7 giorni a Lanzarote, l’isola dei vulcani

Dove: Lanzarote, Isole Canarie 🇮🇨

Come: 7 giorni on the road.

Quando: Dicembre 2021.

Budget: €€

Durata: 7 giorni.

I primi di dicembre siamo letteralmente fuggiti a Lanzarote… Le Isole Canarie avrebbero dovuto infatti essere la meta per le nostre vacanze natalizie (se ci segui saprai che amiamo passare il Natale in viaggio)… ma abbiamo cominciato a sentire “puzza” di nuove chiusure e restrizioni, e così abbiamo deciso di anticipare questa avventura a tre. Primo volo aereo per la piccola Alice! ✈️

In realtà siamo stati fortunati perché @divenirio poteva usufruire di una settimana di ferie (io sono ancora in maternità) e i voli verso l’isola erano buoni, a degli orari gestibili per viaggiare con una neonata. E allora cosa c’è di meglio che partire verso il sole ☀️ mentre a casa arriva la neve? Destinazione Lanzarote, l’isola più orientale di tutte le Canarie.

Punta Papagayo

Prima di tutto qualche informazione: Lanzarote è una delle isole situata al largo della costa africana occidentale (si trova infatti a solo un centinaio di chilometri dalle coste del Marocco) e rientra sotto il dominio della Spagna; è famosa per il clima sempre caldo, le spiagge e i paesaggi vulcanici. È l’isola più selvaggia delle Canarie, dove le spiagge dei surfisti incontrano i vulcani e i parchi naturali, la natura desertica e i cactus 🌵.

Nota anche come Isla del Fuego (isola del fuoco) Lanzarote ha una superficie di 795 chilometri quadrati ricoperti quasi per intero di lava solidificata, che a seconda della luce del sole prende vari colori: dal nero al rosa, dal viola all’ocra.

https://www.isoladilanzarote.com/

Devi sapere che in realtà a Lanzarote ci eravamo già stati, ben 10 anni fa… ma si era trattata di una gita di un solo giorno, con partenza da Fuerteventura dove stavamo trascorrendo le nostre vacanze. Mi stuzzicava quindi l’idea di tornarci dopo tanti anni, ma soprattutto di esplorarla come si deve, avendo ben 7 giorni a nostra disposizione. E in più questa volta con noi c’era un terzo passeggero… 🥰

Prenotati i voli, l’auto (fondamentale) e la nostra base per il pernotto, abbiamo fatto le valigie. Come punto di partenza per la nostra esplorazione abbiamo scelto la città di Arrecife, capoluogo dell’isola e direi punto centrale per poter visitare facilmente tutte le principali attrazioni. Si tratta di una piccola cittadina, con un bel lungomare e una bella spiaggia con palme e sabbia dorata. Assolutamente consigliato il nostro appartamento, Habitat Avenida, situato sul lungomare della cittadina, moderno e molto bello. Ti dico solo che dalla finestra della nostra camera vedevo ogni giorno sia l’alba che il tramonto… Molto apprezzato anche il servizio di pulizia ogni tre giorni. L’unica nota negativa, il parcheggio difficile da trovare (puoi eventualmente usufruire del parcheggio sotterraneo a pagamento difronte la struttura)… e infatti una mattina abbiamo preso una bella multa salata per divieto di sosta!

In realtà avevo adocchiato anche questa sistemazione, una villa tutta per noi con piscina riscaldata… 😍 L’ho però poi scartata perché si trova a sud dell’isola e un po’ isolata. Viaggiando con una neonata ho preferito avere tutto a portata di mano e restare vicino all’aeroporto. Un’altra sistemazione che mi sento di suggerire è quella che fa parte di Lanzarote Retreats: qui puoi scegliere tra ville di lusso, yurte ed eco-friendly accommodation. Wow!

Trovata la “casa” perfetta, è iniziata l’esplorazione dell’isola di fuoco! 🔥

Giorno 1: Giardino dei cactus e Mirador del Rio

Premessa: in questo racconto sentirai molto nominare un certo Cesar Manrique, un noto artista di Lanzarote. Ma chi era realmente questo personaggio così importante per l’isola?

Cesar Manrique (1919-1992) nasce a Lanzarote. Pittore, scultore, architetto e artista multidisciplinare, studia a Madrid e, dopo svariati anni trascorsi a esporre in tutto il mondo, vive negli anni ‘60 a New York, la mecca dell’arte all’epoca. Pochi anni dopo, ritorna a Lanzarote per stabilirsi definitivamente nella sua isola natale. È allora che avvia il suo progetto più personale e ambizioso: usare l’isola come tela su cui plasmare le proprie idee artistiche e di difesa dei valori ambientali. L’amore che provava per la sua terra e la sua travolgente personalità hanno fatto il resto. Nel 1978 è stato insignito del Premio Mondiale per l’Ecologia e Turismo.

https://www.ciaoisolecanarie.com/larte-di-cesar-manrique/

Il Giardino dei Cactus è la prima attrazione che abbiamo visitato, progettata proprio da Manrique. Qui l’artista vide un potenziale all’interno di quella che era una semplice cava di pietrisco e realizzò questo spazio che attualmente raccoglie circa 4.500 esemplari di 450 specie differenti di cactus, raggruppati in 13 famiglie e giunti dai cinque continenti. Il verde delle piante contrasta con l’azzurro del cielo e il nero del vulcano, creando un ambiente molto suggestivo. Da non perdere!

Salendo verso nord ci siamo poi diretti al Mirador del Rio, il punto panoramico più scenografico di Lanzarote, opera sempre di Cesar Manrique: completamente mimetizzato con i suoi dintorni, è appena visibile dall’esterno e si integra perfettamente con l’ambiente di pietra circostante.

El Mirador domina El Río, la stretta striscia di mare che separa Lanzarote da La Graciosa, l’ottava isola delle Canarie, accompagnata dal gruppo di isolette che danno il nome al Parco Naturale dell’Arcipelago Chinijo. Da non perdere anche l’interno del Mirador che ospita una bar/ristorante, dove poter gustare un pranzo o sorseggiare un the con una vista davvero mozzafiato, e la strada panoramica lungo la costa che da qui ci ha riportato verso casa. Spettacolare!

La vista dal Mirador

Giorno 2: Punta Papagayo e il Lago Verde

Il secondo giorno ci siamo invece diretti a sud, verso la punta Papagayo. Devi sapere che l’isola vanta più di cento spiagge, ma le migliori secondo i più si trovano proprio qui, un’incredibile collezione di spiagge incontaminate situate nel Parco Naturale Los Ajaches. Grazie alla loro intimità e alla bellezza naturalistica sono tappa obbligata per chiunque visiti quest’isola.

Per accedere al parco si deve pagare un biglietto dal costo di 3€ e attraversare per ben 20 minuti una strada non asfaltata, ma ne vale decisamente la pena. Essendo dicembre e con un vento costante non abbiamo fatto un bagno, ma abbiamo notato molta gente sdraiata a prendere il sole e qualche coraggioso in acqua (ricordati che questo è oceano non mare). Noi ci siamo limitati ad una passeggiata rilassante e ad un pranzetto in uno dei due ristoranti con vista presenti in loco… e con una neonata al seguito è stato un lusso non da poco! 😅

Spostandoci poi sulla costa sud-occidentale, siamo giunti al Lago Verde, conosciuto anche come Charco de los Clicos, una delle attrazioni naturali più suggestive di Lanzarote.

Charco de los Clicos è un lago verde formatosi nel cratere di un antico vulcano, che deve il suo colore ad un tipo di alga che cresce al suo interno. Dopo le eruzioni del 1730, il cratere del vulcano si allagò, formando così la laguna verde. Ancora oggi il lago è collegato attraverso il sottosuolo con l’oceano, che mantiene vive le sue acque.

https://www.visitarelanzarote.it/attrazioni-turistiche/centri-naturali/lago-verde-el-golfo-charco-de-los-clicos/

Il colore verde è in contrasto con il blu dell’oceano e con il nero della sabbia e l’intero paesaggio, con rocce vulcaniche sullo sfondo, offre una vista unica. L’area è stata dichiarata riserva naturale ed è vietato nuotare nel lago, ragion per cui è stato circondato da una recinzione di legno. Consiglio di visitare questa zona in una giornata di sole per apprezzarne al meglio i colori. Noi ci siamo tornati una seconda volta proprio per questo motivo.

L’area viene anche definita con il nome di El Golfo, nome che in realtà appartiene al piccolo villaggio situato nelle immediate vicinanze della laguna verde. Da sempre un villaggio di pescatori, è il luogo ideale da raggiungere per pranzare o cenare… ma occhio ai prezzi! 👀 Sulla via del ritorno consiglio di fare una sosta ad un altro sito naturale qui vicino, Los Hervideros, ovvero rocciose scogliere a picco sull’Atlantico che, percosse dalle impetuose onde, generano una sorta di nebbia e di vapore che fa quasi ribollire l’acqua (“hervir” in spagnolo significa infatti bollire).

Si tratta di uno scenario naturale poco conosciuto ma dal fascino indiscusso. Los Hervideros è caratterizzato anche da una serie di cavità e di grotte visitabili a piedi, dalle quali si può godere del meraviglioso spettacolo della forza delle onde. Entrambe queste attrazioni sono gratuite.

Giorno 3: La Geira e il Parco Naturale di Timanfaya

Il terzo giorno avevamo voglia di formaggi locali e vino, ci siamo allora diretti verso la valle de La Geira. La valle, dichiarata nel 1987 Parco Naturale, ma riclassificato nel 1994 come un Paesaggio Protetto, è la principale regione viticola di Lanzarote, che si estende fino alle pendici vulcaniche, diventata un’attrazione piuttosto popolare visto che sembra un’opera d’arte paesaggistica gigantesca e spettacolare. 😎

I vigneti della valle di La Geria sembrano essere stati trapiantati qui da un altro pianeta. Gli abitanti di Lanzarote trovarono un modo indigeno per coltivare la vite su questo terreno arido e ostile, scavando più di diecimila cavità imbutiformi negli spessi strati di picón (ceneri vulcaniche grossolane) e piantando al loro interno piante, una sola per cavità. La procedura vuole che una volta piantata la vite, la buca venga ricoperta nuovamente di terra e spessi strati di picón, poiché i granuli vulcanici porosi mantengono l’umidità notturna per nutrire le piante. Inoltre, per proteggerle dai venti costanti e dall’essiccazione, hanno costruito attorno ad esse bassi muri semicircolari.

https://www.visitarelanzarote.it/attrazioni-turistiche/centri-naturali/la-geria/

In questa zona puoi trovare alcune cantine dove degustare il vino e assaggiare i prodotti locali. Noi abbiamo scelto Bodega La Geira perché ci eravamo stati anche nel nostro precedente giro a Lanzarote, 10 anni fa. Con una piccola spesa è possibile degustare i vini all’interno della cantina e acquistare prodotti locali da portare a casa (già confezionati e imballati per il trasporto aereo). Da non perdere la marmellata di fichi d’india prodotta da una nonnina del posto. Squisita! Ti lascio qui la sua pagina Facebook.

La Bodega è provvista anche di una piccola osteria dove poter gustare delle ottime tapas. Terminato il nostro pranzo ci siamo poi diretti verso quella che considero la chicca di quest’isola, ovvero il Parco Nazionale di Timanfaya: esteso su una superficie di circa 51 km², il parco giace su un substrato geologico esclusivamente vulcanico. Le più grandi eruzioni che diedero vita a questo ambiente avvennero fra il 1730 ed il 1736, ma ancora oggi l’attività del vulcano continua, come proverebbero le temperature rilevate ad una profondità di 13 metri sotto la superficie e che oscillano fra i 100 ed i 600 °C. Nel 1993, l’UNESCO ha riconosciuto a quest’area la qualificazione di riserva biosferica.

