Gita al Castello di Predjama e alle Grotte di Postumia

Dove: Predjama e Postumia, Slovenia 🇸🇮

Come: Weekend in famiglia.

Quando: Marzo 2022.

Budget: €

Durata: 3 giorni.

Qualche settimana fa mi sono trovata per caso a leggere un articolo su un misterioso castello sloveno 🇸🇮 costruito dentro una roccia… mi sembrava di esserci già stata anche se non ricordavo quando. Andando poi a rovistare tra i ricordi di viaggio ho capito: io e divenirio siamo andati a visitare le Grotte di Postumia qualche anno fa (era il 2015) e lì avevamo valutato la possibilità di visitare anche il castello. Ma i tempi erano stretti (stavamo tornando in Italia dopo un weekend trascorso a Lubiana) e avevamo rinunciato.

La nostra gita a Postumia nel 2015

E così eccoci qui dopo 7 anni ad organizzare un weekend in Slovenia. Missione: visitare il Castello di Predjama. Innanzitutto è bene specificare che il castello rientra a far parte del Parco delle Grotte di Postumia:

A pochi chilometri dalle Grotte di Postumia, il mondo carsico offre un’esperienza indimenticabile nel mondo incantato dei cavalieri. Su una parete verticale di 123 m, da 800 anni è incastonato l’inespugnabile miracolo medievale. Dietro al Castello di grotta più grande al mondo si nasconde una rete di gallerie segrete, che il cavaliere Erasmo di Predjama attraversava per eseguire i suoi saccheggi.

https://www.postojnska-jama.eu/it/castello-di-predjama/

Il parco, in tutta la sua bellezza e magnificenza, offre un’esperienza davvero unica, resa ancora più completa se deciderai di visitare anche le altre attrazioni e le bellezze presenti nei dintorni delle grotte, come ad esempio il castello stesso. Per questo puoi risparmiare tempo e acquistare un biglietto unico, anche online, ottenendo uno sconto.

Nelle grotte con un passeggero in più ❣️

Ma torniamo al castello… si deve specificare che si tratta del castello di grotta più grande del mondo iscritto nel Libro dei Guinness dei primati. Costruito intorno al 1200, si trova a pochi chilometri dalle Grotte di Postumia. É collocato su una parete rocciosa alta 123 metri, all’ingresso di una rete di tunnel carsici. La fortezza, proprio adiacente al fianco della montagna, dista circa 9 chilometri dalla città. La struttura rappresenta un intreccio di elementi naturali ed artificiali, dell’opera dell’uomo e della creatività della natura, che formano un gioiello di furbizia medievale. Qui la comodità doveva dar spazio alla sicurezza e infatti ad una prima occhiata sembra un luogo freddo e lugubre, decisamente poco confortevole, ma allo stesso tempo così romantico ❣️ da essere scelto da molti per il loro rito nuziale. È così particolare ed unico nel suo genere da essere inserito tra i dieci castelli più affascinanti al mondo.

Il Castello di Predjama è stato inoltre più volte teatro di riprese di numerosi filmati documentari e cinematografici. Ha conquistato anche George R. R. Martin, autore della famosa serie televisiva Il trono di Spade, mentre lo staff di Discovery Channel ha scoperto qui la presenza di alcuni spiriti… 😱

Fonte: YouTube – Ghost Hunters International S01E13 Tortured Souls

Per non farsi mancare nulla, il castello è ricco di storie di battaglie e cavalieri. Conosci ad esempio la leggenda di Erasmo di Predjama? Si narra che il cavaliere ribelle che abitava nel castello usò i passaggi segreti per approvvigionare le sue provviste. Grazie a questi tunnel riuscì così a resistere per più di un anno all’assedio dell’esercito imperiale, ma sebbene coraggioso e quasi invincibile, Erasmo morì colpito da una cannonata mentre era nel suo bagno personale, dopo il tradimento da parte di un servitore…

Ma le attività non finiscono certo qui. Devi sapere infatti che sotto il castello si trova una grotta che, per lunghezza, è la seconda grotta della Slovenia e si estende su quattro piani, collegati tra di loro. La lunghezza delle parti conosciute è di 14 km, mentre il tratto turistico è lungo 700 m e comprende la Scuderia, la Galleria principale, la Galleria dei nomi, la Sala grande e la Fiženca dove si trova l’accesso in superficie.

La grotta non è dotata di un impianto di illuminazione elettrica, per questo prima di entrare i visitatori ricevono una lampada frontale. Per la sua ubicazione e temperatura, nel periodo invernale la grotta offre riparo ai pipistrelli e, pertanto, durante il loro letargo resta chiusa al pubblico (è aperta solo da maggio a settembre).

Le grotte di Postumia

Il magico angolo del mondo carsico, nascosto tra le Alpi e il Mar Adriatico, affascina chiunque entri al suo interno. Qui ci si ferma, ci si guarda attorno con stupore per poi scoprirlo curiosamente fino all’ultimo angolino. Benvenuti nel Parco delle Grotte di Postumia.

https://www.postojnska-jama.eu/it/scoprite-il-parco/

Considerate le grotte più visitate d’Europa, le Grotte di Postumia sono uno dei siti di interesse sloveni più famosi. Lo sapevi che sono le uniche grotte carsiche con all’interno una ferrovia, costruita oltre 140 anni fa? La prima scoperta di queste grotte è avvenuta nel 1818 grazie a Luka Čeč, una persona del posto che scoprì una parte della zona sotterranea che è tuttora visitabile. Qui gallerie e caverne si estendono per circa 24 km e sono caratterizzate dalla presenza di stalagmiti e stalattiti la cui formazione è avvenuta grazie allo scorrere di acqua contenente carbonato di calcio. Le formazioni più antiche sembrano essersi formate ben 500.000 anni fa!

Il trenino nelle grotte

Per visitare le grotte è necessario viaggiare per 3,5 km a bordo del trenino che percorre l’unica linea ferroviaria sotterranea a doppio binario al mondo. Il viaggio ti permette di raggiungere l’inizio di un percorso da compiere a piedi e lungo circa 1,5 km. L’itinerario alla scoperta delle formazioni carsiche avviene con l’accompagnamento di una guida che fornisce tutte le informazioni necessarie, anche in italiano. Durante la visita di un’ora e mezza nell’intreccio di gallerie e sale sotterranee scoprirai tutte le peculiarità carsiche più importanti: la stalagmite più grande, chiamata il Grattacielo, alta ben 16 metri, il simbolo delle grotte di color bianco cristallino – il Brillante, l’ufficio postale più antico del mondo e l’animale più famoso – il proteo, considerato il cucciolo di drago che può sopravvivere senza cibo anche per 12 anni e vivere fino a 100.

La visita è per tutti, noi l’abbiamo fatta agilmente con la piccola Alice nel marsupio… che ha dormito tutto il tempo! 😴

La casetta nel bosco

Per visitare queste attrazioni abbiamo scelto di alloggiare in uno chalet situato in un villaggio vicino a Idrija. Si tratta di una piccola casetta di legno costruita ai margini di una foresta, in una valle dove regna la pace assoluta. La proprietaria, Karmen, è stata molto gentile e disponibile e ci ha fatto trovare tutto il necessario per poter restare qui tre giorni.

Lo spazio non manca e al piano superiore ci sono ben due lettoni comodi dove trascorrere la notte. Inoltre la casa è ben riscaldata, da considerare anche per l’inverno. Si trova a circa 40 minuti dal Parco delle Grotte di Postumia e la strada per arrivarci attraversa paesaggi e piccoli paesi davvero pittoreschi. Durante il nostro soggiorno i proprietari erano impegnati in alcuni lavori di sistemazione dell’area esterna, come ad esempio la costruzione di una piscina per gli ospiti. Sarà pronta per l’estate! 💦

La casetta in legno

Il villaggio di Črni Vrh è composto da poche case sparse tra i boschi, un market e una chiesa, ma è ricco di sentieri per escursioni e trekking sulle montagne circostanti. Insomma, una location ideale per il relax e gli amanti della natura.

Idrija, una città Patrimonio UNESCO

Se passi da queste parti non può mancare una gita a Idrija, la città della seconda miniera di mercurio più grande del mondo, parte del patrimonio UNESCO, conosciuta anche come la città del merletto.

Nel 1490, quando lo škafar, un costruttore di mastelli, bagnando i suoi mastelli in un ruscello scoprì una sostanza incandescente, insolitamente pesante e sconosciuta, la vita a Idrija cominciò a ruotare attorno a una sola cosa: il mercurio. La più antica città mineraria della Slovenia che ha fornito il mondo di questo prezioso metallo per molti secoli, è ancora oggi pervasa del ricco patrimonio di mercurio.

https://www.visit-idrija.si/it/

Sotto le strade di Idrija si trova infatti la ricchezza inestimabile della miniera, che ha guidato lo sviluppo della città per oltre 500 anni. È possibile accedervi attraverso la Å elÅ¡tev (l’edificio d’ingresso) e fare una passeggiata al lume delle lampade lungo i percorsi dei minatori del passato. La visita alla miniera inizia con un video di presentazione introduttivo della durata di circa 15-20 minuti, dopo il quale prende il via il percorso guidato nella galleria che ha una durata di 1 ora e 30 minuti e conduce i visitatori ad una profondità massima di 96 metti sotto la superficie. All’ingresso ad ogni visitatore sarà dato un copri abito impermeabile e un caschetto come protezione, mentre la temperatura media si aggira intorno ai 13°C.

Noi purtroppo non vi ci siamo avventurati, ma contiamo di tornarci una prossima volta!

Foto: @ visitidrija

Non solo mercurio a Idrija. Già nel 17° secolo infatti l’attività del merletto a tombolo iniziò a diffondersi tra le mogli dei minatori. I loro merletti godevano di un’alta reputazione per la loro bellezza e tenerezza, soprattutto negli strati sociali più ricchi. La più famosa merlettaia della città a quel tempo fu Ivanka Ferjančič, un’eccellente artigiana, nonché prima insegnante della Scuola del Merletto di Idrija. La scuola è operativa dal 1876 e garantisce che le nuove generazioni possano imparare le conoscenze e l’artigianato del merletto fatto a mano. Oltre al rispetto per la tradizione, stimola anche il continuo sviluppo con nuovi approcci più moderni. È possibile visitare la scuola e il museo ad essa connesso.

Gli abitanti della città mantengono così viva da secoli l’arte del merletto, uno dei lavori manuali più complicati al mondo.

Foto: @ visitidrija

In città è possibile visitare il Castello Gewerkenegg, un castello molto sui generis e ricco di segreti! Fu costruito nel XVI secolo per motivi di difesa, per lo stoccaggio del mercurio e per la gestione della miniera. L’edificio ha un aspetto rinascimentale con un cortile a portico e pittoreschi affreschi barocchi. Oggi ospita il Museo civico di Idrija e racconta la storia cinquecentenaria della miniera e della cittadina, illustrando la dura vita quotidiana dei minatori, alleggerita dalla bellezza e dal candore dei merletti che venivano creati da mogli e figlie.

E per finire in bellezza nei dintorni puoi visitare il lago selvaggio. Si tratta di uno dei luoghi naturalistici più affascinanti di tutta la Slovenia, situato all’interno del Geoparco di Idrija. Questo piccolo lago è il risultato del rigurgito d’acqua che avviene al seguito di abbondanti piogge in questa zona interessata dal particolare fenomeno carsico.

Il lago è nascosto sotto le pareti rocciose (a nord) ai piedi dell’altopiano di Črni Vrh ed è collegato con l’enigmatico mondo delle acque sotterranee. Le ricerche confermano che le acque della sorgente derivano da un passaggio sotterraneo molto profondo (ad oggi i sommozzatori, sono riusciti a calarsi fino alla profondità di 160 m). La superficie del lago è di solito calma e mantiene il suo meraviglioso color smeraldo.

Il lago selvaggio di Idrija

Consigli: Il nostro consiglio è quello di dedicare almeno una settimana alla scoperta di questi luoghi naturali. Il Geoparco di Idrija ad esempio è un ricco patrimonio naturale e culturale che rende quest’area una delle regioni più affascinanti della Slovenia. La sua posizione all’incrocio tra le Alpi e le Dinaridi rappresenta un terreno estremamente vario, che offre panorami che vanno dalle Alpi al Mare Adriatico. Tutto da scoprire!

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Hai mai dormito in un van? Van life #1: Weekend in Liguria

Dove: Liguria, Italia 🇮🇹

Come: Weekend in un van camperizzato.

Quando: Gennaio 2022.

Budget: €€

Durata: 4 giorni.

Hai mai dormito in un van camperizzato? Io non lo avevo mai fatto, così come non avevo mai fatto vacanze in camper. L’idea è venuta a Divenirio, ormai diventato un super esperto dell’argomento, dopo ore e ore spese a guardare video su YouTube! 😅 Devi sapere infatti che da un po’ di tempo a questa parte stiamo seguendo una coppia che ha deciso di vivere un’avventura di 10 mesi in van in giro per l’Europa, o ancora un ragazzo che insieme al suo cane e al suo Ducatone trascorre la maggior parte del tempo nel grande nord. Per non parlare poi dei mitici Stepsover…

Insomma, negli ultimi mesi ci siamo interessati ad uno stile di vita alternativo e on the road che devo ammettere ci stuzzica non poco (che bello sarebbe partire all’avventura per qualche mese?) e così ci siamo decisi a provare. Abbiamo quindi noleggiato un van per 4 giorni!

Il “nostro” van

Come dicevo, l’idea è nata nella testa di Divenirio. Io in realtà ero molto dubbiosa, soprattutto perché viaggiamo con una neonata di 6 mesi. Basterà lo spazio? Si starà al caldo? E il letto? Queste erano le mie preoccupazioni, per non parlare poi delle paranoie sul bagno… In effetti sì, lo spazio non è molto e sì, il bagno non è certo quello di casa (però il letto era molto comodo), ma alla prima alba in riva al mare ogni dubbio era sparito. We ❤️ van life!

Il noleggio

Partiamo dal principio, ovvero il noleggio e l’organizzazione. Non essendo grandi esperti del settore, per trovare il “nostro” van ci siamo affidati al sito trovocamper.it: inserendo qui la tipologia di mezzo desiderata, le date e il luogo di partenza, abbiamo ricevuto via mail alcune proposte di noleggio. Scelta la più conveniente in termini di costo e di grandezza del van 🚐 (ci sono van più o meno lunghi) abbiamo prenotato da Caravan Schiavolin, non proprio vicino casa, ma sulla strada verso la Liguria, nostra destinazione per questo weekend su 4 ruote.

Abbiamo optato per un van lungo circa 6 metri, con classica dinette, cucina, bagno con doccia e lettone sul fondo. Il modello è il Laika Kosmo 6.2: compatto e maneggevole in città, ha spazio a sufficienza anche per i viaggi più lunghi.

Van Tour Laika Kosmo Campervan

L’organizzazione del viaggio non è stata delle più agili in quanto nel van ti devi portare tutto: piatti e stoviglie, detersivi, biancheria per il letto, etc. Inoltre una volta preso possesso del mezzo lo devi allestire per la partenza in modo tale che tutto sia in sicurezza e devi preparare il letto per la notte… noi abbiamo fatto tutto questo nel parcheggio del centro caravan! Morale della favola: presa del van ore 17, arrivo a destinazione intorno alle 23. È importante quindi calcolare bene tutti i tempi.

Dove dormire?

Come funziona la sosta quando viaggi in van? Non conoscendo per nulla questo mondo ci siamo affiati all’app Park 4night che si è rivelata essere davvero utile. All’interno si trova infatti ogni tipo di suggerimento in merito a dove parcheggiare per dormire, nella natura o in un parcheggio, dove trovare campeggi attrezzati, o ancora dove fare rifornimento di acqua o scaricare. Una sorta di TripAdvisor per i camperesti, completo di recensioni e fotografie. E così abbiamo trovato dei posti stupendi dove ammirare della albe da favola…

Alba a Varazze

Può sembrare strano dormire in strada o in un parcheggio in riva al mare, ma la sensazione di libertà che ti da questo tipo di esperienza non ha eguali. La prima mattina ad esempio ci siamo svegliati con il rumore delle onde e il profumo di caffè, mentre fuori il sole si alzava all’orizzonte. Bellissimo!

Il percorso

Come meta per il nostro weekend abbiamo optato per la vicina Liguria. Il primo spot per la notte 😴 è stato un parcheggio in riva al mare nel paesino di San Lorenzo al mare, parcheggio che la mattina successiva si è rivelato essere una location perfetta per godere di una favolosa alba. Da lì ci siamo poi spostati verso Sanremo, dove abbiamo stazionato in un parcheggio sulla spiaggia giusto per una passeggiata in città e un pranzo vista mare. Ma la vera destinazione del nostro fine settimana alternativo l’avremmo raggiunta solo in serata e solo varcando i confini nazionali. Dove eravamo diretti?

Il Principato di Seborga

In Liguria c’è un piccolo centro medievale, vicino a Bordighera e Sanremo, dove vivono poco più di 300 persone, che da molti anni si è autoproclamato «Principato» indipendente dall’Italia con tanto di principe, Consiglio della corona, guardie e una sua moneta. Tutto, ovviamente, non riconosciuto dallo Stato italiano. Benvenuto nel Principato di Seborga!

Non siamo lontani dal Principato di Monaco: anche Seborga è un piccolo principato, che ancora oggi ha il suo re, le sue leggi e batte la sua moneta. Tutto a fini promozionali e folkloristici, ma con stile. Nel 1729 il borgo di origine medievale divenne un vero principato; la storia ha poi legato le sue sorti alla Repubblica Italiana, ma qualcosa è rimasto.

https://www.lamialiguria.it/it/la-liguria-in-battello/199-riviera-di-ponente/sanremo-e-dintorni/1850-benvenuti-nel-principato-di-seborga.html
L’ingresso a Seborga

Le prime attestazioni storiche di Seborga possono essere fatte risalire al V secolo a.C., quando le scorrerie dei pirati spinsero gli abitanti della fascia costiera dell’estremo Ponente ligure a riparare nell’entroterra, dove è tuttavia ipotizzabile che alcuni sporadici insediamenti fossero già presenti attorno al 2.000 a.C. I monaci furono successivamente i Principi di Seborga fino al 1700 quando il territorio fu venduto all’allora Re di Sardegna Vittorio Amedeo II, il quale acquistò Seborga come possedimento personale e non per annetterla al Regno di Sardegna.

In tempi più recenti, il popolo di Seborga si è riunito liberamente e spontaneamente il 14 maggio 1963 per eleggere principe Giorgio Carbone (che assunse il nome di Giorgio I), un cittadino di Seborga da sempre sostenitore dell’indipendenza dallo Stato italiano, che oggi de facto esercita illegittimamente la sua sovranità su Seborga. Carbone, appassionato di storia, si accorse infatti che gli atti di annessione di Seborga al Regno d’Italia prima e alla Repubblica Italiana dopo non erano legittimi e dagli anni ’60 portò avanti la causa dell’indipendenza del Principato.

