un diametro di 20-80 cm. Gli esperti hanno stimato l’età di alcuni ulivi a più di 1.500 anni!

www.isola-pag-croazia.it/

Un posticino davvero molto carino dove poter provare l’olio e il formaggio locale lo abbiamo trovato quasi per caso, scendendo verso il mare lungo una stradina stretta dell’isola, durante il nostro girovagare a nord. Si tratta di Bravarica OPG, un piccolo bar/locanda dove fermarsi ad ammirare il tramonto e il sole che si getta direttamente in mare. Consiglio di ordinare anche la loro frittata con asparagi ed erbette a KM0 (nel vero senso della parola, le raccolgono poco più avanti, sugli scogli!) e di assaggiare il loro vino. Ah, qui il mare è davvero cristallino: fermati anche per un tuffo.

Hotel: sull’isola abbiamo soggiornato presso una stanza della Villa Ropus, a Novalja. Consiglio di scegliere questa cittadina al centro dell’isola come punto di appoggio in quanto troverai tutto ciò che ti serve: supermercati, locali, ottimi ristoranti e negozi. Se invece preferisci qualcosa di più tranquillo, puoi decidere di dormire a Pag città, a sud. La villa è molto bella, posizionata in centro, la camera piccolina ma aveva tutto il necessario e soprattutto pulita. Complimenti a tutto lo staff che si è dimostrato essere molto professionale e gentile (la villa è gestita dai figli dei proprietari), oltre che molto generoso: i ragazzi ci hanno sempre offerto qualcosa da bere (birra, spirits locali o caffè espresso) e alla nostra partenza ci hanno regalato una bottiglia di buon vino rosso.

Aggiornamento: leggi la nostra intervista dall’isola di Pag, pubblicata su Corriere della Sera!

Split

Lasciata Pag, ci siamo diretti verso la città di Split (Spalato), dove abbiamo soggiornato solo una notte in attesa di prendere il traghetto che ci avrebbe condotto verso l’isola successiva. Stiamo parlando della seconda città della Croazia per grandezza e importanza, nonché tappa imprescindibile del nostro on the road nella Dalmazia centro-meridionale. Vale certamente la pena fare una sosta per visitare il bellissimo Palazzo di Diocleziano, un magnifico esempio di architettura romana, una piccola città nella città, costruito in pregiata pietra bianca, che ha fatto da sfondo anche alla famosa serie Il Trono di Spade (come Mdina sull’isola di Malta, ricordi?).

Video: @Pablo Camacho

A dispetto del nome, non aspettatevi di visitare una reggia costituita da un unico edificio. Il palazzo di Diocleziano è più simile a una piccola cittadella costituita da due strade che si incrociano, formando quattro zone separate. La sua funzione originaria era un misto di residenza imperiale e fortezza militare; oggi all’interno del palazzo si possono contare più di 200 edifici, molti dei quali abitati o adibiti a negozi, bar o ristoranti. Costruito con la splendida pietra bianca di Brac ed altri marmi pregiati, che creano un suggestivo contrasto con il blu del mare sullo sfondo, il palazzo di Diocleziano è un labirinto in cui è un piacere perdersi per ore, esplorando ogni angolo e scorcio.

http://www.croazia.info/dalmazia/spalato/

Potevamo non assaggiare anche qui un buon bicchiere di vino locale? Se vuoi fermarti in un posticino davvero particolare, cerca la Marvlvs Library Jazz Bar, un jazz bar/libreria che si dice essere la casa natale del poeta più famoso dell’intera Croazia, oppure siediti nel peristilio del Palazzo, presso il Lvxor Kavana & Restoran, per una serata scandita dal ritmo della musica locale suonata dal vivo. Voto 10 per l’atmosfera.

Hotel: a Spalato abbiamo dormito solo una notte, in una stanza di un piccolo B&B ricavato all’interno di uno dei palazzi storici, il Bed & Atmosphere Rooms. La camera era carina e moderna, unico neo: niente ascensore e salire i piani di questi palazzi antichi con i nostri bagagli pesanti non è stato il massimo (anche perché essendo in pieno centro l’auto va lasciata nel parcheggio più vicino, a pagamento). La colazione era inclusa ma veniva servita in un ristorante poco distante: ottima e completa.

Brac

Altro giro, altra isola da visitare! Lasciata Split con il traghetto (circa 1 ora di viaggio), siamo giunti sull’isola di Brac, la più grande isola di tutta la Dalmazia. Sull’isola arrivano numerosi visitatori che desiderano vedere dal vivo la spiaggia più fotografata di tutta la Croazia, Zlatni Rat a Bol, detta anche il Corno D’Oro, in quanto composta da ciottoli che si protendono in una lingua verso il mare. L’aspetto interessante di questa spiaggia è che cambia in continuazione la sua forma, essendo sotto l’influenza dei venti, delle onde e delle correnti marine. Inoltre, a partire dalle ore pomeridiane, diventa il set di incredibili acrobazie di kitesurf! Assolutamente da vedere…

Nonostante questo richiamo, Brac è un’isola meno turistica e mondana rispetto alla vicina Hvar e rappresenta un’ottima scelta per chi cerca una meta facile da raggiungere, un mare pulito e un paesaggio naturale suggestivo fatto di pinete, macchia mediterranea e dirupi scoscesi. L’isola è inoltre conosciuta per aver fornito la pregiata pietra bianca per la costruzione del Palazzo di Diocleziano a Spalato e, secondo rumors locali, anche per uno degli edifici più famosi al mondo, la Casa Bianca. 😵

Sull’isola abbiamo trascorso 5 giorni, volevamo goderci un po’ di mare e tranquillità essendo anche la penultima tappa del nostro viaggio on the road. Un’intera giornata l’abbiamo dedicata alla scoperta delle numerose calette, accessibili tramite una piccola imbarcazione che è possibile noleggiare al porto di Bol. Quando dico piccola intendo davvero microscopica! Ma diciamo che ha svolto egregiamente il suo compito e abbiamo passato così una splendida giornata in mare soli soletti…

Il giorno seguente invece siamo andati alla scoperta delle isole vicine tramite un’escursione organizzata. Abbiamo così visitato Hvar, Vis, la famosa Blue Cave (o Grotta Azzurra) e la Stiniva Cove, un tempo grotta ora crollata e divenuta una celebre spiaggia (trovi qui la descrizione e i costi di un tour più o meno simile). Personalmente ho apprezzato molto la piccola isola di Vis, set del celebre musical Mamma Mia, ci risiamo! e meta ideale per una vacanza in totale relax. E la spiaggia alla Stiniva Cove, raggiungibile solo a nuoto dall’imbarcazione, ma davvero spettacolare (mi ha ricordato un pochino la spiaggia di Phi Phi Island).

Hotel: abbiamo soggiornato 4 notti presso una delle camere di Nono Ban. Questa sistemazione mi aveva incuriosita fin da subito, essendo non sul mare ma su di una collina, tra gli uliveti. La località è davvero molto tranquilla e isolata, la sera era visibile la via lattea in cielo! Sono però rimasta un po’ delusa per alcuni motivi:

  • in 5 giorni non ci hanno mai rifatto la camera; una volta puntualizzato questo aspetto si sono scusati, ma non capisco come ci si possa “dimenticare” di sistemare una camera
  • sul sito le stanze sono classificate come 4 stelle ma gliene darei 3 al massimo (in effetti il prezzo era più da tre che da quattro)
  • alcuni piccoli accorgimenti avrebbero reso il soggiorno più piacevole, come ad esempio sistemare le luci nel patio e all’ingresso che non hanno mai funzionato.

Peccato perché la location è da 10 (si tratta di piccole casette costruite con la pietra locale), il ristorante 10+ (tra l’altro servono un ottimo gin tonic! 🤩 ) e lo staff è molto gentile. Un piccolo sforzo e diventerebbe perfetto. Lo consiglio comunque perché si spende il giusto e la camera è davvero molto grande.

Camera doppia con patio scelta da noi. Foto: villas-croatia-nonoban.com/en

Zadar

Ultima tappa del nostro tour in Croazia, la città di Zadar. Abbiamo scelto questa meta per due motivi: 1- volevamo spezzare il viaggio di ritorno verso casa con una tappa intermedia e 2- visitare un altro parco naturale, quello delle isole Kornati, raggiungibile per l’appunto da questa città. Prima però di raggiungere la nostra ultima destinazione (ed essendo anche il compleanno di @divenirio), abbiamo deciso di fare una piccola deviazione lungo il percorso e di passare la giornata al Parco Nazionale di Krka. Si tratta di uno dei più bei parchi della Croazia, meno scenografico di Plitvice, ma altrettanto bello da visitare. E dettaglio da non sottovalutare: in una delle vasche naturali create dal fiume è possibile fare il bagno durante i mesi estivi, sotto la grande cascata. Potevamo farci scappare questa ghiotta occasione?

Anche in questo caso il parco è visitabile attraverso delle passerelle in legno e dei sentieri tracciati che portano alla piscina naturale e alla cascata. Munirsi di scarpette per gli scogli! Puoi depositare la borsa e altri oggetti personali in alcune cassette di sicurezza, a pagamento. Un consiglio: se entri dal piccolo borgo di Skradin è possibile percorrere il fiume in barca e approfittare di questa escursione circondati da uno stupendo panorama naturale. Purtroppo noi siamo entrati dalla direzione opposta (Lozovac), arrivando in auto da Split.

Arrivati a Zadar, abbiamo depositato i bagagli e cercato un parcheggio vicino alla nostra stanza in modo tale da avere il tempo necessario per goderci il famoso tramonto sul lungomare. Famoso perché oltre ad essere un bellissimo tramonto, qui è stato costruito l’Organo Marino, il primo organo al mondo ad essere suonato dal mare. Sì, hai letto bene! Si tratta di un organo formato da 35 canne di diversa inclinazione, forma e lunghezza che grazie al moto ondoso dell’acqua producono suoni continuamente diversi, modulati secondo sette accordi e cinque tonalità. Cosa c’è di più straordinario della dolce luce del tramonto accompagnata dalla musica, suonata dalle onde?

Fate in modo di arrivarci mentre viene sera, poi chiudete gli occhi. Siamo sul molo di Zara, la meno nota fra le città d’oro del litorale croato, insieme a Spalato e Dubrovnik. Ancona è lì di fronte, superato l’Adriatico che qui scintilla calmo tra una miriade di isole. C’è una scalinata di pietra bianca, si sentono le voci di chi passa. Restate a occhi chiusi, però, e non abbiate fretta. La riconoscerete dopo un po’, dalla sua dolcezza. È la sinfonia delle onde del mare, fatta di suoni lievi e malinconici.

http://www.vanityfair.it

Anche in virtù di tutto questo, tornano attuali le parole di Alfred Hitchcock, il quale, in visita in città nel maggio del 1964, rimase incantato ammirando il crepuscolo dalla sua stanza d’albergo. “Questo è il più bel tramonto del mondo” disse. Possiamo dargli torto?

Ma lo spettacolo continua… Poco lontano, infatti, il molo prende vita in un cerchio di luci colorate, soffuse, che illuminano la notte. Le luci si muovono e giocano, in armonia con i suoni del mare. Capita ogni sera e si chiama Saluto al Sole. Fino a qualche tempo fa, questo lato della città era una zona degradata e priva di ogni interesse; oggi, grazie all’opera dell’architetto croato Nikola Bašić, il molo di Zara ospita due installazioni uniche, parte di un progetto di riqualificazione che ha dato all’area una nuova identità.

Parco Nazionale delle isole Kornati

Devi sapere che io a Zadar ero già stata circa 20 anni fa 😱 Ero stata in visita in città e avevo soggiornato sull’isola di Ugljan, approfittando poi della vacanza per visitare il Parco Nazionale delle isole Kornati. Così ho deciso di tornarci per ri-vedere insieme a @divenirio questo spettacolo della natura: + di 100 isole che coprono un’area di 320 kmq, comprese tra le isole Zirje, Dugi Otok o Isola Lunga e Pasman. Numeri a parte, parliamo di uno dei tratti di mare che attrae maggiormente i turisti di tutto il mondo, gli appassionati di immersioni e coloro che amano la natura incontaminata e selvaggia. Guarda il video 👇

Kornati – Mavic Pro – Video: @effegi PD

Avendo solo un giorno a disposizione, ho preferito affidarmi ad una delle classiche escursioni organizzate che si trovano facilmente a Zadar, anche se non sono stata completamente soddisfatta in quanto i punti del parco toccati non sono stati esattamente come li ricordavo. Peccato! Siamo però attraccati in un’area molto bella che comprendeva una scogliera panoramica da una parte e un lago salato dall’altra, dove siamo andati a fare un tuffo.

Hotel: in città abbiamo scelto come opzione di soggiorno una stanza in centro, dove abbiamo trascorso due notti. La camera si trova negli appartamenti Mareta Exclusive ed è veramente molto bella e moderna. Siamo stati accolti da un giovane ragazzo che ci ha spiegato in pochi minuti cosa visitare in città, dove mangiare e parcheggiare l’auto per spendere il meno possibile. Ci ha persino messo in contatto con la persona che ha organizzato poi l’escursione al parco delle isole Kornati. Servizio super, consigliato!