La montagna di fuoco

Il simbolo del parco è una statua denominata “El Diablo“, ovviamente opera di César Manrique. All’interno non è possibile girovagare da soli, ma una volta dentro e parcheggiata l’auto si deve salire su un bus turistico che effettua un percorso ad anello, della durata complessiva di 45 minuti. Un voce registrata spiega in spagnolo, inglese e tedesco la storia dei vulcani e racconta quello che vedi fuori dal finestrino. Non è permesso scendere. Una volta tornati al punto di partenza è possibile invece assistere ad un paio di dimostrazioni: le guide del parco ti mostreranno come l’attività del vulcano non sia affatto finita…

E se alla fine del tour avrai un certo appetito potrai pranzare con un pollo cotto direttamente sulla brace del vulcano… è possibile farlo, all’interno del ristorante presente nell’area visitatori.

Per concludere la giornata in bellezza, essendo nelle vicinanze, ci siamo poi diretti verso la spiaggia di Famara, famosa per il surf, le dune di sabbia e il vento perenne. @divenirio voleva tentare una lezione di surf 🏄🏻‍♀️, ma alla fine abbiamo desistito (troppo vento per la piccola Alice). Sarà per un prossimo viaggio!

Giorno 4: Jameos del Agua

Il giorno 4 ci siamo dedicati ad un’altra opera di Cesar Manrique, il famoso Jameos del Agua. La parola jameo si riferisce ad un foro che si produce a causa del crollo del tetto di un tunnel di lava. Jameos del Agua, proprio come la vicina Cueva de Los Verdes (ne parleremo dopo), si trova proprio all’interno di un tunnel vulcanico prodotto dall’eruzione del vulcano de la Corona. Si tratta di uno spazio naturale e artistico allo stesso tempo: da questi tunnel Manrique ha infatti realizzato una vera e propria gemma, con lo scopo di mostrare ai visitatori uno spazio per la contemplazione della natura. Il sito è molto importante anche dal punto di vista ecologico, poiché qui si trova una specie di granchio unica al mondo, il granchio cieco, di una lunghezza di un centimetro, albino e… cieco.

Si entra nel Jameos salendo una scalinata in pietra fino alla prima grotta, il Jameo Chico, trasformata da Manrique in un insolito bar/ristorante con vista su un piccolo lago. Questo lago naturale ha un’acqua estremamente trasparente – regolata dall’Oceano Atlantico – e ospita i granchi ciechi, diventati oggi il simbolo del Jameos del Agua.

[…] Attraversando il lago percorrendo uno stretto sentiero, si giunge al Jameo Grande. Anche se probabilmente l’avrete visto in una miriade di cartoline, non c’è nulla di più intrigante di uscire dal tunnel oscuro e trovarsi all’improvviso in un’enorme grotta all’aperto rivestita di piante tropicali e la piscina più fantastica che potreste mai immaginare. Questa piscina cristallina e turchese è un vero paradiso, anche se non si può usare perché il nuoto è proibito. Solo al Re di Spagna è permesso nuotare qui.

https://www.spagna.info/isole-canarie/lanzarote/cosa-vedere-lanzarote/jameos-del-agua/

Purtroppo il quarto giorno lo abbiamo speso per metà cercando di pagare la nostra multa e cercando una clinica per i tamponi di ritorno. A questo proposito, visto il periodo, se desideri visitare Lanzarote e necessiti di un tampone rapido puoi rivolgerti alla clinica internazionale che si trova a Puerto del Carmen. Non accettano prenotazioni, ma semplicemente mettendosi in fila si attende il proprio turno. L’esito ti verrà comunicato dopo pochi minuti.

Sulla via del ritorno ci siamo però fermati per una veloce sosta alla Fundacion Cesar Manrique, situata nella singolare e spettacolare dimora costruita dallo stesso Manrique dopo il suo ritorno da New York, quando decise di stabilirsi definitivamente a Lanzarote. Ovviamente è stata costruita nel bel mezzo di una colata lavica! La particolarità è che al piano inferiore, la dimora sfrutta ben cinque bolle vulcaniche naturali, in comunicazione tra loro attraverso dei tunnel scavati proprio nella lava. Consiglio la visita per comprendere al meglio la storia e la vita di questo artista.

Giorno 5: Playa Blanca e Cueva de los Verdes

Se ti dico Playa Blanca che cosa ti viene in mente? Sole, oceano e una bella spiaggia (non bianca ma dorata). Ci troviamo nel sud dell’isola, in una delle località più turistiche di Lanzarote, meta tranquilla e ideale per il relax di tutta la famiglia. La località dispone di un’ampia gamma di alberghi, circondati da numerosi bar, ristoranti, centri commerciali e uno dei migliori porti turistici di Lanzarote. A proposito: qui partono i traghetti per l’isola di Fuerteventura. Non male poter visitare due isole in una sola vacanza! Noi non abbiamo usufruito di queso servizio poiché Fuerteventura è stata la meta di due nostri viaggi passati… ma ancora oggi resta comunque la nostra isola preferita 🤩.

Volare, oh oh

A Playa Blanca ci siamo presi una mattina di puro relax: un po’ di spiaggia e un po’ di sole… qui il vento è meno fastidioso e si sta benissimo in costume a dicembre. Ma il nostro tour dell’isola non era ancora terminato e dopo un pranzo veloce in uno dei ristoranti sul lungomare ci siamo diretti più a nord, in un altro tunnel di lava, Cueva de los Verdes. In epoca preistorica, quando si sono verificate le grandi eruzioni, i gas e la lava hanno formato con le loro bombe esplosive queste grotte caratteristiche di Lanzarote e circa un miglio sono aperte ai visitatori. Le loro forme e i colori rendono questa visita indimenticabile.

Curiosità: lo sapevi che all’interno è custodito un segreto? Non posso rivelarlo, dovrai venire fin qui per scoprirlo di persona!

Giorno 6: Lagomar Museum

Perché le cose belle finiscono sempre così in fretta? Il viaggio stava per giungere al termine, ma ci restava ancora una meraviglia da visitare, il Lagomar Museum:

Una delle proprietà private più spettacolari di Lanzarote, formata maestosamente intorno alle stesse rocce da cui è stata costruita, una cava vulcanica con labirinti naturali e grotte. Un’opera d’arte davvero spettacolare creata dalla Natura dalla lava fusa che un tempo scorreva lungo queste stesse pendici dell’antico vulcano sopra LagOmar.

http://www.lag-o-mar.com/museum/

Conosci la storia curiosa di questo museo che un tempo non era altro che una villa? All’inizio degli anni ’70 l’attore Omar Sharif venne a Lanzarote per filmare “L’isola misteriosa“, visitò LagOmar, se ne innamorò e l’acquistò. San Benady, conoscendo la reputazione di Sharif come giocatore di carte, lo sfidò a giocare. Sharif accettò la sfida, non sapendo che Benady era anche un campione di bridge. Fu così che perse la casa.

Il complesso di LagOmar la sera si trasforma in un ristorante e in un locale dove trascorrere una piacevole serata.

Giorno 7: Teguise e si torna a casa!

Eccoci arrivati all’ultimo giorno di vacanza. Lasciato con tutta calma il nostro appartamento (check out entro le ore 12, che comodità!) e caricata l’auto ci siamo messi in marcia verso la città di Teguise. Devi sapere infatti che la domenica mattina si tiene qui il mercato con bancarelle e prodotti tipici dell’isola. Un’idea carina per trascorrere le ultime ore a Lanzarote.

Situata nell’area nord-est, la città è stata uno dei primi villaggi fondati nelle isole Canarie. Capitale di Lanzarote fino al 1847, conserva oggi una serie notevole di edifici di grande valore storico e artistico. Merita una passeggiata e magari un pranzo veloce prima di riprendere il cammino.

Il mercato

Mancava sempre meno al nostro volo di ritorno, ma avevamo ancora un paio d’ore da poter trascorrere tra i panorami di Lanzarote… e allora perché non fare una capatina al nord, sulle spiagge di lava del Caleton Blanco, nome perfetto per la sabbia caratteristica del luogo, bianca e pulita. Una piscina naturale di acqua cristallina occupa gran parte di questo paradiso tropicale punteggiato di lava vulcanica.

A questo punto potevamo salutare veramente l’isola e le sue meraviglie, il nostro on the road era giunto al termine. Arrivederci Lanzarote! 👋🏻

Noi!

Consigli: tirate le somme a fine avventura, ecco i miei consigli per un viaggio alla scoperta di Lanzarote.

Auto: avere un’auto a disposizione è fondamentale per muoversi sull’isola in totale libertà. Puoi noleggiarla direttamente in aeroporto. Noi abbiamo chiesto ovviamente anche un seggiolino per la piccola Alice.

Strade: le strade a Lanzarote sono fantastiche! Muoversi sull’isola da una parte all’altra è un’avventura dentro l’avventura. Oltre che molto rilassante.

Mirador: sull’isola sono presenti diversi mirador che offrono panorami spettacolari. Il bello è girovagare senza meta e fermarsi non appena se ne avvista uno…

Food: ci siamo sempre trovati molto bene lato cibo, ma ci tengo a consigliare il ristorante sotto il nostro appartamento, Nino Salvaje. Oltre alla modernità del locale, abbiamo apprezzato il cibo molto particolare. Un esempio: polipo alla brace con salsa di midollo. Non credevo ma… wow!

Clima: viaggiando a inizio dicembre abbiamo trovato un ottimo clima. Le temperature erano costanti, circa 18-19 gradi sempre. Ciò che variava è stato il vento. A volte può essere fastidioso, per questo consiglio di avere sempre a portata di mano una giacca leggera o una felpa. In ogni caso niente abbigliamento invernale. E ricorda il costume!

Aeroporto: si trova vicinissimo la città di Arrecife, che noi abbiamo scelto come base per il pernotto. Ma arrivare in qualunque altro punto dell’isola non porta via troppo tempo, quindi è possibile soggiornare ovunque.

Viaggiare con i bambini: tutto ciò che abbiamo fatto o visto a Lanzarote lo abbiamo fatto in tre senza alcun problema, ad eccezione di Cueva de los Verdes. Trattandosi di una grotta sotterranea ho preferito scendere da sola per la visita (e lasciare Alice con il papà in auto). La visita infatti avviene solo in gruppo e solo con la guida, in caso di pianti improvvisi ad esempio non è possibile allontanarsi o restare indietro rispetto al gruppo. Inoltre la grotta è buia e in alcuni tratti si deve camminare accucciati. Per tutto il resto invece non abbiamo riscontrato particolari problemi. Consiglio di portate con sé un passeggino leggero e un marsupio se viaggiate con neonati (fondamentale).

Come prenotare: Wizzair, Airbnb

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Ritorno in Croazia (sull’isola di Krk)

Dove: Isola di Krk, Croazia 🇭🇷

Come: Family weekend.

Quando: Halloween 2021.

Budget:

Durata: 5 giorni.

Ottobre 2021, finalmente si torna a viaggiare fuori dai confini nazionali! Dopo il lockdown, ma soprattutto terminata la mia gravidanza, torno all’estero e torno a visitare l’ultimo paese visto prima delle chiusure, la Croazia. Perché proprio la Croazia? Se mi segui saprai infatti che nell’estate 2020 ho organizzato un tour 🇭🇷 che ci ha permesso di conoscere questo paese e di apprezzarne le bellezze naturali (lo abbiamo girato da nord a sud, leggi l’articolo). Inoltre, è abbastanza comoda e vicina da raggiungere in auto anche come meta dell’ultimo minuto.

E così, con un bel ponte alle porte e qualche giorno di ferie a nostra disposizione, abbiamo deciso di passare Halloween 🎃 sull’isola di Krk. Primo paese estero per la piccola Alice. Senza contare che è una delle regioni d’Europa più soleggiate, con ben 2.500 ore di sole l’anno, ed è anche l’isola delle bandiere blu (ben 15). La combo ideale per il nostro weekend!