Il Principe Giorgio I (nel frattempo ammalatosi di sclerosi laterale amiotrofica) scomparve il 25 novembre 2009. Il 25 aprile 2010 Marcello Menegatto fu eletto Principe di Seborga (con il nome di Marcello I) attraverso elezioni palesi e rieletto per un altro settennato il 23 aprile 2017. Il 12 aprile 2019 il Principe annuncia la sua intenzione di abdicare, rimanendo in carica fino all’elezione del suo successore. Il 10 novembre 2019 Nina Menegatto è eletta Principessa di Seborga, prima donna nella storia a ricoprire tale carica.

Tutta la storia del Principato la puoi trovare qui www.principatodiseborga.com/storia oppure puoi guardare il simpatico video realizzato da mr.no.bo.dy che ha fatto visita al Principato qualche tempo fa. Una storia davvero curiosa!

Seborga – Lo Stato segreto in Italia

Anche in questo caso abbiamo cercato nell’app uno spot dove poter pernottare, ovviamente con vista alba sulle colline circostanti.

Una nuova alba

Terminata la nostra visita ci siamo diretti ancora una volta verso il mare per dedicarci ad un ultimo pranzo sulla spiaggia. Tenda, sole e buon appetito! ☺️ Era arrivato il momento di riprendere la strada verso casa, il nostro weekend stava per giungere al termine… ma non la nostra voglia di viaggiare in van. Ci sarà presto una nuova avventura? Stay tuned!

Consigli: il mio unico consiglio è quello di provare prima o poi questa esperienza, che tu sia solo, in coppia o in famiglia. Non te ne pentirai!

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Losinj, l’isola della vitalità

Dove: Isola di Losinj, Croazia 🇭🇷

Come: Capodanno noi 3.

Quando: Dicembre 2021 – Gennaio 2022.

Budget: €€

Durata: 7 giorni.

Forse avrai già letto il mio articolo sul viaggio a Lanzarote e saprai che quella che avrebbe dovuto essere la nostra meta per le vacanze di Natale o Capodanno in realtà è stata anticipata a inizio dicembre. Ci siamo così ritrovati a casa per tutte le feste e non potevamo certo perdere l’occasione di visitare qualcosa di nuovo, ma… dove potevamo andare? Non avevo molta voglia di prendere nuovamente un volo aereo sia per i costi, che per non sballottare troppo la piccola Alice. Dove andare allora in auto? Facile, nella vicina e a noi cara Croazia! 😃

E così, per la seconda volta quest’anno (la prima volta siamo stati a Krk) e per la terza volta come meta dei nostri viaggi (abbiamo fatto un on the road in Croazia ad agosto 2020, leggi qui) siamo tornati in terra croata. Anche questa volta abbiamo scelto un’isola come destinazione, LoÅ¡inj. Perché proprio questa, nel Golfo del Quarnaro? Non c’è una motivazione precisa se non che è facilmente raggiungibile in auto e non troppo distante da casa in termine di km. Inoltre LoÅ¡inj è collegata ad una seconda isola, Cres. Due destinazioni in un colpo solo! 🤩

LoÅ¡inj e la più grande Cres sono infatti due isole croate separate da un canale di appena 11 metri, tanto che spesso vengono considerate una il prolungamento dell’altra. Per arrivare nella nostra destinazione dovrai infatti attraversare tutta Cres e non è così corta come sembra, circa 1 ora e 20 minuti di strada. Per giungere invece a Cres è necessario scendere in Istria e traghettare per 20 minuti da Brestova a Porozina, oppure arrivare fino a Krk e poi da lì prendere il traghetto.

L’arcipelago di Cherso e Lussino era chiamato anticamente con il nome comune Apsyrtides, legato alla leggenda del mitico eroe Apsyrt. Le isole di Cherso e Lussino formavano un insieme nel loro antico passato, ma a causa delle esigenze del commercio e della Via dell’Ambra, furono separate da un canale scavato artificialmente vicino a Osor. Gli insediamenti più antichi delle isole (Lubenice, Osor, Beli) ricordano una storia di oltre 4000 anni, e la città romana di Osor fu sede della diocesi nel IX. secolo.

https://www.losinj-providenca.com/ships-and-captains-story/

Lunga 31 km, l’isola di LoÅ¡inj, o Lussino in lingua italiana, comprende due cittadine principali e molte fitte pinete, circondate da una costa frastagliata. Devi sapere che la sua tradizione turistica risale ai tempi dell’impero austro-ungarico, quando i nobili mitteleuropei elessero una baia dell’isola, la baia di Čikat, come luogo di villeggiatura, per le sue bellezze naturalistiche e per l’aria salubre, costruendovi alcuni dei sontuosi alberghi ancora oggi attivi. Da allora, LoÅ¡inj ha continuato ad attirare i turisti e si è specializzata in un’offerta che comprende numerose attività rendendola un’ottima scelta tra le isole della Croazia. Non a caso viene anche definita l’isola della vitalità, caratterizzata da un bell’ambiente mediterraneo, più di 2.500 ore di sole all’anno e ben 1.200 diverse specie botaniche.

Io e Alice a Lussinpiccolo

L’isola è infatti famosa per la sua meravigliosa natura lussureggiante ricca di piante esotiche come limoni, banani, eucalipti ed erbe medicinali, che hanno dato vita ad attività ed eventi legati all’aromaterapia 🌿 (e devo ammettere che questa varietà di piante e di profumi è ben evidente, fin dal primo giorno te ne accorgerai anche solo passeggiando). Ma anche per la costruzione delle navi: quasi disabitata fino alla metà del 13° secolo, Lussino si sviluppò in una delle principali potenze navali regionali nel 19° secolo, e la città di Mali LoÅ¡inj, dietro Trieste, nel secondo porto più importante dell’Adriatico. Gli abitanti di Lussino erano infatti apprezzati per la loro abilità nella costruzione di navi a vela, ma anche come i migliori marinai del Mediterraneo.

Dunque, una volta arrivati qui, che fare sull’isola di Lošinj?

Lussinpiccolo e Lussingrande

I due principali centri sull’isola sono le cittadine di Lussingrande e Lussinpiccolo, ma non farti trarre in inganno dai loro nomi: devi infatti sapere che il capoluogo, Lussinpiccolo, è in realtà la cittadina più grande mentre Lussingrande quella più piccola! Sicuramente due destinazioni da vedere che si trovano a poca distanza l’uno dall’altra, collegate anche da un sentiero che costeggia il mare. Noi abbiamo deciso di soggiornare nei pressi di Lussinpiccolo, in un piccolo ma grazioso appartamento con terrazza e vista mare. Molto apprezzato anche il parcheggio fronte casa e il fatto che si poteva arrivare in città a piedi, con una bella passeggiata di circa 20 minuti. Senza contare la gentilezza della proprietaria che ha reso il nostro soggiorno davvero perfetto!

Lussinpiccolo viene anche definita la città dei capitani di mare. Si trova in un’ampia valle marina e le sue case colorate sono disposte ad anfiteatro intorno al porto:

La tradizione vuole che il porto sia stato creato dai Romani nel 32 a.C. quando la flotta di Ottaviano dovette fermarsi presso l’isola e attendere la fine dell’inverno prima di riprendere la navigazione: da allora la parte meridionale del porto di Lussino è chiamata valle di Augusto.

https://www.croaziainfo.it/lussinpiccolo.html

Lussingrande è invece caratterizzata da belle case dall’aspetto antico e lussuoso, con giardini segreti dietro mura e cancellate. Con i suoi 917 abitanti è il secondo paese dell’isola, ma un tempo era il più grande degli insediamenti, quello maggiormente sviluppato (da qui il nome 🙃). In questi giardini crescono oltre 80 varietà di erbe aromatiche portate dai marinai di ritorno dai loro viaggi in tutto il mondo.

Il giovane atleta Apoxyómenos

Una menzione a parte merita il Museo dell’Apoxyómenos, a Lussinpiccolo, dedicato ad una sola opera esposta, la statua di bronzo del giovane atleta Apoxyómenos. La statua è stata ritrovata nei fondali dell’isola, alla profondità di 45 metri, da parte di un turista Belga nel 1997. Nel 1999 l’Apoxyómenos è stato estratto dal mare sul cui fondo ha trascorso quasi due millenni. Durante quasi due decenni dalla sua estrazione fino al ritorno nel museo, la statua antica è diventata il simbolo e il marchio dell’isola di Lussino.

E il resto dell’isola?

Al di fuori delle due cittadine principali, il resto dell’isola è tutto da scoprire! Se vieni a Lošinj in prossimità del Capodanno non puoi perderti ad esempio il tradizionale bagno in mare di fine anno. L’evento viene organizzato sulla bellissima spiaggia di Veli Zal alle ore 12:00 del 30 dicembre. Potevamo restare indifferenti? 😝

Consiglio inoltre di pranzare presso il ristorante della spiaggia, che offre dei piatti niente male e un pesce alla griglia da favola! Sempre qui è possibile partire per una piacevole passeggiata a piedi lungo la costa, fino alla baia di Čikat, una passeggiata cementata e facilmente percorribile, molto piacevole e ombreggiata dai pini marittimi. Ottima location per vedere il tramonto. La baia ospita la maggior parte degli alberghi di Lussinpiccolo, come il famoso Alhambra, boutique hotel a 5 stelle.

I più sportivi non possono poi perdere la passeggiata della vitalità, un sentiero cementato e lungo il mare che collega Lussinpiccolo a Lussingrande. La passeggiata è adatta a tutti e molto piacevole. Noi ne abbiamo fatto solo un tratto con il passeggino e non abbiamo riscontrato problemi. Un’occasione unica per scoprire angolini e calette tranquille, o piccoli porticcioli come San Martino (Sveti Martin), ovvero la parte piú antica di Lussinpiccolo dove i primi abitanti si stabilirono nel 12° secolo.

La caletta di Valdarke

Merita una visita anche il Miomirisni vrt, un giardino botanico con 250 varietà di piante autoctone e più di 100 specie esotiche, gestito da una gentile signora dell’isola che produce grappe e liquori in vendita presso la sua boutique. Qui ogni sera, tra le 18.00 e le 23.00, i visitatori possono degustare una selezione dei migliori prodotti agroalimentari locali (solo in estate). Il giardino è a ingresso libero e si trova appena fuori la città di Lussinpiccolo.

Per i veri #sunsetlovers consiglio poi di prendere la trasversale lussignana e di percorrerla in auto fino al punto più a sud dell’isola per ammirare il panorama sulle isolette circostanti. Oppure è possibile fermarsi dopo circa 1 km di salita, sulla collina di Umpiljak, dove godere del bellissimo panorama sulla cittá di Lussinpiccolo, l’intera Val d’Augusta e le piccole isole direttamente dal viewpoint Providenca. Purtroppo il locale è aperto da maggio ad ottobre, noi non abbiamo avuto il piacere di sederci ai suoi tavoli per sorseggiare un aperitivo, ma dai un’occhiata alle foto, vale la pena farci un salto se passi da queste parti durante la bella stagione.

Foto by @losinjprovidenca

E l’isola di Cres?

Cres è una delle isole più settentrionali del Golfo del Quarnero ed è separata dall’isola di Lussino da un canale con ponte mobile presso il paese di Osor. È la seconda isola per grandezza dopo l’isola di Krk e ha una forma allungata: è lunga ben 65km, con una larghezza massima di 13, ma in alcuni punti arriva anche a 2!

L’isola ha diversi paesi – per lo più piccolissimi costituiti da una manciata di case, orti e giardini – collegati tra loro da una strada che corre al centro dell’isola e la attraversa da un capo (Porozina – dove attracca il traghetto per la terraferma) all’altro (Osor – dove si trova il ponte che la collega a Lussino). Viaggiando in inverno l’abbiamo trovata particolarmente deserta ma in primavera/estate la sua natura lussureggiante attira un certo numero di turisti. Per non parlare poi delle spiagge e calette che vista la stagione noi non abbiamo potuto visitare. 🌊

… ma non ci siamo persi i tramonti!

Il fascino di Cres (Cherso) risiede nella sua natura indomita e selvaggia che seduce una volta per tutte chi ha la fortuna di mettervi piede. Scarsamente popolata, quest’isola vanta fitte foreste primordiali e un litorale scosceso che alterna alte scogliere a piccole insenature nascoste, sovrastate da antichi borghi sperduti. Il paesaggio di Cres è dominato dal cielo aperto, che si fonde con il mare o la campagna brulla. Si direbbe che ogni strada o sentiero abbia in serbo uno scorcio panoramico di straordinaria bellezza. È davvero un’isola speciale.

https://www.lonelyplanetitalia.it/destinazioni/croazia/isola-di-cres

Sicuramente merita una visita Punta Križa nella parte meridionale dell’isola, che con i suoi boschi e paesaggi mediterranei mozzafiato sembra a tutti gli effetti un parco naturale. Qui è possibile imbattersi in pecore al pascolo o in qualche daino intento a riposarsi sui prati (noi li abbiamo visti!) mentre si segue la strada sino alla baia turchese che bagna le sue coste. Insomma, quello di Punta Križa è un ambiente naturale di assoluta quiete dove fare passeggiate o rilassarsi in riva al mare.

Un’altra attrazione naturalistica degna di nota che noterai guardando la cartina dell’isola è sicuramente il lago di Vrana, un fenomeno carsico naturale di primissima grandezza. Deve probabilmente il proprio nome al paese di Vrana, ma la gente del luogo lo chiama semplicemente “Il lago”. È considerato il più profondo dei laghi dell’Europa orientale. Si tratta di una tipica criptodepressione carsica, il che significa che il livello dell’acqua del lago è superiore al livello del mare circostante, mentre il suo fondo si trova sotto al fondo del mare. La sua acqua approvvigiona la popolazione delle isole di Cherso e Lussino e poiché l’area è sotto rigida tutela, il divieto di accesso è assoluto. E dunque, chi vuole godere della sua vista, può farlo soltanto da lontano, ossia dal paesino di Vrana.

Infine, la città di Cres (Cherso in italiano), capoluogo dell’isola e centro amministrativo. Da scoprire camminando a piedi tra le sue strette viuzze e le mura medievali. Abbiamo poi tentato di visitare altre due località dell’isola, Lubenice, un paese quasi abbandonato (credo ci vivano solo 7 persone!) ma a quanto ho letto bellissimo e carico di atmosfera, e Valun, un piccolo borgo che pochissimi turisti conoscono e che è considerato il paradiso delle vacanze estive… ma niente da fare, abbiamo trovato la nebbia! 😞 Ci tocca tornare in estate.

Sulla strada verso Valun

Consigli: per gli amanti del trekking non può mancare la scalata al Monte Ossero, la prima montagna delle isole dell’Adriatico che attira da sempre l’attenzione dei turisti. Si estende lungo la parte settentrionale dell’isola, dal villaggio di Ćunski fino a Osor. Il percorso è abbastanza impegnativo e la salita impiega circa due ore… ma la fatica viene ripagata in cima dalla splendida vista panoramica su tutto l’arcipelago di Lussino.

Come prenotare: Airbnb, Jadrilinija se vuoi prenotare il traghetto (in inverno non è necessario).

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7 giorni a Lanzarote, l’isola dei vulcani

Dove: Lanzarote, Isole Canarie 🇮🇨

Come: 7 giorni on the road.

Quando: Dicembre 2021.

Budget: €€

Durata: 7 giorni.

I primi di dicembre siamo letteralmente fuggiti a Lanzarote… Le Isole Canarie avrebbero dovuto infatti essere la meta per le nostre vacanze natalizie (se ci segui saprai che amiamo passare il Natale in viaggio)… ma abbiamo cominciato a sentire “puzza” di nuove chiusure e restrizioni, e così abbiamo deciso di anticipare questa avventura a tre. Primo volo aereo per la piccola Alice! ✈️

In realtà siamo stati fortunati perché @divenirio poteva usufruire di una settimana di ferie (io sono ancora in maternità) e i voli verso l’isola erano buoni, a degli orari gestibili per viaggiare con una neonata. E allora cosa c’è di meglio che partire verso il sole ☀️ mentre a casa arriva la neve? Destinazione Lanzarote, l’isola più orientale di tutte le Canarie.

Punta Papagayo

Prima di tutto qualche informazione: Lanzarote è una delle isole situata al largo della costa africana occidentale (si trova infatti a solo un centinaio di chilometri dalle coste del Marocco) e rientra sotto il dominio della Spagna; è famosa per il clima sempre caldo, le spiagge e i paesaggi vulcanici. È l’isola più selvaggia delle Canarie, dove le spiagge dei surfisti incontrano i vulcani e i parchi naturali, la natura desertica e i cactus 🌵.

Nota anche come Isla del Fuego (isola del fuoco) Lanzarote ha una superficie di 795 chilometri quadrati ricoperti quasi per intero di lava solidificata, che a seconda della luce del sole prende vari colori: dal nero al rosa, dal viola all’ocra.

https://www.isoladilanzarote.com/

Devi sapere che in realtà a Lanzarote ci eravamo già stati, ben 10 anni fa… ma si era trattata di una gita di un solo giorno, con partenza da Fuerteventura dove stavamo trascorrendo le nostre vacanze. Mi stuzzicava quindi l’idea di tornarci dopo tanti anni, ma soprattutto di esplorarla come si deve, avendo ben 7 giorni a nostra disposizione. E in più questa volta con noi c’era un terzo passeggero… 🥰

Prenotati i voli, l’auto (fondamentale) e la nostra base per il pernotto, abbiamo fatto le valigie. Come punto di partenza per la nostra esplorazione abbiamo scelto la città di Arrecife, capoluogo dell’isola e direi punto centrale per poter visitare facilmente tutte le principali attrazioni. Si tratta di una piccola cittadina, con un bel lungomare e una bella spiaggia con palme e sabbia dorata. Assolutamente consigliato il nostro appartamento, Habitat Avenida, situato sul lungomare della cittadina, moderno e molto bello. Ti dico solo che dalla finestra della nostra camera vedevo ogni giorno sia l’alba che il tramonto… Molto apprezzato anche il servizio di pulizia ogni tre giorni. L’unica nota negativa, il parcheggio difficile da trovare (puoi eventualmente usufruire del parcheggio sotterraneo a pagamento difronte la struttura)… e infatti una mattina abbiamo preso una bella multa salata per divieto di sosta!

In realtà avevo adocchiato anche questa sistemazione, una villa tutta per noi con piscina riscaldata… 😍 L’ho però poi scartata perché si trova a sud dell’isola e un po’ isolata. Viaggiando con una neonata ho preferito avere tutto a portata di mano e restare vicino all’aeroporto. Un’altra sistemazione che mi sento di suggerire è quella che fa parte di Lanzarote Retreats: qui puoi scegliere tra ville di lusso, yurte ed eco-friendly accommodation. Wow!

Trovata la “casa” perfetta, è iniziata l’esplorazione dell’isola di fuoco! 🔥

Giorno 1: Giardino dei cactus e Mirador del Rio

Premessa: in questo racconto sentirai molto nominare un certo Cesar Manrique, un noto artista di Lanzarote. Ma chi era realmente questo personaggio così importante per l’isola?