Consigli: una città molto carina che puoi aggiungere al tuo tour scendendo verso Split o risalendo verso Zadar è la cittadina di Trogir. Patrimonio Unesco dal 1997, è un vero gioiello medievale chiuso all’interno delle mura su un piccolo isolotto collegato alla terraferma. Oppure puoi decidere di allungare il tour e scendere ancora più a sud fino alla celebre città di Dubrovnik. Noi abbiamo preferito non rischiare a causa delle restrizioni imposte dalla situazione COVID-19 (per accedere alla città via terra è infatti necessario entrare in Bosnia per un certo tratto di strada, accesso che non era consentito ad agosto dal Governo Italiano), ma è una città che vale sicuramente una visita quando si è da queste parti in Croazia. Infine, per non farsi mancare nulla, fermati per un gelato in Slovenia, nella cittadina di Piran, prima di rientrare definitivamente in Italia.

Come prenotare: Booking, TripAdvisor.

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Honeymoon in Giappone (parte I)

Dove: Giappone 🇯🇵

Come: Viaggio di nozze, parte I.

Quando: Settembre 2013.

Budget: Essendo il nostro viaggio di nozze non te lo so dire 😬 (abbiamo scelto la lista viaggio).

Volo: Prima tappa della nostra luna di miele , abbiamo voltato con British Airways direttamente da Londra (ben 11 ore di volo).

Visto: I cittadini italiani che si recano in Giappone per motivi turistici per un periodo non superiore ai 90 giorni non necessitano di alcun visto sul passaporto.

Quando ci siamo sposati, io e Davide abbiamo avuto subito le idee chiare sul viaggio di nozze dei nostri sogni: Giappone e Hawaii.

#muttitravels

Questo te lo avevo già raccontato parlando delle Hawaii (leggi la parte II del nostro viaggio di nozze), ma non ti avevo ancora parlato della prima parte, quella che più ci è rimasta nel cuore ❤️, ovvero il tour classico del Giappone, organizzato dall’agenzia viaggi Sandy Bay. Si tratta del viaggio che più abbiamo amato in assoluto, forse perché lo abbiamo scelto come viaggio di nozze, ma credo più perché è stato il nostro primo viaggio intercontinentale, la nostra prima avventura nel mondo come coppia sposata (molto romantico!).

Non è facile raccontare i dettagli di questo tour perché all’epoca non ero ancora molto pratica nell’organizzare viaggi (parliamo di ben 7 anni fa e non ero ancora #muttitravels!), ma cercherò di ricordare quelle che sono state le tappe del nostro girovagare per questa terra così lontana, ma al tempo stesso così affascinante. Innanzitutto ci tengo a precisare che fin da subito non abbiamo avuto dubbi su quella che sarebbe stata la meta del nostro viaggio: il Giappone. E così, con le idee ben chiare piantate in testa, ci siamo diretti in agenzia per organizzare i dettagli della lista nozze. Il percorso che ci è stato proposto è quello definito classico, utile per conoscere le attrazioni e le città principali della terra del Sol Levante, organizzato tramite il tour operator Mistral.

Un itinerario veloce e completo che permette di abbinare la conoscenza approfondita del Giappone classico ad una possibile estensione mare a fine viaggio.

qualitygroup.it

Tappe previste: Tokyo, Shizuoka, Kyoto, Miyajima, Osaka.

Per le vie di Tokyo

Tokyo

Finalmente in Giappone! 🇯🇵 Non ci potevo credere eppure era realtà e dopo un volo che ci era sembrato infinito ci trovavamo effettivamente in Oriente e più precisamente nella città di Tokyo. I giorni dedicati alla capitale sono stati 3 in totale. Il primo e il terzo sono stati lasciati a nostra completa disposizione, per poter gironzolare in totale libertà, mentre il secondo è stato organizzato con una guida locale parlante italiano, il mitico Pino-san. Durante la giornata di tour guidato, abbiamo visitato diversi punti di interesse tra cui la piazza del Palazzo Imperiale (dove però non si poteva entrare), il santuario Meiji, il Tempio Kannon di Asakusa, il Tokyo Metropolitan Building a Shinjuku (vicino al nostro hotel) e il quartiere commerciale di Ginza. Durante il nostro girovagare invece siamo stati nel quartiere di Ueno, a Shibuya per omaggiare la statua Hachiko (conosci la storia di questo cane, reso celebre dal film interpretato da Richard Gere?) e per attraversare l’incrocio pedonale tra i più famosi al mondo. E ancora sulla Yurikamome, ovvero il treno su gomma completamente automatizzato (non c’è il conducente) che collega la stazione di Shimbashi all’isola di Odaiba (dove puoi vedere il Gundam gigante e la copia della Statua della Libertà) e per finire una visita alla Tokyo Tower. Un bel camminare! Abbiamo però preso anche la metropolitana: molto complicato capire come orientarsi (i cartelli sono tutti in giapponese, ovvio 😖), ma una volta dentro ci siamo mossi velocemente da una parte all’altra della città.

La sistemazione per questi primi giorni di tour è stato un hotel 4 stelle, il Keio Plaza (Shinjuku). Ricordo un hotel molto bello, grande, situato nel quartiere degli affari di Tokyo, con una vista meravigliosa sulla città. La prima notte ci fu un leggero terremoto: il Giappone ci stava dando il suo personale benvenuto…

Santuario Meiji

Un servizio che mi sento di suggerire è quello offerto da Tokyo Free Guide, grazie al quale puoi usufruire di una guida locale e volontaria che ti accompagna in giro per la città… gratuitamente! (Come in Vietnam, ricordi?). Noi siamo stati assegnati a Takuya Hayashi, un simpatico pensionato di 67 anni che ci ha fatto scoprire alcune zone poco battute di Tokyo, su nostra richiesta. Gli accordi vengono presi via mail prima della partenza e la guida ti passa a prendere direttamente in hotel. Alcuni parlano in italiano, altri in inglese. Più comodo di così… Il servizio è stato organizzato direttamente da me su consiglio di un amico che lo aveva già sperimentato qualche mese prima. Consiglio sempre questa tipologia di attività, da un lato per supportare le realtà locali e dall’altro per entrare in contatto diretto con le persone del posto.

Takuya Hayashi

Fujiyama + Kyoto

Dopo i primi giorni trascorsi a Tokyo siamo partiti per la nostra seconda destinazione, Kyoto. Eravamo eccitati per due motivi: primo perché finalmente potevamo prendere il famoso treno proiettile giapponese, lo Shinkansen (a proposito, ti ricordo che per salire devi essere in possesso del Japan Rail Pass, che va acquistato in Italia. Noi l’avevamo incluso nel pacchetto viaggio); secondo perché durante il tragitto sarebbe stata prevista una sosta a Shizuoka, nella zona del monte Fujiyama, per una visita al santuario shintoista Toshogu e la vista sul monte Fuji (da un punto panoramico privilegiato). Qui è stato organizzato un pranzo tradizionale giapponese tutto per noi (e il nostro gruppo) e una visita alle coltivazioni di tè verde, per poi proseguire diretti verso la città di Kyoto.

santuario shintoista Toshogu
Per le strade di Kyoto

Durante l’intera giornata dedicata alla capitale culturale del Giappone, abbiamo visitato il tempio buddhista del Padiglione d’oro, il castello Nijo, il tempio buddhista Kiyomizu, il quartiere di Higashiyama ed il tempio Kodaiji. Sicuramente quello che più mi è rimasto impresso nella memoria è stato il famoso Padiglione d’oro:

Il nome del tempio deriva dalla foglia d’oro con cui è ricoperto il padiglione: l’oro ha infatti un forte valore simbolico di purificazione da ogni tipo di inquinamento o pensiero negativo ed è inoltre funzionale a creare un particolare riflesso sullo stagno, grazie alla luce del sole. Escludendo i sotterranei, l’intero padiglione è ricoperto di foglie d’oro puro, motivo per il quale l’edificio viene spesso paragonato ad un altro tempio situato a Kyoto, ossia il Ginkaku-ji, il Tempio del padiglione d’argento. La pagoda, che si articola su tre piani, contiene inoltre le reliquie del Buddha.

marcotogni.it
Il Padiglione d’oro

L’hotel scelto per questa tappa è stato ancora un 4 stelle, il Rihga Royal, un hotel con camere tradizionali, situato vicino alla stazione dei treni. Un aneddoto divertente: l’hotel metteva a disposizione degli ospiti dei kimono per la notte 🥋 👘; inutile dire che ne abbiamo approfittato per scattare mille foto!

Hiroshima

Il nostro viaggio in treno proiettile è proseguito alla volta della città di Hiroshima. Questa è stata a dir poco la visita più toccante ed emozionante di tutto questo tour e mai sperimentata in tutta la mia vita. Una volta arrivati ci siamo infatti diretti subito al Parco della Pace ed al Museo della Bomba atomica. Come tutti, avevo sentito più volte raccontare la storia dello sgancio della bomba sulla città, ma essere lì fisicamente in quel luogo e immaginarsi tutto quello che è successo, ascoltando le testimonianze e le storie delle persone locali, mi ha davvero impressionata. Un particolare: nel museo è ancora esposto un orologio fermo all’ora dell’esplosione della prima bomba…

L’orologio

Interessante è anche l’adiacente Parco della Pace, situato poco distante il museo. Il luogo in cui oggi sorge era, prima della bomba, il cuore commerciale e politico della città, ma a soli 4 giorni di distanza dalla detonazione è stato deciso di non ripristinare l’area, ma di trasformarla in un luogo di pace e di memoria. Infondo, spunta la cupola dell’A-Bomb Dome, l’unico edificio rimasto in piedi durante lo scoppio: la cupola non è stata volutamente restaurata per mantenere il ricordo di quell’orribile esplosione.

Il Parco della Pace: la siepe ai lati è tagliata a forma di fiamme
A-Bomb Dome

Dopo questa visita davvero emozionante, la giornata è proseguita in traghetto verso l’isola di Miyajima, nel mare interno giapponese. Qui sorge il santuario shintoista dedicato al dio del mare che abbiamo visitato per tutto il resto del pomeriggio. Spiritualità e natura incontaminata convivono da secoli e ancora oggi, nonostante sia diventata una delle mete più turistiche del Giappone, l’isola rimane un luogo affascinante e suggestivo. E’ stato molto rilassante avere del tempo libero a disposizione per godere della pace della natura e dell’incanto di questi templi. Inoltre, vale davvero la pena passeggiare nel piccolo centro, tra negozi tipici e… i tanti cervi che scorrazzano liberamente in tutta l’isola! Non perdere l’occasione di provare i piatti tipici come le ostriche (crude, bollite, fritte o alla griglia) e naturalmente i dolci locali.

L’isola di Miyajima
Santuario shintoista

L’albergo in cui abbiamo soggiornato è stato ancora un hotel della catena Riga Royal, a Hiroshima. Qui abbiamo trascorso forse la serata più divertente di tutta la vacanza, insieme alle coppie che facevano parte del nostro gruppo di neo sposi e di alcuni ragazzi locali, conosciuti per caso in un bar della città. Il bello del viaggio è anche questo, conoscere e condividere momenti che rimarranno per sempre nella memoria!

Osaka

Il tour stava per giungere al suo termine, avevamo in programma solo un’ultima tappa, la visita della capitale commerciale del Giappone: Osaka. Giunti in città (sempre con il treno veloce, davvero comodo!), la nostra guida (questa volta una donna) ci ha mostrato il famoso castello, il quartiere dei grattacieli, il quartiere di Shinsaibashi e la zona commerciale di Namba.

Il castello merita decisamente una visita: è situato al centro del parco omonimo, uno dei più grandi della città con i suoi 100 ettari di estensione, ed è costruito su un piccolo altopiano circondato da enormi mura in pietra e fossati. Purtroppo si tratta oggigiorno di una costruzione praticamente nuova:

Il Castello di Osaka sorge sul sito dell’ex tempio di Ishiyama Honganji, distrutto nel 1570. Quando venne costruito, nel 1583, era il castello più grande del Giappone ed aveva lo scopo di mostrare la forza di Toyotomi Hideyoshi, tra i primi a voler unificare il Giappone. Dopo la sua morte, però, il castello fu prima distrutto e poi ricostruito dai Tokugawa, ma prese fuoco a seguito di un fulmine nel 1665 e rimase distrutto fino al 1931 quando venne ricostruito definitivamente in acciaio e calcestruzzo. E’ stato restaurato per l’ultima volta nel 1997.

vadoingiappone.it
Foto: Wikipedia

Merita poi una nota il famoso quartiere di Namba e nello specifico il suo centro, Dotonbori, che corrisponde precisamente alla strada a sud del canale omonimo. La zona è sempre molto affollata, di giorno come di sera quando il caos unito ai neon che brillano ovunque la rendono qualcosa di incredibile. Noi ci siamo ritrovati qui di giorno e siamo stati letteralmente travolti da questo folle mondo!

Dotonbori

Qui tutto è gente, luci, musica, cibo, odori… e insegne enormi in cartongesso che fuoriescono dai palazzi. Sembra quasi una quinta di teatro! Da non perdere il sushi e il famoso street food della città, in particolare lo Takoyaki: questo piatto tipico di Osaka contiene pezzetti di polpo, zenzero, cipolline e crumble di pane. Alla pastella viene data la forma di un raviolo tondo, che può essere mangiato da solo o con maionese, alghe e fiocchi di pesce disidratato. Ottimo!