La città di Krk

Krk è una delle più grandi e più frequentate isole della Croazia. È facile da raggiungere, a poco più di 5 ore da Milano, ed è collegata alla terraferma da un ponte, che un tempo prevedeva un pedaggio di circa 7€ mentre ora è totalmente free. Il viaggio per raggiungerla è andato liscio, così come i vari controlli alle frontiere, quella slovena e quella croata (= nessun controllo!).

Come base per la nostra esplorazione abbiamo scelto la principale cittadina dell’isola, Krk o Veglia in lingua italiana, e abbiamo soggiornato in un appartamento scelto tramite Airbnb. La sistemazione non era molto grande, ma carina e comoda per noi tre. Inoltre il centro storico di Krk si raggiungeva tranquillamente a piedi e la casa era dotata di una piscina riscaldata con idromassaggio 🤩 Una chicca in più molto apprezzata a fine giornata! Un accenno merita anche questo appartamento che avevo selezionato in un primo momento, ma poi scartato in quanto troppo piccolo per noi tre (si tratta in realtà di una stanza, anche se molto carina).

Tramonto al porticciolo di Krk

Cosa abbiamo visto sull’isola?

Iniziamo da Krk città, ovvero il maggior centro turistico e storico, con il suo porticciolo dove in estate è possibile noleggiare piccole imbarcazioni a motore o prenotare tour organizzati verso le isole vicine e le coste. Sul lungomare e nel carinissimo centro ci sono negozi, bar e ristoranti dove gustare ottimi piatti tipici, vini e formaggi prodotti sull’isola, vicoli e vicoletti per passeggiare e scorci pittoreschi dove scattare delle ottime fotografie. Infine, non perdere i simboli della città, ovvero la cattedrale e il castello dei Frankopan, con le sue antiche mura.

Durante la stagione estiva la città diventa un palcoscenico a cielo aperto per eventi e manifestazioni; noi siamo capitati a fine ottobre e non abbiamo trovato nulla di tutto ciò. Ma nonostante il fuori stagione devo ammettere che ho davvero apprezzato la calma e la tranquillità di questo periodo. Per non parlare poi dei colori meravigliosi dell’autunno 🍂. La parte centrale e occidentale dell’isola è infatti ricoperta di boschi e coltivazioni di frutta e verdura mediterranea, vigneti e uliveti. Uno vero spettacolo!

Il giorno due ci siamo invece diretti verso sud, più precisamente a Baška, un vero gioiellino! Si tratta di una cittadina turistica con una bella baia racchiusa da alte montagne e alcune spiagge facilmente accessibili e adatte a tutti, soprattutto alle famiglie. Lungo la baia si raccolgono la maggior parte delle strutture turistiche del paese, nonchè la spiaggia principale chiamata Spiaggia Grande o Vela Plaza: si estende per 1.800 m ed è di ciottolini bianchi, mentre il fondale marino è sabbioso.

La parte vecchia di Baška è caratterizzata da strette vie sulle quali si affacciano case e negozi, mentre il lungomare ospita la maggior parte dei ristoranti, degli hotel e dei campeggi della zona. Consiglio di salire (a piedi o in auto) fino alla Chiesa di San Giovanni Battista per la vista straordinaria sulla baia e il panorama circostante.

Oltre alla posizione importante, la chiesa è caratterizzata dalla più antica campana in questa area, del 1431, il cui nome è starac (il vecchietto). Ascoltatela suonare mentre guardate la vista fantastica su Baška e sulle isole in lontananza.

http://www.valamar-experience.com/it/esperienza/attrazioni/la-chiesa-di-san-giovanni-battista-a-baska

Risalendo verso il nostro appartamento ci siamo poi fermati per un pranzo nella città di Punat, una piccola e tranquilla cittadina portuale situata più o meno a metà dell’isola. Punat è oggi uno dei maggiori centri nautici della Croazia e cuore dell’isola per quanto riguarda la coltivazione delle olive. Con una traversata in mare di circa 20 minuti si può raggiungere l’isolotto di Košliun dove è possibile visitare un Monastero Francescano del XVI secolo, costruito su una precedente abbazia benedettina.

Vrbnik e Malinska

Nei giorni seguenti abbiamo fatto una sosta a Vrbnik, una piccola cittadina situata nella parte orientale dell’isola di Krk. Se si arriva dalla strada, i numerosi vigneti ti daranno il benvenuto (qua si coltiva la famosa Vrbnička žlahtina un vino bianco e secco di qualità, prodotto dal vitigno autoctono žlahtina bianco). Se invece si arriva dal mare, la città ti apparirà su una scogliera alta 49 m, con delle casette intorno al campanile, circondato dalle mura medievali.

E poi Malinska, conosciuta per i suoi centri benessere e le sue spiagge, ma che non ha un centro storico con castello, come la maggior parte dei paesi dell’isola di Krk. Noi ci siamo passati per una passeggiata lungo il porticciolo e per un pranzo veloce in un locale molto carino, il King’s Cafe, che consiglio assolutamente di considerare.

Vista da Vrbnik
Malinska

Infine Nijvice, un grazioso paesino, il classico centro turistico che si sviluppa sul lungomare con ristorantini e bar. Si trova sulla costa nordoccidentale dell’isola. Ci siamo fermati per una bella passeggiata durante la quale abbiamo notato delle spiagge molto carine per l’estate. Da tenere a mente! Da qui inoltre si può imboccare il famoso Cammino dell’isola di Krk:

Il Cammino di Krk è un itinerario circolare della lunghezza complessiva di poco più di 150 chilometri che attraversa tutta l’isola lungo i sentieri escursionistici (e ciclistici) esistenti. Inizia nel cuore dell’isola, nella cattedrale della città di Krk, e termina nella località di Kornić, proprio nella chiesa parrocchiale dedicata a San Giacomo Apostolo. L’itinerario è suddiviso in sette tappe di pellegrinaggio, più precisamente in sette giorni – il tempo consigliato per respirare a pieni polmoni le attrazioni storiche, culturali e religiose dell’isola, in un meraviglioso ambiente naturale e urbano.

http://www.tz-krk.hr/it/la-via-di-pellegrinaggio-del-cammino-di-krk

Consigli: sull’isola ci sono molti altri angolini da scoprire, oltre a piccoli paesini sparsi qua e là. Per questo consiglio di girare in auto o in moto senza una meta precisa: le strade sono poche, il bello è proprio seguirle e scoprire dove ti porteranno! Per non parlare delle spiagge “nascoste”, raggiungibili in barca o imboccando sentieri che portano giù fino al mare. Da ricordare per una prossima estate. Qui una guida per scoprirle tutte!

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Croazia on the road

Dove: Istria e Dalmazia, Croazia 🇭🇷

Come: Viaggio di coppia, in auto, fai da te.

Quando: Agosto 2020.

Budget: €€

Durata: 15 giorni.

Agosto 2020, avevamo decisamente altri piani in mente (ritornare alle Maldive ad esempio…), ma la situazione COVID-19 e le restrizioni imposte dal Governo Conte non ce lo hanno permesso. Così, pochi giorni prima della partenza, ho dovuto pensare ed organizzare un piano B del tutto nuovo.

Non ci crederai, ma un anno fa, tornata dal super viaggio USA on the road ho pensato: L’anno prossimo organizzerò qualcosa di più vicino a casa, che ne so, in Croazia! E così effettivamente è stato 😎 quando si dice il destino… Non volevo però visitare solo una destinazione, lo sai che preferiamo muoverci ed esplorare quanto più possibile. Da qui nasce l’idea della Croazia on the road.

Istria

La prima tappa del nostro viaggio è stata la città di Pula, una città in Istria, situata a circa 5-6 ore da casa. Il viaggio Italia-Croazia è stato tranquillo, traffico scorrevole, e alle 11:30 @divenirio era già stravaccato nella piscina dell’hotel! 🤣 Abbiamo deciso di fermarci qui qualche giorno (3 in totale) per riposarci dal viaggio in auto e scoprire qualcosa nei dintorni. Tra tutte le città della Croazia visitate durante questo viaggio, Pula è stata la più bruttina, anche se presenta delle chicche degne di nota, come l’anfiteatro romano, l’Arena di Pula, costruito sulla via principale (la Via Flavia) che un tempo portava direttamente ad Aquileia e Roma, o il Tempio di Augusto, originariamente dedicato alla dea Roma e successivamente all’imperatore, completamente costruito in marmo bianco.

Situata nell’estremo sud della penisola Istriana, la città offre però bellissimi paesaggi naturali e si trova nelle vicinanze del Parco Naturale Kamenjak che abbiamo deciso di visitare in una giornata. Si tratta a sua volta di una piccola penisola, vicino alla località di Premantura, dal 1996 zona protetta. Il Parco è attraversato per tutta la sua lunghezza da una strada sterrata, dalla quale si diramano numerosi sentieri secondari che portano fino al mare. L’ingresso costa circa 10 euro con auto e il biglietto vale dalla mattina fino alla chiusura. Al suo interno ci sono un paio di bar interessanti per il pranzo o per una birretta fresca, io ti consiglio il Portich Beach Bar.

Spiaggia nel Parco Kamenjak

Hotel: partiamo subito con una bellissima sistemazione, Mondival Residence, un mix tra hotel e appartamenti 4 stelle, un edificio completamente realizzato in pietra bianca e posizionato strategicamente su una collina dove ammirare i super tramonti di Pula! Abbiamo scelto l’opzione camera matrimoniale classica, direttamente sulla piscina (apri la finestra e ti tuffi). Ci siamo trovati molto bene, tutto è stato estremamente pulito e la colazione ottima. Forse un pochino caro per quello che realmente offre, ma il parcheggio era gratuito e lo stile simil Ibiza ci ha fatto davvero rilassare… (Leggi la mia recensione completa).

Inoltre l’hotel è vicino al centro della città, se non vuoi usare l’auto puoi tranquillamente scendere a piedi. Nelle vicinanze ti consiglio un ristorante locale, il Kod Kadre; vieni qui e ordina i Ćevapčići! Inoltre, sulla strada verso la seconda tappa di questo on the road puoi decidere di fermarti nella carinissima Rovigno, cuore turistico dell’Istria, magari per un pranzo veloce o per un giro nel centro storico, racchiuso all’interno delle sue mura veneziane.

Parco Nazionale dei laghi di Plitvice

Era tempo di salutare temporaneamente il mare per dirigerci verso la montagna e l’entroterra, e nello specifico verso un parco naturale che sognavo di visitare da 20 anni (e non sto scherzando), il Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice. Si tratta di una riserva forestale di ben 295 km² nella Croazia centrale, divenuta celebre per una catena di 16 laghi terrazzati collegati da cascate, che si estendono in un canyon calcareo. Le passerelle in legno e i sentieri escursionistici si snodano intorno ai laghi, mentre una barca elettrica collega i 12 laghi superiori e i 4 laghi inferiori. Questi ultimi ospitano la Veliki Slap, una cascata di ben 78 metri!

Il processo di sedimentazione del calcare, responsabile della formazione delle barriere tufacee e dei laghi, rappresenta un valore unico e universale. Per questo motivo i Laghi di Plitvice, il 26 ottobre 1979, sono stati iscritti nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

np-plitvicka-jezera.hr/

Peccato che il giorno della nostra visita il clima non è stato clemente e ha piovuto incessantemente per tutto il percorso! Ti dirò, che figata… 😝 Il parco era semi vuoto, diciamo tutto per noi, e la natura la faceva da padrona. Abbiamo scelto il percorso intermedio della durata di circa 4 ore, per niente impegnativo (non ci sono salite o altro) e percorribile sulle passerelle in legno e sui sentieri tracciati. Impossibile perdersi. Nel costo del biglietto è compreso anche il tragitto in traghetto che ti porta dai laghi inferiori a quelli superiori, per poi tornare indietro via strada, tramite un bus gratuito. All’interno ci sono diverse postazioni dove mangiare, noi avevamo il pranzo al sacco.