Cesar Manrique (1919-1992) nasce a Lanzarote. Pittore, scultore, architetto e artista multidisciplinare, studia a Madrid e, dopo svariati anni trascorsi a esporre in tutto il mondo, vive negli anni ‘60 a New York, la mecca dell’arte all’epoca. Pochi anni dopo, ritorna a Lanzarote per stabilirsi definitivamente nella sua isola natale. È allora che avvia il suo progetto più personale e ambizioso: usare l’isola come tela su cui plasmare le proprie idee artistiche e di difesa dei valori ambientali. L’amore che provava per la sua terra e la sua travolgente personalità hanno fatto il resto. Nel 1978 è stato insignito del Premio Mondiale per l’Ecologia e Turismo.

https://www.ciaoisolecanarie.com/larte-di-cesar-manrique/

Il Giardino dei Cactus è la prima attrazione che abbiamo visitato, progettata proprio da Manrique. Qui l’artista vide un potenziale all’interno di quella che era una semplice cava di pietrisco e realizzò questo spazio che attualmente raccoglie circa 4.500 esemplari di 450 specie differenti di cactus, raggruppati in 13 famiglie e giunti dai cinque continenti. Il verde delle piante contrasta con l’azzurro del cielo e il nero del vulcano, creando un ambiente molto suggestivo. Da non perdere!

Salendo verso nord ci siamo poi diretti al Mirador del Rio, il punto panoramico più scenografico di Lanzarote, opera sempre di Cesar Manrique: completamente mimetizzato con i suoi dintorni, è appena visibile dall’esterno e si integra perfettamente con l’ambiente di pietra circostante.

El Mirador domina El Río, la stretta striscia di mare che separa Lanzarote da La Graciosa, l’ottava isola delle Canarie, accompagnata dal gruppo di isolette che danno il nome al Parco Naturale dell’Arcipelago Chinijo. Da non perdere anche l’interno del Mirador che ospita una bar/ristorante, dove poter gustare un pranzo o sorseggiare un the con una vista davvero mozzafiato, e la strada panoramica lungo la costa che da qui ci ha riportato verso casa. Spettacolare!

La vista dal Mirador

Giorno 2: Punta Papagayo e il Lago Verde

Il secondo giorno ci siamo invece diretti a sud, verso la punta Papagayo. Devi sapere che l’isola vanta più di cento spiagge, ma le migliori secondo i più si trovano proprio qui, un’incredibile collezione di spiagge incontaminate situate nel Parco Naturale Los Ajaches. Grazie alla loro intimità e alla bellezza naturalistica sono tappa obbligata per chiunque visiti quest’isola.

Per accedere al parco si deve pagare un biglietto dal costo di 3€ e attraversare per ben 20 minuti una strada non asfaltata, ma ne vale decisamente la pena. Essendo dicembre e con un vento costante non abbiamo fatto un bagno, ma abbiamo notato molta gente sdraiata a prendere il sole e qualche coraggioso in acqua (ricordati che questo è oceano non mare). Noi ci siamo limitati ad una passeggiata rilassante e ad un pranzetto in uno dei due ristoranti con vista presenti in loco… e con una neonata al seguito è stato un lusso non da poco! 😅

Spostandoci poi sulla costa sud-occidentale, siamo giunti al Lago Verde, conosciuto anche come Charco de los Clicos, una delle attrazioni naturali più suggestive di Lanzarote.

Charco de los Clicos è un lago verde formatosi nel cratere di un antico vulcano, che deve il suo colore ad un tipo di alga che cresce al suo interno. Dopo le eruzioni del 1730, il cratere del vulcano si allagò, formando così la laguna verde. Ancora oggi il lago è collegato attraverso il sottosuolo con l’oceano, che mantiene vive le sue acque.

https://www.visitarelanzarote.it/attrazioni-turistiche/centri-naturali/lago-verde-el-golfo-charco-de-los-clicos/

Il colore verde è in contrasto con il blu dell’oceano e con il nero della sabbia e l’intero paesaggio, con rocce vulcaniche sullo sfondo, offre una vista unica. L’area è stata dichiarata riserva naturale ed è vietato nuotare nel lago, ragion per cui è stato circondato da una recinzione di legno. Consiglio di visitare questa zona in una giornata di sole per apprezzarne al meglio i colori. Noi ci siamo tornati una seconda volta proprio per questo motivo.

L’area viene anche definita con il nome di El Golfo, nome che in realtà appartiene al piccolo villaggio situato nelle immediate vicinanze della laguna verde. Da sempre un villaggio di pescatori, è il luogo ideale da raggiungere per pranzare o cenare… ma occhio ai prezzi! 👀 Sulla via del ritorno consiglio di fare una sosta ad un altro sito naturale qui vicino, Los Hervideros, ovvero rocciose scogliere a picco sull’Atlantico che, percosse dalle impetuose onde, generano una sorta di nebbia e di vapore che fa quasi ribollire l’acqua (“hervir” in spagnolo significa infatti bollire).

Si tratta di uno scenario naturale poco conosciuto ma dal fascino indiscusso. Los Hervideros è caratterizzato anche da una serie di cavità e di grotte visitabili a piedi, dalle quali si può godere del meraviglioso spettacolo della forza delle onde. Entrambe queste attrazioni sono gratuite.

Giorno 3: La Geira e il Parco Naturale di Timanfaya

Il terzo giorno avevamo voglia di formaggi locali e vino, ci siamo allora diretti verso la valle de La Geira. La valle, dichiarata nel 1987 Parco Naturale, ma riclassificato nel 1994 come un Paesaggio Protetto, è la principale regione viticola di Lanzarote, che si estende fino alle pendici vulcaniche, diventata un’attrazione piuttosto popolare visto che sembra un’opera d’arte paesaggistica gigantesca e spettacolare. 😎

I vigneti della valle di La Geria sembrano essere stati trapiantati qui da un altro pianeta. Gli abitanti di Lanzarote trovarono un modo indigeno per coltivare la vite su questo terreno arido e ostile, scavando più di diecimila cavità imbutiformi negli spessi strati di picón (ceneri vulcaniche grossolane) e piantando al loro interno piante, una sola per cavità. La procedura vuole che una volta piantata la vite, la buca venga ricoperta nuovamente di terra e spessi strati di picón, poiché i granuli vulcanici porosi mantengono l’umidità notturna per nutrire le piante. Inoltre, per proteggerle dai venti costanti e dall’essiccazione, hanno costruito attorno ad esse bassi muri semicircolari.

https://www.visitarelanzarote.it/attrazioni-turistiche/centri-naturali/la-geria/

In questa zona puoi trovare alcune cantine dove degustare il vino e assaggiare i prodotti locali. Noi abbiamo scelto Bodega La Geira perché ci eravamo stati anche nel nostro precedente giro a Lanzarote, 10 anni fa. Con una piccola spesa è possibile degustare i vini all’interno della cantina e acquistare prodotti locali da portare a casa (già confezionati e imballati per il trasporto aereo). Da non perdere la marmellata di fichi d’india prodotta da una nonnina del posto. Squisita! Ti lascio qui la sua pagina Facebook.

La Bodega è provvista anche di una piccola osteria dove poter gustare delle ottime tapas. Terminato il nostro pranzo ci siamo poi diretti verso quella che considero la chicca di quest’isola, ovvero il Parco Nazionale di Timanfaya: esteso su una superficie di circa 51 km², il parco giace su un substrato geologico esclusivamente vulcanico. Le più grandi eruzioni che diedero vita a questo ambiente avvennero fra il 1730 ed il 1736, ma ancora oggi l’attività del vulcano continua, come proverebbero le temperature rilevate ad una profondità di 13 metri sotto la superficie e che oscillano fra i 100 ed i 600 °C. Nel 1993, l’UNESCO ha riconosciuto a quest’area la qualificazione di riserva biosferica.

La montagna di fuoco

Il simbolo del parco è una statua denominata “El Diablo“, ovviamente opera di César Manrique. All’interno non è possibile girovagare da soli, ma una volta dentro e parcheggiata l’auto si deve salire su un bus turistico che effettua un percorso ad anello, della durata complessiva di 45 minuti. Un voce registrata spiega in spagnolo, inglese e tedesco la storia dei vulcani e racconta quello che vedi fuori dal finestrino. Non è permesso scendere. Una volta tornati al punto di partenza è possibile invece assistere ad un paio di dimostrazioni: le guide del parco ti mostreranno come l’attività del vulcano non sia affatto finita…

E se alla fine del tour avrai un certo appetito potrai pranzare con un pollo cotto direttamente sulla brace del vulcano… è possibile farlo, all’interno del ristorante presente nell’area visitatori.

Per concludere la giornata in bellezza, essendo nelle vicinanze, ci siamo poi diretti verso la spiaggia di Famara, famosa per il surf, le dune di sabbia e il vento perenne. @divenirio voleva tentare una lezione di surf 🏄🏻‍♀️, ma alla fine abbiamo desistito (troppo vento per la piccola Alice). Sarà per un prossimo viaggio!

Giorno 4: Jameos del Agua

Il giorno 4 ci siamo dedicati ad un’altra opera di Cesar Manrique, il famoso Jameos del Agua. La parola jameo si riferisce ad un foro che si produce a causa del crollo del tetto di un tunnel di lava. Jameos del Agua, proprio come la vicina Cueva de Los Verdes (ne parleremo dopo), si trova proprio all’interno di un tunnel vulcanico prodotto dall’eruzione del vulcano de la Corona. Si tratta di uno spazio naturale e artistico allo stesso tempo: da questi tunnel Manrique ha infatti realizzato una vera e propria gemma, con lo scopo di mostrare ai visitatori uno spazio per la contemplazione della natura. Il sito è molto importante anche dal punto di vista ecologico, poiché qui si trova una specie di granchio unica al mondo, il granchio cieco, di una lunghezza di un centimetro, albino e… cieco.

Si entra nel Jameos salendo una scalinata in pietra fino alla prima grotta, il Jameo Chico, trasformata da Manrique in un insolito bar/ristorante con vista su un piccolo lago. Questo lago naturale ha un’acqua estremamente trasparente – regolata dall’Oceano Atlantico – e ospita i granchi ciechi, diventati oggi il simbolo del Jameos del Agua.

[…] Attraversando il lago percorrendo uno stretto sentiero, si giunge al Jameo Grande. Anche se probabilmente l’avrete visto in una miriade di cartoline, non c’è nulla di più intrigante di uscire dal tunnel oscuro e trovarsi all’improvviso in un’enorme grotta all’aperto rivestita di piante tropicali e la piscina più fantastica che potreste mai immaginare. Questa piscina cristallina e turchese è un vero paradiso, anche se non si può usare perché il nuoto è proibito. Solo al Re di Spagna è permesso nuotare qui.

https://www.spagna.info/isole-canarie/lanzarote/cosa-vedere-lanzarote/jameos-del-agua/

Purtroppo il quarto giorno lo abbiamo speso per metà cercando di pagare la nostra multa e cercando una clinica per i tamponi di ritorno. A questo proposito, visto il periodo, se desideri visitare Lanzarote e necessiti di un tampone rapido puoi rivolgerti alla clinica internazionale che si trova a Puerto del Carmen. Non accettano prenotazioni, ma semplicemente mettendosi in fila si attende il proprio turno. L’esito ti verrà comunicato dopo pochi minuti.

Sulla via del ritorno ci siamo però fermati per una veloce sosta alla Fundacion Cesar Manrique, situata nella singolare e spettacolare dimora costruita dallo stesso Manrique dopo il suo ritorno da New York, quando decise di stabilirsi definitivamente a Lanzarote. Ovviamente è stata costruita nel bel mezzo di una colata lavica! La particolarità è che al piano inferiore, la dimora sfrutta ben cinque bolle vulcaniche naturali, in comunicazione tra loro attraverso dei tunnel scavati proprio nella lava. Consiglio la visita per comprendere al meglio la storia e la vita di questo artista.

Giorno 5: Playa Blanca e Cueva de los Verdes

Se ti dico Playa Blanca che cosa ti viene in mente? Sole, oceano e una bella spiaggia (non bianca ma dorata). Ci troviamo nel sud dell’isola, in una delle località più turistiche di Lanzarote, meta tranquilla e ideale per il relax di tutta la famiglia. La località dispone di un’ampia gamma di alberghi, circondati da numerosi bar, ristoranti, centri commerciali e uno dei migliori porti turistici di Lanzarote. A proposito: qui partono i traghetti per l’isola di Fuerteventura. Non male poter visitare due isole in una sola vacanza! Noi non abbiamo usufruito di queso servizio poiché Fuerteventura è stata la meta di due nostri viaggi passati… ma ancora oggi resta comunque la nostra isola preferita 🤩.

Volare, oh oh

A Playa Blanca ci siamo presi una mattina di puro relax: un po’ di spiaggia e un po’ di sole… qui il vento è meno fastidioso e si sta benissimo in costume a dicembre. Ma il nostro tour dell’isola non era ancora terminato e dopo un pranzo veloce in uno dei ristoranti sul lungomare ci siamo diretti più a nord, in un altro tunnel di lava, Cueva de los Verdes. In epoca preistorica, quando si sono verificate le grandi eruzioni, i gas e la lava hanno formato con le loro bombe esplosive queste grotte caratteristiche di Lanzarote e circa un miglio sono aperte ai visitatori. Le loro forme e i colori rendono questa visita indimenticabile.

Curiosità: lo sapevi che all’interno è custodito un segreto? Non posso rivelarlo, dovrai venire fin qui per scoprirlo di persona!

Giorno 6: Lagomar Museum

Perché le cose belle finiscono sempre così in fretta? Il viaggio stava per giungere al termine, ma ci restava ancora una meraviglia da visitare, il Lagomar Museum:

Una delle proprietà private più spettacolari di Lanzarote, formata maestosamente intorno alle stesse rocce da cui è stata costruita, una cava vulcanica con labirinti naturali e grotte. Un’opera d’arte davvero spettacolare creata dalla Natura dalla lava fusa che un tempo scorreva lungo queste stesse pendici dell’antico vulcano sopra LagOmar.

http://www.lag-o-mar.com/museum/

Conosci la storia curiosa di questo museo che un tempo non era altro che una villa? All’inizio degli anni ’70 l’attore Omar Sharif venne a Lanzarote per filmare “L’isola misteriosa“, visitò LagOmar, se ne innamorò e l’acquistò. San Benady, conoscendo la reputazione di Sharif come giocatore di carte, lo sfidò a giocare. Sharif accettò la sfida, non sapendo che Benady era anche un campione di bridge. Fu così che perse la casa.

Il complesso di LagOmar la sera si trasforma in un ristorante e in un locale dove trascorrere una piacevole serata.

Giorno 7: Teguise e si torna a casa!

Eccoci arrivati all’ultimo giorno di vacanza. Lasciato con tutta calma il nostro appartamento (check out entro le ore 12, che comodità!) e caricata l’auto ci siamo messi in marcia verso la città di Teguise. Devi sapere infatti che la domenica mattina si tiene qui il mercato con bancarelle e prodotti tipici dell’isola. Un’idea carina per trascorrere le ultime ore a Lanzarote.

Situata nell’area nord-est, la città è stata uno dei primi villaggi fondati nelle isole Canarie. Capitale di Lanzarote fino al 1847, conserva oggi una serie notevole di edifici di grande valore storico e artistico. Merita una passeggiata e magari un pranzo veloce prima di riprendere il cammino.

Il mercato

Mancava sempre meno al nostro volo di ritorno, ma avevamo ancora un paio d’ore da poter trascorrere tra i panorami di Lanzarote… e allora perché non fare una capatina al nord, sulle spiagge di lava del Caleton Blanco, nome perfetto per la sabbia caratteristica del luogo, bianca e pulita. Una piscina naturale di acqua cristallina occupa gran parte di questo paradiso tropicale punteggiato di lava vulcanica.

A questo punto potevamo salutare veramente l’isola e le sue meraviglie, il nostro on the road era giunto al termine. Arrivederci Lanzarote! 👋🏻

Noi!

Consigli: tirate le somme a fine avventura, ecco i miei consigli per un viaggio alla scoperta di Lanzarote.

Auto: avere un’auto a disposizione è fondamentale per muoversi sull’isola in totale libertà. Puoi noleggiarla direttamente in aeroporto. Noi abbiamo chiesto ovviamente anche un seggiolino per la piccola Alice.

Strade: le strade a Lanzarote sono fantastiche! Muoversi sull’isola da una parte all’altra è un’avventura dentro l’avventura. Oltre che molto rilassante.

Mirador: sull’isola sono presenti diversi mirador che offrono panorami spettacolari. Il bello è girovagare senza meta e fermarsi non appena se ne avvista uno…

Food: ci siamo sempre trovati molto bene lato cibo, ma ci tengo a consigliare il ristorante sotto il nostro appartamento, Nino Salvaje. Oltre alla modernità del locale, abbiamo apprezzato il cibo molto particolare. Un esempio: polipo alla brace con salsa di midollo. Non credevo ma… wow!

Clima: viaggiando a inizio dicembre abbiamo trovato un ottimo clima. Le temperature erano costanti, circa 18-19 gradi sempre. Ciò che variava è stato il vento. A volte può essere fastidioso, per questo consiglio di avere sempre a portata di mano una giacca leggera o una felpa. In ogni caso niente abbigliamento invernale. E ricorda il costume!

Aeroporto: si trova vicinissimo la città di Arrecife, che noi abbiamo scelto come base per il pernotto. Ma arrivare in qualunque altro punto dell’isola non porta via troppo tempo, quindi è possibile soggiornare ovunque.

Viaggiare con i bambini: tutto ciò che abbiamo fatto o visto a Lanzarote lo abbiamo fatto in tre senza alcun problema, ad eccezione di Cueva de los Verdes. Trattandosi di una grotta sotterranea ho preferito scendere da sola per la visita (e lasciare Alice con il papà in auto). La visita infatti avviene solo in gruppo e solo con la guida, in caso di pianti improvvisi ad esempio non è possibile allontanarsi o restare indietro rispetto al gruppo. Inoltre la grotta è buia e in alcuni tratti si deve camminare accucciati. Per tutto il resto invece non abbiamo riscontrato particolari problemi. Consiglio di portate con sé un passeggino leggero e un marsupio se viaggiate con neonati (fondamentale).

Come prenotare: Wizzair, Airbnb

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Rotolando verso sud: Puglia

Dove: Puglia, Italia 🇮🇹

Come: La nostra prima vacanza in tre!

Quando: Settembre 2021.

Budget: €€

Durata: 14 giorni on the road.

Il 30 giugno 2021 la nostra famiglia di viaggiatori si è allargata e la piccola Alice ha deciso di arrivare finalmente tra noi 🎀 💕. Benvenuta piccola esploratrice! Essendo fine giugno abbiamo deciso di attendere un paio di mesi prima di metterci in viaggio seriamente e dopo una vacanza test in Trentino (in agosto, test pienamente superato) era giunto il momento di partire per la nostra prima avventura in tre e on the road. Destinazione: Puglia!