Sushi in un ristorante di Osaka

Per completare in bellezza il nostro tour, durante la nostra ultima sera in terra giapponese è stata organizzata per noi una cena tipica in un ristorante tradizionale del centro di Osaka e un giro sulla ruota panoramica della città (costruita sul tetto di un centro commerciale). L’hotel selezionato per questa ultima tappa è stato il Granvia, situato direttamente sopra la Stazione Ferroviaria JR.

Era giunto il momento di separarci dal gruppo, il nostro viaggio sarebbe proseguito niente meno che alle Hawaii! Leggi come abbiamo trascorso la parte II del nostro viaggio di nozze…

Tips: se come noi decidi di abbinare il viaggio alle Hawaii, molto probabilmente rientrerai ancora in Giappone prima di partire definitivamente verso l’Italia. Cosa c’è di più bello del concludere questo super viaggio con un’ultima serata in Oriente e un’ultima cena a base di ottimo sushi?

Come prenotare: Sandy Bay Viaggi, Mistral Tour.

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Stati Uniti on the road

Dove: California, Nevada, Utah e Arizona, Usa 🇺🇸

Come: Viaggio di coppia, fai da te.

Quando: Agosto 2019.

Budget: €€€

Durata: 20 giorni.

Voli: Swiss Air, un solo scalo a Zurigo, durata volo 12 ore circa. I voli sono stati acquistati a febbraio per agosto.

Visto: per entrare negli USA serve l’Esta (Electronic System for Travel Authorization), lo puoi richiedere in autonomia, collegandoti al sito.

Un viaggio on the road di 3 settimane tra California, Nevada, Utah e Arizona. Da quanto tempo lo sognavo? Tantissimo, soprattutto per riuscire a vedere con i miei occhi tutti quei luoghi che avevo visto fino a quel momento solo nei film o nelle serie TV. Eppure non mi ero mai veramente interessata ad organizzare un on the road di questa portata fino a che, verso la fine del 2018, fantasticando sul viaggio dell’estate, Davide non mi ha chiesto Andiamo in America? (è vero, ultimamente sta decidendo sempre lui le mete dei nostri viaggi! 🙃 vedi Zanzibar e Maldive). E così, verso fine ottobre 2018, ho iniziato a spulciare gli hotel e a buttare giù un possibile itinerario… ed eccolo qui!

USA on the road: itinerario di viaggio

C’è così tanto da raccontare e così tanto da consigliare! Questo sarà un resoconto di viaggio un po’ diverso dagli altri vista la mole di informazioni che scriverò qui sotto… Ma andiamo per ordine e iniziamo con la prima città, nonché tappa di arrivo e di partenza del nostro tour americano 🇺🇸.

Los Angeles

LA, ovvero la città degli angeli. Non avevo grandi aspettative prima di arrivare, è vero parliamo della California, quella che tutti sognano di visitare almeno una volta nella vita, eppure più volte avevo sentito parlare male della città, non volevo quindi essere delusa. Invece devo dire che l’ho apprezzata e amata, non tanto come grande città, quanto come insieme di quartieri differenti, a tratti strani, ma tutti assolutamente da scoprire, quasi delle piccole cittadine a sé stanti. Ci abbiamo dedicato in totale 4 giorni. Troppi? Troppo pochi? Per noi, il giusto. Il primo giorno è praticamente volato via tra ritiro bagagli, ritiro auto, ricerca della strada verso l’hotel… e poi cerca di ambientarti nelle enormi highways americane 🤪… E così ci è rimasta praticamente solo la serata libera che abbiamo dedicato ad un primo assaggio di America, con un hamburger da In-n-out.

Per le strade di LA

Nei tre giorni successivi invece siamo stati rispettivamente a Downtown, Hollywood, Beverly Hills, Malibu, Santa Monica, Venice Beach. E per finire, gli Universal Studios.

Downtown non è niente di che, la vedi perché a mio avviso non puoi non andarci visto che sei in città, ma non ha molto da offrire. Inoltre non c’era quasi nessuno per le strade… forse perché era agosto? Non lo so, ma so per certo che qui troverai parcheggi salati e cappuccini altrettanto cari 😂 Merita una menzione il Grand Central Market, il mercato coperto che ho trovato interessante e che avrei scelto volentieri per un pranzo o una cena se fossi stata in zona nei giorni successivi (purtroppo non è successo).

Nel pomeriggio ci siamo spostati sulla Walk of Fame, in zona Hollywood, per una passeggiata sulla famosa strada delle stelle. Stelle che a stento riconoscevo, ma la Walk è abbastanza lunga e a mano mano che ti avvicini al centro della via e al Teatro Cinese spuntano i nomi più interessanti e conosciuti. Anche qui conti salati, anche solo per una birra, ma siamo in America no?

La giornata non era ancora finita, avevamo ancora una zona della città da visitare per quel giorno: Beverly Hills! Forse il mio quartiere preferito, molto ordinato e pulito, con queste stupende ville una a fianco all’altra e tutte così diverse. Ovviamente non poteva mancare una passeggiata a Rodeo Drive… ricordi il famoso film con Julia Roberts? Ormai si era fatta sera e per cena ci siamo spostati su Sunset Boulevard, da Mels, locale in stile anni ‘50 trovato grazie ai post di Alessia Marcuzzi (che è stata qui qualche giorno prima di noi).

Pretty Woman goes shopping

Malibu, Santa Monica e Venice Beach

Il giorno 3 lo abbiamo dedicato alle famose spiagge della California! ☀️ Sveglia di mattina presto e via di corsa sulla Highway che costeggia l’oceano. La prima destinazione della giornata è stata Malibu, la più lontana da LA, ma avevo deciso di allungare la strada la mattina per poi tornare indietro la sera, per essere così al tramonto in zona Venice (scelta che ti consiglio). Malibu è una zona tranquilla caratterizzata da ville grandi e piccole a ridosso della spiaggia (probabilmente di proprietà di qualche star di Hollywood), qualche ristorante (tra cui il famoso Nobu) e un pontile dove fare una passeggiata fino alla fine, dove troverai un delizioso locale ideale per un pranzo o una colazione (cara ovviamente 🤑 ma deliziosa!), il Malibu Farm Pier Cafe. Diciamo un primo assaggio di California.

Malibu Pier

Tornati in auto, ci siamo spostati verso la seconda meta della giornata, Santa Monica. Una enorme spiaggia di sabbia dorata con al centro il famoso Pier. Sicuramente l’avrai visto in numerosi film: un molo lunghissimo con sopra niente meno che un intero luna park! Musica, cibo, personaggi strani… e in fondo una bellissima sorpresa (vedi foto qui sotto)! Lo sapevi che in questo punto termina la famosa Route 66?

Terza e ultima tappa della nostra giornata a tema mare, Venice Beach, ovvero la nostra spiaggia preferita dove abbiamo trascorso il pomeriggio fino al tramonto. L’atmosfera qui è davvero speciale: innanzitutto ricorda molto Baywatch e già questo ci ha gasato tantissimo, inoltre ci sono un sacco di locali e negozi lungo la spiaggia dove poter fare una passeggiata o bere qualcosa. Infine lo skate park: quanto sono cool i ragazzi che si lanciano sulla tavola inscenando mille acrobazie?

Tramonto californiano

L’ultimo giorno a LA lo abbiamo dedicato principalmente agli Universal Studios. Avevo acquistato il biglietto qualche giorno prima della partenza, direttamente dal sito Get Your Guide, e alle 8:30 della mattina eravamo già pronti ad entrare nel parco. Fortunatamente non abbiamo trovato code, siamo entrati senza aspettare troppo e all’interno la giornata è trascorsa senza intoppi. Consiglio quindi di arrivare presto per non incappare nella ressa (e di andare magari in settimana, per evitare le lunghe code del weekend). Verso il tardo pomeriggio abbiamo deciso di uscire dal parco e avendo ancora qualche ora prima del tramonto a nostra disposizione le abbiamo dedicate alle colline di Hollywood (e devo ammettere che dopo una giornata frenetica passata agli Studios è stato davvero rilassante camminare un po’ nella natura). Abbiamo lasciato l’auto sotto le colline e siamo saliti a piedi attraversando un bel parco, fino in cima all’Osservatorio Griffith. Il panorama da qui è davvero stupendo! Consiglio di portare sempre con sé una felpa, verso il tramonto l’aria diventa fresca.

Hotel: abbiamo soggiornato 4 notti all’Hollywood Inn Suites, una nuova struttura con camera molto grande e un lettone super comodo. Arredamento moderno, parcheggio gratuito e cappuccino gratis ogni mattina! Ci siamo trovati molto bene, nulla da dire. L’unica pecca forse la posizione un po’ decentrata (vicino alla zona aeroporto), ma alla fine a Los Angeles tutto è lontano da tutto, l’auto serve per raggiungere qualsiasi punto della città. Attenzione al traffico…

Sequoia National Park

Se entri nel sito leggi in prima pagina “A land of Giant” e in effetti è davvero così, qui vivono i giganti! Ma andiamo per gradi… Dopo aver lasciato la città di LA ci siamo diretti verso quella che sarebbe stata la nostra seconda destinazione del tour ed il nostro primo parco: il Sequoia National Park. Dopo circa un paio d’ore alla guida ci siamo fermati nella cittadina di Bakersfield (dove avevamo prenotato l’hotel per la sera) per lasciare i bagagli più pesanti, ma siamo subito ripartiti con destinazione il parco (che dall’hotel distava ancora circa un paio d’ore d’auto. Sì, le distanze in America sono enormi!). All’ingresso abbiamo deciso di acquistare il pass annuale ovvero la card America the Beautiful: con un costo di 80$ ti permette di entrare nei parchi americani (ti conviene farla per risparmiare solo se nel tuo on the road inserisci almeno 3 parchi).

I giganti

Il parco lo si gira in auto o almeno fino in quota dove si raggiunge la Giant Forest, casa delle sequoie. L’impatto è davvero forte e le sequoie sono davvero… giganti! E’ incredibile pensare che questi alberi si trovano solo qui, in questa area della Sierra Nevada. Il parco è ben organizzato, è possibile guidare fino alle principali aree di interesse oppure usufruire del servizio navetta gratuito. Passeggiare in questo ambiente naturale, ammirare le sequoie, osservare gli scoiattoli e godere del clima mite della montagna è stato davvero molto, molto rilassante (e rigenerante).

Sequoie giganti

Hotel: come anticipato prima, abbiamo soggiornato nella cittadina di Bakersfield. Abbiamo scelto questo punto d’appoggio in quanto a metà strada tra il Sequoia National Park e la nostra tappa successiva, la Death Valley (guarda qui). Essendo arrivati la sera, non abbiamo visitato nulla della città, se non il ristorante per la cena (il mitico Denny’s, che come dice la mia amica @Ilaria, molto spesso in America ti salva la vita e il portafogli!). L’hotel scelto per questa tappa è stato La Quinta by Wyndham Bakersfield North. Ho dato un bel 10 a questa struttura: il personale è stato sempre molto gentile e disponibile con noi, oltre che sempre sorridente, la camera era grande e molto pulita, il parcheggio gratuito e la colazione inclusa. Ben fatto La Quinta!

Death Valley

Durante un on the road non c’è mai tempo da perdere, si deve procedere spediti secondo il programma prestabilito… e così il giorno successivo siamo ripartiti di buon’ora, destinazione Death Valley! Anche in questo caso il parco lo si attraversa completamente in auto in primis perché è immenso, ma soprattutto perché le temperature sono davvero molto alte, almeno in agosto. Curiosità: il picco di temperatura massima del parco si è avuto il 16 settembre 1913 quando sono stati registrati ben 56,7 °C! La Valle della Morte si trova ancora in California, ma termina in Nevada quindi una volta usciti abbiamo cambiato stato per la prima volta durante il nostro viaggio.

L’ingresso della Valle della Morte

Inutile dire che anche questo parco è organizzato molto bene: strade ben segnalate, pulite e praticamente perfette, servizi wc presenti anche in queste aree deserte (tutti i parchi americani sono molto, molto puliti e organizzatissimi!). La Death Valley mi è piaciuta molto perché presenta delle zone molto diverse tra loro: ci sono le dune di sabbia, le rocce colorate, il Badwater Basin ovvero un bacino di un grande lago preistorico prosciugato posto nel punto più basso del Nord America (ben 86 metri sotto il livello del mare)… Qui è dove abbiamo registrato la temperatura più alta di tutta la vacanza, 50 gradi! 🥵 Importante ricordare che: ci sono solo un paio di pompe di benzina nel parco, forse tre, meglio arrivare con il pieno alla macchina; sempre al centro della Valle si trova un’oasi dove è possibile acquistare qualcosa di fresco e qualcosa da mangiare (noi ci siamo presi dei panini e un gelato) ma per il resto tutto deserto!

50 gradi e sentirli tutti!

Hotel: ti ho detto prima che uscendo dalla Death Valley si entra in un nuovo stato, il Nevada. Abbiamo deciso quindi di dormire nella prima cittadina superato il confine, Beatty, una piccola città da vero film made in USA! L’hotel scelto per questa pausa è stato in realtà un motel, il Death Valley Inn & RV Park. L’ho trovato molto carino e poi ci piaceva l’idea di provare finalmente un motel americano. Stanza grande, pulita, colazione non inclusa (non viene servita in questa struttura) ma nessun problema: difronte c’è un locale vintage chiamato Mel’s (non è lo stesso di LA) che è stato perfetto per la nostra breakfast americana. Sempre qui a Beatty ti segnalo un saloon dove cenare: l’Happy Burro Chili and Beer. Ricordo ancora oggi l’atmosfera rilassata che si respirava qui e la tranquillità della gente del posto. Senza dimenticare che fuori dalle grandi metropoli costa tutto molto meno, eravamo felici di poter spendere i nostri dollari con tranquillità! 😀

Las Vegas, baby!