Hotel: abbiamo soggiornato in un hotel di recente costruzione, poco distante dall’ingresso del parco, il Plitvica Kuka D. Più che un hotel si tratta di due casette molto carine costruite una a poca distanza dall’altra nel bel mezzo del nulla! Sistemazione assolutamente consigliata: prezzo onesto, camera spaziosa e pulitissima, doccia enorme, colazione inclusa (la colazione è stata servita in camera, in un cestino di vimini, con all’interno caffè, succo, frutta e due super panini che abbiamo portato con noi durante la nostra escursione).

Plitvica Kuka D – Foto: Booking.com

Pag

Lasciata la montagna e la pioggia alle nostre spalle, qualche chilometro dopo il paesaggio è cambiato radicalmente. Benvenuto nella brulla isola di Pag! Tra tutte le destinazioni visitate durante il nostro tour, questa è stata senza dubbio la mia preferita: un’isola a tratti deserta, a tratti ricoperta da una fitta vegetazione composta in prevalenza da alberi di ulivo, battuta dal vento e soleggiata. Un paesaggio quasi lunare… Per non parlare poi dei super tramonti! 😍 L’isola è collegata alla terraferma tramite traghetto nella parte più a nord, ma, arrivando noi dalla montagna (Plitvice), abbiamo preferito scendere più a sud ed entrare tramite il ponte che collega Pag direttamente alla costa.

Abbiamo deciso di restare qui per 4 giorni pieni, per goderci finalmente il sole e il mare, oltre che le varie spiagge che l’isola offre. Consiglio vivamente di avere un’auto a disposizione (o uno scooter) per potersi spostare in tranquillità e scovare angolini nascosti dove fare un bagno. Da segnalare la spiaggia di Ručica, una spiaggia di ghiaia e ciottoli considerata una tra le più belle del Mediterraneo, raggiungibile in auto attraverso una stretta strada sterrata che degrada poi dolcemente verso il mare. I giovani di tutta Europa invece vengono a Pag per trascorrere le loro notti in discoteca al suono della musica più trendy o per partecipare ai seguitissimi festival di musica elettronica sulla famosa party beach di Zrće. Ci siamo stati anche noi per un aperitivo al tramonto in spiaggia, ma non siamo entrati nelle discoteche sia per il periodo poco felice, che per il costo (ogni discoteca è a pagamento mentre la spiaggia in sé è accessibile a tutti).

Le acque cristalline di Pag

Non puoi lasciare Pag senza aver assaggiato il pecorino tipico dell’isola, il Paški Sir: il latte delle pecore locali, che si nutrono di magre erbe salmastre, e la stagionatura in contenitori di pietra gli conferiscono un sapore particolare, piuttosto marcato. Buonissimo! E si tratta anche di un prodotto premiato: il formaggio di Pag è stato infatti riconosciuto come il migliore formaggio di pecora del mondo ai Global Cheese Awards del 2017 nel Somerset, Regno Unito.

Sull’isola consiglio anche un viaggio alla scoperta della parte più a nord, fino agli oliveti di Lun:

Gli oliveti di Lun fanno del paese un posto unico dell’isola di Pag, ma anche del mondo. Tra 80.000 ulivi che si trovano nell’area di Lun, si distinguono circa 1.500 ulivi selvatici (lat. Olea Oleaster), con una altezza di 5-8 m ed un diametro di 20-80 cm. Gli esperti hanno stimato l’età di alcuni ulivi a più di 1.500 anni!

www.isola-pag-croazia.it/

Un posticino davvero molto carino dove poter provare l’olio e il formaggio locale lo abbiamo trovato quasi per caso, scendendo verso il mare lungo una stradina stretta dell’isola, durante il nostro girovagare a nord. Si tratta di Bravarica OPG, un piccolo bar/locanda dove fermarsi ad ammirare il tramonto e il sole che si getta direttamente in mare. Consiglio di ordinare anche la loro frittata con asparagi ed erbette a KM0 (nel vero senso della parola, le raccolgono poco più avanti, sugli scogli!) e di assaggiare il loro vino. Ah, qui il mare è davvero cristallino: fermati anche per un tuffo.

Hotel: sull’isola abbiamo soggiornato presso una stanza della Villa Ropus, a Novalja. Consiglio di scegliere questa cittadina al centro dell’isola come punto di appoggio in quanto troverai tutto ciò che ti serve: supermercati, locali, ottimi ristoranti e negozi. Se invece preferisci qualcosa di più tranquillo, puoi decidere di dormire a Pag città, a sud. La villa è molto bella, posizionata in centro, la camera piccolina ma aveva tutto il necessario e soprattutto pulita. Complimenti a tutto lo staff che si è dimostrato essere molto professionale e gentile (la villa è gestita dai figli dei proprietari), oltre che molto generoso: i ragazzi ci hanno sempre offerto qualcosa da bere (birra, spirits locali o caffè espresso) e alla nostra partenza ci hanno regalato una bottiglia di buon vino rosso.

Aggiornamento: leggi la nostra intervista dall’isola di Pag, pubblicata su Corriere della Sera!

Split

Lasciata Pag, ci siamo diretti verso la città di Split (Spalato), dove abbiamo soggiornato solo una notte in attesa di prendere il traghetto che ci avrebbe condotto verso l’isola successiva. Stiamo parlando della seconda città della Croazia per grandezza e importanza, nonché tappa imprescindibile del nostro on the road nella Dalmazia centro-meridionale. Vale certamente la pena fare una sosta per visitare il bellissimo Palazzo di Diocleziano, un magnifico esempio di architettura romana, una piccola città nella città, costruito in pregiata pietra bianca, che ha fatto da sfondo anche alla famosa serie Il Trono di Spade (come Mdina sull’isola di Malta, ricordi?).

Video: @Pablo Camacho

A dispetto del nome, non aspettatevi di visitare una reggia costituita da un unico edificio. Il palazzo di Diocleziano è più simile a una piccola cittadella costituita da due strade che si incrociano, formando quattro zone separate. La sua funzione originaria era un misto di residenza imperiale e fortezza militare; oggi all’interno del palazzo si possono contare più di 200 edifici, molti dei quali abitati o adibiti a negozi, bar o ristoranti. Costruito con la splendida pietra bianca di Brac ed altri marmi pregiati, che creano un suggestivo contrasto con il blu del mare sullo sfondo, il palazzo di Diocleziano è un labirinto in cui è un piacere perdersi per ore, esplorando ogni angolo e scorcio.

http://www.croazia.info/dalmazia/spalato/

Potevamo non assaggiare anche qui un buon bicchiere di vino locale? Se vuoi fermarti in un posticino davvero particolare, cerca la Marvlvs Library Jazz Bar, un jazz bar/libreria che si dice essere la casa natale del poeta più famoso dell’intera Croazia, oppure siediti nel peristilio del Palazzo, presso il Lvxor Kavana & Restoran, per una serata scandita dal ritmo della musica locale suonata dal vivo. Voto 10 per l’atmosfera.

Hotel: a Spalato abbiamo dormito solo una notte, in una stanza di un piccolo B&B ricavato all’interno di uno dei palazzi storici, il Bed & Atmosphere Rooms. La camera era carina e moderna, unico neo: niente ascensore e salire i piani di questi palazzi antichi con i nostri bagagli pesanti non è stato il massimo (anche perché essendo in pieno centro l’auto va lasciata nel parcheggio più vicino, a pagamento). La colazione era inclusa ma veniva servita in un ristorante poco distante: ottima e completa.

Brac

Altro giro, altra isola da visitare! Lasciata Split con il traghetto (circa 1 ora di viaggio), siamo giunti sull’isola di Brac, la più grande isola di tutta la Dalmazia. Sull’isola arrivano numerosi visitatori che desiderano vedere dal vivo la spiaggia più fotografata di tutta la Croazia, Zlatni Rat a Bol, detta anche il Corno D’Oro, in quanto composta da ciottoli che si protendono in una lingua verso il mare. L’aspetto interessante di questa spiaggia è che cambia in continuazione la sua forma, essendo sotto l’influenza dei venti, delle onde e delle correnti marine. Inoltre, a partire dalle ore pomeridiane, diventa il set di incredibili acrobazie di kitesurf!

Nonostante questo richiamo, Brac è un’isola meno turistica e mondana rispetto alla vicina Hvar e rappresenta un’ottima scelta per chi cerca una meta facile da raggiungere, un mare pulito e un paesaggio naturale suggestivo fatto di pinete, macchia mediterranea e dirupi scoscesi. L’isola è inoltre conosciuta per aver fornito la pregiata pietra bianca per la costruzione del Palazzo di Diocleziano a Spalato e, secondo rumors locali, anche per uno degli edifici più famosi al mondo, la Casa Bianca. 😵

Sull’isola abbiamo trascorso 5 giorni, volevamo goderci un po’ di mare e tranquillità essendo anche la penultima tappa del nostro viaggio on the road. Un’intera giornata l’abbiamo dedicata alla scoperta delle numerose calette, accessibili tramite una piccola imbarcazione che è possibile noleggiare al porto di Bol. Quando dico piccola intendo davvero microscopica! Ma diciamo che ha svolto egregiamente il suo compito e abbiamo passato così una splendida giornata in mare soli soletti…

Il giorno seguente invece siamo andati alla scoperta delle isole vicine tramite un’escursione organizzata. Abbiamo così visitato Hvar, Vis, la famosa Blue Cave (o Grotta Azzurra) e la Stiniva Cove, un tempo grotta ora crollata e divenuta una celebre spiaggia (trovi qui la descrizione e i costi di un tour più o meno simile). Personalmente ho apprezzato molto la piccola isola di Vis, set del celebre musical Mamma Mia, ci risiamo! e meta ideale per una vacanza in totale relax. E la spiaggia alla Stiniva Cove, raggiungibile solo a nuoto dall’imbarcazione, ma davvero spettacolare (mi ha ricordato un pochino la spiaggia di Phi Phi Island).

Hotel: abbiamo soggiornato 4 notti presso una delle camere di Nono Ban. Questa sistemazione mi aveva incuriosita fin da subito, essendo non sul mare ma su di una collina, tra gli uliveti. La località è davvero molto tranquilla e isolata, la sera era visibile la via lattea in cielo! Sono però rimasta un po’ delusa per alcuni motivi:

  • in 5 giorni non ci hanno mai rifatto la camera; una volta puntualizzato questo aspetto si sono scusati, ma non capisco come ci si possa “dimenticare” di sistemare una camera
  • sul sito le stanze sono classificate come 4 stelle ma gliene darei 3 al massimo (in effetti il prezzo era più da tre che da quattro)
  • alcuni piccoli accorgimenti avrebbero reso il soggiorno più piacevole, come ad esempio sistemare le luci nel patio e all’ingresso che non hanno mai funzionato.

Peccato perché la location è da 10 (si tratta di piccole casette costruite con la pietra locale), il ristorante 10+ (tra l’altro servono un ottimo gin tonic! 🤩 ) e lo staff è molto gentile. Un piccolo sforzo e diventerebbe perfetto. Lo consiglio comunque perché si spende il giusto e la camera è davvero molto grande.

Camera doppia con patio scelta da noi. Foto: villas-croatia-nonoban.com/en

Zadar

Ultima tappa del nostro tour in Croazia, la città di Zadar. Abbiamo scelto questa meta per due motivi: 1- volevamo spezzare il viaggio di ritorno verso casa con una tappa intermedia e 2- visitare un altro parco naturale, quello delle isole Kornati, raggiungibile per l’appunto da questa città. Prima però di raggiungere la nostra ultima destinazione (ed essendo anche il compleanno di @divenirio), abbiamo deciso di fare una piccola deviazione lungo il percorso e di passare la giornata al Parco Nazionale di Krka. Si tratta di uno dei più bei parchi della Croazia, meno scenografico di Plitvice, ma altrettanto bello da visitare. E dettaglio da non sottovalutare: in una delle vasche naturali create dal fiume è possibile fare il bagno durante i mesi estivi, sotto la grande cascata. Potevamo farci scappare questa ghiotta occasione?