L’idea di un viaggio in auto verso sud mi era venuta in mente durante gli ultimi mesi di gravidanza e all’epoca mi era sembrata davvero un’idea super easy 😎. “Ma che sarà mai” pensavo… Inoltre io e @divenirio non eravamo ancora stati in terra pugliese… quindi perché non approfittarne? Una volta diventata mamma però sono stata assalita da mille dubbi: si potrà viaggiare in auto per così tante ore con una neonata? Soffrirà il caldo? Piangerà tutto il tempo? Dopo essermi consultata con alcune mamme, letto di altre esperienze e desiderosi di partire per qualche giorno di relax ci siamo decisi. Per fortuna tutto è filato liscio come l’olio e Alice si è adattata perfettamente al nostro tour. Voglio quindi rassicurare tutte le neo mamme: con i giusti accorgimenti e un po’ di pazienza si può viaggiare anche con i nostri piccoli tesori.

Tramonto pugliese

E allora Puglia arriviamo! Essendo però il nostro primo viaggio in tre abbiamo deciso di dedicare il tempo a solo due tappe in due settimane, per evitare troppi spostamenti: la Valle d’Itria e la costa del Gargano.

La Valle d’Itria

La Valle d’Itria è una porzione di territorio della Puglia centrale a cavallo tra Bari e le province di Brindisi e Taranto. La principale attrazione della valle sono i famosi trulli, le tipiche abitazioni in pietra a forma di cono, le masserie e il paesaggio rurale in genere caratterizzato dal terreno di colore rosso e dalle distese infinite di ulivi.

Dove dormire allora se non in un tipico trullo? Grazie ad Airbnb ho trovato una stupenda sistemazione a Castellana Grotte: un trullo immerso in un campo di ulivi, con piscina privata e cucina esterna. La nostra base per questa prima settimana, un’oasi di pace tutta per noi! Cerca online Trullo Roverella e dai un’occhiata…

Mi sento di consigliare questa sistemazione a chi viaggia in famiglia o a chi viaggia con bambini piccoli. Il trullo infatti è dotato di un letto matrimoniale posizionato su un soppalco e di un divano letto al piano terra che può ospitare fino a due persone. Troviamo poi una cucina e un bagno con vasca e doccia e si trova vicino alle principali attrazioni che abbiamo visitato durante la nostra settimana di permanenza, tutte ad una distanza massima di un’ora. Senza tralasciare poi la comodità di avere un’area esterna tutta per noi, per rilassarci la mattina dopo colazione o la sera prima di cena. Ho preferito optare per una casa privata piuttosto che un hotel, essendo la prima esperienza di viaggio con una neonata, in questo modo abbiamo potuto vivere questa vacanza con i nostri tempi e senza fretta. Per non parlare del silenzio e della tranquillità in cui era immersa la casa… un sogno! 🤩

Una volta trovata la base di appoggio, cosa vedere nei dintorni? Sicuramente Alberobello, la famosa città disseminata di trulli con ben cinque siti patrimonio UNESCO, i famosi borghi di Locorotondo e Cisternino, Polignano a Mare, per fotografare la ben nota spiaggia. E poi ancora Ostuni, la città bianca, e Monopoli, che non mi aspettavo fosse così piacevole da visitare. Consiglio alle neo mamme di munirsi di un marsupio per camminare con più facilità tra i vicoletti di queste cittadine fatte di molti scalini (i passeggini sarebbero di intralcio! 😅).

Una menzione a parte merita Matera, che ovviamente non si trova in Puglia, ma che abbiamo deciso di inserire in questo tour vista la vicinanza con la nostra base (1h di auto). Non potevamo perdere l’occasione di visitare la città dei Sassi Patrimonio Mondiale UNESCO.

Matera è una città tra le più antiche del mondo il cui territorio custodisce testimonianze di insediamenti umani a partire dal paleolitico e senza interruzioni fino ai nostri giorni. […] Matera è la città dei Sassi, il nucleo urbano originario, sviluppatosi a partire dalle grotte naturali scavate nella roccia e successivamente modellate in strutture sempre più complesse all’interno di due grandi anfiteatri naturali che sono il Sasso Caveoso e il Sasso Barisano.

http://www.basilicatanet.com/

I Sassi di Matera sorgono su uno dei versanti di un canyon scavato nel tempo dal torrente Gravina. Sull’altro versante si estende invece il Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano anche conosciuto come Parco della Murgia Materana. Abbiamo deciso di visitare la città nel tardo pomeriggio e devo ammettere che è stata un’ottima scelta. Da un lato abbiamo evitato le ore del giorno più calde (anche a settembre fa molto caldo) e dall’altro, essendo il nostro anniversario, volevamo trascorrere qui la serata e cenare tra i sassi. ❤️ Un’atmosfera davvero romantica.

Gargano

Terminata la nostra prima settimana era tempo di spostarci verso quella che sarebbe stata la seconda parte della nostra vacanza in famiglia, il Gargano. A malincuore, era giunto il momento di lasciare il nostro meraviglioso trullo… ma niente paura, una nuova super sistemazione ci stava attendendo! Anche in questo caso abbiamo trovato un alloggio tramite Airbnb, non più una casa, ma una singola stanza adiacente l’abitazione della signora Carmela, a Peschici. La stanza non era molto grande ma aveva tutto il necessario per un soggiorno tranquillo… il vero pezzo forte però era sicuramente la posizione, a picco sul mare e lontano dal trambusto del centro cittadino. Un’ottimo spot per ammirare i tramonti.

Peschici

Questa parte della Puglia viene considerata una delle più ricche di habitat differenti e biodiversità. Il motivo risale alla conformazione morfologica dello “sperone d’Italia” e alla sua storia:

Quando cominciarono ad emergere gli Appennini – e stiamo parlando di centinaia di milioni di anni fa – il Gargano non c’era ancora, o meglio era solo un’isola, separata dal continente. Solo più tardi il promontorio si sarebbe congiunto alla terra ferma formando l’inconfondibile “sperone”, ma l’origine “isolana” della zona ha comunque segnato l’evoluzione ambientale dell’area, con il suo cuore verde, ma pure con un mosaico di laghi costieri, una collana di isole dirimpetto e un deserto di pietra alle spalle che solo in condizioni isolate avrebbero potuto formarsi.

https://www.parcogargano.it/servizi/notizie/notizie_homepage.aspx

Al suo interno sorge il Parco Nazionale del Gargano in Puglia, ampio circa 118mila ettari, dove si trovano più del 35% delle specie botaniche italiane. Istituito a inizio anni ’90, vanta il primato nazionale della biodiversità, con un’incredibile concentrazione di forme viventi in un’area pari appena all’1% dell’intero territorio italiano. Qui si incontrano infatti scenari appartenenti alla foresta, al mare e alla montagna. Da visitare in tranquillità in bici, moto o auto come abbiamo fatto noi, ricordandoti di fermarti di tanto in tanto per ammirare il panorama o acquistare prodotti tipici, ad esempio l’olio locale.

Girovagando da queste parti non può mancare una visita alla città di Vieste e alla sua spiaggia Pizzomunno, un imponente monolite in pietra calcarea alto 25 metri, dove abbiamo trascorso una piacevole giornata di mare. È situato all’inizio della spiaggia a sud del centro abitato e per la sua imponenza sembra ergersi a guardia di Vieste, mentre per il suo fascino è diventato il simbolo stesso della cittadina garganica. Conosci la leggenda?

Si racconta che al tempo in cui l’attuale città era solo un villaggio composto da sparute capanne ed abitato da pescatori vi vivesse un giovane alto e forte di nome Pizzomunno. Sempre nello stesso villaggio abitava anche una fanciulla di rara bellezza, con i lunghi capelli color del sole di nome Cristalda. I due giovani si innamorarono, amandosi perdutamente senza che niente potesse separarli. Pizzomunno ogni giorno affrontava il mare con la sua barca e puntualmente le sirene emergevano dai flutti marini per intonare in onore del pescatore dolci canti. Le creature marine non si limitavano a cantare, ma prigioniere dello sguardo di Pizzomunno gli offrirono diverse volte l’immortalità se lui avesse accettato di diventare il loro re e amante.

L’amore che il giovane riversava su Cristalda, però, rendeva vane le offerte delle sirene. Una delle tante sere in cui i due amanti andavano ad attendere la notte sull’isolotto che si erge di fronte alla costa, le sirene, colte da un raptus di gelosia, aggredirono Cristalda e la trascinarono nelle profondità del mare. Pizzomunno rincorse invano la voce dell’amata. I pescatori il giorno seguente ritrovarono il giovane pietrificato dal dolore nel bianco scoglio che porta ancora oggi il suo nome. Ancora oggi ogni cento anni la bella Cristalda torna dagli abissi per raggiungere il suo giovane amante e rivivere per una notte sola il loro antico amore.

https://www.turismovieste.it/il-pizzomunno

Nel 2018 la leggenda viene portata anche a Sanremo da Max Gazzè nella canzone “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno” a cui è stata dedicata la scala dell’amore ❤️.

E a proposito di amore, non può mancare una passeggiata lungo il Sentiero Natura Mergoli-Vignanotica, detto anche Sentiero dell’amore per gli scorci romantici che offre a chi passeggia. È considerato uno dei sentieri più affascinanti e panoramici di tutto il Gargano e si snoda tra le due spiagge più famose e belle, la baia di Vignanotica e quella di Mergoli detta anche Baia delle Zagare. Noi ci siamo avventurati solo per un piccolo tratto e siamo tornati indietro per il troppo caldo (abbiamo sbagliato del tutto l’orario 🤪), ma il sentiero sembra essere davvero bello e facile da percorrere. E che vista!

Baia delle Zagare

La Baia delle Zagare ha infatti conquistato numerose volte le copertine dei più importanti magazine di viaggio italiani e stranieri ed il portale Skyscanner la indica come “una delle 10 spiagge più belle d’Italia”. Vale la pena visitarla!

L’amore ha fatto da tema al nostro viaggio in Puglia e verso la fine della nostra vacanza abbiamo visitato quello che viene definito il paese di San Valentino, Vico del Gargano. Classificato come uno dei Borghi più belli d’Italia, si caratterizza per un piccolo angolo suggestivo, ritrovo per coppie di innamorati, il famoso vicolo del bacio: una stradina estremamente stretta da percorrere, larga non più di 50 cm e lunga circa 30 m, dove gli innamorati sono costretti a “sfiorarsi” per potervi passare. Il vico costituisce una delle viuzze più romantiche del piccolo centro garganico che non a caso ha San Valentino come suo protettore.

Termina così questa esperienza tutta italiana, alla scoperta di una regione a mio avviso ricca e affascinante che desideravamo visitare da tempo. Già non vediamo l’ora di tornare!

Consigli: per questo viaggio i nostri consigli sono tutti a tema food (e non poteva essere diversamente). Nella regione del Gargano abbiamo infatti provato un paio di locali conosciuti tramite una puntata del format 4 Ristoranti che meritano sicuramente una visita.

Camavitè, sugli scogli tra Peschici e Vieste, è un locale dalla doppia anima: lounge bar di giorno, diventa ristorante la sera. Qui abbiamo pranzato su un tavolino a picco sul mare e abbiamo assaggiato le cozze ripiene più buone del mondo! E Al Trabucco da Mimì, sulla Punta di San Nicola, il nostro ristorante preferito nonché vincitore della puntata di Borghese, dove invece abbiamo cenato al tramonto all’interno del Trabucco. Un sogno! Consigliamo la prenotazione.

Al Trabucco da Mimì

E per finire non può mancare un giro al Vecchio Frantoio in centro a Peschici per acquistare olio e prodotti locali. Sicuramente dei regali graditi da portare a casa!

Come prenotare: Airbnb.

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2 idee per un Weekend in Toscana

Dove: Toscana, Italia 🇮🇹

Come: Weekend di coppia (anzi, in 3!).

Quando: Ottobre 2020 – Maggio 2021.

Budget: €€ – €€€

Durata: 3 giorni per ogni weekend.

Il 2020 non lo ricorderemo certo per l’anno dei viaggi 😔 alcuni tra i nostri piani sono saltati e alcuni dei tour programmati sono stati cancellati. La nostra voglia di viaggiare però è rimasta sempre la stessa, così ci siamo organizzati con qualche weekend fai da te in Italia, non appena ci è stato possibile partire. Anche perché a settembre 2020 ho scoperto che la nostra famiglia si sarebbe presto allargata, era in arrivo una nuova esploratrice, Alice! 🥰

A ottobre 2020 e a maggio 2021, rispettivamente al primo e al nono mese di gravidanza, siamo allora partiti in auto per qualche giorno di svago e relax. Direzione Toscana. Ecco che cosa abbiamo organizzato.

Weekend 1 – Tour tra Lucca, Volterra e San Gimignano

La prima proposta di weekend la possiamo definire on the road e tocca 3 città della Toscana che nessuno di noi aveva ancora mai visitato. Primo stop: la città di Lucca. Abbiamo soggiornato in un B&B situato appena dentro le mura cittadine, molto carino e super organizzato, comodo anche se si arriva in auto, con un piccolo parcheggio davanti l’edificio (a pagamento). Si tratta di Inside the wall Santa Maria, trovato per caso curiosando su Booking. In pieno periodo COVID abbiamo ricevuto le istruzioni per accedere alla nostra stanza via messaggio e al nostro arrivo una busta con la chiave era pronta alla reception. Non ho incontrato praticamente nessuno fino al momento del check-out, per il pagamento, ma le informazioni non sono certo mancate: in stanza era infatti presente una guida e qualche consiglio utile sulla città. La nostra camera si affacciava direttamente su una piazza ed era molto carina e pulita. Direi più che approvata!

Posati i bagagli, abbiamo iniziato a gironzolare senza seguire un itinerario preciso. Lucca la possiamo infatti definire una piccola cittadina, visitabile tranquillamente in una sola giornata. La prima attività che abbiamo fatto e che ti consiglio di prevedere è stata quella di salire sopra le antiche mura (l’accesso si trova proprio fuori il B&B) per ammirare la città dall’alto. Le mura si sono infatti preservate perfettamente nonostante la modernizzazione, al contrario di quelle di altri paesi in Toscana come ad esempio la stessa Firenze, e da quando non svolgono più un ruolo militare sono diventate un’importante area pedonale perfetta per lunghe e piacevoli passeggiate. A rendere ancora più gradevole il tutto, una fila di alberi disposti lungo il percorso e un giardino… in poche parole ci siamo ritrovati in un vero e proprio parco urbano! Qui è possibile organizzare una bella gita in bicicletta, una passeggiata gustando un buon gelato o semplicemente godere di un momento di risposo sulle panchine situate lungo tutto il sentiero principale.

Il Duomo di Lucca

Qualche altra tappa obbligatoria? Sicuramente il Duomo della città con la piazza annessa e le famose torri. Non so se lo sapevi, ma c’è stato un tempo, nel Medioevo, in cui a Lucca c’erano ben 250 torri di ogni dimensione! Oggi purtroppo ne restano solo due: la Torre Guinigi e quella “delle Ore”, entrambe visitabili.

E per finire la giornata in bellezza, non può mancare un giro nella Piazza Anfiteatro, costruita a partire dal 1830 dall’Architetto Nottolini, che riprende l’antico tracciato dell’anfiteatro romano. La sua particolare forma chiusa la si percepisce dal centro ed è dovuta all’assenza di grandi ingressi. L’accesso avviene infatti da quattro piccole porte a volta e il punto di intersezione tra le 4 porte è indicato da una mattonella in ceramica al centro della piazza stessa. I negozi, i locali, i tavolini all’aperto dei bar e il mercato settimanale ne fanno il cuore di Lucca, punto obbligato per una pausa aperitivo ad esempio. 🍹

Uno degli ingressi alla piazza

Lasciata la città di Lucca dopo una veloce colazione (non prevista dalla struttura ma poco male: la stanza era dotata di una macchinetta per il cappuccino, mentre un baretto per le brioches si trovava appena sotto), siamo partiti alla volta di San Gimignano.

Il tragitto è stato breve, circa 1 oretta e mezza, e molto piacevole, tra le colline toscane. Arrivati a destinazione il punto più dolente è stato come sempre in questi piccoli borghi il parcheggio: abbiamo cercato una soluzione economica, ma ovviamente tutti i posti free erano già occupati e così ci siamo dovuti adattare lasciando l’auto nel parcheggio fuori le mura, a pagamento. Devo ammettere però molto comodo se hai diversi bagagli da trasportare! Nonostante fossimo in Toscana per un solo weekend, avevamo 3 trolley, quindi la scelta è stata davvero felice per noi. Abbiamo soggiornato in un hotel situato poco dopo l’ingresso della città, Hotel Bel Soggiorno. Ho scelto questa soluzione per la super vista che si può godere dal ristorante e dalla sala colazione, incredibile davvero (guarda tra le foto della struttura). La nostra stanza non era molto grande, ma era pulita e arredata con gusto. L’hotel si trova sulla via principale di San Gimignano, decisamente un buon punto di partenza per esplorare la città.

Un breve cenno storico: nel 1282 il governo promulgò una legge che impediva di abbattere le vecchie case, se non per costruirne di più belle. La cittadina è quindi rimasta oggi quasi identica alla San Gimignano medievale. 🤩 Purtroppo però delle 72 torri esistenti (una per ogni famiglia benestante) costruite nel medioevo, oggi ne restano solo 13. Nonostante questo, l’effetto per chi arriva dalle colline toscane è semplicemente emozionante! La città rappresenta sicuramente un piccolo gioiello, vale la pena perdersi tra i vicoli, le piazze, le chiese e i musei per assaporarne la magia, soprattutto la sera. Sicuramente un punto che mi sento di consigliare per una visita è la Rocca di Montestaffoli, costruita per difendere San Gimignano dagli attacchi di Siena dopo la sottomissione a Firenze. Potrai godere di una bella vista.

Nel pomeriggio abbiamo deciso di lasciare la città per una visita alla vicina Volterra. La strada è breve, circa 30 minuti, ma ne vale decisamente la pena, anche solo per una passeggiata o una pausa caffè.

Verso Volterra

Il nostro weekend in Toscana stava per giungere al termine, ma sulla strada verso casa abbiamo deciso di spostarci in direzione del mare e di visitare le famose “spiagge bianche ” di Rosignano Solvay che spesso mi era capitato di vedere online o in qualche scatto sui social. Qui le spiagge sono infatti note per il colore bianco che ricorda alcune mete tropicali, ma nulla a che vedere con i Caraibi! Il fenomeno è infatti artificiale, dovuto agli scarichi di una industria locale, che nel corso degli anni hanno portato alla comparsa di questa particolare colorazione della sabbia. Lo stabilimento si trova infatti ad un solo chilometro dalla costa ed è ben visibile… Ci siamo fermati giusto per curiosità e per vedere questo strano fenomeno con i nostri occhi. Decisamente no bagno in mare (anche se molti lo fanno senza porsi troppe domande) ❌ Se vuoi saperne di più su questo tratto di costa puoi leggere questo articolo.

Weekend 2 – Relax in Maremma

Il secondo fine settimana che ho organizzato, all’inizio del mio nono mese di gravidanza, è stato decisamente più a tema relax. Cercavo infatti una struttura sul mare, dove poter oziare e rilassarci magari sotto il sole di maggio ☀️ Volevo trovare qualche idea carina per festeggiare la quasi fine della mia gravidanza. E così siamo finiti a Follonica, più precisamente al The Sense Resort. Perché ho prenotato proprio questa struttura? Anche in questo caso è stata una scelta casuale, mi sono come sempre affidata a Booking e alle recensioni positive che ho trovato, ma devo ammettere che abbiamo davvero fatto centro! Il resort è nuovo (aperto nel 2020), costruito dentro una pineta e affacciato direttamente sul mare. La location perfetta che stavo cercando.