Finalmente era giunta l’ora di dirigersi verso una delle città che più avevo voglia di visitare, Las Vegas. Dopo circa 3 ore di guida nel nulla che più nulla non si può, sulla strada si apre una valle e si intravedono i primi grattacieli. Da questo punto in poi tutto diventa esagerato: hotel che sembrano mini città, palazzi stranissimi, personaggi in costume che girano per le strade, caldo, luci, suoni, casinò e fontane danzanti! Benvenuti a Las Vegas! Come prima cosa siamo andati alla ricerca del nostro hotel e del parcheggio (che non è una cosa così semplice visto il traffico) e successivamente ci siamo diretti verso il check in per lasciare i bagagli e partire così alla scoperta della città. L’hotel che abbiamo scelto è stato il Flamingo, struttura consigliata da amici e con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Mi è piaciuto subito perché è un hotel tutto pink 💓e con all’interno una piccola riserva naturale dove ci sono dei veri fenicotteri rosa! La camera era ampia il giusto, ben arredata e ovviamente pulita… ma la vera chicca è stata la favolosa vista sulla Strip e sul Caesars Palace. Inoltre l’hotel ha qualcosa di storico, essendo stato uno dei primissimi casinò ad essere costruito a Las Vegas. Consiglio di passare un pomeriggio in piscina per qualche ora di relax e per gustare un big Margarita (pagato ben 27$!).

Flamingo by night
Pool Party & Margarita

A Las Vegas siamo stati 2 notti perché non volevamo correre subito verso la tappa successiva e anche perché da questa città potevamo raggiungere lo Zion Park… ma non ci sono solo parchi vicino a Las Vegas, c’è anche qualcosa di diverso che ha stuzzicato subito la nostra curiosità. La famosa Area 51! 👽Cosi, abbiamo deciso di mettere in pausa per un giorno la natura (lo Zion lo vedremo la prossima volta) e di andare alla ricerca di alieni. In due ore circa di auto – nel nulla (che strano) – si arriva a quella che è stata definita la Extraterrestrial Highway, ovvero la strada che porta ad un paesino dimenticato dal mondo, Rachel, e ovviamente all’ingresso dell’Area 51.

Sulla strada troverai: un capanno adibito a museo/negozio di souvenir con all’esterno un alieno gigante, il cartello stradale che segnala l’inizio della strada dove scattare una fotografia, un locale/hotel/hamburgeria a tema alieni (carino ed economico) e ovviamente l’ingresso dell’Area 51 (che altro non è che un cancello con infiniti cartelli di divieto e telecamere ovunque). Vale la pena? Per noi sì, è stato strano essere lì fisicamente in quella famosa area così misteriosa ed osservare i caccia che volavano radenti la valle. Sulla via del ritorno abbiamo poi deciso di allungare un po’ la strada e arrivare fino alla Hoover Dam (se hai visto il film Transformers sai di che cosa sto parlando). Un consiglio: la diga si trova al confine tra due stati, il Nevada e l’Arizona. Il parcheggio in Nevada costa qualcosa come 10$ mentre in Arizona è gratuito…

Diga di Hoover

Monument Valley, Horseshoe Bend e Lake Powell

Ciao ciao deserto del Nevada 🌵 è tempo di continuare il tour verso la famosa Monument Valley e di sconfinare ancora una volta in un nuovo stato, in questo caso l’Arizona. Questo tratto di strada è stato il più lungo tra tutti quelli affrontati perché dovevamo arrivare prima di tutto fino alla città di Page (in circa 4 ore) e poi da lì proseguire verso la Monument Valley che altrimenti non avremmo visto. 6 ore in totale per raggiungere la riserva indiana ed entrare finalmente nella valle. La Monument Valley è uno dei simboli degli Usa occidentali e si trova al confine tra due stati, Utah e Arizona, in un’area abbastanza isolata che dista più di 70 km dalla cittadina più vicina, Kayenta. Anche in questo caso, la valle si visita in auto e man mano che si arriva in prossimità dei punti più interessanti è possibile fermarsi e fare qualche passo nell’area o scattare qualche fotografia.

Monument Valley

Ti consiglio di restare qui fino al tramonto per godere dello spettacolo della luce sulla terra rossa. Se vuoi, è possibile dormire all’interno della valle, presso l’hotel The View. Attenzione perché questo parco non è coperto dal pass America the Beautiful in quanto riserva indiana; è necessario acquistare il biglietto d’ingresso in loco oppure online (ingresso standard a 20$).

Tornati a Page, il giorno successivo abbiamo suddiviso il tempo a nostra disposizione in tre attività: mattina Horseshoe Bend, mezzogiorno Antelope Canyon e pomeriggio Lake Powell. È tutto molto vicino, nei pressi della cittadina, motivo per il quale è stata scelta per il nostro stop di due notti.

Horsehoe Bend
Antelope Canyon
Relax al Lake Powell

Una menzione particolare merita l’Antelope Canyon, un canale di sabbia scavato dalla forza delle acque e percorribile a piedi insieme ad una guida Navajo. I giochi di luce e ombre al suo interno sono incredibili, cerca di prenotare il tour intorno a mezzogiorno, l’orario migliore. Anche in questo caso il biglietto si acquista a parte, online, ed è necessario muoversi per tempo, anche un anno prima, i posti vanno letteralmente a ruba!

Hotel: come anticipato, abbiamo dormito a Page, in Arizona. L’hotel che abbiamo scelto è stato il Days Inn & Suites by Wyndham Page Lake Powell. Avevamo una stanza grande con due letti da una piazza e mezza. La colazione era inclusa e come sempre pulizia impeccabile. La struttura è dotata di una piscina che non abbiamo però utilizzato, in quanto durante il nostro pomeriggio libero abbiamo preferito fare un tuffo al Lake Powell. Anche questo hotel approvato a pieni voti!

Grand Canyon

La tappa successiva è stata di sicuro la mia preferita per quanto riguarda i parchi naturali, finalmente siamo arrivati al Grand Canyon National Park. Partiti da Page, abbiamo percorso una strada di circa un paio d’ore fino ad arrivare all’ingresso nord del Canyon. La strada di per sé è stata molto bella in quanto ci ha permesso di passare dal panorama roccioso e arido di Page fino ad una vera e propria foresta. Il cambiamento non è stato solo di scenario ma anche di temperature: in poche ore siamo arrivati a soli 20 gradi (eravamo partiti da 35…)! Abbiamo deciso di fermarci nella parte nord del parco per godere di un giorno off, senza wifi, senza troppe persone intorno, solo natura all’interno di un vero e proprio bosco, quello che caratterizza appunto la parte nord del Canyon. Qui abbiamo dormito una notte al Grand Canyon Lodge North Rim, un insieme di carinissime casette di legno dislocate nella foresta. Anche in questo caso le stanze vanno prenotate per tempo, noi ad esempio abbiamo riservato la camera già a febbraio per agosto.

Grand Canyon Nord

Qui abbiamo dedicato la nostra giornata ad una passeggiata fino ai punti panoramici più belli e ad una escursione in auto per raggiungere le aree più distanti dal Lodge che meritano di sicuro una visita. La parte nord del Grand Canyon non è molto affollata, si vive veramente a contatto con la natura (e con gli scoiattoli!) e ci si disconnette da tutto (il wifi non c’è e il telefono non prende). E’ stato stupendo ascoltare il vento, ammirare questo spettacolo della natura, osservare il tramonto e la sera l’immensità della via lattea… Consiglio anche di cenare presso il ristorante del Lodge, molto carino e dotato di vetrate a strapiombo sul Canyon. Un po’ caro rispetto ai soliti ristoranti, ma vale la pena per chiudere in bellezza una giornata perfetta.

In realtà la visita nel Grand Canyon non era ancora finita, infatti il giorno seguente dal nord siamo passati al sud. Guardando sulla mappa noterai che l’ingresso nord e quello sud, in linea d’aria, non sono poi così distanti… in realtà per raggiungere la parte più meridionale del parco devi calcolare almeno 3 ore di strada perché dovrai costeggiare il Canyon fino al raggiungimento dell’ingresso successivo.

Grand Canyon National Park

Noi abbiamo deciso di entrare da est e percorrere la famosa Desert View che costeggia la parte sud del Canyon, fino al Visitor Center. Anche in questo caso ci siamo fermati nei punti più importanti per dare un’occhiata e per scattare qualche foto ricordo.

Hotel: il secondo hotel che abbiamo dedicato al Grand Canyon in realtà si trovava fuori, a circa un’ora di distanza, nella cittadina di Flagstaff, il Little America. Super consigliato: per la pulizia, per la bellezza della struttura, per la piscina comoda per un tuffo rinfrescate dopo il tour del parco, per il servizio e la modernità della camera 😍 Voto 10+.

Route 66

Arrivare a Flagstaff significava per noi solo una cosa: percorrere la famosa Route 66! Per chi ancora non lo sapesse, la strada più famosa d’America si estende fra Chicago e Santa Monica e può essere percorsa da Ovest a Est (partendo da Chicago) o da Est a Ovest (partendo da Santa Monica. Ricordi la nostra foto sul famoso Pier?). Purtroppo la Route 66 ufficialmente non esiste più, in quanto alcuni tratti sono stati assorbiti dalla moderna Interstatale 40. Per questo è importante prestare particolare attenzione ai cartelli stradali e ogni qualvolta si avvista il riferimento alla strada storica è necessario svoltare e uscire. Sulla Route 66 sono 4 i punti che ti segnalo e che abbiamo visitato personalmente: Flagstaff, Williams, Seligman e Oatman.

Flagstaff è stata la nostra città di partenza, dove abbiamo trascorso anche una notte. Ti consiglio sicuramente una sosta in quanto si tratta di una cittadina americana molto caratteristica e piacevole da visitare. Williams si trova subito dopo Flagstaff (sulla strada verso la California per intenderci) e merita un pit stop, magari per il pranzo come abbiamo fatto noi. Le tappe più interessanti sono però state le due successive, Seligman e Oatman. La prima in quanto si narra essere la città che ha ispirato il famoso film animato Cars, la seconda perché rappresenta una vecchia città mineraria, in stile western, semi abbandonata, ora popolata da simpatici burros (asini) che circolano liberi per le strade. Consiglio di arrivare qui entro le ore 17:00 per trovare i negozi e i ristoranti aperti. Purtroppo al nostro arrivo era già tutto chiuso e la città sembrava quasi abbandonata, un che di spettrale ma affascinante al tempo stesso!

Sulla strada verso la destinazione successiva non perdere poi lo spettacolo del tramonto, nel pieno deserto del Mojave.

Sunset lovers

Hotel: abbiamo passato la notte presso il Days Inn by Wyndham Lake Havasu, nella città di Lake Havasu. Non consiglio né la città, né l’hotel, ma avevamo necessità di spezzare il tragitto e di fermarci per la notte prima di ripartire verso la California.

Joshua Tree (and back to California!)

Siamo quasi giunti al termine del nostro viaggio americano on the road. Ultimo parco sulla lista: il Joshua Tree National Park. Da Lake Havasu City ci siamo diretti verso ovest, per rientrare ancora una volta in California. Prima di raggiungere la nostra destinazione finale (San Diego), ci siamo fermati per qualche ora all’interno del parco, che prende il nome dell’albero che lo caratterizza. Si tratta di una pianta appartenente al genere dello Yucca, detta anche “albero di Giosuè” in italiano. Il nome Joshua Tree fu dato infatti da un gruppo di coloni mormoni che attraversarono il deserto del Mojave nella metà del XIX secolo. La particolare forma dell’albero ricordò loro una storia della Bibbia nella quale Mosè alzava le braccia al cielo per pregare e solo quando le sue braccia erano alte, Giosuè ed il suo esercito vincevano (Fonte: Wikipedia). 

Il Joshua Tree

Si tratta di una regione assolutamente selvaggia ma comunque non così lontana dalla civiltà, visto che Palm Springs si trova a 50-60 km ad ovest. All’interno del parco ti segnalo alcuni punti da visitare: in primis, il Cholla Garden, caratterizzato da una distesa infinita di cactus, poi la Skull Rock, roccia a forma di teschio come dice il nome stesso, tappa obbligatoria per qualche foto. Infine, tutti i Joshua Tree che caratterizzano questo territorio e che si estendono a perdita d’occhio nella valle. C’è da dire che dopo aver visto tutti i parchi precedenti, quest’ultimo non ci sembrava niente di che, ma essendo sulla strada verso la costa ed essendo compreso nella tessera parchi, perché non visitarlo? Curiosità: i paesaggi del parco sono stati fonte di ispirazioni per numerosi artisti, tra cui gli U2 che hanno intitolato il loro album (1987) The Joshua Tree, scattando qui la foto della copertina.

