Dalla Brianza alla Norvegia… in van!

Dove: Dalla Brianza su fino alla Norvegia 🇳🇴

Come: 3 settimane on the road attraverso l’Europa, in un van camperizzato.

Quando: Agosto 2022.

Budget: €€

Durata: 21 giorni.

Dalla Brianza alla Norvegia e ritorno. Il tutto in un van camperizzato. Questo è stato il super viaggio della nostra estate 2022!

Forse saprai che a gennaio 2022 abbiamo deciso di provare l’esperienza di un weekend in un van camperizzato (trovi l’articolo completo qui). Volevamo provare questa nuova modalità di viaggio e alla fine ci è piaciuta talmente tanto che abbiamo deciso di acquistare il nostro van personale! Così a inizio giugno lo abbiamo ritirato e abbiamo iniziato le nostre nuove avventure su 4 ruote.

Dopo qualche weekend di prova nei dintorni vicino casa era giunto il momento di testare il mezzo per un lungo viaggio che dalla Brianza ci avrebbe portato su fino in Norvegia. L’idea iniziale era quella di raggiungere il Circolo Polare Artico e da lì le bellissime isole Lofoten. Purtroppo non avevamo così tanto tempo a disposizione e abbiamo dovuto accorciare il nostro itinerario, che in ogni caso ci ha condotti fino a nord. L’emozione era alle stelle, sia per la destinazione finale che ci avrebbe permesso di attraversare alcuni paesi in Europa, sia per il mezzo inusuale con il quale abbiamo deciso di viaggiare.

Le domande prima della partenza erano tante, essendo noi totalmente inesperti di questo mondo: resisteremo per 3 settimane in uno spazio così piccolo? Ci piacerà attraversare diversi paesi su strada, per così tanto tempo? Troveremo posti dove dormire la notte? Quale sarà il nostro itinerario?

Ecco dunque tutte le risposte.

Serate norvegesi

Tappa #1: Svizzera

La prima tappa del nostro itinerario è stata ovviamente la vicina Svizzera 🇨🇭 Viaggiando con una bimba di poco più di un anno non potevamo infatti percorrere tanti kilometri senza fare una pausa, abbiamo quindi cercato di rispettare sempre i suoi tempi e di fermarci abbastanza spesso. La prima sosta in territorio elvetico è stata anche la nostra prima notte trascorsa in van. 🚐

Uno strumento per cercare delle aree in cui pernottare o fermarsi anche soltanto per una pausa è Park4Night, una delle app più utilizzate da tutti i camperisti. Avere a disposizione uno strumento immediato per la condivisione di luoghi simpatici dove riposare in camper, furgone e van, con migliaia di aree censite è stato certamente molto utile. Qui abbiamo trovato la nostra prima area sosta, che altro non era che una fattoria: i proprietari ci hanno infatti messo a disposizione una piazzola all’interno della loro proprietà dove parcheggiare il nostro van e pernottare in tutta tranquillità… e con una vista niente male direi!

Tappa #2: Liechtenstein

Lasciata la valle, ci siamo diretti verso un piccolo paese incastrato tra Baviera, Svizzera e Austria. Hai capito quale? Il Liechtenstein 🇱🇮 una monarchia ereditaria di tipo costituzionale fondata su principi democratici e parlamentari, una piccola e preziosa perla dell’Europa centrale, che si estende su una superficie di 160 km². Ha solo 34.600 abitanti ma è uno degli stati più ricchi del mondo!

Nel 1806 viene riconosciuta la sovranità al Principato, alla cui guida ancora oggi siede la Casa del Liechtenstein, una delle più antiche famiglie aristocratiche d’Europa. Dal 1989 il potere è affidato al principe Hans-Adam II.

https://www.tuttobaviera.it/liechtenstein/

Simbolo della capitale Vaduz è il trecentesco castello che domina dall’alto la città. Ha una storia di oltre 700 anni e dal 1938 è la residenza ufficiale del Principe. Non è possibile visitarlo, ma si può percorrere a piedi il sentiero che porta al portone d’ingresso, ammirando così lo splendido panorama della valle del Reno.

Vaduz, Liechtenstein

Tappa #3: Stoccarda

Dopo aver visitato la città di Vaduz, nella quale io e @divenirio eravamo già stati alcuni anni prima in moto, abbiamo ripreso la nostra strada alla volta della Germania 🇩🇪 La notte l’abbiamo passata qui, più precisamente fuori Stoccarda, in una fattoria trovata sempre nell’app Park4Night. Dopo alcune ore alla guida siamo riusciti ad arrivare nel tardo pomeriggio, in tempo per goderci un tramonto tra gli alberi da frutta e i campi della fattoria. È stata una bella esperienza per la piccola Alice, che ha potuto ammirare per la prima volta e da vicino alcuni animali: maialini, cavalli, pecore, mucche. Abbiamo avvistato anche alcuni scoiattoli…

La mattina seguente, esplicate le attività di carico acqua e scarico acque grigie, abbiamo ripreso la marcia. La Germania è lunghissima e può essere abbastanza noiosa da percorrere per cui non c’era tempo da perdere.