Ero decisa a trascorrere in hotel tutto il nostro tempo, per non affaticarmi troppo visto il mio stato e la panzotta sempre più grande, ma il tempo non è stato sempre così clemente e abbiamo dovuto organizzarci anche con altre attività. Il primo giorno l’abbiamo quindi trascorso nell’area piscina, godendoci il sole di fine maggio e approfittando dell’acqua riscaldata per un tuffo e così anche il terzo, la domenica, trascorsa in relax in riva al mare sui lettini della struttura. Il sabato invece, complice un po’ di pioggia e il cielo coperto, ci siamo diretti in auto alla scoperta del Monte Argentario.

Del resort posso solo spendere delle belle parole: lo staff è eccezionale, molto attento e premuroso verso i clienti, la location è molto bella e ampia, è possibile passeggiare nella pineta, in spiaggia o oziare nelle varie aree relax senza annoiarsi mai. Il fiore all’occhiello però è sicuramente rappresentato dal ristorante, sia per la colazione che per la cena o un pranzo veloce (noi le abbiamo provate tutte). Infine la stanza: moderna, ben arredata e pulitissima. Insomma, nonostante il costo non sia certo a buon mercato (circa 160 euro/notte con colazione, a maggio) ne vale decisamente la pena!

Consigli: all’interno del resort il parcheggio è gratuito. Se puoi, richiedi una stanza vista mare per godere dei tramonti toscani direttamente dal balconcino della tua camera!

Come prenotare: Booking, The Sense Resort.

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Croazia on the road

Dove: Istria e Dalmazia, Croazia 🇭🇷

Come: Viaggio di coppia, in auto, fai da te.

Quando: Agosto 2020.

Budget: €€

Durata: 15 giorni.

Agosto 2020, avevamo decisamente altri piani in mente (ritornare alle Maldive ad esempio…), ma la situazione COVID-19 e le restrizioni imposte dal Governo Italiano non ce lo hanno permesso. Così, pochi giorni prima della partenza, ho dovuto pensare ed organizzare un piano B del tutto nuovo.

Non ci crederai, ma un anno fa, tornata dal super viaggio USA on the road ho pensato: L’anno prossimo organizzerò qualcosa di più vicino a casa, che ne so, in Croazia! E così effettivamente è stato 😎 quando si dice il destino… Non volevo però visitare solo una destinazione, lo sai che preferiamo muoverci ed esplorare quanto più possibile. Da qui nasce l’idea della Croazia on the road.

Istria

La prima tappa del nostro viaggio è stata la città di Pula, una città in Istria, situata a circa 5-6 ore da casa. Il viaggio Italia-Croazia è stato tranquillo, traffico scorrevole, e alle 11:30 @divenirio era già stravaccato nella piscina dell’hotel! 🤣 Abbiamo deciso di fermarci qui qualche giorno (3 in totale) per riposarci dal viaggio in auto e scoprire qualcosa nei dintorni. Tra tutte le città della Croazia visitate durante questo viaggio, Pula è stata la più bruttina, anche se presenta delle chicche degne di nota, come l’anfiteatro romano, l’Arena di Pula, costruito sulla via principale (la Via Flavia) che un tempo portava direttamente ad Aquileia e Roma, o il Tempio di Augusto, originariamente dedicato alla dea Roma e successivamente all’imperatore, completamente costruito in marmo bianco.

Situata nell’estremo sud della penisola Istriana, la città offre però bellissimi paesaggi naturali e si trova nelle vicinanze del Parco Naturale Kamenjak che abbiamo deciso di visitare in una giornata. Si tratta a sua volta di una piccola penisola, vicino alla località di Premantura, dal 1996 zona protetta. Il Parco è attraversato per tutta la sua lunghezza da una strada sterrata, dalla quale si diramano numerosi sentieri secondari che portano fino al mare. L’ingresso costa circa 10 euro con auto e il biglietto vale dalla mattina fino alla chiusura. Al suo interno ci sono un paio di bar interessanti per il pranzo o per una birretta fresca, io ti consiglio il Portich Beach Bar.

Spiaggia nel Parco Kamenjak

Hotel: partiamo subito con una bellissima sistemazione, Mondival Residence, un mix tra hotel e appartamenti 4 stelle, un edificio completamente realizzato in pietra bianca e posizionato strategicamente su una collina dove ammirare i super tramonti di Pula! Abbiamo scelto l’opzione camera matrimoniale classica, direttamente sulla piscina (apri la finestra e ti tuffi). Ci siamo trovati molto bene, tutto è stato estremamente pulito e la colazione ottima. Forse un pochino caro per quello che realmente offre, ma il parcheggio era gratuito e lo stile simil Ibiza ci ha fatto davvero rilassare… (Leggi la mia recensione completa).

Inoltre l’hotel è vicino al centro della città, se non vuoi usare l’auto puoi tranquillamente scendere a piedi. Nelle vicinanze ti consiglio un ristorante locale, il Kod Kadre; vieni qui e ordina i Ćevapčići! Inoltre, sulla strada verso la seconda tappa di questo on the road puoi decidere di fermarti nella carinissima Rovigno, cuore turistico dell’Istria, magari per un pranzo veloce o per un giro nel centro storico, racchiuso all’interno delle sue mura veneziane. La città vecchia, dominata dall’imponente Chiesa di Sant’Eufemia, ti incanterà con le sue viuzze strette, i suoi scorci panoramici, la sua atmosfera romantica e un po’ sonnacchiosa.

Parco Nazionale dei laghi di Plitvice

Era tempo di salutare temporaneamente il mare per dirigerci verso la montagna e l’entroterra, e nello specifico verso un parco naturale che sognavo di visitare da 20 anni (e non sto scherzando), il Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice. Si tratta di una riserva forestale di ben 295 km² nella Croazia centrale, divenuta celebre per una catena di 16 laghi terrazzati collegati da cascate, che si estendono in un canyon calcareo. Le passerelle in legno e i sentieri escursionistici si snodano intorno ai laghi, mentre una barca elettrica collega i 12 laghi superiori e i 4 laghi inferiori. Questi ultimi ospitano la Veliki Slap, una cascata di ben 78 metri!

Il processo di sedimentazione del calcare, responsabile della formazione delle barriere tufacee e dei laghi, rappresenta un valore unico e universale. Per questo motivo i Laghi di Plitvice, il 26 ottobre 1979, sono stati iscritti nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

np-plitvicka-jezera.hr/

Peccato che il giorno della nostra visita il clima non è stato clemente e ha piovuto incessantemente per tutto il percorso! Ti dirò, che figata… 😝 Il parco era semi vuoto, diciamo tutto per noi, e la natura la faceva da padrona. Abbiamo scelto il percorso intermedio della durata di circa 4 ore, per niente impegnativo (non ci sono salite o altro) e percorribile sulle passerelle in legno e sui sentieri tracciati. Impossibile perdersi. Nel costo del biglietto è compreso anche il tragitto in traghetto che ti porta dai laghi inferiori a quelli superiori, per poi tornare indietro via strada, tramite un bus gratuito. All’interno ci sono diverse postazioni dove mangiare delle quali non abbiamo usufruito se non per un caffè, avevamo infatti il pranzo al sacco.

Hotel: abbiamo soggiornato in un hotel di recente costruzione, poco distante dall’ingresso del parco, il Plitvica Kuka D. Più che un hotel si tratta di due casette molto carine costruite una a poca distanza dall’altra nel bel mezzo del nulla! Sistemazione assolutamente consigliata: prezzo onesto, camera spaziosa e pulitissima, doccia enorme, colazione inclusa (la colazione è stata servita in camera, in un cestino di vimini, con all’interno caffè, succo, frutta e due super panini che abbiamo portato con noi durante la nostra escursione).

Plitvica Kuka D – Foto: Booking.com

Pag

Lasciata la montagna e la pioggia alle nostre spalle, qualche chilometro dopo il paesaggio è cambiato radicalmente. Benvenuto nella brulla isola di Pag! Tra tutte le destinazioni visitate durante il nostro tour, questa è stata senza dubbio la mia preferita: un’isola a tratti deserta, a tratti ricoperta da una fitta vegetazione composta in prevalenza da alberi di ulivo, battuta dal vento e soleggiata. Un paesaggio quasi lunare… Per non parlare poi dei super tramonti! 😍 L’isola è collegata alla terraferma tramite traghetto nella parte più a nord, ma, arrivando noi dalla montagna (Plitvice), abbiamo preferito scendere più a sud ed entrare tramite il ponte che collega Pag direttamente alla costa.

Il ponte dell’isola fu inaugurato il 17 novembre 1968 e all’epoca era uno dei dieci ponti più grandi del mondo e Pag era la prima grande isola croata collegata alla terraferma.

Abbiamo deciso di restare qui per 4 giorni pieni, per goderci finalmente il sole e il mare, oltre che le varie spiagge che l’isola offre. Consiglio vivamente di avere un’auto a disposizione (o uno scooter) per potersi spostare in tranquillità e scovare angolini nascosti dove fare un bagno. Da segnalare la spiaggia di Ručica, una spiaggia di ghiaia e ciottoli considerata una tra le più belle del Mediterraneo, raggiungibile in auto attraverso una stretta strada sterrata che degrada poi dolcemente verso il mare. I giovani di tutta Europa invece vengono a Pag per trascorrere le loro notti in discoteca al suono della musica più trendy o per partecipare ai seguitissimi festival di musica elettronica sulla famosa party beach di Zrće. Ci siamo stati anche noi per un aperitivo al tramonto in spiaggia, ma non siamo entrati nelle discoteche sia per il periodo poco felice, che per il costo (ogni discoteca è a pagamento mentre la spiaggia in sé è accessibile a tutti).

Le acque cristalline di Pag

Non puoi lasciare Pag senza aver assaggiato il pecorino tipico dell’isola, il Paški Sir: il latte delle pecore locali, che si nutrono di magre erbe salmastre, e la stagionatura in contenitori di pietra gli conferiscono un sapore particolare, piuttosto marcato. Buonissimo! E si tratta anche di un prodotto premiato: il formaggio di Pag è stato infatti riconosciuto come il migliore formaggio di pecora del mondo ai Global Cheese Awards del 2017 nel Somerset, Regno Unito.

Sull’isola consiglio anche un viaggio alla scoperta della parte più a nord, fino agli oliveti di Lun:

Gli oliveti di Lun fanno del paese un posto unico dell’isola di Pag, ma anche del mondo. Tra 80.000 ulivi che si trovano nell’area di Lun, si distinguono circa 1.500 ulivi selvatici (lat. Olea Oleaster), con una altezza di 5-8 m ed un diametro di 20-80 cm. Gli esperti hanno stimato l’età di alcuni ulivi a più di 1.500 anni!

www.isola-pag-croazia.it/

Un posticino davvero molto carino dove poter provare l’olio e il formaggio locale lo abbiamo trovato quasi per caso, scendendo verso il mare lungo una stradina stretta dell’isola, durante il nostro girovagare a nord. Si tratta di Bravarica OPG, un piccolo bar/locanda dove fermarsi ad ammirare il tramonto e il sole che si getta direttamente in mare. Consiglio di ordinare anche la loro frittata con asparagi ed erbette a KM0 (nel vero senso della parola, le raccolgono poco più avanti, sugli scogli!) e di assaggiare il loro vino. Ah, qui il mare è davvero cristallino: fermati anche per un tuffo.

Hotel: sull’isola abbiamo soggiornato presso una stanza della Villa Ropus, a Novalja. Consiglio di scegliere questa cittadina al centro dell’isola come punto di appoggio in quanto troverai tutto ciò che ti serve: supermercati, locali, ottimi ristoranti e negozi. Se invece preferisci qualcosa di più tranquillo, puoi decidere di dormire a Pag città, a sud. La villa è molto bella, posizionata in centro, la camera piccolina ma aveva tutto il necessario e soprattutto pulita. Complimenti a tutto lo staff che si è dimostrato essere molto professionale e gentile (la villa è gestita dai figli dei proprietari), oltre che molto generoso: i ragazzi ci hanno sempre offerto qualcosa da bere (birra, spirits locali o caffè espresso) e alla nostra partenza ci hanno regalato una bottiglia di buon vino rosso.

Aggiornamento: leggi la nostra intervista dall’isola di Pag, pubblicata su Corriere della Sera!

Split

Lasciata Pag, ci siamo diretti verso la città di Split (Spalato), dove abbiamo soggiornato solo una notte in attesa di prendere il traghetto che ci avrebbe condotto verso l’isola successiva. Stiamo parlando della seconda città della Croazia per grandezza e importanza, nonché tappa imprescindibile del nostro on the road nella Dalmazia centro-meridionale. Vale certamente la pena fare una sosta per visitare il bellissimo Palazzo di Diocleziano, un magnifico esempio di architettura romana, una piccola città nella città, costruito in pregiata pietra bianca, che ha fatto da sfondo anche alla famosa serie Il Trono di Spade (come Mdina sull’isola di Malta, ricordi?).

Video: @Pablo Camacho

A dispetto del nome, non aspettatevi di visitare una reggia costituita da un unico edificio. Il palazzo di Diocleziano è più simile a una piccola cittadella costituita da due strade che si incrociano, formando quattro zone separate. La sua funzione originaria era un misto di residenza imperiale e fortezza militare; oggi all’interno del palazzo si possono contare più di 200 edifici, molti dei quali abitati o adibiti a negozi, bar o ristoranti. Costruito con la splendida pietra bianca di Brac ed altri marmi pregiati, che creano un suggestivo contrasto con il blu del mare sullo sfondo, il palazzo di Diocleziano è un labirinto in cui è un piacere perdersi per ore, esplorando ogni angolo e scorcio.

http://www.croazia.info/dalmazia/spalato/

Potevamo non assaggiare anche qui un buon bicchiere di vino locale? Se vuoi fermarti in un posticino davvero particolare, cerca la Marvlvs Library Jazz Bar, un jazz bar/libreria che si dice essere la casa natale del poeta più famoso dell’intera Croazia, oppure siediti nel peristilio del Palazzo, presso il Lvxor Kavana & Restoran, per una serata scandita dal ritmo della musica locale suonata dal vivo. Voto 10 per l’atmosfera.

Hotel: a Spalato abbiamo dormito solo una notte, in una stanza di un piccolo B&B ricavato all’interno di uno dei palazzi storici, il Bed & Atmosphere Rooms. La camera era carina e moderna, unico neo: niente ascensore e salire i piani di questi palazzi antichi con i nostri bagagli pesanti non è stato il massimo (anche perché essendo in pieno centro l’auto va lasciata nel parcheggio più vicino, a pagamento). La colazione era inclusa ma veniva servita in un ristorante poco distante: ottima e completa.

Brac

Altro giro, altra isola da visitare! Lasciata Split con il traghetto (circa 1 ora di viaggio), siamo giunti sull’isola di Brac, la più grande isola di tutta la Dalmazia. Sull’isola arrivano numerosi visitatori che desiderano vedere dal vivo la spiaggia più fotografata di tutta la Croazia, Zlatni Rat a Bol, detta anche il Corno D’Oro, in quanto composta da ciottoli che si protendono in una lingua verso il mare. L’aspetto interessante di questa spiaggia è che cambia in continuazione la sua forma, essendo sotto l’influenza dei venti, delle onde e delle correnti marine. Inoltre, a partire dalle ore pomeridiane, diventa il set di incredibili acrobazie di kitesurf! Assolutamente da vedere…

Nonostante questo richiamo, Brac è un’isola meno turistica e mondana rispetto alla vicina Hvar e rappresenta un’ottima scelta per chi cerca una meta facile da raggiungere, un mare pulito e un paesaggio naturale suggestivo fatto di pinete, macchia mediterranea e dirupi scoscesi. L’isola è inoltre conosciuta per aver fornito la pregiata pietra bianca per la costruzione del Palazzo di Diocleziano a Spalato e, secondo rumors locali, anche per uno degli edifici più famosi al mondo, la Casa Bianca. 😵

Sull’isola abbiamo trascorso 5 giorni, volevamo goderci un po’ di mare e tranquillità essendo anche la penultima tappa del nostro viaggio on the road. Un’intera giornata l’abbiamo dedicata alla scoperta delle numerose calette, accessibili tramite una piccola imbarcazione che è possibile noleggiare al porto di Bol. Quando dico piccola intendo davvero microscopica! Ma diciamo che ha svolto egregiamente il suo compito e abbiamo passato così una splendida giornata in mare soli soletti…

Il giorno seguente invece siamo andati alla scoperta delle isole vicine tramite un’escursione organizzata. Abbiamo così visitato Hvar, Vis, la famosa Blue Cave (o Grotta Azzurra) e la Stiniva Cove, un tempo grotta ora crollata e divenuta una celebre spiaggia (trovi qui la descrizione e i costi di un tour più o meno simile). Personalmente ho apprezzato molto la piccola isola di Vis, set del celebre musical Mamma Mia, ci risiamo! e meta ideale per una vacanza in totale relax. E la spiaggia alla Stiniva Cove, raggiungibile solo a nuoto dall’imbarcazione, ma davvero spettacolare (mi ha ricordato un pochino la spiaggia di Phi Phi Island).

Hotel: abbiamo soggiornato 4 notti presso una delle camere di Nono Ban. Questa sistemazione mi aveva incuriosita fin da subito, essendo non sul mare ma su di una collina, tra gli uliveti. La località è davvero molto tranquilla e isolata, la sera era visibile la via lattea in cielo! Sono però rimasta un po’ delusa per alcuni motivi:

  • in 5 giorni non ci hanno mai rifatto la camera; una volta puntualizzato questo aspetto si sono scusati, ma non capisco come ci si possa “dimenticare” di sistemare una camera
  • sul sito le stanze sono classificate come 4 stelle ma gliene darei 3 al massimo (in effetti il prezzo era più da tre che da quattro)
  • alcuni piccoli accorgimenti avrebbero reso il soggiorno più piacevole, come ad esempio sistemare le luci nel patio e all’ingresso che non hanno mai funzionato.

Peccato perché la location è da 10 (si tratta di piccole casette costruite con la pietra locale), il ristorante 10+ (tra l’altro servono un ottimo gin tonic! 🤩 ) e lo staff è molto gentile. Un piccolo sforzo e diventerebbe perfetto. Lo consiglio comunque perché si spende il giusto e la camera è davvero molto grande.

Camera doppia con patio scelta da noi. Foto: villas-croatia-nonoban.com/en

Zadar

Ultima tappa del nostro tour in Croazia, la città di Zadar. Abbiamo scelto questa meta per due motivi: 1- volevamo spezzare il viaggio di ritorno verso casa con una tappa intermedia e 2- visitare un altro parco naturale, quello delle isole Kornati, raggiungibile per l’appunto da questa città. Prima però di raggiungere la nostra ultima destinazione (ed essendo anche il compleanno di @divenirio), abbiamo deciso di fare una piccola deviazione lungo il percorso e di passare la giornata al Parco Nazionale di Krka. Si tratta di uno dei più bei parchi della Croazia, meno scenografico di Plitvice, ma altrettanto bello da visitare. E dettaglio da non sottovalutare: in una delle vasche naturali create dal fiume è possibile fare il bagno durante i mesi estivi, sotto la grande cascata. Potevamo farci scappare questa ghiotta occasione?