San Diego

Siamo arrivati all’ultima tappa del nostro viaggio, la città di San Diego. Bella, pulita, grande ma non troppo, ottimi locali, bellissime spiagge dove rilassarsi e aspettare il tramonto. Si capisce che abbiamo amato San Diego? 🧡Siamo rimasti qui per 4 giorni, per rilassarci dopo tutte le miglia percorse e goderci un po’ di mare prima del rientro in Italia. Il primo giorno è praticamente volato via velocemente, visto che siamo arrivati nel pomeriggio e ci siamo dedicati qualche ora di relax in piscina, per riprenderci dal caldo del deserto e dalle ore trascorse in auto. Il primo è stato anche il giorno con il tramonto più bello, San Diego ci ha accolti davvero nel migliore dei modi!

La sera ci siamo invece dedicati alla visita della parte più vecchia della città, la Old Town, poco distante dal nostro hotel (ma sempre raggiungibile solo in auto, queste città americane non sono vivibili a piedi a causa delle enormi distanze tra i diversi quartieri). Qui mi sento di consigliare la Fiesta de Reies, un ristorante in perfetto stile messicano al centro della Old Town dove si fa festa tutte le sere, si beve tequila e si gustano enormi burritos!

Finalmente avevamo a disposizione tre giorni per un po’ di vita da spiaggia. Ecco le zone di San Diego che abbiamo visitato. La Jolla, un’elegante area sul mare nota per la sua costa rocciosa. I punti d’interesse principali sono La Jolla Cove, la baia composta da rocce e sabbia granulosa, e Seal Rock, con i leoni marini e le foche che si stendono sugli scogli per prendere il sole (puoi avvicinarti e scattare foto… ma che puzza!). La Jolla Cove è una riserva ecologica di 6000 acri con quattro habitat da tutelare; per questo motivo non è possibile pescare, raccogliere conchiglie, utilizzare materassini, praticare kayaking o surf. Proseguendo in direzione nord, si incontra però La Jolla Shores, una lunga spiaggia sabbiosa di oltre un chilometro e mezzo dove è possibile nuotare in acque tranquille e praticare tutte le attività legate al mare.

Leoni marini al sole
Operazione abbronzatura!

The Mission Beach, ovvero una spiaggia molto simile a Venice a Los Angeles. Questa zona ci è piaciuta davvero molto, tanto che ci siamo tornati più volte, sia per la spiaggia in sé, che per i locali lungo l’oceano, dove gustare una birra ghiacciata al tramonto, ma soprattutto per la vita che ruota attorno a questo luogo. Qui puoi osservare persone di qualunque tipo: giovani coppie innamorate, famiglie, sportivi, fotografi, amanti del surf… per non parlare dei tramonti, i migliori! A ridosso della spiaggia si trova inoltre il Belmont Park, un piccolo parco divertimenti con montagne russe di legno costruite nel lontano 1925.

Coronado Beach, definita da molti come la più bella spiaggia degli Stati Uniti. In effetti è molto bello e rilassante passeggiare lungo questo tratto d’oceano e osservare le perfette ville californiane che si stagliano lungo la costa (ci sono case che costano milioni di euro qui, le ho cercate così giusto per informazione 😅). Il quartiere è molto ordinato e pulito, le case sono perfette, la spiaggia in ordine… un luogo tranquillo dove trascorrere qualche ora di puro relax. Sicuramente merita una menzione il famoso Hotel Coronado: costruito nel 1888 e dichiarato monumento storico nazionale nel 1977, è un vero e proprio tesoro americano, scelto da celebrità, dignitari e presidenti degli Stati Uniti. E’ stato protagonista nel 1959 del film A qualcuno piace caldo di Billy Wilder, con Marilyn Monroe, Tony Curtis e Jack Lemmon.

E per finire, Imperial Beach, una lunga e ampia spiaggia con protagonista un lungo molo. Questa è stata la spiaggia che ci è piaciuta di meno, in quanto un po’ decentrata (si trova praticamente al confine con il Messico) e quando ci siamo stati noi era anche poco frequentata. In realtà, più che una semplice spiaggia si tratta di una cittadina vera e propria e si trova a circa 30 minuti da San Diego.

Hotel: a San Diego abbiamo alloggiato 4 notti al The Atwood Hotel, un hotel davvero molto carino. La stanza era grande – come al solito – pulitissima e ben ordinata. Dava proprio la sensazione di essere in una località di mare. La struttura ricorda molto quella di un motel, per cui ogni stanza si affaccia direttamente sul cortile e sulla piscina e le auto vengono parcheggiate direttamente sotto. Appena arrivati, i ragazzi alla reception ci hanno accolti con il sorriso, ci hanno dato qualche consiglio su come visitare la città e si sono resi disponibili a cambiarci stanza se quella assegnata non risultava essere di nostro gradimento. Hotel assolutamente approvato! Purtroppo la colazione non veniva servita, ma nessun problema: al centro del cortile c’è un locale dove poter gustare degli ottimi pancakes (e dove ordinare anche una pizza, la sera).

The Atwood Hotel
@divenirio and the pool

Una nota particolare la voglio dedicare al Noble Experiment, uno speakeasy nascosto nel cuore della downtown di San Diego. E quando scrivo nascosto intendo per davvero! Trovarlo non è stato per niente facile, si trova infatti all’interno di quello che sembrava essere un finto ristorante e per accedere abbiamo dovuto varcare una porta segreta. Esclusivo, nascosto, sorprendente, un locale super dove gustare degli ottimi cocktails.

Mexico!

… ma a proposito: vuoi non farti mettere il timbro messicano sul passaporto?? Uno degli ultimi giorni a nostra disposizione in città abbiamo deciso di passare il confine e visitare la prima città messicana vicina a San Diego, Tijuana. Nel 1848, in seguito alla Guerra messicano-statunitense, il Messico perse l’Alta California e la città cominciò a cambiare il suo volto, divenendo un importante centro al confine con gli Stati Uniti. Quindi perché non visitarla? Devo ammettere che inizialmente ero un po’ titubante, leggendo i vari post in rete avevo infatti trovato pareri discordanti su questa gita di un giorno. Però la curiosità era forte e sapere di poter entrare in suolo messicano anche solo per un giorno ci affascinava. Mi sono decisa dopo aver chiesto informazioni alla receptionist (messicana) del nostro hotel, la quale ci ha rassicurati e ci ha comunicato che è una prassi comune andare a Tijuana solo per una gita, partendo da San Diego. Ci siamo così convinti e siamo partiti! 🇲🇽

Oltre il muro

Come passare il confine? Semplice: parcheggia l’auto nell’ultimo outlet di San Diego, attraversa la strada, entra al controllo passaporti… e il gioco è fatto! Non abbiamo trovato particolari code e così siamo entrati facilmente in suolo messicano. Meglio attraversare il confine in auto o a piedi? A piedi, assolutamente. Prima di tutto perché l’assicurazione USA non copre eventuali danni provocati o subiti in Messico, in secondo luogo per evitare il traffico e i lentissimi controlli delle auto.

Dal confine ho letto che molti chiamano un taxi per arrivare in centro, noi in realtà ci siamo andati a piedi, in 5 minuti eravamo lì. Ammetto che arrivando dagli Stati Uniti l’impatto con questa città è stato forte, nel senso che la differenza si nota, lo sporco è ovunque e così il degrado degli edifici e delle strade. Però chi mi segue sa che amo questi paesi e infatti non ho avuto problemi ad ambientarmi fin da subito! Quindi, cosa vedere a Tijuana? Principalmente le cose da fare sono: passeggiare sulla Avenida Revolucion dove troverai infinite farmacie, ristoranti e negozietti di souvenir; visitare la Catedral de Nuestra Señora de Guadalupe e il mercato coperto lì vicino. Infine, fare un salto da Caesar’s, casa della leggendaria Caesar’s Salad. Si narra infatti che Cesare (un italiano) inventò l’insalata a casa sua a Tijuana nel fine settimana del Giorno dell’Indipendenza, nel 1924. Noi l’abbiamo assaggiata, dopo che un cameriere l’ha letteralmente composta davanti ai nostri occhi, spiegando ogni ingrediente e ogni step di preparazione. Ah, ovviamente qui costa tutto meno (olè).

Consigli: tirate le somme a fine avventura, ecco i miei consigli per un viaggio on the road in America!

Auto: da casa, abbiamo prenotato l’auto di fascia media direttamente online, dal sito Avis. Una volta in loco, abbiamo chiesto se fosse possibile avere una macchina di categoria superiore ad un prezzo contenuto. Le offerte ci sono quasi sempre: abbiamo così ottenuto una Mustang a soli 300$ in più rispetto alla nostra scelta originaria. E devo ammettere che percorrere le strade USA con una macchina americana fa la differenza…

Patente internazionale: da quello che abbiamo potuto verificare non serve, noi l’abbiamo fatta per scrupolo e per evitare eventuali problemi (non ci hanno mai fermato comunque).

Itinerario: perché abbiamo tralasciato San Francisco? In una prima fase avevo incluso un paio di tappe in più, ovvero da Los Angeles a San Francisco, passando sulla bellissima costa pacifica, e da San Francisco allo Yosemite National Park. Purtroppo però questo avrebbe significato correre in tutte le tappe successive e magari ridurre le giornate di mare e relax previste a San Diego. Abbiamo quindi deciso di lasciare San Francisco e i parchi limitrofi ad un prossimo viaggio negli States.

Hotel: prenotati quasi tutti online tramite Booking. La comodità di questo servizio è che puoi prenotarli e pagare al momento del soggiorno. In questo modo è possibile dilazionare i pagamenti, cosa molto utile visto che si tratta di un viaggio abbastanza costoso (noi ad esempio abbiamo pagato i voli a gennaio, l’assicurazione e l’entrata ai parchi in primavera e il resto durante il viaggio).

Assicurazione viaggio: fondamentale avere una buona assicurazione viaggio perché in America non si scherza con le eventuali spese mediche! Noi l’abbiamo stipulata online, tramite il sito Columbus (di solito usiamo sempre questa compagnia per i nostri viaggi).

Carta di credito: meglio essere forniti di almeno un paio di carte di credito per pagare le strutture o qualsiasi cosa in generale (solo circuiti internazionali), ma soprattutto perché spesso gli hotel trattengono delle somme in qualità di caparra che vengono restituite anche 7 gg dopo aver lasciato la struttura! Fondamentale alzare i massimali 💸

Mancia: qui tocchiamo un tasto dolente. Noi italiani non riusciamo proprio a capire questa cosa del dover lasciare dei soldi in più, eppure negli USA è la prassi. I camerieri chiedono sempre se desideri ricevere il resto, e tu rimani un po’ basito perché magari il conto si aggira sui 30$ e tu hai pagato con una banconota da 50$. Inoltre, non viene calcolato il resto in moneta… Durante le prime settimane ci siamo arresi a questa usanza, ma alla fine col cavolo che lasciavamo la mancia! 😆

Costo della vita: le grandi città sono abbastanza care, una volta usciti nelle zone più remote però i costi scendono. Noi ci siamo organizzati andando ogni tanto al supermercato, ogni tanto in qualche catena di fast food (per fortuna i famosi Danny’s si trovano praticamente ovunque!). Spesso abbiamo diviso le colazioni, non tanto per il risparmio, quanto perché le porzioni sono enormi e un pancake vale veramente per due, a volte anche per tre. Per quanto riguarda il cambio, siamo partiti con 500$ cambiati a casa, per il resto abbiamo prelevato in giro sempre senza problemi. Per fortuna la benzina costa molto meno!

Phon: se come me sei un/una patito/a di capelli in ordine, non portare il tuo phon da casa! Io lo porto sempre con me durante i miei viaggi, ma in questo caso è stato inutile perché in America non ha funzionato nemmeno una volta. Poco male: il clima secco degli Stati Uniti mi lasciava sempre i capelli in ordine, pur usando i classici phon da hotel… Adoro!

Sim: per essere sempre connessi abbiamo acquistato da casa una sim americana con all’interno traffico dati della durata di 20 giorni (la puoi trovare su Amazon). Per noi si è trattata di una spesa inutile in quanto il navigatore della nostra auto altro non era che un cellulare con all’interno una scheda dati che ci ha fatto da wifi per tutta la durata del viaggio! Ma non lo potevamo sapere prima…

In generale: un viaggio meraviglioso! Pulizia incredibile, organizzazione, impossibile perdersi sulle strade americane. Persone sempre cordiali e pronte a darti una mano, ho avuto come la sensazione che fosse tutto facile, facile muoversi, facile parlare e farsi capire, facile vivere… 💚 Sei pronto a partire per un viaggio on the road?

Come prenotare: Booking, TripAdvisor, Avis.

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Viaggio in Turchia, tra Istanbul e Cappadocia

Dove: Istanbul e Cappadocia, Turchia 🇹🇷

Come: Viaggio di coppia, fai da te.

Quando: Aprile 2019.

Budget: €€€

Durata: 8 giorni.

Voli: Turkish Airlines, acquistati a dicembre per aprile, anche i voli interni.

Visto: non necessario. Non serve nemmeno il passaporto, è sufficiente la carta d’identità.

Ammettiamolo: la Turchia e nello specifico la Cappadocia è una destinazione di viaggio diventata ormai famosa grazie ai social e agli influencer che in questi ultimi mesi sembrano aver acquistato tutti insieme un volo per questo paese. In realtà non ci sono andata per questo motivo, anzi, è stato Davide a propormi questa nuova meta di viaggio. “Andiamo in mongolfiera in Cappadocia?” mi ha chiesto un giorno. “Non chiedermelo due volte!” ho risposto. 😄 E così mi sono ritrovata a pianificare questa nuova avventura. Prima tappa del nostro mini tour turco: la città di Istanbul.