Anche in questo caso il parco è visitabile attraverso delle passerelle in legno e dei sentieri tracciati che portano alla piscina naturale e alla cascata. Munirsi di scarpette per gli scogli! Puoi depositare la borsa e altri oggetti personali in alcune cassette di sicurezza, a pagamento. Un consiglio: se entri dal piccolo borgo di Skradin è possibile percorrere il fiume in barca e approfittare di questa escursione circondati da uno stupendo panorama naturale. Purtroppo noi siamo entrati dalla direzione opposta (Lozovac), arrivando in auto da Split.

Arrivati a Zadar, abbiamo depositato i bagagli e cercato un parcheggio vicino alla nostra stanza in modo tale da avere il tempo necessario per goderci il famoso tramonto sul lungomare. Famoso perché oltre ad essere un bellissimo tramonto, qui è stato costruito l’Organo Marino, il primo organo al mondo ad essere suonato dal mare. Sì, hai letto bene! Si tratta di un organo formato da 35 canne di diversa inclinazione, forma e lunghezza che grazie al moto ondoso dell’acqua producono suoni continuamente diversi, modulati secondo sette accordi e cinque tonalità. Cosa c’è di più straordinario della dolce luce del tramonto accompagnata dalla musica, suonata dalle onde?

Fate in modo di arrivarci mentre viene sera, poi chiudete gli occhi. Siamo sul molo di Zara, la meno nota fra le città d’oro del litorale croato, insieme a Spalato e Dubrovnik. Ancona è lì di fronte, superato l’Adriatico che qui scintilla calmo tra una miriade di isole. C’è una scalinata di pietra bianca, si sentono le voci di chi passa. Restate a occhi chiusi, però, e non abbiate fretta. La riconoscerete dopo un po’, dalla sua dolcezza. È la sinfonia delle onde del mare, fatta di suoni lievi e malinconici.

http://www.vanityfair.it

Anche in virtù di tutto questo, tornano attuali le parole di Alfred Hitchcock, il quale, in visita in città nel maggio del 1964, rimase incantato ammirando il crepuscolo dalla sua stanza d’albergo. “Questo è il più bel tramonto del mondo” disse. Possiamo dargli torto?

Ma lo spettacolo continua… Poco lontano, infatti, il molo prende vita in un cerchio di luci colorate, soffuse, che illuminano la notte. Le luci si muovono e giocano, in armonia con i suoni del mare. Capita ogni sera e si chiama Saluto al Sole. Fino a qualche tempo fa, questo lato della città era una zona degradata e priva di ogni interesse; oggi, grazie all’opera dell’architetto croato Nikola Bašić, il molo di Zara ospita due installazioni uniche, parte di un progetto di riqualificazione che ha dato all’area una nuova identità.

Parco Nazionale delle isole Kornati

Devi sapere che io a Zadar ero già stata circa 20 anni fa 😱 Ero stata in visita in città e avevo soggiornato sull’isola di Ugljan, approfittando poi della vacanza per visitare il Parco Nazionale delle isole Kornati. Così ho deciso di tornarci per ri-vedere insieme a @divenirio questo spettacolo della natura: + di 100 isole che coprono un’area di 320 kmq, comprese tra le isole Zirje, Dugi Otok o Isola Lunga e Pasman. Numeri a parte, parliamo di uno dei tratti di mare che attrae maggiormente i turisti di tutto il mondo, gli appassionati di immersioni e coloro che amano la natura incontaminata e selvaggia. Guarda il video 👇

Kornati – Mavic Pro – Video: @effegi PD

Avendo solo un giorno a disposizione, ho preferito affidarmi ad una delle classiche escursioni organizzate che si trovano facilmente a Zadar, anche se non sono stata completamente soddisfatta in quanto i punti del parco toccati non sono stati esattamente come li ricordavo. Peccato! Siamo però attraccati in un’area molto bella che comprendeva una scogliera panoramica da una parte e un lago salato dall’altra, dove siamo andati a fare un tuffo.

Hotel: in città abbiamo scelto come opzione di soggiorno una stanza in centro, dove abbiamo trascorso due notti. La camera si trova negli appartamenti Mareta Exclusive ed è veramente molto bella e moderna. Siamo stati accolti da un giovane ragazzo che ci ha spiegato in pochi minuti cosa visitare in città, dove mangiare e parcheggiare l’auto per spendere il meno possibile. Ci ha persino messo in contatto con la persona che ha organizzato poi l’escursione al parco delle isole Kornati. Servizio super, consigliato!

Tips: una città molto carina che puoi aggiungere al tuo tour scendendo verso Split o risalendo verso Zadar è la cittadina di Trogir. Patrimonio Unesco dal 1997, è un vero gioiello medievale chiuso all’interno delle mura su un piccolo isolotto collegato alla terraferma. Oppure puoi decidere di allungare il tour e scendere ancora più a sud fino alla celebre città di Dubrovnik. Noi abbiamo preferito non rischiare a causa delle restrizioni imposte dalla situazione COVID-19 (per accedere alla città via terra è infatti necessario entrare in Bosnia per un certo tratto di strada, accesso che non era consentito ad agosto dal governo italiano), ma è una città che vale sicuramente una visita quando si è da queste parti in Croazia. Infine, per non farsi mancare nulla, fermati per un gelato in Slovenia, nella cittadina di Piran, prima di rientrare definitivamente in Italia!

Come prenotare: Booking, TripAdvisor.

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Vacanze di Natale a Malta

Dove: Isola di Malta 🇲🇹

Come: Viaggio di Natale, in coppia.

Quando: Natale 2019.

Budget: €€

Durata: 6 giorni.

Da qualche anno a questa parte, ogni Natale decidiamo di passare le festività fuori casa e in viaggio verso qualche nuova destinazione. Quando possibile, viaggiamo con la famiglia, in alternativa partiamo da soli, come in questo caso. Per il Natale 2019 abbiamo iniziato a pianificare e a pensare ad una possibile meta già prima dell’estate e durante la nostra ricerca abbiamo preso in considerazione diverse possibilità tra cui Dubai, Oman, Mosca, Giordania, Maldive (come per il Natale 2018, leggi l’articolo)… Tutto questo ovviamente prima del nostro super viaggio americano on the road dello scorso agosto (a proposito, se non lo hai ancora letto, lo trovi qui!), ma una volta rientrati e dopo aver stilato la lista di tutte le spese sostenute per la nostra bellissima (ma cara 🤑) esperienza made in USA, abbiamo deciso di orientarci verso una destinazione decisamente più economica. Periodo scelto: la settimana di Natale. Isole visitate: Malta, Gozo e Comino.

Malta

Abbiamo deciso di soggiornare sull’isola di Malta e precisamente a Sliema, una cittadina abbastanza movimentata e vicina alla capitale dell’isola, La Valletta (guarda la distanza). L’hotel scelto per la nostra vacanza è stato l’Azur Hotel By St Hotel – Gzira, un carinissimo hotel 3 stelle situato vicino al mare e prenotato tramite Booking.com (con pagamento in loco, scelta sempre molto comoda quando si prenota con largo anticipo). Carinissimo perché per essere un 3 stelle ⭐️⭐️⭐️ non mancava proprio nulla: la stanza era ampia e moderna, molto pulita e silenziosa (nonostante il nostro balcone guardasse direttamente sulla strada), il bagno abbastanza grande e con una bella doccia ampia. Abbiamo scelto la soluzione con colazione inclusa per non dover cercare ogni mattina un locale dove mangiare (anche se qui non mancano di certo) e devo dire che siamo rimasti soddisfatti. Plus: Sliema è una città perfetta da scegliere come base di appoggio per la scoperta dell’isola di Malta, i locali e i ristoranti abbondano così come i servizi barca e i tour organizzati per le altre isole. Inoltre è una località movimentata, non manca certo il divertimento, nemmeno in pieno inverno!

Prima della partenza abbiamo deciso di noleggiare un’auto tramite il servizio Ryanair e non potevamo optare per una scelta migliore. L’isola va decisamente esplorata da nord a sud, da est a ovest e l’auto è il mezzo ideale per questa stagione, per spostarsi praticamente ovunque, in totale autonomia. Ricordati però che qui si guida dalla parte opposta! Ops… 😅 Molte persone scelgono invece di muoversi tramite il servizio bus che percorre tutta l’isola, servizio che noi non abbiamo mai provato. Da quello che ho potuto vedere però sembra essere davvero efficiente.

Le tranquille stradine di Birgu
Le porte rosse di Malta

Cosa visitare a Malta? Sicuramente La Valletta, capitale dell’isola, con i suoi vicoli e i balconi in legno tutti colorati. Da non perdere i Giardini Barrakka da dove godere di una splendida vista sul Grand Harbour. Poi le Tre città, ovvero Bormla, Birgu e Isla, raggiungibili dalla capitale tramite traghetto in pochissimi minuti. Il paesino di pescatori di Marsaxlok, a sud, con le sue barchette colorate, ideale per un pranzo a base di pesce fresco. I Dingli Cliffs, le alte scogliere da dove puoi godere di un panorama mozzafiato e trascorrere dei momenti di relax a contatto con la natura selvaggia. Golden Bay, per ammirare dei tramonti da favola, sulla spiaggia sabbiosa. E ancora Mdina, l’antica capitale, detta anche la città silenziosa, che custodisce ancora le antiche dimore dei nobili di Malta, e poco distante la sorella Rabat, che un tempo formavano un’unica città, ora divise da un fossato. E infine una vera chicca per gli appassionati delle serie TV: lo sapevi che qui e in altre location dell’isola hanno girato alcune scene della prima stagione de Il Trono di Spade? 😍

I Luoghi di Game Of Thrones – Video: @Jessicalady

Una menzione particolare meritano i templi megalitici di Hagar Qim e Menaidra, riconosciuti come Patrimonio dell’UNESCO e che si dice siano addirittura più antichi del ben più noto sito di Stonehenge. Hagar Qim sorge sulla sommità di una collina e fu scoperto nel 1839. I reperti archeologici ritrovati nel tempio suggeriscono che venne costruito tra il 3600 e il 3200 AC, periodo noto come la fase Ggantija di Malta. A soli 500 metri di distanza, scendendo verso il mare, si trova invece il tempio di Menaidra, che si compone di tre edifici disposti a trifoglio e uniti da un piazzale principale. Ti consiglio di acquistare un’audioguida con solo 1 euro in più rispetto al costo del biglietto, utile per conoscere i dettagli della storia antica di Malta e di questi siti.

L’ultimo giorno di permanenza sull’isola siamo invece saliti verso nord per visitare il famoso Popeye Village. Un dettaglio curioso: il villaggio è nato come set cinematografico della produzione musicale del 1980 “Popeye” ed è diventato oggi una delle maggiori attrazioni turistiche di Malta, un vero parco divertimento dedicato soprattutto ai bambini. Noi abbiamo deciso di non entrare ma di ammirarlo dall’alto della scogliera per scattare qualche foto al tramonto (anche perché era ormai tardi e in inverno chiude alle 16:30!).

Gozo

Un giorno della nostra vacanza lo abbiamo interamente dedicato alla visita della vicina isola di Gozo. Per arrivare ci siamo imbarcati a nord di Malta e in circa 20 minuti siamo attraccati al porto principale. Abbiamo deciso di portare con noi anche l’auto, per essere liberi di girare in autonomia per tutta l’isola. Il costo del biglietto è di soli 20 euro (2 persone + 1 auto) e i traghetti operano 24 ore su 24. Davvero un servizio molto comodo (trovi tutte le informazioni sul sito della compagnia).