Anche in questo caso il parco è visitabile attraverso delle passerelle in legno e dei sentieri tracciati che portano alla piscina naturale e alla cascata. Munirsi di scarpette per gli scogli! Puoi depositare la borsa e altri oggetti personali in alcune cassette di sicurezza, a pagamento. Un consiglio: se entri dal piccolo borgo di Skradin è possibile percorrere il fiume in barca e approfittare di questa escursione circondati da uno stupendo panorama naturale. Purtroppo noi siamo entrati dalla direzione opposta (Lozovac), arrivando in auto da Split.

Arrivati a Zadar, abbiamo depositato i bagagli e cercato un parcheggio vicino alla nostra stanza in modo tale da avere il tempo necessario per goderci il famoso tramonto sul lungomare. Famoso perché oltre ad essere un bellissimo tramonto, qui è stato costruito l’Organo Marino, il primo organo al mondo ad essere suonato dal mare. Sì, hai letto bene! Si tratta di un organo formato da 35 canne di diversa inclinazione, forma e lunghezza che grazie al moto ondoso dell’acqua producono suoni continuamente diversi, modulati secondo sette accordi e cinque tonalità. Cosa c’è di più straordinario della dolce luce del tramonto accompagnata dalla musica, suonata dalle onde?

Fate in modo di arrivarci mentre viene sera, poi chiudete gli occhi. Siamo sul molo di Zara, la meno nota fra le città d’oro del litorale croato, insieme a Spalato e Dubrovnik. Ancona è lì di fronte, superato l’Adriatico che qui scintilla calmo tra una miriade di isole. C’è una scalinata di pietra bianca, si sentono le voci di chi passa. Restate a occhi chiusi, però, e non abbiate fretta. La riconoscerete dopo un po’, dalla sua dolcezza. Ãˆ la sinfonia delle onde del mare, fatta di suoni lievi e malinconici.

http://www.vanityfair.it

Anche in virtù di tutto questo, tornano attuali le parole di Alfred Hitchcock, il quale, in visita in città nel maggio del 1964, rimase incantato ammirando il crepuscolo dalla sua stanza d’albergo. “Questo è il più bel tramonto del mondo” disse. Possiamo dargli torto?

Ma lo spettacolo continua… Poco lontano, infatti, il molo prende vita in un cerchio di luci colorate, soffuse, che illuminano la notte. Le luci si muovono e giocano, in armonia con i suoni del mare. Capita ogni sera e si chiama Saluto al Sole. Fino a qualche tempo fa, questo lato della città era una zona degradata e priva di ogni interesse; oggi, grazie all’opera dell’architetto croato Nikola BaÅ¡ić, il molo di Zara ospita due installazioni uniche, parte di un progetto di riqualificazione che ha dato all’area una nuova identità.

Parco Nazionale delle isole Kornati

Devi sapere che io a Zadar ero già stata circa 20 anni fa 😱 Ero stata in visita in città e avevo soggiornato sull’isola di Ugljan, approfittando poi della vacanza per visitare il Parco Nazionale delle isole Kornati. Così ho deciso di tornarci per ri-vedere insieme a @divenirio questo spettacolo della natura: + di 100 isole che coprono un’area di 320 kmq, comprese tra le isole Zirje, Dugi Otok o Isola Lunga e Pasman. Numeri a parte, parliamo di uno dei tratti di mare che attrae maggiormente i turisti di tutto il mondo, gli appassionati di immersioni e coloro che amano la natura incontaminata e selvaggia. Guarda il video 👇

Kornati – Mavic Pro – Video: @effegi PD

Avendo solo un giorno a disposizione, ho preferito affidarmi ad una delle classiche escursioni organizzate che si trovano facilmente a Zadar, anche se non sono stata completamente soddisfatta in quanto i punti del parco toccati non sono stati esattamente come li ricordavo. Peccato! Siamo però attraccati in un’area molto bella che comprendeva una scogliera panoramica da una parte e un lago salato dall’altra, dove siamo andati a fare un tuffo.

Hotel: in città abbiamo scelto come opzione di soggiorno una stanza in centro, dove abbiamo trascorso due notti. La camera si trova negli appartamenti Mareta Exclusive ed è veramente molto bella e moderna. Siamo stati accolti da un giovane ragazzo che ci ha spiegato in pochi minuti cosa visitare in città, dove mangiare e parcheggiare l’auto per spendere il meno possibile. Ci ha persino messo in contatto con la persona che ha organizzato poi l’escursione al parco delle isole Kornati. Servizio super, consigliato!

Consigli: una città molto carina che puoi aggiungere al tuo tour scendendo verso Split o risalendo verso Zadar è la cittadina di Trogir. Patrimonio Unesco dal 1997, è un vero gioiello medievale chiuso all’interno delle mura su un piccolo isolotto collegato alla terraferma. Oppure puoi decidere di allungare il tour e scendere ancora più a sud fino alla celebre città di Dubrovnik. Noi abbiamo preferito non rischiare a causa delle restrizioni imposte dalla situazione COVID-19 (per accedere alla città via terra è infatti necessario entrare in Bosnia per un certo tratto di strada, accesso che non era consentito ad agosto dal Governo Italiano), ma è una città che vale sicuramente una visita quando si è da queste parti in Croazia. Infine, per non farsi mancare nulla, fermati per un gelato in Slovenia, nella cittadina di Piran, prima di rientrare definitivamente in Italia.

Come prenotare: Booking, TripAdvisor.

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Vacanze di Natale a Malta

Dove: Isola di Malta 🇲🇹

Come: Viaggio di Natale, in coppia.

Quando: Natale 2019.

Budget: €€

Durata: 6 giorni.

Da qualche anno a questa parte, ogni Natale decidiamo di passare le festività fuori casa e in viaggio verso qualche nuova destinazione. Quando possibile, viaggiamo con la famiglia, in alternativa partiamo da soli, come in questo caso. Per il Natale 2019 abbiamo iniziato a pianificare e a pensare ad una possibile meta già prima dell’estate e durante la nostra ricerca abbiamo preso in considerazione diverse possibilità tra cui Dubai, Oman, Mosca, Giordania, Maldive (come per il Natale 2018, leggi l’articolo)… Tutto questo ovviamente prima del nostro super viaggio americano on the road dello scorso agosto (a proposito, se non lo hai ancora letto, lo trovi qui!), ma una volta rientrati e dopo aver stilato la lista di tutte le spese sostenute per la nostra bellissima (ma cara 🤑) esperienza made in USA, abbiamo deciso di orientarci verso una destinazione decisamente più economica. Periodo scelto: la settimana di Natale. Isole visitate: Malta, Gozo e Comino.

Malta

Abbiamo deciso di soggiornare sull’isola di Malta e precisamente a Sliema, una cittadina abbastanza movimentata e vicina alla capitale dell’isola, La Valletta (guarda la distanza). L’hotel scelto per la nostra vacanza è stato l’Azur Hotel By St Hotel – Gzira, un carinissimo hotel 3 stelle situato vicino al mare e prenotato tramite Booking.com (con pagamento in loco, scelta sempre molto comoda quando si prenota con largo anticipo). Carinissimo perché per essere un 3 stelle ⭐️⭐️⭐️ non mancava proprio nulla: la stanza era ampia e moderna, molto pulita e silenziosa (nonostante il nostro balcone guardasse direttamente sulla strada), il bagno abbastanza grande e con una bella doccia ampia. Abbiamo scelto la soluzione con colazione inclusa per non dover cercare ogni mattina un locale dove mangiare (anche se qui non mancano di certo) e devo dire che siamo rimasti soddisfatti. Plus: Sliema è una città perfetta da scegliere come base di appoggio per la scoperta dell’isola di Malta, i locali e i ristoranti abbondano così come i servizi barca e i tour organizzati per le altre isole. Inoltre è una località movimentata, non manca certo il divertimento, nemmeno in pieno inverno!

Prima della partenza abbiamo deciso di noleggiare un’auto tramite il servizio Ryanair e non potevamo optare per una scelta migliore. L’isola va decisamente esplorata da nord a sud, da est a ovest e l’auto è il mezzo ideale per questa stagione, per spostarsi praticamente ovunque, in totale autonomia. Ricordati però che qui si guida dalla parte opposta! Ops… 😅 Molte persone scelgono invece di muoversi tramite il servizio bus che percorre tutta l’isola, servizio che noi non abbiamo mai provato. Da quello che ho potuto vedere però sembra essere davvero efficiente.

Le tranquille stradine di Birgu
Le porte rosse di Malta

Cosa visitare a Malta? Sicuramente La Valletta, capitale dell’isola, con i suoi vicoli e i balconi in legno tutti colorati. Da non perdere i Giardini Barrakka da dove godere di una splendida vista sul Grand Harbour. Poi le Tre città, ovvero Bormla, Birgu e Isla, raggiungibili dalla capitale tramite traghetto in pochissimi minuti. Il paesino di pescatori di Marsaxlok, a sud, con le sue barchette colorate, ideale per un pranzo a base di pesce fresco. I Dingli Cliffs, le alte scogliere da dove puoi godere di un panorama mozzafiato e trascorrere dei momenti di relax a contatto con la natura selvaggia. Golden Bay, per ammirare dei tramonti da favola, sulla spiaggia sabbiosa. E ancora Mdina, l’antica capitale, detta anche la città silenziosa, che custodisce ancora le antiche dimore dei nobili di Malta, e poco distante la sorella Rabat, che un tempo formavano un’unica città, ora divise da un fossato. E infine una vera chicca per gli appassionati delle serie TV: lo sapevi che qui e in altre location dell’isola hanno girato alcune scene della prima stagione de Il Trono di Spade? 😍

I Luoghi di Game Of Thrones – Video: @Jessicalady

Una menzione particolare meritano i templi megalitici di Hagar Qim e Menaidra, riconosciuti come Patrimonio dell’UNESCO e che si dice siano addirittura più antichi del ben più noto sito di Stonehenge. Hagar Qim sorge sulla sommità di una collina e fu scoperto nel 1839. I reperti archeologici ritrovati nel tempio suggeriscono che venne costruito tra il 3600 e il 3200 AC, periodo noto come la fase Ggantija di Malta. A soli 500 metri di distanza, scendendo verso il mare, si trova invece il tempio di Menaidra, che si compone di tre edifici disposti a trifoglio e uniti da un piazzale principale. Ti consiglio di acquistare un’audioguida con solo 1 euro in più rispetto al costo del biglietto, utile per conoscere i dettagli della storia antica di Malta e di questi siti.

L’ultimo giorno di permanenza sull’isola siamo invece saliti verso nord per visitare il famoso Popeye Village. Un dettaglio curioso: il villaggio è nato come set cinematografico della produzione musicale del 1980 “Popeye” ed è diventato oggi una delle maggiori attrazioni turistiche di Malta, un vero parco divertimento dedicato soprattutto ai bambini. Noi abbiamo deciso di non entrare ma di ammirarlo dall’alto della scogliera per scattare qualche foto al tramonto (anche perché era ormai tardi e in inverno chiude alle 16:30!).

Gozo

Un giorno della nostra vacanza lo abbiamo interamente dedicato alla visita della vicina isola di Gozo. Per arrivare ci siamo imbarcati a nord di Malta e in circa 20 minuti siamo attraccati al porto principale. Abbiamo deciso di portare con noi anche l’auto, per essere liberi di girare in autonomia per tutta l’isola. Il costo del biglietto è di soli 20 euro (2 persone + 1 auto) e i traghetti operano 24 ore su 24. Davvero un servizio molto comodo (trovi tutte le informazioni sul sito della compagnia).

Cosa vedere a Gozo? Il mio consiglio è quello di girovagare per l’isola, il bello è anche un po’ perdersi nei paesini, osservare la lenta vita locale e soffermarsi sui particolari che attirano la tua curiosità. Presta solo attenzione alle strade perché a volte sono sterrate e con delle buche mica da ridere… 😲

Oltre al girovagare senza meta, sicuramente merita una visita la città di Vittoria (Rabat) e il suo Grand Castello, ovvero la cittadella fortificata. Restaurata recentemente, ospita al suo interno tutte le maggiori attrazioni storico-culturali di Gozo tra cui la Cattedrale dell’Assunta e vari edifici storici, diventati oggi una serie di musei.

La Cittadella
Le mura

Se capiti a Vittoria verso l’ora di pranzo ti consiglio di fermarti per un panino o un piatto caldo da Cafe Jubilee, direttamente sulla piazza della città. Un piccolo pub in stile inglese molto carino e confortevole!

Dopo un po’ di storia e cultura è il momento di tornare nella natura! Ci siamo così diretti verso la famosa Finestra Azzurra, purtroppo crollata nel 2017 a causa dell’erosione del mare, ma comunque da vedere (leggi l’articolo). Si trattava di un arco naturale, piatto in cima, che si trovava sul mare a Dwejra. Ora quello che si può ammirare è solo la parte restante della roccia attaccata alla terraferma, ma il sito è comunque un punto panoramico che vale una sosta.

Quel che rimane della Finestra Azzurra
Mare a Dwejra

Comino

Una volta tornati al porto di Gozo ci mancava solo un’isola da visitare: la piccola Comino. Dopo il nostro girovagare senza meta sull’isola siamo tornati a MÄ¡arr, ormai quasi al tramonto… ma non avevamo altra occasione se non questa per visitare l’isoletta e la famosa Laguna Blu. Così abbiamo deciso di unirci ad un piccolo gruppo in barca che stava ritornando a Malta e di fermarci qualche minuto a Comino. Sicuramente la versione estiva della celebre laguna è diversa rispetto a quella invernale, ma l’isola essendo disabitata e praticamente wild ha comunque sempre il suo fascino, anche in dicembre. La barchetta ci ha lasciati a Comino per circa 20 minuti, il tempo per un breve giro e qualche foto. Il tramonto però ha sempre un sapore speciale quindi ne è valsa la pena, anche se per poco. Il mare qui è davvero azzurro e il fondale sabbioso molto chiaro. Uno spettacolo della natura!

Laguna Blu

Tips: visita Malta in bassa stagione o nei periodi di minore affollamento e te ne innamorerai! Le città e i siti sono tranquilli, il traffico è gestibile e le temperature miti (a Natale ci sono stati sempre circa 15-17 gradi). Inoltre si tratta di una destinazione abbastanza economica, quindi perché no? Attenzione solo al vento invernale che in certi punti, soprattutto in prossimità delle scogliere, può risultare forte e fastidioso. Quindi sì a vestiti più leggeri rispetto al freddo di Milano, ma sciarpa e cappello sempre! 🤠

Come prenotare: Booking, SkyScanner, TripAdvisor.

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Stati Uniti on the road

Dove: California, Nevada, Utah e Arizona, Usa 🇺🇸

Come: Viaggio di coppia, fai da te.

Quando: Agosto 2019.

Budget: €€€

Durata: 20 giorni.

Voli: Swiss Air, un solo scalo a Zurigo, durata volo 12 ore circa. I voli sono stati acquistati a febbraio per agosto.

Visto: per entrare negli USA serve l’Esta (Electronic System for Travel Authorization), lo puoi richiedere in autonomia, collegandoti al sito.

Un viaggio on the road di 3 settimane tra California, Nevada, Utah e Arizona. Da quanto tempo lo sognavo? Tantissimo, soprattutto per riuscire a vedere con i miei occhi tutti quei luoghi che avevo visto fino a quel momento solo nei film o nelle serie TV. Eppure non mi ero mai veramente interessata ad organizzare un on the road di questa portata fino a che, verso la fine del 2018, fantasticando sul viaggio dell’estate, Davide non mi ha chiesto Andiamo in America? (è vero, ultimamente sta decidendo sempre lui le mete dei nostri viaggi! 🙃 vedi Zanzibar e Maldive). E così, verso fine ottobre 2018, ho iniziato a spulciare gli hotel e a buttare giù un possibile itinerario… ed eccolo qui!

USA on the road: itinerario di viaggio

C’è così tanto da raccontare e così tanto da consigliare! Questo sarà un resoconto di viaggio un po’ diverso dagli altri vista la mole di informazioni che scriverò qui sotto… Ma andiamo per ordine e iniziamo con la prima città, nonché tappa di arrivo e di partenza del nostro tour americano 🇺🇸.

Los Angeles

LA, ovvero la città degli angeli. Non avevo grandi aspettative prima di arrivare, è vero parliamo della California, quella che tutti sognano di visitare almeno una volta nella vita, eppure più volte avevo sentito parlare male della città, non volevo quindi essere delusa. Invece devo dire che l’ho apprezzata e amata, non tanto come grande città, quanto come insieme di quartieri differenti, a tratti strani, ma tutti assolutamente da scoprire, quasi delle piccole cittadine a sé stanti. Ci abbiamo dedicato in totale 4 giorni. Troppi? Troppo pochi? Per noi, il giusto. Il primo giorno è praticamente volato via tra ritiro bagagli, ritiro auto, ricerca della strada verso l’hotel… e poi cerca di ambientarti nelle enormi highways americane 🤪… E così ci è rimasta praticamente solo la serata libera che abbiamo dedicato ad un primo assaggio di America, con un hamburger da In-n-out.

Per le strade di LA

Nei tre giorni successivi invece siamo stati rispettivamente a Downtown, Hollywood, Beverly Hills, Malibu, Santa Monica, Venice Beach. E per finire, gli Universal Studios.

Downtown non è niente di che, la vedi perché a mio avviso non puoi non andarci visto che sei in città, ma non ha molto da offrire. Inoltre non c’era quasi nessuno per le strade… forse perché era agosto? Non lo so, ma so per certo che qui troverai parcheggi salati e cappuccini altrettanto cari 😂 Merita una menzione il Grand Central Market, il mercato coperto che ho trovato interessante e che avrei scelto volentieri per un pranzo o una cena se fossi stata in zona nei giorni successivi (purtroppo non è successo).

Nel pomeriggio ci siamo spostati sulla Walk of Fame, in zona Hollywood, per una passeggiata sulla famosa strada delle stelle. Stelle che a stento riconoscevo, ma la Walk è abbastanza lunga e a mano mano che ti avvicini al centro della via e al Teatro Cinese spuntano i nomi più interessanti e conosciuti. Anche qui conti salati, anche solo per una birra, ma siamo in America no?

La giornata non era ancora finita, avevamo ancora una zona della città da visitare per quel giorno: Beverly Hills! Forse il mio quartiere preferito, molto ordinato e pulito, con queste stupende ville una a fianco all’altra e tutte così diverse. Ovviamente non poteva mancare una passeggiata a Rodeo Drive… ricordi il famoso film con Julia Roberts? Ormai si era fatta sera e per cena ci siamo spostati su Sunset Boulevard, da Mels, locale in stile anni ‘50 trovato grazie ai post di Alessia Marcuzzi (che è stata qui qualche giorno prima di noi).