La Moschea Blu

Partiamo dall’inizio. Ho prenotato i voli direttamente sul sito della compagnia aerea. Ero davvero eccitata di provare finalmente la Turkish Airlines, visto che viene spesso inserita nella classifica delle migliori compagnie al mondo. Peccato che una volta arrivati a Malpensa il nostro volo è stato ritardato di ben 6 ore! 🤬 La compagnia ci ha comunicato che l’aeromobile sul quale ci saremmo dovuti imbarcare aveva subito un guasto (non si è capito bene in realtà, ma la sicurezza prima di tutto) che stavano tentando di risolvere sul momento. Ritardo a parte (alla fine siamo partiti verso le ore 21:00), devo ammettere che Turkish Airlines si è rivelata tutto sommato ottima: buon cibo, aerei nuovi, buon intrattenimento in volo… e così alle 3 di notte siamo finalmente arrivati in Turchia!

Lo sapevi che Istanbul è una città che si trova su due continenti (Europa e Asia)?

Fortunatamente avevo prenotato il transfer direttamente con l’hotel della città, quindi in poco tempo (davvero poco!) abbiamo ritirato i bagagli e ci siamo diretti verso la nostra auto. Non vedevamo l’ora di arrivare in camera perché era già notte fonda e la mattina seguente avevamo il tour prenotato alle ore 9. In effetti in questo viaggio non si è dormito molto… 😅 L’hotel scelto per Istanbul è stato il Miniature Hotel: situato nel quartiere di Sultanahmet, quindi di fatto in pieno centro e dove ci sono le maggiori attrazioni da visitare, è un piccolo (il nome non mente) boutique hotel, con delle piccole stanze davvero, davvero molto carine. L’hotel è stato costruito in un edificio storico e si sviluppa in altezza (c’è anche una terrazza panoramica). Il personale è stato sempre molto gentile e disponibile, come tutti del resto qui in Turchia.

Scoprire Istanbul

Alle ore 9 del primo giorno a Istanbul eravamo già pronti per il nostro tour. Da casa mi ero messa in contatto con Scoprire Istanbul, un’agenzia turistica locale creata da un ragazzo italiano e da sua moglie turca, che propone diversi tour rivolti a turisti italiani per scoprire al meglio la città (li ho contattati direttamente da Instagram e poi via mail). Avendo pochi giorni a disposizione da passare qui, abbiamo deciso di acquistare il giro classico nel quartiere storico della città. Sultanahmet infatti, nel corso dei secoli, è stato il fulcro di Istanbul: qui ha avuto sede la corte dei sovrani bizantini e sempre qui i sultani ottomani hanno edificato il loro palazzo. Sono stati eretti i luoghi di culto più imponenti, fra cui la Moschea di Sultanahmet, da cui prende il nome il quartiere odierno. Insomma, in poche centinaia di metri sono conservate le vestigia di due fra gli Imperi più importanti della storia dell’umanità e sono tutte a portata di mano. Cosa abbiamo visitato durante il nostro tour: Santa Sofia, Moschea Blu, Palazzo Topkapi e Harem (bellissimo!), Cisterna Basilica, Ippodromo. Qui trovi tutto il percorso. Plus: magari il tour fai da te costa un pochino meno, ma con Scoprire Istanbul abbiamo saltato tutte le file, cosa non da poco visto che per entrare in Santa Sofia o al Palazzo Topkapi c’erano code immense! (Tieni presente che era anche il weekend di Pasqua…). Inoltre siamo andati a pranzo in un locale tradizionale, conosciuto dalla nostra guida, fuori dalle classiche rotte turistiche. Ricordo a tutte le donne che stanno leggendo di portare un foulard o una sciarpa durante questo viaggio, accessorio indispensabile per coprirsi il capo ogni volta che si decide di entrare in una moschea.

Santa Sofia
Palazzo Topkapi: lo sapevi che i tulipani sono di origine turca?

A proposito di Cisterna, ti ricorda qualcosa? 🎥🤗

Dal Film “Inferno”

Gran Bazar e Hamam

Se desideri immergerti nell’autentica atmosfera di Istanbul, non c’è niente di meglio che perdersi tra i negozietti del Gran Bazar, uno dei mercati coperti più grandi e antichi del mondo, famoso per le sue ceramiche dipinte a mano, la bigiotteria, i tappeti, le spezie e gli oggetti d’antiquariato. Ci siamo andati la mattina presto (anche questo era vicino al nostro hotel) e ci sarei stata per ore 😍… assolutamente indispensabile trattare sempre sui prezzi. Qui si fanno degli ottimi affari!

Una nota a parte merita anche l’esperienza hamam. Noi ci siamo imbattuti per caso nel Cağaloğlu Hamami, per caso nel vero senso della parola visto che si trovava vicinissimo al nostro hotel e nel tornare in stanza un pomeriggio abbiamo notato l’ingresso in pietra, così siamo entrati a curiosare… È probabilmente l’hamam più famoso di Istanbul, costruito nel 1741, dotato di una splendida ed affascinante architettura e inserito dal New York Times nella lista dei 1000 posti da visitare nel mondo. Vista la comodità con il nostro hotel abbiamo deciso di prenotare un trattamento verso la fine della giornata successiva così composto: ingresso nel bagno turco (uomini e donne ovviamente separati, si entra completamente nudi), 10 minuti di relax al caldo, scrub con vari lavaggi di acqua calda e massaggio con bolle di sapone. Poi shampoo e infine relax nella sala comune (sempre uomini e donne separati) dove gustare un ottimo te e dei dolcetti turchi. Che dire… la sera siamo rientrati in hotel e senza cenare ci siamo addormentati come dei sassi!

Video: @Cağaloğlu Hamami

Il secondo giorno a disposizione in città, oltre al Bazar e all’hamam, lo abbiamo dedicato alla visita del Bosforo (con gita in battello annessa), lo stretto che unisce il Mar Nero al Mare di Marmara e segna, insieme allo stretto dei Dardanelli, il confine meridionale tra il continente europeo e il continente asiatico. E ai quartieri intorno alla Torre Galata (e all’omonimo ponte) fino a Piazza Taksim, siti molto carini per delle tranquille passeggiate.

Taksim

Cappadocia

Istanbul è stata una scoperta. Ce l’aspettavamo un po’ più stile Marocco e invece abbiamo trovato una città a tutti gli effetti occidentale: pulita, organizzata, sicura, bellissima… ma finalmente era arrivato il momento di procedere con la seconda tappa del nostro viaggio, una tappa decisamente più a tema natura e all’insegna avventura come piace a noi. La Cappadocia! Direttamente dal nuovissimo aeroporto di Istanbul (un applauso per questa struttura magnifica ed efficiente) ci siamo imbarcati sul nostro volo che in circa 1 ora ci ha portati nell’interno della Turchia. L’aeroporto di destinazione è stato Kayseri, dove ancora una volta ci aspettava un driver che con il suo mini van (prenotato direttamente tramite l’hotel) ci ha accompagnati alla città di Göreme. Essendo sera, ancora non ci stavamo rendendo conto di quello che potevamo trovarci difronte il mattino seguente, ma al nostro primo risveglio (alle 5 della mattina, te l’ho detto che non si è dormito in questa vacanza!) questo è stato lo spettacolo in cui siamo inciampati appena fuori dalla nostra stanza…

La struttura scelta per il soggiorno in Cappadocia (4 notti) è stata il Mithra Cave Hotel. Se hai deciso di organizzare un viaggio qui non cercare oltre, affidati a questa struttura e non ne rimarrai deluso! La Cappadocia, una regione semi-arida della Turchia centrale, è conosciuta per i famosi “camini delle fate”, alte formazioni rocciose a forma di cono che si trovano nella Valle dei monaci, a Göreme e in altre zone. L’hotel è stato realizzato scavando proprio in questa roccia (come la maggior parte degli edifici qui) e presenta diversi passaggi, cunicoli, terrazze dalle quali poter ammirare l’alba (o il tramonto). La nostra stanza si trovava vicina alle terrazze principali e così ogni mattina potevamo ammirare lo spettacolo del sorgere del sole e lo spuntare in cielo delle mongolfiere. A parole non si riesce a descrivere bene, ma ti posso assicurare che è stato magnifico. Plus: tramite l’hotel sono riuscita a prenotare tutte le escursioni che abbiamo fatto in Cappadocia e il giro in mongolfiera, direttamente da casa prima della partenza. Devo ammettere che è stato molto comodo poter parlare con un solo interlocutore e pagare tutto in un unico conto.

La terrazza del Mithra Cave
Mongolfiere in volo

Red Tour, Green Tour e Turkish Night

Le escursioni che ho prenotato tramite l’hotel sono state: Red Tour, Green Tour e Turkish Night. Il primo tour ci ha permesso di vistare l’Uchisar Castle, il Goreme Open Air Museum, i camini delle Fate in Urgup, un laboratorio locale di ceramica, la Monks Valley, Imagination Valley e la Love Valley. Trovi qui il dettaglio della giornata.

Il secondo tour invece è stato decisamente più a tema natura (non a caso l’hanno chiamato green) e ci ha permesso di visitare l’Uchisar Village, la Pigeon Valley, l’Underground City, Ihlara Valley e il suo Canyon, Belisırma, Selime Monastery e un laboratorio locale dove si lavora l’onice. Qui i dettagli del percorso. Assolutamente da non perdere la città sotterranea (non adatta a chi soffre di claustrofobia) e Ihlara Valley, davvero rilassante!

Uchisar Village

Si vola!

Puoi venire in Cappadocia e non salire in mongolfiera? Assolutamente no! Questa esperienza è valsa tutto il viaggio e resterà impressa nei nostri ricordi per sempre. Ammetto che nei primi 10 secondi ho avuto qualche timore nel salire all’interno del cestino (che ospitava ben 20 persone) 🙈 ma una volta in volo l’unica cosa che ho potuto fare è stata ammirare la bellezza dei colori dell’alba e della valle sottostante. Wow! Ti consiglio di prenotare per tempo questa attività in quanto i palloni vanno letteralmente a ruba e i prezzi salgono vertiginosamente. Noi abbiamo prenotato mesi prima e siamo riusciti a strappare un prezzo accettabile (340 euro in due) con Turquaz Ballon, ma ho sentito di persone che hanno pagato anche 500 euro per poterci salire. Io ho organizzato tutto direttamente con l’hotel e così non ho dovuto pensare più a nulla: lo staff ti viene a prendere e ti porta a fare colazione (alle 5 della mattina, eh sì…), poi si entra nel cestino e… si vola!

Le mongolfiere vengono gonfiate all’alba
In volo (nel cestino!)
Cappadocia

Turkish Night

La Turkish Night non è altro che una cena in un cave restaurant turco a base di musica e danze locali. La serata mette in evidenza le tradizioni di danza di varie regioni della Turchia, complete di costumi tradizionali e, naturalmente, esilaranti danzatrici del ventre. Questa vivace esibizione è un ottimo modo per godersi un po’ di musica, ballare e partecipare ai festeggiamenti durante la partecipazione del pubblico (se non vuoi partecipare, scegli i posti in alto, abbastanza lontano dalla pista). Una serata piacevole e divertente, con buon cibo e open bar!

Per non farci mancare nulla, l’ultimo giorno abbiamo deciso di provare anche il tour in quad nelle valli della Cappadocia. Solitamente durante i nostri viaggi, quando ci capita l’occasione, proviamo sempre l’esperienza su queste 4 ruote, ma in questo caso non ne è valsa la pena: il gruppo era enorme e si doveva restare tutti in fila, si procedeva lentamente e non ci sono stati dei percorsi particolarmente avventurosi. Lo consiglio solo per vedere le valli dall’interno e avere così un differente punto di vista (piuttosto meglio noleggiare un quad solo per due così da muoversi in libertà. Non mi sono informata ma credo si possa fare).

Tra le vallate della Cappadocia

Tips: in Turchia abbiamo mangiato bene ovunque, non avere preoccupazioni in questo senso, è tutto davvero molto buono e i ristoranti li abbiamo trovati molto puliti (come tutto del resto). La popolazione è molto ospitale e gentile, spesso ti verrà offerto il te a fine pasto o un assaggio gratuito di dolci locali. Cambia i soldi direttamente in città e non in aeroporto, per avere un cambio vantaggioso e non dimenticare di assaggiare il vino in Cappadocia, ne resterai piacevolmente sorpreso! Leggi qui.

Come prenotare: Booking, TripAdvisorSkyScanner.

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#imutti in tour: Eindhoven + Amsterdam

Dove: Eindhoven + Amsterdam, Olanda 🇳🇱

Come: Weekend in famiglia (#imutti in tour!).

Quando: Febbraio 2019.

Budget: 0€ (viaggio sponsorizzato da #imutti senior 🤑).

Come ormai saprai, mi piace organizzare di tanto in tanto dei weekend in Europa con la mia famiglia (hai letto dell’ultima avventura a Siviglia?). Così per questo febbraio abbiamo deciso di visitare Amsterdam. Da qualche tempo infatti questa città ci frullava nella testa come possibile meta dei nostri fine settimana, ma ogni volta veniva scartata per i costi elevati. Amsterdam è carissima! 😭 Soluzione: volare e dormire a Eindhoven. (Ringrazio @redgingerrrr per il prezioso suggerimento).