Cosa vedere a Gozo? Il mio consiglio è quello di girovagare per l’isola, il bello è anche un po’ perdersi nei paesini, osservare la lenta vita locale e soffermarsi sui particolari che attirano la tua curiosità. Presta solo attenzione alle strade perché a volte sono sterrate e con delle buche mica da ridere… 😲

Oltre al girovagare senza meta, sicuramente merita una visita la città di Vittoria (Rabat) e il suo Grand Castello, ovvero la cittadella fortificata. Restaurata recentemente, ospita al suo interno tutte le maggiori attrazioni storico-culturali di Gozo tra cui la Cattedrale dell’Assunta e vari edifici storici, diventati oggi una serie di musei.

La Cittadella
Le mura

Se capiti a Vittoria verso l’ora di pranzo ti consiglio di fermarti per un panino o un piatto caldo da Cafe Jubilee, direttamente sulla piazza della città. Un piccolo pub in stile inglese molto carino e confortevole!

Dopo un po’ di storia e cultura è il momento di tornare nella natura! Ci siamo così diretti verso la famosa Finestra Azzurra, purtroppo crollata nel 2017 a causa dell’erosione del mare, ma comunque da vedere (leggi l’articolo). Si trattava di un arco naturale, piatto in cima, che si trovava sul mare a Dwejra. Ora quello che si può ammirare è solo la parte restante della roccia attaccata alla terraferma, ma il sito è comunque un punto panoramico che vale una sosta.

Quel che rimane della Finestra Azzurra
Mare a Dwejra

Comino

Una volta tornati al porto di Gozo ci mancava solo un’isola da visitare: la piccola Comino. Dopo il nostro girovagare senza meta sull’isola siamo tornati a Mġarr, ormai quasi al tramonto… ma non avevamo altra occasione se non questa per visitare l’isoletta e la famosa Laguna Blu. Così abbiamo deciso di unirci ad un piccolo gruppo in barca che stava ritornando a Malta e di fermarci qualche minuto a Comino. Sicuramente la versione estiva della celebre laguna è diversa rispetto a quella invernale, ma l’isola essendo disabitata e praticamente wild ha comunque sempre il suo fascino, anche in dicembre. La barchetta ci ha lasciati a Comino per circa 20 minuti, il tempo per un breve giro e qualche foto. Il tramonto però ha sempre un sapore speciale quindi ne è valsa la pena, anche se per poco. Il mare qui è davvero azzurro e il fondale sabbioso molto chiaro. Uno spettacolo della natura!

Laguna Blu

Tips: visita Malta in bassa stagione o nei periodi di minore affollamento e te ne innamorerai! Le città e i siti sono tranquilli, il traffico è gestibile e le temperature miti (a Natale ci sono stati sempre circa 15-17 gradi). Inoltre si tratta di una destinazione abbastanza economica, quindi perché no? Attenzione solo al vento invernale che in certi punti, soprattutto in prossimità delle scogliere, può risultare forte e fastidioso. Quindi sì a vestiti più leggeri rispetto al freddo di Milano, ma sciarpa e cappello sempre! 🤠

Come prenotare: Booking, SkyScanner, TripAdvisor.

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Honeymoon alle Hawaii (parte II)

Dove: Maui, Hawaii, USA 🇺🇸

Come: Viaggio di nozze, parte II.

Quando: Settembre 2013.

Budget: Essendo il nostro viaggio di nozze non te lo so dire 😬

Volo: Arrivavo dal Giappone, abbiamo volato con China Airlines, uno dei viaggi più turbolenti mai fatti!

Visto: Le Hawaii sono uno stato americano, serve l’Esta per l’ingresso. In questo caso è stato fatto direttamente dall’agenzia viaggi, ma puoi tranquillamente richiederlo online.

Quando ci siamo sposati, io e Davide abbiamo avuto subito le idee chiare sul viaggio di nozze dei nostri sogni: Giappone (te lo racconto qui) e Hawaii! 🌺 Nello specifico, per questa seconda tappa del nostro tour abbiamo scelto l’isola di Maui, la seconda isola più grande per superficie di tutte le isole hawaiane. Purtroppo il viaggio non è stato organizzato direttamente da me ma da una agenzia viaggi (Sandy Bay Viaggi), per questo non ti potrò fornire molti dettagli sulla programmazione. No panic! Troverai comunque qui di seguito la descrizione degli aspetti più rilevanti di questa favolosa vacanza.

Una chiesa a Maui
Fiori di Plumeria

Hotel

L’hotel scelto per la nostra luna di miele è stato il Ka’anapali Beach Resort. Viene definito l’hotel più hawaiano di tutti e in effetti è davvero molto caratteristico. Si trova su un tratto di spiaggia di tre miglia definita come una delle migliori spiagge di Maui e persino d’America! Molto tempo fa, queste sabbie e questi rigogliosi giardini venivano molto apprezzati dai re e dalle regine hawaiane che cercavano qui un ritiro rilassante e rigenerante. Non pensare ad un resort super lusso, piuttosto ad un hotel caratteristico, in perfetta armonia con il territorio circostante. Plus: ottimi i margarita preparati nel bar a bordo piscina. Vicino il resort si trova un ristorante sulla spiaggia molto carino dove ho mangiato il tonno crudo più piccante ma anche più buono di tutta la mia vita (piangevo mentre lo mangiavo… 😢).

Road to Hana

Cosa fare durante una vacanza a Maui? Percorrere la Road to Hana! La Hana Highway è infatti la strada più scenografica di tutte le Hawaii ed è composta da due segmenti, la Hwy 36 e la Hwy 360. Comincia a Kahului ma il tratto più famoso, che racchiude un vero e proprio spettacolo della natura, inizia più avanti, dal mile marker 0. Durante una vacanza a Maui, questo tour lungo la costa orientale dell’isola va assolutamente organizzato! Ovviamente ti servirà un’auto a noleggio, indispensabile qui, e come tempistiche, calcola una giornata intera, tra andata e ritorno, soste varie e pit stop per il cibo. Plus: sul tragitto troverai cascate, sabbie nere, scogliere incredibili, alberi arcobaleno, giardini dell’Eden (hey, qui è dove hanno girato la prima scena del film Jurassic Park!). 👇🏻👇🏻

Dal film Jurassic Park
La costa vulcanica

Le spiagge

Maui = spiaggia! Nelle coste dell’isola si alternano pareti di rocce laviche, spiagge di sabbia nera e distese di sabbia bianca. Vediamo allora quali sono le migliori spiagge dell’Isola di Maui.

Napily Bay – è una delle spiagge più visitate dell’isola. L’ampio arenile di sabbia dorata si affaccia su un tratto di mare che presenta acque di colore blu e una grande barriera corallina, un mix che rende questo luogo ideale per nuotare e fare snorkeling.

Baldwin Beach Park – una bellissima e lunga spiaggia di sabbia bianca. Durante i mesi invernali lungo il tratto principale le onde sono solitamente alte e regolari, rendendo il Baldwin Beach Park una destinazione popolare per chi pratica surf.

Ka’anapali Beach – (la nostra ❤️) è una stupenda spiaggia di sabbia bianca e acqua cristallina, che nel 2003 è stata votata come la migliore d’America. Il litorale è lungo 3 miglia e la spiaggia molto larga è costeggiata alle sue spalle da palme. Qui i tramonti sono davvero top!

Tramonto a Ka’anapali

Kapalua Beach – è una delle spiagge più belle dell’isola di Maui. Lo scenario è fantastico in quanto la spiaggia si trova in una baia fiancheggiata da palme e circondata da rocce laviche che si estendono fino all’oceano. Anche Kapalua Beach è considerata una delle migliori spiagge degli Stati Uniti.

Sabbia e palme in Kapalua

Makena Beach (o Big Beach) – la spiaggia più estesa di questa parte dell’isola e una delle più ampie delle Hawaii. Il litorale è di sabbia dorata con acque immacolate perfette per il nuoto e lo snorkeling.  Anche qui si vedono ottimi tramonti!

Big Beach

Black Sand Beach – è una stupenda spiaggia di sabbia nera e fa parte del Waianapanapa State Park, un parco naturale statale di circa 120 acri. Ai lati della spiaggia si trovano anche delle piscine di anchialina, ovvero delle insolite pozze di acqua dolce e salata che hanno una serie di tunnel sotterranei che si collegano all’oceano, rendendo questo spettacolo della natura veramente speciale. La vedrai percorrendo la strada per Hana.

Sabbia nera

‘Iao Valley

E dopo le spiagge e l’oceano? Pianifica una gita allo ‘Iao Valley! ‘Iao Valley State Park è considerato uno dei luoghi imperdibili della Terra ed è il secondo posto più piovoso delle Hawaii: basti pensare che la vetta della valle riceve una media di oltre un pollice di pioggia al giorno! L’attrazione principale è l’ago Iao (Kuka’emoku), un picco roccioso creato dall’erosione della roccia più morbida intorno ad esso per molti millenni. Nella cultura hawaiana, è conosciuto come la pietra fallica del dio dell’oceano. ☺️ Questa valle, considerata sacra, la puoi percorrere tranquillamente a piedi: ci sono infatti sentieri che seguono il ruscello e si immergono nell’interno della valle. Insomma, una natura davvero imperdibile!

L’ago Iao
Into the jungle
Natura incredibile!

Lahaina

Cosa fare la sera? Un suggerimento potrebbe essere quello di visitare Lahaina. Si tratta di una città storica dell’isola, trasformata nel corso del tempo in un hotspot di Maui con dozzine di gallerie d’arte e una varietà di negozi e ristoranti. Ha oltre mille anni di storia ed è stata la capitale del Regno delle Hawaii dal 1820 al 1845. Oggi la città è sul registro nazionale dei luoghi storici, da visitare. È ancora possibile avere un’idea della vecchia Lahaina mentre si passeggia lungo la vivace Front Street, classificata come una delle “migliori dieci strade” dall’American Planning Association.

Haleakala

E per finire il nostro tour… una gita sul vulcano! Quello di Haleakala è un enorme vulcano a scudo il cui corpo occupa il 75% della superficie terrestre dell’isola ed il cratere, con i suoi 10.023 piedi (3.055 metri) di altezza, è la cima più alta dell’Isola di Maui. Per raggiungere il centro visitatori del Parco Nazionale di Haleakala si percorre prima la Route37, per poi proseguire lungo l’Haleakala Crater Road che porta alla cima (ecco che l’auto torna ancora utile). Ricordati che sei su una montagna quindi le temperature sono più basse, vestiti in maniera adeguata! Rispetto al livello del mare ci sono infatti anche 30°C di differenza ed in alcuni periodi dell’anno la parte alta del vulcano può essere imbiancata da delle sporadiche nevicate 🥶 (non fare come noi che invece siamo saliti in shorts e maglietta!).

La nostra auto

Tips: Girare l’isola in auto è molto comodo, ma girarla su una muscle car americana è ancora meglio! Fai come noi: noleggia da casa una utilitaria qualsiasi e quando arrivi sull’isola chiedi se hanno delle auto in promozione. Potresti essere fortunato. (Abbiamo fatto lo stesso durante il nostro on the road in America, leggi qui).

Come prenotare: Sandy Bay Viaggi, Mistral Tour.

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Natale alle Maldive

Dove: Atollo Ari Sud, Maldive 🇲🇻

Come: Viaggio di coppia.

Quando: Natale 2018.

Budget: €€

Durata: 8 giorni.

Volo: Aeroflot con scalo a Mosca, volo acquistato a maggio per dicembre a 800€ cad.

Visto: Non necessario.