Pretty Woman goes shopping

Malibu, Santa Monica e Venice Beach

Il giorno 3 lo abbiamo dedicato alle famose spiagge della California! ☀️ Sveglia di mattina presto e via di corsa sulla Highway che costeggia l’oceano. La prima destinazione della giornata è stata Malibu, la più lontana da LA, ma avevo deciso di allungare la strada la mattina per poi tornare indietro la sera, per essere così al tramonto in zona Venice (scelta che ti consiglio). Malibu è una zona tranquilla caratterizzata da ville grandi e piccole a ridosso della spiaggia (probabilmente di proprietà di qualche star di Hollywood), qualche ristorante (tra cui il famoso Nobu) e un pontile dove fare una passeggiata fino alla fine, dove troverai un delizioso locale ideale per un pranzo o una colazione (cara ovviamente 🤑 ma deliziosa!), il Malibu Farm Pier Cafe. Diciamo un primo assaggio di California.

Malibu Pier

Tornati in auto, ci siamo spostati verso la seconda meta della giornata, Santa Monica. Una enorme spiaggia di sabbia dorata con al centro il famoso Pier. Sicuramente l’avrai visto in numerosi film: un molo lunghissimo con sopra niente meno che un intero luna park! Musica, cibo, personaggi strani… e in fondo una bellissima sorpresa (vedi foto qui sotto)! Lo sapevi che in questo punto termina la famosa Route 66?

Terza e ultima tappa della nostra giornata a tema mare, Venice Beach, ovvero la nostra spiaggia preferita dove abbiamo trascorso il pomeriggio fino al tramonto. L’atmosfera qui è davvero speciale: innanzitutto ricorda molto Baywatch e già questo ci ha gasato tantissimo, inoltre ci sono un sacco di locali e negozi lungo la spiaggia dove poter fare una passeggiata o bere qualcosa. Infine lo skate park: quanto sono cool i ragazzi che si lanciano sulla tavola inscenando mille acrobazie?

Tramonto californiano

L’ultimo giorno a LA lo abbiamo dedicato principalmente agli Universal Studios. Avevo acquistato il biglietto qualche giorno prima della partenza, direttamente dal sito Get Your Guide, e alle 8:30 della mattina eravamo già pronti ad entrare nel parco. Fortunatamente non abbiamo trovato code, siamo entrati senza aspettare troppo e all’interno la giornata è trascorsa senza intoppi. Consiglio quindi di arrivare presto per non incappare nella ressa (e di andare magari in settimana, per evitare le lunghe code del weekend). Verso il tardo pomeriggio abbiamo deciso di uscire dal parco e avendo ancora qualche ora prima del tramonto a nostra disposizione le abbiamo dedicate alle colline di Hollywood (e devo ammettere che dopo una giornata frenetica passata agli Studios è stato davvero rilassante camminare un po’ nella natura). Abbiamo lasciato l’auto sotto le colline e siamo saliti a piedi attraversando un bel parco, fino in cima all’Osservatorio Griffith. Il panorama da qui è davvero stupendo! Consiglio di portare sempre con sé una felpa, verso il tramonto l’aria diventa fresca.

Hotel: abbiamo soggiornato 4 notti all’Hollywood Inn Suites, una nuova struttura con camera molto grande e un lettone super comodo. Arredamento moderno, parcheggio gratuito e cappuccino gratis ogni mattina! Ci siamo trovati molto bene, nulla da dire. L’unica pecca forse la posizione un po’ decentrata (vicino alla zona aeroporto), ma alla fine a Los Angeles tutto è lontano da tutto, l’auto serve per raggiungere qualsiasi punto della città. Attenzione al traffico…

Sequoia National Park

Se entri nel sito leggi in prima pagina “A land of Giant” e in effetti è davvero così, qui vivono i giganti! Ma andiamo per gradi… Dopo aver lasciato la città di LA ci siamo diretti verso quella che sarebbe stata la nostra seconda destinazione del tour ed il nostro primo parco: il Sequoia National Park. Dopo circa un paio d’ore alla guida ci siamo fermati nella cittadina di Bakersfield (dove avevamo prenotato l’hotel per la sera) per lasciare i bagagli più pesanti, ma siamo subito ripartiti con destinazione il parco (che dall’hotel distava ancora circa un paio d’ore d’auto. Sì, le distanze in America sono enormi!). All’ingresso abbiamo deciso di acquistare il pass annuale ovvero la card America the Beautiful: con un costo di 80$ ti permette di entrare nei parchi americani (ti conviene farla per risparmiare solo se nel tuo on the road inserisci almeno 3 parchi).

I giganti

Il parco lo si gira in auto o almeno fino in quota dove si raggiunge la Giant Forest, casa delle sequoie. L’impatto è davvero forte e le sequoie sono davvero… giganti! E’ incredibile pensare che questi alberi si trovano solo qui, in questa area della Sierra Nevada. Il parco è ben organizzato, è possibile guidare fino alle principali aree di interesse oppure usufruire del servizio navetta gratuito. Passeggiare in questo ambiente naturale, ammirare le sequoie, osservare gli scoiattoli e godere del clima mite della montagna è stato davvero molto, molto rilassante (e rigenerante).

Sequoie giganti

Hotel: come anticipato prima, abbiamo soggiornato nella cittadina di Bakersfield. Abbiamo scelto questo punto d’appoggio in quanto a metà strada tra il Sequoia National Park e la nostra tappa successiva, la Death Valley (guarda qui). Essendo arrivati la sera, non abbiamo visitato nulla della città, se non il ristorante per la cena (il mitico Denny’s, che come dice la mia amica @Ilaria, molto spesso in America ti salva la vita e il portafogli!). L’hotel scelto per questa tappa è stato La Quinta by Wyndham Bakersfield North. Ho dato un bel 10 a questa struttura: il personale è stato sempre molto gentile e disponibile con noi, oltre che sempre sorridente, la camera era grande e molto pulita, il parcheggio gratuito e la colazione inclusa. Ben fatto La Quinta!

Death Valley

Durante un on the road non c’è mai tempo da perdere, si deve procedere spediti secondo il programma prestabilito… e così il giorno successivo siamo ripartiti di buon’ora, destinazione Death Valley! Anche in questo caso il parco lo si attraversa completamente in auto in primis perché è immenso, ma soprattutto perché le temperature sono davvero molto alte, almeno in agosto. Curiosità: il picco di temperatura massima del parco si è avuto il 16 settembre 1913 quando sono stati registrati ben 56,7 °C! La Valle della Morte si trova ancora in California, ma termina in Nevada quindi una volta usciti abbiamo cambiato stato per la prima volta durante il nostro viaggio.

L’ingresso della Valle della Morte

Inutile dire che anche questo parco è organizzato molto bene: strade ben segnalate, pulite e praticamente perfette, servizi wc presenti anche in queste aree deserte (tutti i parchi americani sono molto, molto puliti e organizzatissimi!). La Death Valley mi è piaciuta molto perché presenta delle zone molto diverse tra loro: ci sono le dune di sabbia, le rocce colorate, il Badwater Basin ovvero un bacino di un grande lago preistorico prosciugato posto nel punto più basso del Nord America (ben 86 metri sotto il livello del mare)… Qui è dove abbiamo registrato la temperatura più alta di tutta la vacanza, 50 gradi! 🥵 Importante ricordare che: ci sono solo un paio di pompe di benzina nel parco, forse tre, meglio arrivare con il pieno alla macchina; sempre al centro della Valle si trova un’oasi dove è possibile acquistare qualcosa di fresco e qualcosa da mangiare (noi ci siamo presi dei panini e un gelato) ma per il resto tutto deserto!

50 gradi e sentirli tutti!

Hotel: ti ho detto prima che uscendo dalla Death Valley si entra in un nuovo stato, il Nevada. Abbiamo deciso quindi di dormire nella prima cittadina superato il confine, Beatty, una piccola città da vero film made in USA! L’hotel scelto per questa pausa è stato in realtà un motel, il Death Valley Inn & RV Park. L’ho trovato molto carino e poi ci piaceva l’idea di provare finalmente un motel americano. Stanza grande, pulita, colazione non inclusa (non viene servita in questa struttura) ma nessun problema: difronte c’è un locale vintage chiamato Mel’s (non è lo stesso di LA) che è stato perfetto per la nostra breakfast americana. Sempre qui a Beatty ti segnalo un saloon dove cenare: l’Happy Burro Chili and Beer. Ricordo ancora oggi l’atmosfera rilassata che si respirava qui e la tranquillità della gente del posto. Senza dimenticare che fuori dalle grandi metropoli costa tutto molto meno, eravamo felici di poter spendere i nostri dollari con tranquillità! 😀

Las Vegas, baby!

Finalmente era giunta l’ora di dirigersi verso una delle città che più avevo voglia di visitare, Las Vegas. Dopo circa 3 ore di guida nel nulla che più nulla non si può, sulla strada si apre una valle e si intravedono i primi grattacieli. Da questo punto in poi tutto diventa esagerato: hotel che sembrano mini città, palazzi stranissimi, personaggi in costume che girano per le strade, caldo, luci, suoni, casinò e fontane danzanti! Benvenuti a Las Vegas! Come prima cosa siamo andati alla ricerca del nostro hotel e del parcheggio (che non è una cosa così semplice visto il traffico) e successivamente ci siamo diretti verso il check in per lasciare i bagagli e partire così alla scoperta della città. L’hotel che abbiamo scelto è stato il Flamingo, struttura consigliata da amici e con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Mi è piaciuto subito perché è un hotel tutto pink 💓e con all’interno una piccola riserva naturale dove ci sono dei veri fenicotteri rosa! La camera era ampia il giusto, ben arredata e ovviamente pulita… ma la vera chicca è stata la favolosa vista sulla Strip e sul Caesars Palace. Inoltre l’hotel ha qualcosa di storico, essendo stato uno dei primissimi casinò ad essere costruito a Las Vegas. Consiglio di passare un pomeriggio in piscina per qualche ora di relax e per gustare un big Margarita (pagato ben 27$!).

Flamingo by night
Pool Party & Margarita

A Las Vegas siamo stati 2 notti perché non volevamo correre subito verso la tappa successiva e anche perché da questa città potevamo raggiungere lo Zion Park… ma non ci sono solo parchi vicino a Las Vegas, c’è anche qualcosa di diverso che ha stuzzicato subito la nostra curiosità. La famosa Area 51! 👽Cosi, abbiamo deciso di mettere in pausa per un giorno la natura (lo Zion lo vedremo la prossima volta) e di andare alla ricerca di alieni. In due ore circa di auto – nel nulla (che strano) – si arriva a quella che è stata definita la Extraterrestrial Highway, ovvero la strada che porta ad un paesino dimenticato dal mondo, Rachel, e ovviamente all’ingresso dell’Area 51.

Sulla strada troverai: un capanno adibito a museo/negozio di souvenir con all’esterno un alieno gigante, il cartello stradale che segnala l’inizio della strada dove scattare una fotografia, un locale/hotel/hamburgeria a tema alieni (carino ed economico) e ovviamente l’ingresso dell’Area 51 (che altro non è che un cancello con infiniti cartelli di divieto e telecamere ovunque). Vale la pena? Per noi sì, è stato strano essere lì fisicamente in quella famosa area così misteriosa ed osservare i caccia che volavano radenti la valle. Sulla via del ritorno abbiamo poi deciso di allungare un po’ la strada e arrivare fino alla Hoover Dam (se hai visto il film Transformers sai di che cosa sto parlando). Un consiglio: la diga si trova al confine tra due stati, il Nevada e l’Arizona. Il parcheggio in Nevada costa qualcosa come 10$ mentre in Arizona è gratuito…

Diga di Hoover

Monument Valley, Horseshoe Bend e Lake Powell

Ciao ciao deserto del Nevada 🌵 è tempo di continuare il tour verso la famosa Monument Valley e di sconfinare ancora una volta in un nuovo stato, in questo caso l’Arizona. Questo tratto di strada è stato il più lungo tra tutti quelli affrontati perché dovevamo arrivare prima di tutto fino alla città di Page (in circa 4 ore) e poi da lì proseguire verso la Monument Valley che altrimenti non avremmo visto. 6 ore in totale per raggiungere la riserva indiana ed entrare finalmente nella valle. La Monument Valley è uno dei simboli degli Usa occidentali e si trova al confine tra due stati, Utah e Arizona, in un’area abbastanza isolata che dista più di 70 km dalla cittadina più vicina, Kayenta. Anche in questo caso, la valle si visita in auto e man mano che si arriva in prossimità dei punti più interessanti è possibile fermarsi e fare qualche passo nell’area o scattare qualche fotografia.

Monument Valley

Ti consiglio di restare qui fino al tramonto per godere dello spettacolo della luce sulla terra rossa. Se vuoi, è possibile dormire all’interno della valle, presso l’hotel The View. Attenzione perché questo parco non è coperto dal pass America the Beautiful in quanto riserva indiana; è necessario acquistare il biglietto d’ingresso in loco oppure online (ingresso standard a 20$).

Tornati a Page, il giorno successivo abbiamo suddiviso il tempo a nostra disposizione in tre attività: mattina Horseshoe Bend, mezzogiorno Antelope Canyon e pomeriggio Lake Powell. È tutto molto vicino, nei pressi della cittadina, motivo per il quale è stata scelta per il nostro stop di due notti.

Horsehoe Bend
Antelope Canyon
Relax al Lake Powell

Una menzione particolare merita l’Antelope Canyon, un canale di sabbia scavato dalla forza delle acque e percorribile a piedi insieme ad una guida Navajo. I giochi di luce e ombre al suo interno sono incredibili, cerca di prenotare il tour intorno a mezzogiorno, l’orario migliore. Anche in questo caso il biglietto si acquista a parte, online, ed è necessario muoversi per tempo, anche un anno prima, i posti vanno letteralmente a ruba!

Hotel: come anticipato, abbiamo dormito a Page, in Arizona. L’hotel che abbiamo scelto è stato il Days Inn & Suites by Wyndham Page Lake Powell. Avevamo una stanza grande con due letti da una piazza e mezza. La colazione era inclusa e come sempre pulizia impeccabile. La struttura è dotata di una piscina che non abbiamo però utilizzato, in quanto durante il nostro pomeriggio libero abbiamo preferito fare un tuffo al Lake Powell. Anche questo hotel approvato a pieni voti!

Grand Canyon

La tappa successiva è stata di sicuro la mia preferita per quanto riguarda i parchi naturali, finalmente siamo arrivati al Grand Canyon National Park. Partiti da Page, abbiamo percorso una strada di circa un paio d’ore fino ad arrivare all’ingresso nord del Canyon. La strada di per sé è stata molto bella in quanto ci ha permesso di passare dal panorama roccioso e arido di Page fino ad una vera e propria foresta. Il cambiamento non è stato solo di scenario ma anche di temperature: in poche ore siamo arrivati a soli 20 gradi (eravamo partiti da 35…)! Abbiamo deciso di fermarci nella parte nord del parco per godere di un giorno off, senza wifi, senza troppe persone intorno, solo natura all’interno di un vero e proprio bosco, quello che caratterizza appunto la parte nord del Canyon. Qui abbiamo dormito una notte al Grand Canyon Lodge North Rim, un insieme di carinissime casette di legno dislocate nella foresta. Anche in questo caso le stanze vanno prenotate per tempo, noi ad esempio abbiamo riservato la camera già a febbraio per agosto.

Grand Canyon Nord

Qui abbiamo dedicato la nostra giornata ad una passeggiata fino ai punti panoramici più belli e ad una escursione in auto per raggiungere le aree più distanti dal Lodge che meritano di sicuro una visita. La parte nord del Grand Canyon non è molto affollata, si vive veramente a contatto con la natura (e con gli scoiattoli!) e ci si disconnette da tutto (il wifi non c’è e il telefono non prende). E’ stato stupendo ascoltare il vento, ammirare questo spettacolo della natura, osservare il tramonto e la sera l’immensità della via lattea… Consiglio anche di cenare presso il ristorante del Lodge, molto carino e dotato di vetrate a strapiombo sul Canyon. Un po’ caro rispetto ai soliti ristoranti, ma vale la pena per chiudere in bellezza una giornata perfetta.

In realtà la visita nel Grand Canyon non era ancora finita, infatti il giorno seguente dal nord siamo passati al sud. Guardando sulla mappa noterai che l’ingresso nord e quello sud, in linea d’aria, non sono poi così distanti… in realtà per raggiungere la parte più meridionale del parco devi calcolare almeno 3 ore di strada perché dovrai costeggiare il Canyon fino al raggiungimento dell’ingresso successivo.

Grand Canyon National Park

Noi abbiamo deciso di entrare da est e percorrere la famosa Desert View che costeggia la parte sud del Canyon, fino al Visitor Center. Anche in questo caso ci siamo fermati nei punti più importanti per dare un’occhiata e per scattare qualche foto ricordo.

Hotel: il secondo hotel che abbiamo dedicato al Grand Canyon in realtà si trovava fuori, a circa un’ora di distanza, nella cittadina di Flagstaff, il Little America. Super consigliato: per la pulizia, per la bellezza della struttura, per la piscina comoda per un tuffo rinfrescate dopo il tour del parco, per il servizio e la modernità della camera 😍 Voto 10+.

Route 66

Arrivare a Flagstaff significava per noi solo una cosa: percorrere la famosa Route 66! Per chi ancora non lo sapesse, la strada più famosa d’America si estende fra Chicago e Santa Monica e può essere percorsa da Ovest a Est (partendo da Chicago) o da Est a Ovest (partendo da Santa Monica. Ricordi la nostra foto sul famoso Pier?). Purtroppo la Route 66 ufficialmente non esiste più, in quanto alcuni tratti sono stati assorbiti dalla moderna Interstatale 40. Per questo è importante prestare particolare attenzione ai cartelli stradali e ogni qualvolta si avvista il riferimento alla strada storica è necessario svoltare e uscire. Sulla Route 66 sono 4 i punti che ti segnalo e che abbiamo visitato personalmente: Flagstaff, Williams, Seligman e Oatman.

Flagstaff è stata la nostra città di partenza, dove abbiamo trascorso anche una notte. Ti consiglio sicuramente una sosta in quanto si tratta di una cittadina americana molto caratteristica e piacevole da visitare. Williams si trova subito dopo Flagstaff (sulla strada verso la California per intenderci) e merita un pit stop, magari per il pranzo come abbiamo fatto noi. Le tappe più interessanti sono però state le due successive, Seligman e Oatman. La prima in quanto si narra essere la città che ha ispirato il famoso film animato Cars, la seconda perché rappresenta una vecchia città mineraria, in stile western, semi abbandonata, ora popolata da simpatici burros (asini) che circolano liberi per le strade. Consiglio di arrivare qui entro le ore 17:00 per trovare i negozi e i ristoranti aperti. Purtroppo al nostro arrivo era già tutto chiuso e la città sembrava quasi abbandonata, un che di spettrale ma affascinante al tempo stesso!

Sulla strada verso la destinazione successiva non perdere poi lo spettacolo del tramonto, nel pieno deserto del Mojave.