#imutti

Detto fatto: volo Ryanair Milano-Eindhoven 40€ circa, Boutique Hotel Glow in centro città 90€/notte la camera doppia. Purtroppo le combinazioni di orari dei voli non erano molto vantaggiose e ci hanno costretto a tornare la domenica pomeriggio (siamo partiti venerdì mattina), ma tutto sommato siamo riusciti a fare tutto quello che avevamo programmato. Un giorno a Eindhoven ed uno ad Amsterdam sono stati sufficienti.

Eindhoven

La città è davvero a portata d’uomo: è tutto comodo e tutto nei dintorni. Dall’aeroporto puoi prendere il bus 400 o 401 che in soli 20 minuti ti porta alla stazione centrale della città (con soli 4€). Da qui, una passeggiata di pochi minuti e sei arrivato in centro. Eindhoven è molto piccola per cui un pomeriggio abbondante ci è bastato per visitarla (ovviamente a piedi 🚶🏻‍♂️). L’hotel è stato una piacevole sorpresa: arredato con gusto, tinte scure e oggetti di design, aveva una terrazza panoramica e la camera era molto grande. Tutto molto pulito! Plus: la struttura dispone di una stanza comune dove rilassarsi, prendere un caffè o un cappuccino la mattina, il tutto gratis.👇🏻

La sala condivisa

La città è un mix di antico e moderno. Tutti i locali e i ristoranti sono alla moda e molto, molto carini. I prezzi inoltre sono ragionevoli. La pulizia regna sovrana ovunque, ma d’altra parte siamo in Olanda! Ti consiglio senza dubbio il Van’t Spit per il suo ottimo pollo alla griglia e il Maner De Boer per le colazioni (tra l’altro, si trova difronte l’hotel. Molto comodo). Poi giri l’angolo e… trovi in un griardino una installazione con dei birilli volanti! 🤷🏻‍♀️

Installazione artistica in città

Amsterdam

Dalla stazione di Eindhoven e con poco più di 1h di treno si arriva alla stazione centrale di Amsterdam. Molto comodo. I biglietti si acquistano direttamente ad Eindhoven (40€ a/r) e valgono anche per tutti i mezzi della città. Premetto che ero già stata ad Amsterdam molto tempo fa e come me anche Davide e mio fratello Diego. Così il nostro obiettivo è stato quello di girare a zonzo tra i canali e passeggiare con calma tra un coffee shop e l’altro 😂 (abbiamo fatto un pit stop nel famoso Bulldog, ci sei mai stato?).

I canali di Amsterdam

Ovviamente non abbiamo avuto il tempo per visitare i musei più famosi, ma le ore che avevamo a disposizione ci sono bastate per assaggiare un po’ di Amsterdam: Piazza Dam, Palazzo Reale, Red Light District, Begijnhof… Abbiamo poi pranzato in una minuscola osteria olandese trovata per caso e che ti consiglio senza dubbio: Petit Restaurant de Rozenboom. Il nome non mente, è davvero piccolo questo ristorante! Lo sapevi poi che in città esiste un negozio che vende solo paperelle di plastica??

Tips: se hai un giorno o due in più a disposizione ti consiglio di dormire almeno una notte in città. Di ritorno ad Eindhoven inoltre potresti prevedere uno stop a Utrecht, che si trova sul tragitto che farai con il treno, in questo modo visiterai 3 città in un colpo solo! 😉 (Dai un’occhiata alle linee sul sito delle ferrovie olandesi).

Come prenotare: Booking, TripAdvisor, Ryanair.

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Weekend lungo negli Emirati Arabi

Dove: Abu Dhabi e Dubai, Emirati Arabi 🇦🇪

Come: Viaggio di lavoro (di Davide).

Quando: Agosto 2014.

Budget: 0€ si trattava di un viaggio di lavoro, mi sono aggiunta all’ultimo momento! ❤️

Durata: 4 giorni.

Volo: Emirates, da Malpensa, volo diretto.

Visto: Non necessario.

Se leggi Emirati Arabi e Agosto nella stessa frase cambia subito itinerario di viaggio! Agosto è il mese peggiore per visitare queste destinazioni a causa delle temperature elevate e del tasso di umidità che supera il 90%. Per non parlare del fatto che siamo in bassa stagione, di conseguenza alcuni servizi potrebbero essere sospesi, soprattutto quelli più turistici. E allora starai pensando: perché ci sei andata? Nel nostro caso si è trattato di un viaggio di lavoro programmato quasi per caso (Davide aveva delle riunioni da sbrigare lì), in una destinazione che non avevo ancora avuto il piacere di visitare quindi… pronti, partenza e via! ✈️ Weekend lungo negli Emirati Arabi.

Dubai
Burj Khalifa

Abu Dhabi

Prima tappa: Abu Dhabi. Abbiamo voltato con Emirates su questa città e l’impatto con la temperatura esterna devo ammettere che è stato davvero traumatico, anche se poi un pochino alla volta mi sono abituata. Avendo a disposizione solo un paio di giorni da incastrare con gli impegni di lavoro ci siamo dovuti concentrare solo sulle attrazioni principali, ma fortunatamente abbiamo un amico che vive a Dubai e che ci ha accompagnati in giro per la città (in auto, con l’aria condizionata). L’hotel dove abbiamo alloggiato è sicuramente uno dei migliori in cui sia mai stata: Hyatt Capital Gate, la più alta torre pendente del mondo! Davvero di impatto. Questo hotel 5 stelle ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ dispone di lussuose camere e suite con vista panoramica sulla città. Attenzione ovviamente alla colazione che costa giusto quei 30$… ma perlomeno puoi mangiare quello che vuoi (e abbondante direi). Plus: Agosto sarà anche il periodo più caldo ma è anche quello più economico. Siamo infatti in bassa stagione e i super hotel offrono camere a prezzi decisamente abbordabili. Why not?

Da non perdere

La Grande Moschea Sheikh Zayed va sicuramente inserita nella lista delle attrazioni da visitare. Considerata una delle meraviglie del mondo moderno, si tratta di un classico esempio di architettura orientale in cui primeggia l’uso del marmo bianco. La moschea è anche nota come Moschea Sheikh Zayed, dal nome del presidente e regnante dell’Emirato che nel 2007 la fece costruire per celebrare la pace tra le culture del mondo. Nel cortile potrai ammirare mosaici di fattura italiana, mentre all’interno troverai il tappeto più grande del mondo, realizzato a mano e assemblato sul posto da artigiane dell’Iran. Importante per le donne coprirsi la testa prima di accedere alla moschea, per rispetto della religione e della cultura locale. Se non hai un velo con te, puoi sempre prenderne uno a noleggio direttamente in loco.

Molto particolare è la visita al tramonto, quando si accende un complesso sistema di luci notturne studiato per scandire i ritmi del calendario lunare musulmano, proiettando le nuvole che avanzano sul muro orientato verso La Mecca.

blog.clubmed.it/la-grande-moschea-abu-dhabi-visita-al-colosso-architettonico-degli-emirati-arabi/
Moschea – Esterno
Moschea – Interno

Ferrari World

Passiamo ora al divertimento. Impossibile non fare un salto al Ferrari World! Si tratta del più grande parco indoor dedicato all’eccellenza italiana, forse il parco più grande del mondo. Non si può infatti rimanere indifferenti rispetto alle dimensioni della struttura: circa 200 mila metri quadrati in totale, con ambienti interni ampi circa 85 mila metri quadrati. Qui troverai una serie di giostre e attrazioni dedicate al tema Ferrari, tra queste sicuramente da non perdere sono le montagne russe più veloci al mondo! Ci siamo stati con i nostri amici e ci siamo davvero divertiti. Essendo bassa stagione, il parco era praticamente semi deserto… niente code!

Ferrari World

Dubai

Da Abu Dhabi ci siamo poi spostati in taxi a Dubai (circa un’oretta) e nel nuovo hotel per i prossimi due giorni: Address Dubai Mall. Hotel 5 stelle costruito a fianco del famoso Mall della città, con balconcini vista Burj Khalifa. L’hotel è collegato al centro commerciale da un passaggio diretto, ergo non si deve uscire sotto il sole cocente per andare a fare shopping! 👯‍♀️ Inutile dire quanto sia grande questo centro commerciale, all’interno è persino presente un acquario., il Dubai Aquarium & Underwater Zoo.

Deira Dubai

Anche il souk nella vecchia Dubai merita una visita. Un suggestivo salto indietro nel tempo per conoscere il lato più autentico della città. Tienilo in considerazione per una passeggiata e un giro in barca. Interessante il contrasto tra questa parte antica della città e la modernità dei grattacieli circostanti.

Friends in Dubai
Deira Old

At the Top of Burj Khalifa

A Dubai non si può non notare il famoso Burj Khalifa: prendi l’ascensore e sali sul grattacielo più alto del mondo! Potrai ammirare il migliore panorama su tutta la città. L’accesso alla torre lo trovi direttamente nel Mall. In agosto non c’era molta gente in giro, ma in altri mesi dell’anno ti consiglio di prenotare prima i biglietti. Non dimenticare poi di fermarti alla base per ammirare uno dei tanti spettacoli delle fontane danzanti, le Dubai Fountain, il sistema di fontane danzanti più grande del mondo (qui tutto è il più grande del mondo!).

At the Top

E un tuffo nel Golfo Persico? Ci ho provato, ma non è stato per niente emozionante! L’acqua era bollente e una volta fuori l’umidità mi ha letteralmente assalita. 😅 Inoltre la spiaggia era deserta, con me c’era solo un vigilante sulla sua torretta che mi guardava incuriosito… un motivo in più per tornarci, questa volta magari a dicembre e con temperature decisamente più miti. Sicuramente ci sono altri angolini delle due città da visitare, ma questo è quanto sono riuscita a visitare in un weekend lungo negli Emirati. Ci sarà presto una nuova occasione!

Spiaggia ad Abu Dhabi

Tips: un comodo servizio che ho testato quando ero da sola è stato il City Sightseeing Tour. Volevo visitare la città e non avevo alcuna voglia di restare in hotel in attesa di Davide. Provalo per girare comodamente seduto su un bus. Ricordati però che in agosto il servizio è dimezzato a causa della bassa stagione (io ho girato mezza Abu Dhabi a piedi per trovarlo!).

Come prenotare: TripAdvisor, Booking.

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Finalmente Marocco: Marrakech + Essaouira

Dove: Marrakech, Marocco 🇲🇦

Come: Viaggio di coppia.

Quando: Aprile 2014.

Budget: €€

Durata: 5 giorni.

Volo: Royal Maroc, da Malpensa, non male devo dire!

Visto: Non necessario.

Ah, il Marocco! Non è stato amore a prima vista, lo devo ammettere, anche se da tempo questa meta mi affascinava, ma dopo il primo giorno non volevo più andare via. Volevo esplorare ogni strada, ogni mercato, assaggiare tutto, annusare i profumi… Marrakech è magica e i suoi colori ti conquisteranno. Abbiamo deciso di venire qui quasi per caso: cercando una meta “esotica” ma non troppo lontana da casa siamo finiti a curiosare tra riad e città marocchine. E così eccoci a Marrakech!

Jamaa el Fna
Marrakech

Marrakech è la città rossa e una volta arrivato dentro la Medina capisci perché, ti sembrerà di esserti imbarcato in un viaggio indietro nel tempo. Noi abbiamo deciso di soggiornare proprio nella parte vecchia della città, per vivere appieno questa atmosfera da mille e una notte, e precisamente in un riad, la tipica abitazione marocchina costruita attorno ad un cortile. Ho scelto Les Trois Palmiers El Bacha, e non mi sono pentita! Un autista mandato dalla struttura ci aspettava fuori l’aeroporto per portarci in città e una volta arrivati, Youssef ci ha accolti con alcuni dolcetti e un buon tè alla menta per ristorarci dal viaggio 😍, qui ci ha comunicato che potevamo soggiornare in una camera di categoria superiore. Un ottimo inizio! Plus: il riad ha una bella e ampia terrazza panoramica dove far colazione la mattina o rilassarsi sul divano dopo una lunga giornata sotto il sole. Non perdere poi la cena in cortile sotto le stelle, davvero molto, molto romantica.

Gita in carrozza

Da non perdere

In città devi assolutamente visitare Le jardin Majorelle, un complesso di giardini botanici e paesaggistici diventati poi casa di Yves Saint Laurent. I Giardini sono degli spazi verdi abbastanza grandi, con tantissime piante differenti. Le piante sono divise fra cactus, palme, bambù, piante da giardino e piante acquatiche. Furono creati fnel 1924 da Jacques Majorelle, un pittore francese che si stabilì a Marrakech nel 1919. Un tocco di blu nella città rossa! Ci arrivi facilmente in taxi. Per fortuna a Marrakech l’architettura arabo-andalusa è ovunque e perciò non poter visitare gli edifici sacri non è poi una gran perdita. Tra le poche eccezioni, la medersa (o madrasa) di Ali ben Yousef, scuola coranica del XIV secolo che ha chiuso definitivamente i battenti nel 1962. Nel periodo di massimo splendore l’edificio ospitava 900 studenti e per moltissimo tempo ha rappresentato la scuola coranica più grande del Maghreb. Visitare la medersa significa entrare in sintonia col meglio dell’arte ispano-moresca tra marmi, stucchi, ceramiche e decorazioni geometriche che sopperiscono all’impossibilità, prevista dall’Islam, di rappresentare figure umane e altri zoomorfismi.