Natale al caldo. Quante volte ce lo siamo ripetuti e poi non lo abbiamo mai fatto? Così il 3 gennaio 2018 abbiamo iniziato a fantasticare su una possibile meta per le vacanze invernali e poco dopo abbiamo deciso di prenotare per il Natale successivo: destinazione Maldive 🇲🇻! Ti sembrerà presto prenotare quasi un anno prima, ma in realtà non è stato così. Cercando infatti online alcune proposte per guesthouse sulle isole dei pescatori (questa era la nostra scelta per un primo viaggio alle Maldive), trovavo delle soluzioni interessanti, a prezzi competitivi, ma già sold out per le feste natalizie…

Finalmente Maldive!

Cercando in rete tra le varie proposte, abbiamo scelto di viaggiare con Maldive Alternative, una agenzia viaggi creata da ragazzi italiani, giovanissimi, che propone soggiorni in guest house sulle isole dei pescatori locali (noi abbiamo scelto l’isola di Hangnaameedhoo, atollo di Ari Sud). La soluzione scelta è stata quella relax:

Il programma “Relax” è stato creato per chi ama la calma e la tranquillità tipica della popolazione maldiviana: per chi ama il mare e per chi vuole staccare la spina. Per le famiglie con bambini e per le coppie di tutte le età, questo programma prevede 5 escursioni nelle isole deserte e abitate dell’atollo e 2 uscite di pesca al bolentino. E’ inoltre possibile prenotare l’escursione extra per fare snorkeling con lo squalo balena e per vedere le mante in alcuni periodi dell’anno. Possiamo inoltre organizzare per voi una notte in tenda in un’isola deserta, per una serata davvero magica!

maldivealternative.com/offerte-maldive/isola-di-hangnameedhoo/proposta-relax

All’interno di una guest house le camere non sono molte ed avendo scelto proprio la settimana di Natale ci siamo affrettati a bloccare subito una stanza, versando un acconto. Verso maggio invece abbiamo iniziato a dare un’occhiata ai voli e abbiamo scelto di volare con Aeroflot, compagnia russa mai provata prima (non male… anche se all’andata i bagagli sono arrivati a destinazione 2 giorni dopo 🤬). Era fatta, Natale alle Maldive! Non restava che attivare il countdown…

Detour Beach View

La scelta di soggiornare in guest house al posto di un resort si è rilevata vincente e il viaggio ha superato di gran lunga tutte le nostre aspettative, non solo dal punto di vista economico, quanto dal punto di vista umano! Prima di tutto per il prezzo: 1000€ circa a testa per una vacanza di 8 giorni alle Maldive a Natale, tutto compreso (volo escluso). In secondo luogo per le attività: non siamo quasi mai rimasti fermi sulla nostra isola, ma ogni giorno avevamo qualcosa da fare tra escursioni sulle isole deserte, snorkeling o uscite di pesca al tramonto. Infine il gruppo: ci siamo davvero divertiti insieme alle altre persone che si trovavano in guest house con noi e che per 8 giorni sono diventati i nostri compagni di viaggio. Un saluto speciale va al nostro Capitano che per una settimana ci ha accompagnati in mare e ci ha sfidati nei tornei di beach volley!

Gita sull’isola deserta

Inutile dire che i colori, le isole, la natura incontaminata, il cibo… tutto è stato magnifico e soprattutto ben organizzato (guarda il nostro video per vivere la magia del nostro soggiorno maldiviano). Un viaggio con Maldive Alternative però non è solo mare e attività all’aperto, ma offre anche la possibilità di entrare in contatto con gli abitanti dell’isola e di conoscere così una cultura diversa. Puoi girare per le vie e visitare le botteghe locali o andare a prendere un caffè in uno dei piccoli locali del posto (qui niente alcool, sono musulmani). Un pomeriggio siamo andati persino a raccogliere la plastica insieme ai Maldiviani, che si impegnano ogni giorno per tenere l’isola il più pulita possibile. Hangnaameedhoo è molto piccola e la giri tranquillamente in pochi minuti! 👇🏻

Hangnaameedhoo
Alla scoperta dell’isola

Tips: porta con te il meno possibile! Un costume, un pareo e infradito… non servono nemmeno le scarpe! (Te lo dice una persona che per 3 giorni è rimasta senza valigia 😂). Se ti capita l’occasione di viaggiare in dicembre, approfitta dell’escursione (a pagamento) per avvistare lo squalo balena che proprio in questo periodo si trova da queste parti. Ne vale davvero la pena. Inoltre, approfitta del gruppo Facebook Maldive Alternative per chiedere informazioni, consigli e organizzare al meglio la tua prossima vacanza.

Come prenotare: Maldive Alternative, SkyScanner

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Tour della Thailandia e isole

Dove: Thailandia 🇹🇭

Come: Viaggio di coppia, fai da te.

Quando: Agosto 2016.

Budget: €€

Durata: 15 giorni.

Volo: Etihad con scalo ad Abu Dhabi, volo acquistato a marzo per agosto a 750€.

Visto: Non necessario.

Tour: Bangkok, Phuket, Phi Phi Island, Ko Samui, Ko Phangan.

Bangkok

… E finalmente Thailandia! Ne avevo tanto sentito parlare, abbiamo amici che ci sono già stati e così anche noi ci siamo decisi e abbiamo finalmente prenotato. Abbiamo scelto di fare un tour delle principali località, diciamo le più conosciute, e la prima tappa è stata ovviamente la capitale Bangkok. C’è chi odia la città e chi la ama, io l’ho decisamente adorata: caotica, umida, ricca di storia e di cultura. Una volta atterrati, con il treno diretto siamo arrivati con facilità alla stazione più vicina al nostro hotel.

Per questa primo stop thailandese ci siamo trattati bene (in Asia puoi permettertelo spesso) e abbiamo deciso di dormire 2 notti al Pullman Bangkok Hotel G, 4 stelle, un vero spettacolo! 😍 Fin da subito hai la sensazione di trovarti in un luogo pulito, moderno e – perché no – lussuoso. La nostra camera era enorme, total white e con letto king size. Il primo giorno siamo stati subito eletti ospiti della settimana e ci hanno così permesso di accedere alle executive lounge per la colazione. Inoltre, essendo socia del programma fedeltà del gruppo alberghiero (iscriviti anche tu gratis!), ho potuto usufruire del mio drink di benvenuto nello Sky Bar sul tetto dell’hotel… magnifico! Plus: il personale qui ti assiste in tutto e ti regala attenzioni a non finire. Il 13 agosto per il compleanno di Davide, ad esempio, ci hanno sorpreso con una buonissima torta in camera! 🎂

La nostra camera total white
Tempio a Bangkok
Torta di compleanno – Auguri @Divenirio

La città di Bangkok offre molte attrazioni da visitare: il Palazzo Reale, il Wat Phra, il Wat Arun… non perdere poi il quartiere cinese e una gita in barca sul fiume Chao Phraya. Da bravi turisti novelli ci siamo subito fatti “fregare” il primo giorno e il tour in barca lo abbiamo pagato ben 60$! 😕 Lezione imparata, in Asia bisogna sempre trattare sul prezzo.

Phuket

Da Bangkok ci siamo poi mossi via aereo verso la costa, destinazione Phuket. Abbiamo preso un volo interno Thai Airways prenotato online prima della partenza, in Italia. Una volta arrivati a destinazione un taxi ci ha accompagnati direttamente in hotel. Siccome eravamo finalmente in una località di mare, abbiamo scelto un piccolo resort sulla spiaggia di Kamala, una lunga spiaggia dorata. NB. agosto non è certo il mese migliore per visitare questa parte di costa a causa della stagione delle piogge. Noi lo sapevamo ma avevamo deciso di fare comunque una tappa qui e devo dire che siamo stati fortunati: 10 minuti di pioggia la mattina e poi sempre sole! Calcola però che il mare resta comunque mosso quindi per il momento niente vera vita da spiaggia…

Kamala beach

Il resort scelto per questi 5 giorni è stato il Novotel Kamala Beach, sempre del gruppo AccorHotels come il precedente. Vista la stagione, non era molto affollato e così ci siamo potuti godere il ristorante, il bar panoramico e la piscina a sfioro con molta tranquillità. Puoi inoltre affittare il motorino direttamente in hotel per girare le varie spiagge o visitare il Big Buddha: qui il panorama a 360 gradi dalla collina è tra i migliori di Phuket e in una giornata limpida si possono vedere Phuket Town, Chalong Bay, Rawai, Kata, Karon e spaziare verso il mare aperto; oppure la sera puoi raggiungere le zone più animate (vedi Patong) sempre sulle due ruote. Se preferisci le quattro, puoi sempre optare per la navetta dell’hotel, anche se in questo caso devi rispettare degli orari prefissati. Rilassati in piscina con il cocktail al cocco e rum, è davvero speciale!

Novotel Kamala Beach

Escursione a James Bond Island

Cosa fare a Phuket con il mare un po’ mosso e il cielo coperto? Una gita all’isola di James Bond! Organizzata direttamente in hotel, siamo partiti la mattina per rientrare la sera. La provincia di Pang-nga ospita un parco marino tra i più suggestivi della Thailandia che può essere vissuto in modi assai diversi, grazie alla varietà dei tour disponibili. L’isola principale di questo parco è stata resa celebre dal film della serie 007 “L’uomo dalla pistola d’oro” (se sei curioso, guarda la scena del film) e da allora ribattezzata James Bond Island: un cono verticale a base rovesciata che ha le sembianze di un enorme chiodo. All’interno del parco è possibile fare un po’ di canoa e ammirare le meraviglie che la natura qui ha creato. Sicuramente una gita interessante da programmare e da non perdere.

James Bond Island
Canoa

Phi Phi Island

Dalla nuvolosa Phuket ci siamo poi spostati via mare verso Phi Phi Island. Il transit è stato organizzato in toto dall’hotel e un mini van ci ha accompagnati fino all’imbarco. Non ricordo il tempo totale della traversata (non più di 2 ore comunque), ma ricordo il mare mosso e i passeggeri che non stavano molto bene… 🤢 Mal di stomaco a parte, una volta toccata la riva, davanti a noi si è aperto uno scenario diverso: finalmente sole, cielo azzurro e mare calmo! Abbiamo deciso di soggiornare 2 notti in un bungalow al Paradise Pearl Phi Phi, sulla Long Beach. Devo ammettere che siamo stati un pochino sfortunati perché ci è stato assegnato uno dei bungalow più vecchi (il primo scendendo le scale verso la spiaggia), ma nel complesso il villaggio è carino e lo consiglio. Ho prenotato direttamente tramite il loro sito e nei mesi precedenti il viaggio i direttori della sistemazione hanno sempre risposto con puntualità alle mie richieste via mail. Un punto in più per questa struttura! Plus: Non perdere assolutamente il massaggio Thai. Costa solo 8€ ed è qualcosa di particolare. Il Paradise Pearl propone inoltre un ristorante sulla spiaggia e il servizio taxi con la barca (le tipiche barche colorate dei pescatori) verso la parte più movimentata dell’isola, utile ad esempio per una cena la sera.

Massaggio Thai

Escursione alla spiaggia di The Beach

Chi non conosce la famosa spiaggia del film The Beach? Si raggiunge facilmente in barca dalla Long Beach grazie ad una escursione organizzata tramite l’hotel. Attenzione perché in agosto (stagione delle piogge) il mare è mosso e non permette alle barche di entrare agilmente nella baia. Così le varie escursioni prevedono un attracco “dal retro”, con tuffo in mare e salita su una rete di corda inclusa! 😥 Superato questo momento avventura, si arriva davvero in paradiso… Agosto a mio avviso è stato il mese ideale per godere di questo panorama senza avere una folla fastidiosa intorno.

Chiusa fino al 2021 Maya Bay, la spiaggia thai resa famosa dal film “The Beach” con DiCaprio. Leggi la notizia.

lastampa.it
The Beach!