Sunset lovers

Hotel: abbiamo passato la notte presso il Days Inn by Wyndham Lake Havasu, nella città di Lake Havasu. Non consiglio né la città, né l’hotel, ma avevamo necessità di spezzare il tragitto e di fermarci per la notte prima di ripartire verso la California.

Joshua Tree (and back to California!)

Siamo quasi giunti al termine del nostro viaggio americano on the road. Ultimo parco sulla lista: il Joshua Tree National Park. Da Lake Havasu City ci siamo diretti verso ovest, per rientrare ancora una volta in California. Prima di raggiungere la nostra destinazione finale (San Diego), ci siamo fermati per qualche ora all’interno del parco, che prende il nome dell’albero che lo caratterizza. Si tratta di una pianta appartenente al genere dello Yucca, detta anche “albero di Giosuè” in italiano. Il nome Joshua Tree fu dato infatti da un gruppo di coloni mormoni che attraversarono il deserto del Mojave nella metà del XIX secolo. La particolare forma dell’albero ricordò loro una storia della Bibbia nella quale Mosè alzava le braccia al cielo per pregare e solo quando le sue braccia erano alte, Giosuè ed il suo esercito vincevano (Fonte: Wikipedia). 

Il Joshua Tree

Si tratta di una regione assolutamente selvaggia ma comunque non così lontana dalla civiltà, visto che Palm Springs si trova a 50-60 km ad ovest. All’interno del parco ti segnalo alcuni punti da visitare: in primis, il Cholla Garden, caratterizzato da una distesa infinita di cactus, poi la Skull Rock, roccia a forma di teschio come dice il nome stesso, tappa obbligatoria per qualche foto. Infine, tutti i Joshua Tree che caratterizzano questo territorio e che si estendono a perdita d’occhio nella valle. C’è da dire che dopo aver visto tutti i parchi precedenti, quest’ultimo non ci sembrava niente di che, ma essendo sulla strada verso la costa ed essendo compreso nella tessera parchi, perché non visitarlo? Curiosità: i paesaggi del parco sono stati fonte di ispirazioni per numerosi artisti, tra cui gli U2 che hanno intitolato il loro album (1987) The Joshua Tree, scattando qui la foto della copertina.

San Diego

Siamo arrivati all’ultima tappa del nostro viaggio, la città di San Diego. Bella, pulita, grande ma non troppo, ottimi locali, bellissime spiagge dove rilassarsi e aspettare il tramonto. Si capisce che abbiamo amato San Diego? 🧡Siamo rimasti qui per 4 giorni, per rilassarci dopo tutte le miglia percorse e goderci un po’ di mare prima del rientro in Italia. Il primo giorno è praticamente volato via velocemente, visto che siamo arrivati nel pomeriggio e ci siamo dedicati qualche ora di relax in piscina, per riprenderci dal caldo del deserto e dalle ore trascorse in auto. Il primo è stato anche il giorno con il tramonto più bello, San Diego ci ha accolti davvero nel migliore dei modi!

La sera ci siamo invece dedicati alla visita della parte più vecchia della città, la Old Town, poco distante dal nostro hotel (ma sempre raggiungibile solo in auto, queste città americane non sono vivibili a piedi a causa delle enormi distanze tra i diversi quartieri). Qui mi sento di consigliare la Fiesta de Reies, un ristorante in perfetto stile messicano al centro della Old Town dove si fa festa tutte le sere, si beve tequila e si gustano enormi burritos!

Finalmente avevamo a disposizione tre giorni per un po’ di vita da spiaggia. Ecco le zone di San Diego che abbiamo visitato. La Jolla, un’elegante area sul mare nota per la sua costa rocciosa. I punti d’interesse principali sono La Jolla Cove, la baia composta da rocce e sabbia granulosa, e Seal Rock, con i leoni marini e le foche che si stendono sugli scogli per prendere il sole (puoi avvicinarti e scattare foto… ma che puzza!). La Jolla Cove Ã¨ una riserva ecologica di 6000 acri con quattro habitat da tutelare; per questo motivo non è possibile pescare, raccogliere conchiglie, utilizzare materassini, praticare kayaking o surf. Proseguendo in direzione nord, si incontra però La Jolla Shores, una lunga spiaggia sabbiosa di oltre un chilometro e mezzo dove è possibile nuotare in acque tranquille e praticare tutte le attività legate al mare.

Leoni marini al sole
Operazione abbronzatura!

The Mission Beach, ovvero una spiaggia molto simile a Venice a Los Angeles. Questa zona ci è piaciuta davvero molto, tanto che ci siamo tornati più volte, sia per la spiaggia in sé, che per i locali lungo l’oceano, dove gustare una birra ghiacciata al tramonto, ma soprattutto per la vita che ruota attorno a questo luogo. Qui puoi osservare persone di qualunque tipo: giovani coppie innamorate, famiglie, sportivi, fotografi, amanti del surf… per non parlare dei tramonti, i migliori! A ridosso della spiaggia si trova inoltre il Belmont Park, un piccolo parco divertimenti con montagne russe di legno costruite nel lontano 1925.

Coronado Beach, definita da molti come la più bella spiaggia degli Stati Uniti. In effetti è molto bello e rilassante passeggiare lungo questo tratto d’oceano e osservare le perfette ville californiane che si stagliano lungo la costa (ci sono case che costano milioni di euro qui, le ho cercate così giusto per informazione 😅). Il quartiere è molto ordinato e pulito, le case sono perfette, la spiaggia in ordine… un luogo tranquillo dove trascorrere qualche ora di puro relax. Sicuramente merita una menzione il famoso Hotel Coronado: costruito nel 1888 e dichiarato monumento storico nazionale nel 1977, è un vero e proprio tesoro americano, scelto da celebrità, dignitari e presidenti degli Stati Uniti. E’ stato protagonista nel 1959 del film A qualcuno piace caldo di Billy Wilder, con Marilyn Monroe, Tony Curtis e Jack Lemmon.

E per finire, Imperial Beach, una lunga e ampia spiaggia con protagonista un lungo molo. Questa è stata la spiaggia che ci è piaciuta di meno, in quanto un po’ decentrata (si trova praticamente al confine con il Messico) e quando ci siamo stati noi era anche poco frequentata. In realtà, più che una semplice spiaggia si tratta di una cittadina vera e propria e si trova a circa 30 minuti da San Diego.

Hotel: a San Diego abbiamo alloggiato 4 notti al The Atwood Hotel, un hotel davvero molto carino. La stanza era grande – come al solito – pulitissima e ben ordinata. Dava proprio la sensazione di essere in una località di mare. La struttura ricorda molto quella di un motel, per cui ogni stanza si affaccia direttamente sul cortile e sulla piscina e le auto vengono parcheggiate direttamente sotto. Appena arrivati, i ragazzi alla reception ci hanno accolti con il sorriso, ci hanno dato qualche consiglio su come visitare la città e si sono resi disponibili a cambiarci stanza se quella assegnata non risultava essere di nostro gradimento. Hotel assolutamente approvato! Purtroppo la colazione non veniva servita, ma nessun problema: al centro del cortile c’è un locale dove poter gustare degli ottimi pancakes (e dove ordinare anche una pizza, la sera).

The Atwood Hotel
@divenirio and the pool

Una nota particolare la voglio dedicare al Noble Experiment, uno speakeasy nascosto nel cuore della downtown di San Diego. E quando scrivo nascosto intendo per davvero! Trovarlo non è stato per niente facile, si trova infatti all’interno di quello che sembrava essere un finto ristorante e per accedere abbiamo dovuto varcare una porta segreta. Esclusivo, nascosto, sorprendente, un locale super dove gustare degli ottimi cocktails.

Mexico!

… ma a proposito: vuoi non farti mettere il timbro messicano sul passaporto?? Uno degli ultimi giorni a nostra disposizione in città abbiamo deciso di passare il confine e visitare la prima città messicana vicina a San Diego, Tijuana. Nel 1848, in seguito alla Guerra messicano-statunitense, il Messico perse l’Alta California e la città cominciò a cambiare il suo volto, divenendo un importante centro al confine con gli Stati Uniti. Quindi perché non visitarla? Devo ammettere che inizialmente ero un po’ titubante, leggendo i vari post in rete avevo infatti trovato pareri discordanti su questa gita di un giorno. Però la curiosità era forte e sapere di poter entrare in suolo messicano anche solo per un giorno ci affascinava. Mi sono decisa dopo aver chiesto informazioni alla receptionist (messicana) del nostro hotel, la quale ci ha rassicurati e ci ha comunicato che è una prassi comune andare a Tijuana solo per una gita, partendo da San Diego. Ci siamo così convinti e siamo partiti! 🇲🇽

Oltre il muro

Come passare il confine? Semplice: parcheggia l’auto nell’ultimo outlet di San Diego, attraversa la strada, entra al controllo passaporti… e il gioco è fatto! Non abbiamo trovato particolari code e così siamo entrati facilmente in suolo messicano. Meglio attraversare il confine in auto o a piedi? A piedi, assolutamente. Prima di tutto perché l’assicurazione USA non copre eventuali danni provocati o subiti in Messico, in secondo luogo per evitare il traffico e i lentissimi controlli delle auto.

Dal confine ho letto che molti chiamano un taxi per arrivare in centro, noi in realtà ci siamo andati a piedi, in 5 minuti eravamo lì. Ammetto che arrivando dagli Stati Uniti l’impatto con questa città è stato forte, nel senso che la differenza si nota, lo sporco è ovunque e così il degrado degli edifici e delle strade. Però chi mi segue sa che amo questi paesi e infatti non ho avuto problemi ad ambientarmi fin da subito! Quindi, cosa vedere a Tijuana? Principalmente le cose da fare sono: passeggiare sulla Avenida Revolucion dove troverai infinite farmacie, ristoranti e negozietti di souvenir; visitare la Catedral de Nuestra Señora de Guadalupe e il mercato coperto lì vicino. Infine, fare un salto da Caesar’s, casa della leggendaria Caesar’s Salad. Si narra infatti che Cesare (un italiano) inventò l’insalata a casa sua a Tijuana nel fine settimana del Giorno dell’Indipendenza, nel 1924. Noi l’abbiamo assaggiata, dopo che un cameriere l’ha letteralmente composta davanti ai nostri occhi, spiegando ogni ingrediente e ogni step di preparazione. Ah, ovviamente qui costa tutto meno (olè).

Consigli: tirate le somme a fine avventura, ecco i miei consigli per un viaggio on the road in America!

Auto: da casa, abbiamo prenotato l’auto di fascia media direttamente online, dal sito Avis. Una volta in loco, abbiamo chiesto se fosse possibile avere una macchina di categoria superiore ad un prezzo contenuto. Le offerte ci sono quasi sempre: abbiamo così ottenuto una Mustang a soli 300$ in più rispetto alla nostra scelta originaria. E devo ammettere che percorrere le strade USA con una macchina americana fa la differenza…

Patente internazionale: da quello che abbiamo potuto verificare non serve, noi l’abbiamo fatta per scrupolo e per evitare eventuali problemi (non ci hanno mai fermato comunque).

Itinerario: perché abbiamo tralasciato San Francisco? In una prima fase avevo incluso un paio di tappe in più, ovvero da Los Angeles a San Francisco, passando sulla bellissima costa pacifica, e da San Francisco allo Yosemite National Park. Purtroppo però questo avrebbe significato correre in tutte le tappe successive e magari ridurre le giornate di mare e relax previste a San Diego. Abbiamo quindi deciso di lasciare San Francisco e i parchi limitrofi ad un prossimo viaggio negli States.

Hotel: prenotati quasi tutti online tramite Booking. La comodità di questo servizio è che puoi prenotarli e pagare al momento del soggiorno. In questo modo è possibile dilazionare i pagamenti, cosa molto utile visto che si tratta di un viaggio abbastanza costoso (noi ad esempio abbiamo pagato i voli a gennaio, l’assicurazione e l’entrata ai parchi in primavera e il resto durante il viaggio).

Assicurazione viaggio: fondamentale avere una buona assicurazione viaggio perché in America non si scherza con le eventuali spese mediche! Noi l’abbiamo stipulata online, tramite il sito Columbus (di solito usiamo sempre questa compagnia per i nostri viaggi).

Carta di credito: meglio essere forniti di almeno un paio di carte di credito per pagare le strutture o qualsiasi cosa in generale (solo circuiti internazionali), ma soprattutto perché spesso gli hotel trattengono delle somme in qualità di caparra che vengono restituite anche 7 gg dopo aver lasciato la struttura! Fondamentale alzare i massimali 💸

Mancia: qui tocchiamo un tasto dolente. Noi italiani non riusciamo proprio a capire questa cosa del dover lasciare dei soldi in più, eppure negli USA è la prassi. I camerieri chiedono sempre se desideri ricevere il resto, e tu rimani un po’ basito perché magari il conto si aggira sui 30$ e tu hai pagato con una banconota da 50$. Inoltre, non viene calcolato il resto in moneta… Durante le prime settimane ci siamo arresi a questa usanza, ma alla fine col cavolo che lasciavamo la mancia! 😆

Costo della vita: le grandi città sono abbastanza care, una volta usciti nelle zone più remote però i costi scendono. Noi ci siamo organizzati andando ogni tanto al supermercato, ogni tanto in qualche catena di fast food (per fortuna i famosi Danny’s si trovano praticamente ovunque!). Spesso abbiamo diviso le colazioni, non tanto per il risparmio, quanto perché le porzioni sono enormi e un pancake vale veramente per due, a volte anche per tre. Per quanto riguarda il cambio, siamo partiti con 500$ cambiati a casa, per il resto abbiamo prelevato in giro sempre senza problemi. Per fortuna la benzina costa molto meno!

Phon: se come me sei un/una patito/a di capelli in ordine, non portare il tuo phon da casa! Io lo porto sempre con me durante i miei viaggi, ma in questo caso è stato inutile perché in America non ha funzionato nemmeno una volta. Poco male: il clima secco degli Stati Uniti mi lasciava sempre i capelli in ordine, pur usando i classici phon da hotel… Adoro!

Sim: per essere sempre connessi abbiamo acquistato da casa una sim americana con all’interno traffico dati della durata di 20 giorni (la puoi trovare su Amazon). Per noi si è trattata di una spesa inutile in quanto il navigatore della nostra auto altro non era che un cellulare con all’interno una scheda dati che ci ha fatto da wifi per tutta la durata del viaggio! Ma non lo potevamo sapere prima…

In generale: un viaggio meraviglioso! Pulizia incredibile, organizzazione, impossibile perdersi sulle strade americane. Persone sempre cordiali e pronte a darti una mano, ho avuto come la sensazione che fosse tutto facile, facile muoversi, facile parlare e farsi capire, facile vivere… 💚 Sei pronto a partire per un viaggio on the road?

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In moto fino al Mugello

Dove: Mugello, Toscana, Italia 🇮🇹

Come: Weekend in moto, con amici.

Quando: Giugno 2017.

Budget: €

Durata: 3 giorni.

Per due appassionati di moto, di viaggi e di MotoGP come noi non poteva certo mancare un weekend dedicato al Mugello 🏁 Tutto è cominciato una sera di marzo a casa di una coppia di amici. Si parlava di Valentino Rossi, di moto e del Mugello Circuit, anche perché Davide ci era già stato qualche tempo fa… e non mi aveva ancora portata! Così abbiamo deciso di andarci veramente (tutti insieme, in moto) e in pochi minuti avevamo acquistato i biglietti per la gara. Gara che si sarebbe svolta il weekend del 2 giugno, un bel ponte di primavera, dovevamo quindi organizzarci…

Le colline del Chianti

Sì ma fermi tutti: dove si trova esattamente il Mugello?? 😆

A pochi chilometri da Firenze, tra il rincorrersi delle colline, gli alti cipressi, lo sfondo delle vette e dei passi si estende il territorio del Mugello. Acque chete, paesaggio ameno, gente affabile, tranquilla e laboriosa, cibi genuini, i Luoghi dei Medici, le Ville storiche, il tutto alle porte di Firenze. Storia, cultura, qualità dei servizi, in un rinnovato rapporto con la natura, questo è ciò che offre il Mugello. 

www.mugellotoscana.it

Il nostro weekend in Toscana è iniziato così il giorno 1 con il tragitto in moto Milano-Firenze. Ovviamente essendo sulle due ruote non abbiamo scelto di seguire la strada più breve, ma abbiamo attraversato i vari passi dell’Appennino, dedicando quindi l’intera giornata al nostro percorso. Una breve sosta sul Monte Abetone e poi giù verso la Toscana.

Per questo weekend abbiamo deciso di dormire in un paese vicino Firenze, Bagno a Ripoli, per restare fuori dal caos cittadino, ma allo stesso tempo abbastanza vicini per poterci andare ad esempio la sera a cena. Mai scelta fu più azzeccata! Ci siamo ritrovati immersi nelle colline del Chianti, in un paesino situato a pochi minuti di moto da Firenze. Per il pernotto abbiamo scelto una casa su Airbnb, La casa del Casiere: un caratteristico appartamento di 120 mq annesso ad una villa storica immersa nella campagna. La casa era un sogno, pulita e grande (ognuno aveva la sua camera da letto), per non parlare della vista… 👀 Purtroppo noto con dispiacere che non è più disponibile sul sito, davvero un peccato.

La vista dal nostro appartamento

Il secondo giorno lo abbiamo invece dedicato alla scoperta di queste colline e dell’area del Chianti, ovviamente sulle due ruote. Il sole era caldo, l’aria limpida e il panorama attorno a noi ci appariva davvero magico. Una giornata tra sali e scendi, paesini arroccati sulle colline e degustazione di vino. Di ritorno verso “casa” ci avrebbe poi aspettato un tramonto made in Florence… e dove ammirarlo se non dal più famoso punto di osservazione, meta obbligata dei turisti in visita alla città? Parlo di Piazzale Michelangelo.

La giornata però non era ancora finita. Avendo i biglietti per la gara della domenica, potevamo accedere al circuito anche la sera precedente, il sabato. Davide ci aveva preannunciato festa, musica e birra e così abbiamo deciso di guidare fino al Circuito del Mugello. Il sole era ancora caldo nonostante fosse sera e la strada che da Firenze ci ha condotti a destinazione è stata qualcosa di particolare che mai dimenticherò. Uno spettacolo unico, tra le colline toscane, con il vento caldo di giugno che ci rinfrescava appena e i colori della sera che scendeva… (Guarda il tragitto qui). Ovviamente la serata è trascorsa esattamente come ce l’avevano descritta e quindi birra a fiumi e musica altissima. 😛 Da veri appassionati di motociclismo! Se passi da queste parti ricordati di fare tappa da Maga Magò per un cena, come abbiamo fatto noi, merita una sosta.

I love Mugello

Finalmente il giorno della gara era arrivato! Si trattava della mia prima esperienza al MotoGP ed ero davvero emozionata. Colazione a Firenze e poi via ancora verso le colline con destinazione finale il Mugello Circuit.

Tips: Non mi era mai capitato di prendere in considerazione queste zone della Toscana per un weekend ma sono stata letteralmente folgorata dalla bellezze di questa regione. Consigliata per un piacevole weekend d’estate…

Come prenotare: TripAdvisorAirbnb

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