Majorelle

Jamaa El Fna è la piazza più famosa di Marrakech: suonatori, venditori, incantatori di serpenti… è davvero particolare e può essere considerata a tutti gli effetti il centro della città. Lungo la piazza ci sono numerosi ristoranti dove pranzare o cenare e in uno di questi ho ordinato – a mia insaputa – il piccione (sì, hai letto bene!) 😲. Vogliamo poi parlare del souk? Un mercato coperto e infinito, pieno di oggetti di artigianato locale. In una sola parola: shopping! Attenzione a non perderti come abbiamo fatto noi e ai ragazzini locali che non fanno nulla di male ma tentano di non farti mai uscire dal mercato.

Gita di un giorno a Essaouira

Il personale del riad ti proporrà alcune escursioni e gite giornaliere organizzate direttamente dalla struttura. Avendo pochi giorni a disposizione noi abbiamo scelto di andare a visitare la città costiera di Essaouira, a circa 3 ore di auto da Marrakech. Con soli 50€ abbiamo avuto un autista privato a nostra disposizione che ci ha accompagnati sulla costa marocchina e ci ha riportato indietro al tramonto, in tempo per la cena. Ne vale davvero la pena. Nonostante il sole caldo di Marrakech, qui tirava un venticello fresco (infatti abbiamo dovuto comprare due maglioni). Meglio coprirsi bene per evitare malanni! La Medina di Essaouira, iscritta nel patrimonio dell’Unesco nel 2001, è attraversata da due strade principali, quella che collega Bab Marrakech all’Oceano e quella che collega Bab Doukkala al porto. Contrariamente alla classica medina marocchina, in questa è quasi impossibile perdersi. Le strade sono ampie, quasi tutte sono indicate con un nome e ci sono punti di riferimento facilmente riconoscibili. Mi è sembrata una città davvero molto tranquilla dove trascorrere una piacevole giornata di esplorazione.

Essaouira

La strada verso la costa è abbastanza monotona e dritta ma sulla via si può fare una tappa simpatica per visitare gli alberi di Argan… e le caprette che ci salgono sopra! Strano, vero? Questa pianta cresce infatti quasi esclusivamente in Marocco ed è per questo una specie rara e protetta. L’albero produce dei frutti dolci, che sono il vero motivo per cui questi animali si avventurano a diversi metri di altezza. Leggi di più.

Alberi di Argan

Tips: “perditi” senza problemi nel souk di Marrakech ma attenzione ai bambini che ti girano attorno: cercano sempre di portarti dove vogliono loro (per venderti qualcosa). Fai tanti acquisti nei mercati e lasciati consigliare dai venditori locali, parola d’ordine: trattare sempre sul prezzo! Ricordati che l’Islam vieta il consumo di alcolici. Questo non significa che a Marrakech non se ne bevano, bisogna solo evitare di farlo in pubblico, soprattutto in prossimità dei luoghi sacri. Perciò, se hai voglia di una birra o di un bicchiere di vino conviene informarsi preventivamente sui locali dove l’acquisto e il consumo sono consentiti. 

Come prenotare: Booking, SkyScanner, TripAdvisor.

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Tour della Thailandia e isole

Dove: Thailandia 🇹🇭

Come: Viaggio di coppia, fai da te.

Quando: Agosto 2016.

Budget: €€

Durata: 15 giorni.

Volo: Etihad con scalo ad Abu Dhabi, volo acquistato a marzo per agosto a 750€.

Visto: Non necessario.

Tour: Bangkok, Phuket, Phi Phi Island, Ko Samui, Ko Phangan.

Bangkok

… E finalmente Thailandia! Ne avevo tanto sentito parlare, abbiamo amici che ci sono già stati e così anche noi ci siamo decisi e abbiamo finalmente prenotato. Abbiamo scelto di fare un tour delle principali località, diciamo le più conosciute, e la prima tappa è stata ovviamente la capitale Bangkok. C’è chi odia la città e chi la ama, io l’ho decisamente adorata: caotica, umida, ricca di storia e di cultura. Una volta atterrati, con il treno diretto siamo arrivati con facilità alla stazione più vicina al nostro hotel.

Per questa primo stop thailandese ci siamo trattati bene (in Asia puoi permettertelo spesso) e abbiamo deciso di dormire 2 notti al Pullman Bangkok Hotel G, 4 stelle, un vero spettacolo! 😍 Fin da subito hai la sensazione di trovarti in un luogo pulito, moderno e – perché no – lussuoso. La nostra camera era enorme, total white e con letto king size. Il primo giorno siamo stati subito eletti ospiti della settimana e ci hanno così permesso di accedere alle executive lounge per la colazione. Inoltre, essendo socia del programma fedeltà del gruppo alberghiero (iscriviti anche tu gratis!), ho potuto usufruire del mio drink di benvenuto nello Sky Bar sul tetto dell’hotel… magnifico! Plus: il personale qui ti assiste in tutto e ti regala attenzioni a non finire. Il 13 agosto per il compleanno di Davide, ad esempio, ci hanno sorpreso con una buonissima torta in camera! 🎂

La nostra camera total white
Tempio a Bangkok
Torta di compleanno – Auguri @Divenirio

La città di Bangkok offre molte attrazioni da visitare: il Palazzo Reale, il Wat Phra, il Wat Arun… non perdere poi il quartiere cinese e una gita in barca sul fiume Chao Phraya. Da bravi turisti novelli ci siamo subito fatti “fregare” il primo giorno e il tour in barca lo abbiamo pagato ben 60$! 😕 Lezione imparata, in Asia bisogna sempre trattare sul prezzo.

Phuket

Da Bangkok ci siamo poi mossi via aereo verso la costa, destinazione Phuket. Abbiamo preso un volo interno Thai Airways prenotato online prima della partenza, in Italia. Una volta arrivati a destinazione un taxi ci ha accompagnati direttamente in hotel. Siccome eravamo finalmente in una località di mare, abbiamo scelto un piccolo resort sulla spiaggia di Kamala, una lunga spiaggia dorata. NB. agosto non è certo il mese migliore per visitare questa parte di costa a causa della stagione delle piogge. Noi lo sapevamo ma avevamo deciso di fare comunque una tappa qui e devo dire che siamo stati fortunati: 10 minuti di pioggia la mattina e poi sempre sole! Calcola però che il mare resta comunque mosso quindi per il momento niente vera vita da spiaggia…

Kamala beach

Il resort scelto per questi 5 giorni è stato il Novotel Kamala Beach, sempre del gruppo AccorHotels come il precedente. Vista la stagione, non era molto affollato e così ci siamo potuti godere il ristorante, il bar panoramico e la piscina a sfioro con molta tranquillità. Puoi inoltre affittare il motorino direttamente in hotel per girare le varie spiagge o visitare il Big Buddha: qui il panorama a 360 gradi dalla collina è tra i migliori di Phuket e in una giornata limpida si possono vedere Phuket Town, Chalong Bay, Rawai, Kata, Karon e spaziare verso il mare aperto; oppure la sera puoi raggiungere le zone più animate (vedi Patong) sempre sulle due ruote. Se preferisci le quattro, puoi sempre optare per la navetta dell’hotel, anche se in questo caso devi rispettare degli orari prefissati. Rilassati in piscina con il cocktail al cocco e rum, è davvero speciale!

Novotel Kamala Beach

Escursione a James Bond Island

Cosa fare a Phuket con il mare un po’ mosso e il cielo coperto? Una gita all’isola di James Bond! Organizzata direttamente in hotel, siamo partiti la mattina per rientrare la sera. La provincia di Pang-nga ospita un parco marino tra i più suggestivi della Thailandia che può essere vissuto in modi assai diversi, grazie alla varietà dei tour disponibili. L’isola principale di questo parco è stata resa celebre dal film della serie 007 “L’uomo dalla pistola d’oro” (se sei curioso, guarda la scena del film) e da allora ribattezzata James Bond Island: un cono verticale a base rovesciata che ha le sembianze di un enorme chiodo. All’interno del parco è possibile fare un po’ di canoa e ammirare le meraviglie che la natura qui ha creato. Sicuramente una gita interessante da programmare e da non perdere.

James Bond Island
Canoa

Phi Phi Island

Dalla nuvolosa Phuket ci siamo poi spostati via mare verso Phi Phi Island. Il transit è stato organizzato in toto dall’hotel e un mini van ci ha accompagnati fino all’imbarco. Non ricordo il tempo totale della traversata (non più di 2 ore comunque), ma ricordo il mare mosso e i passeggeri che non stavano molto bene… 🤢 Mal di stomaco a parte, una volta toccata la riva, davanti a noi si è aperto uno scenario diverso: finalmente sole, cielo azzurro e mare calmo! Abbiamo deciso di soggiornare 2 notti in un bungalow al Paradise Pearl Phi Phi, sulla Long Beach. Devo ammettere che siamo stati un pochino sfortunati perché ci è stato assegnato uno dei bungalow più vecchi (il primo scendendo le scale verso la spiaggia), ma nel complesso il villaggio è carino e lo consiglio. Ho prenotato direttamente tramite il loro sito e nei mesi precedenti il viaggio i direttori della sistemazione hanno sempre risposto con puntualità alle mie richieste via mail. Un punto in più per questa struttura! Plus: Non perdere assolutamente il massaggio Thai. Costa solo 8€ ed è qualcosa di particolare. Il Paradise Pearl propone inoltre un ristorante sulla spiaggia e il servizio taxi con la barca (le tipiche barche colorate dei pescatori) verso la parte più movimentata dell’isola, utile ad esempio per una cena la sera.

Massaggio Thai

Escursione alla spiaggia di The Beach

Chi non conosce la famosa spiaggia del film The Beach? Si raggiunge facilmente in barca dalla Long Beach grazie ad una escursione organizzata tramite l’hotel. Attenzione perché in agosto (stagione delle piogge) il mare è mosso e non permette alle barche di entrare agilmente nella baia. Così le varie escursioni prevedono un attracco “dal retro”, con tuffo in mare e salita su una rete di corda inclusa! 😥 Superato questo momento avventura, si arriva davvero in paradiso… Agosto a mio avviso è stato il mese ideale per godere di questo panorama senza avere una folla fastidiosa intorno.

Chiusa fino al 2021 Maya Bay, la spiaggia thai resa famosa dal film “The Beach” con DiCaprio. Leggi la notizia.

lastampa.it
The Beach!

Ko Samui

Quarta tappa del nostro tour: l’isola di Ko Samui. Questa volta ci troviamo nel Golfo di Thailandia, protetto dai monsoni di agosto. E in effetti qui è davvero estate! Per arrivarci abbiamo preso un volo Phuket-Ko Samui e una volta atterrati nel piccolo aeroporto dell’isola (molto carino) ce ne siamo subito innamorati. L’isola è decisamente più animata rispetto alle tappe precedenti visto il clima estivo in agosto, ma tuttavia vivibile. Come di consueto abbiamo noleggiato un motorino direttamente in hotel per poter girare in totale autonomia. Abbiamo deciso di soggiornare all’ibis Samui Bophut, scelta davvero azzeccata. Da un lato per i prezzi ragionevoli (essendo alta stagione i prezzi a Ko Samui sono leggermente più alti rispetto al resto della Thailandia), dall’altro perché più che un hotel ho trovato un vero e proprio villaggio con piscina e bar sulla spiaggia. Niente male! L’hotel ci è piaciuto talmente tanto che abbiamo deciso di prolungare la nostra permanenza qui cancellando il soggiorno a Ko Phangan (la stanchezza si era fatta sentire, ma non abbiamo rinunciato del tutto all’isola, leggi qui sotto). Tramite la struttura abbiamo poi organizzato una gita nel parco marino di Ang Thong che mi sento assolutamente di consigliare, abbiamo trascorso una piacevole giornata. 👇🏻

Ang Thong

Escursione a Kho Phangan

Come anticipato, la stanchezza ha preso il sopravvento a Ko Samui e non avevamo più tanta voglia di rifare le valigie e spostarci di nuovo. Così abbiamo deciso di restare nel nostro ibis e visitare la vicina isola in giornata. Ko Phangan si trova infatti a 1 ora scarsa di traghetto da Samui. Una volta sbarcati abbiamo noleggiato un motorino (che strano 😂) e siamo partiti alla scoperta di questi nuovi orizzonti. Ci siamo fermati di tanto in tanto per vedere dei punti panoramici o fare due passi nella giungla. È stato davvero divertente!

Kho Phangan
Sempre e solo 2 ruote!

Tips: di ritorno dalle isole ci siamo fermati ancora una notte a Bangkok. In questo caso abbiamo deciso di restare più vicini all’aeroporto e poterci spostare tranquillamente in taxi senza spendere una follia (e vedere così anche una parte diversa della città). L’hotel scelto per questa seconda tappa è stato il Novotel Bangkok Platinum Pratunam. Piscina panoramica da non perdere e ottime le colazioni! In città, ti consiglio inoltre di programmare un cocktail allo Sky Bar del Lebua at State Tower (hai presente la scena del film Una notte da leoni?).

Come prenotare: Booking, SkyScanner, TripAdvisor, AccorHotels.

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