Ko Samui

Quarta tappa del nostro tour: l’isola di Ko Samui. Questa volta ci troviamo nel Golfo di Thailandia, protetto dai monsoni di agosto. E in effetti qui è davvero estate! Per arrivarci abbiamo preso un volo Phuket-Ko Samui e una volta atterrati nel piccolo aeroporto dell’isola (molto carino) ce ne siamo subito innamorati. L’isola è decisamente più animata rispetto alle tappe precedenti visto il clima estivo in agosto, ma tuttavia vivibile. Come di consueto abbiamo noleggiato un motorino direttamente in hotel per poter girare in totale autonomia. Abbiamo deciso di soggiornare all’ibis Samui Bophut, scelta davvero azzeccata. Da un lato per i prezzi ragionevoli (essendo alta stagione i prezzi a Ko Samui sono leggermente più alti rispetto al resto della Thailandia), dall’altro perché più che un hotel ho trovato un vero e proprio villaggio con piscina e bar sulla spiaggia. Niente male! L’hotel ci è piaciuto talmente tanto che abbiamo deciso di prolungare la nostra permanenza qui cancellando il soggiorno a Ko Phangan (la stanchezza si era fatta sentire, ma non abbiamo rinunciato del tutto all’isola, leggi qui sotto). Tramite la struttura abbiamo poi organizzato una gita nel parco marino di Ang Thong che mi sento assolutamente di consigliare, abbiamo trascorso una piacevole giornata. 👇🏻

Ang Thong

Escursione a Kho Phangan

Come anticipato, la stanchezza ha preso il sopravvento a Ko Samui e non avevamo più tanta voglia di rifare le valigie e spostarci di nuovo. Così abbiamo deciso di restare nel nostro ibis e visitare la vicina isola in giornata. Ko Phangan si trova infatti a 1 ora scarsa di traghetto da Samui. Una volta sbarcati abbiamo noleggiato un motorino (che strano 😂) e siamo partiti alla scoperta di questi nuovi orizzonti. Ci siamo fermati di tanto in tanto per vedere dei punti panoramici o fare due passi nella giungla. È stato davvero divertente!

Kho Phangan
Sempre e solo 2 ruote!

Tips: di ritorno dalle isole ci siamo fermati ancora una notte a Bangkok. In questo caso abbiamo deciso di restare più vicini all’aeroporto e poterci spostare tranquillamente in taxi senza spendere una follia (e vedere così anche una parte diversa della città). L’hotel scelto per questa seconda tappa è stato il Novotel Bangkok Platinum Pratunam. Piscina panoramica da non perdere e ottime le colazioni! In città, ti consiglio inoltre di programmare un cocktail allo Sky Bar del Lebua at State Tower (hai presente la scena del film Una notte da leoni?).

Come prenotare: Booking, SkyScanner, TripAdvisor, AccorHotels.

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Zanzibar Tour

Dove: Zanzibar, Tanzania 🇹🇿

Come: Viaggio di coppia, fai da te.

Quando: Agosto 2018.

Budget: €€

Durata: 14 giorni.

Volo: Qatar Airways, acquistato con largo anticipo a Gennaio 2018. Volo con scalo notturno a Doha.

Visto: Fatto un mese prima della partenza a Milano, presso il Consolato della Tanzania. È possibile farlo direttamente in aeroporto a Zanzibar. Ti avviso che potresti però trovare un po’ di coda e dover attendere anche 2 ore. A mio avviso, meglio organizzarsi in Italia per non perdere tempo una volta arrivati in Tanzania… anche perché l’aeroporto non mi sembra così organizzato e potresti davvero perdere molto tempo!

Tour: Stone Town, Jambiani, Kiwengwa, Nungwi.

Stone Town

Il nostro tour dell’isola delle spezie parte da qui, dalla città di Stone Town. Molto vicina all’aeroporto, si arriva in pochi minuti di auto. Questa località merita di sicuro una visita per ricevere un primo assaggio di Tanzania e consiglio di spenderci almeno una notte per poterla esplorare come si deve e con tutta tranquillità (noi ad esempio abbiamo deciso di restarci due notti). Dedica almeno una giornata all’esplorazione dei mercati, dei bar locali e dei palazzi e se ti va prendi una guida locale: in un paio d’ore o tre ti accompagnerà per le stradine della città e ti racconterà la storia e le curiosità di Zanzibar. Noi l’abbiamo fatto e un simpatico vecchietto ci ha scortati durante tutto il nostro tour, mostrandoci quelle che sono le attrazioni principali del luogo (guarda il video). Per orientarci al meglio sull’isola, una volta sbarcati, abbiamo deciso di acquistare una sim locale; purtroppo ci siamo fidati delle prime bancarelle che abbiamo trovato al mercato e abbiamo speso ben 50$! Se cerchi bene, puoi trovare prezzi decisamente più abbordabili…

A Stone Town abbiamo soggiornato due notti al Double Tree by Hilton: hotel comodo e pulito, forse un pochino caro per quello che realmente offre ma tutto sommato non male. Si trova in centro, vicino alla spiaggia e a tutte le attrazioni della città, che abbiamo quindi visitato a piedi. Plus: l’hotel offre una terrazza panoramica che ospita il ristorante dove abbiamo sempre mangiato durante il nostro soggiorno… e devo ammettere che merita davvero, è buonissimo! Il personale inoltre è molto gentile.

Alla scoperta della città

Jambiani

Da Stone Town ci siamo diretti verso sud, a Jambiani. Per spostarci abbiamo scelto l’auto e ci siamo affidati ad un driver locale. Questa località sembra vicina, ma in realtà ci è voluta 1 ora abbondate di strada per arrivare, controlla qui la distanza se vuoi farti un’idea del percorso. Jambiani è stata la mia destinazione preferita: spiaggia bianchissima e molto fine, ancora poco battuta dal turismo di massa, bungalows vista oceano e un cielo stellato che non dimenticherò mai. Attenzione però: qui troverai l’effetto maree! (Che a mio parere merita di essere vissuto a Zanzibar altrimenti non puoi dire di aver veramente conosciuto l’isola)… Ma è proprio in questo fenomeno naturale che risiede il bello: potrai infatti ogni giorno andare alla ricerca delle piscine che l’oceano crea naturalmente e fare il bagno in acque cristalline. Inoltre il panorama è sempre diverso, non ti stanca mai. Qui al sud abbiamo deciso di soggiornare 4 notti presso Uhuru Beach: un piccolo villaggio composto da circa 18 bungalows sulla spiaggia. Avevamo una casetta con il tetto di paglia tutta per noi, direttamente sull’Oceano Indiano. Ero un po’ scettica all’inizio, perché mi basavo solo sulle foto trovate in rete e sui giudizi dei clienti, che erano discreti ma non eccellenti, ma appena arrivata mi sono sentita subito a casa… e che relax! Il complesso è molto economico ed è costruito direttamente sulla spiaggia. Direttamente significa che esci dalla porta e sei in spiaggia. La struttura è gestita da una simpatica signora inglese. Vedrai delle albe magnifiche e troverai pochi turisti italiani, inoltre se sei amante del kite surf questo è il posto giusto. Un giorno puoi noleggiare una bicicletta e pedalare fino alla vicina Paje!

I nostri giorni a Jambiani

La nostra spiaggia a Jambiani

Kiwengwa

Salendo verso il nord ci siamo fermati a Kiwengwa. Anche in questo caso ci siamo spostati in auto con un driver locale che ho conosciuto in Italia prima di partire (lo puoi contattare direttamente in Facebook e organizzare tutti i transfer da casa, un servizio davvero molto comodo. Inoltre, parla perfettamente italiano). Abbiamo deciso di soggiornare 5 notti al White Dream, una struttura gestita da Andrea, un ragazzo davvero simpatico, super consigliata! Le camere sono molto ampie e pulitissime, e guardano direttamente sull’oceano. Anche qui il fenomeno delle maree è molto presente, ma a mio avviso è ciò che rende unico il paesaggio di Zanzibar. La spiaggia è enorme e bianchissima, comoda per passeggiare o fare lunghe escursioni in bicicletta. Inoltre nelle vicinanze ci sono dei piccoli negozietti locali dove acquistare qualche articolo di artigianato. Io ad esempio ho acquistato delle infradito confezionate su misura per soli 10 dollari. Plus: la struttura offre buon cibo e il titolare parla italiano. Da qui si può partire ad esplorare il nord dell’isola senza bisogno di soggiornarci, grazie ai driver locali.

White Dream
Spiaggia a Kiwengwa

Nungwi

Il nord ha decisamente il mare più bello perché non soggetto alle maree (non ci sono nemmeno le alghe) ma in questa parte dell’isola troverai moltissimi turisti italiani e molto più “caos” per via delle spiagge semi attrezzate, i bar, i numerosi resort. Noi abbiamo preferito restare nella più isolata e selvaggia Kiwengwa e andare in taxi al nord, quando ne avevamo voglia (dista circa 30 minuti in macchina, i driver locali sono sempre a disposizione per portarti ovunque e cosa curiosa: ti aspettano tutto il tempo che vuoi!). Ci siamo recati anche una sera per cenare direttamente in spiaggia e non abbiamo riscontrato particolari problemi per la distanza. Cosa rende magico il nord dell’isola di Zanzibar? I tramonti, qui sono davvero speciali. Il mare è sempre balneabile e troverai molte stelle marine. Ricordati però di non toccarle, ma solo di ammirarle: non tutti sanno che bastano pochi secondi fuori dall’acqua per farle morire… (leggi la notizia).

A Zanzibar non mancano certo le escursioni. Ecco quelle che abbiamo scelto durante il nostro tour: Nakupenda, Jozani Forest, Mnemba, The Rock (e tutte organizzate comodamente da casa).

Nakupenda

Una lingua di sabbia nell’Oceano Indiano che di notte scompare grazie all’alta marea. Solitamente si abbina alla visita di Prison Island dove si possono vedere (e toccare) le tartarughe giganti. Mangerai pesce alla griglia pescato il giorno stesso e prenderai tanto sole (protezione 50 indispensabile). Imperdibile! Guarda il nostro video girato con il drone!

Prison island e le tartarughe giganti

Jozani Forest

Di passaggio sulla strada verso Kiwengwa si trova la Jozani Forest, dove è possibile ammirare il colobo rosso di Zanzibar. Non mi è sembrata una escursione così entusiasmante, a mio parere può essere anche tralasciata se non si ha troppo tempo a disposizione.

Colobo rosso di Zanzibar
Jozani Forest

Mnemba

Un’isola privata (si dice sia di Bill Gates) dove è possibile attraccare solo per soggiornare nel lussuoso Resort ospitato al suo interno (per i curiosi: &Beyond Mnemba Island). Tuttavia è possibile fermarsi al largo per fare snorkeling e ammirare i delfini (se hai la fortuna di vederli, noi ci siamo riusciti guarda qui!). Troverai poi una lingua di sabbia e un mare cristallino dove passare degli ottimi momenti di relax.

The Rock

Un ristorante italiano molto conosciuto sull’isola e nel mondo, davvero particolare: è stato costruito su uno scoglio nel mare! Per arrivarci con l’alta marea avrai bisogno di una barca e quando esci potresti dover tornare a piedi (l’acqua sparirà con la bassa marea). Costoso rispetto al resto dell’isola (noi abbiamo speso 108$ in due per antipasto, primo, vino e dolce), vale la pena se ti incuriosisce. NB. Va prenotato con largo anticipo, abbiamo riservato il tavolo a gennaio!

The Rock
Tramonto

Tips: affidati tranquillamente ai Beach Boys locali per le varie escursioni (se vuoi contatta Gigi e organizza i tour prima della partenza, direttamente da casa), sull’isola puoi cambiare i soldi ovunque, meglio avere i dollari o gli scellini locali.

Come prenotare: Booking, SkyScanner, TripAdvisor.

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