Tappa #4: Würzburg

Würzburg è una cittadina appartenente alla regione tedesca della Baviera. Si trova sul fiume Meno ed è perciò anche indicata per chi ama godersi la natura, la flora e la fauna del territorio. Dista 120 chilometri sia da Norimberga che da Francoforte, per questo motivo potrebbe essere una meta perfetta per chi vuole abbinare varie tappe all’interno di un tour della Germania. Quasi totalmente distrutta durante la seconda guerra mondiale e poi restaurata e ricostruita fedelmente, oggi è una prestigiosa sede universitaria e una città dinamica ricca di eventi internazionali.

La città è molto conosciuta per via della Strada romantica che la attraversa e che proprio qui termina il suo percorso. In passato siamo stati anche nella città di partenza della Romantische Straße, dove si trova un famoso castello, leggi qui.

Tappa #5: Amburgo

E finalmente siamo giunti in una delle città che più avevo voglia di visitare: Amburgo. La notte precedente il nostro arrivo l’abbiamo passata da qualche parte nei pressi di Hannover 😊 in prossimità di un parco, dove abbiamo trascorso una notte tranquilla in completa solitudine. Non abbiamo dedicato tempo alla cittadina in quanto avevamo voglia di arrivare ad Amburgo il prima possibile, in tempo per il pranzo e per dedicare qualche ora alla città.

Amburgo è stata da sempre soprannominata “La porta del mondo”, grazie all’importanza del suo porto sul fiume Elba, al centro dei traffici commerciali di tutta Europa e non solo. Il suo passato come membro della Lega Anseatica e il suo ruolo di centro commerciale internazionale le hanno portato grande prosperità, tanto che ancora oggi è una delle città più ricche della Germania. Il suo spirito marittimo si infonde ovunque: dall’architettura, ai menu dei ristoranti, fino al grido dei gabbiani si ha sempre la sensazione di essere vicino all’acqua.

Durante la seconda guerra mondiale la città è stata pesantemente distrutta dai bombardamenti, ma nel 1945 viene dichiarata città stato e questa sua indipendenza politica, economica e culturale ha permesso una veloce ricostruzione dei suoi storici quartieri. Oggi è ufficialmente denominata Freie-und Hansestadt Hamburg, ossia “città libera ed anseatica di Amburgo”.

Tra le chiese, il municipio e i quartieri costruiti con i tipici mattoni rossi, sicuramente merita una visita l’Elbphilharmonie. Inaugurata nel 2017, è una sala per concerti nel quartiere HafenCity sulla penisola di Grasbrook, una delle sale da concerto più grandi e acusticamente più avanzate del mondo, nonché uno degli edifici più iconici di Amburgo.

L’edificio, unico nel suo genere, è composto dalla base originale con facciata in mattoni, sede del magazzino Kaispeicher già dal 1966, e da una struttura che la sovrasta, con proprie fondamenta, dal caratteristico esterno in vetro e la linea ondeggiante della copertura. Assolutamente da vedere, l’edificio ha un totale di 26 piani e nel punto più alto misura 108 metri di altezza.

https://www.germania.info/germania-nord/amburgo/
Video by @CMajorEntertainment

Tappa #6: il mare del Nord

Ti ho già detto che la Germania è molto lunga? 🥲 Se hai voglia di guidare sicuramente la puoi attraversare anche in un giorno, ma i nostri tempi sono stati più lenti. Finalmente però anche noi stavamo per raggiungere la fine, ma dovevamo ancora fermarci una notte… Abbiamo così deciso di guidare fino a Neustadt, una cittadina balnerare affacciata sul Mar Baltico. Ci credi se ti dico che questa è una località marittima di punta per questa zona? Abbiamo infatti trovato posto solo in un’area camper attrezzata e solo dopo aver girato una bella ora in cerca di qualche soluzione… ed era l’ultimo parcheggio disponibile! Di solito evitiamo di andare in queste aree e preferiamo stare “in libera”, dove possibile, nella natura, ma qui non c’era alcuna possibilità di questo tipo.

E così siamo finiti in uno stretto parcheggio, a fianco di altri due van, tra una famiglia tedesca e una coppia di anziani svedesi… Ma c’erano le docce a disposizione con acqua calda e una bella spiaggia a pochi passi. Anche questa in fondo è vanlife!

Tappa #6: Danimarca e Copenaghen

Svegliati di prima mattina, ci siamo messi in marcia. Destinazione Danimarca 🇩🇰 e successivamente la città di Copenaghen. Per arrivare in terra danese abbiamo preso un traghetto per un breve tratto e senza rendercene conto siamo arrivati nel quarto paese di questo viaggio on the road. Ad essere sinceri però ti rendi subito conto di aver cambiato paese, la Danimarca è davvero piatta come una tavola! 😅

Primi passi in spiaggia per la piccola Alice!

Fermati per una pausa pranzo veloce in un parcheggio vicino la strada, ci siamo poi diretti verso quella che sarebbe stata la nostra area sosta per la notte, poco distante dalla capitale danese. Si trattava di un’area a pagamento, con pochi spazi dedicati ai camper/van, attrezzata con bagni e docce e ubicata in un grazioso porticciolo con una spiaggia niente male.

E poi finalmente siamo arrivati a Copenaghen! Ero così curiosa di rivederla, dopo anni dalla mia prima gita qui (pensa che ero alle scuole superiori). Le aspettative non mi hanno delusa: ho ritrovato una città dinamica, frizzante e senza dubbio interessante.

Tra i quartieri più affascinanti dove passeggiare c’è sicuramente il canale di Nyhavn, la zona del vecchio porto della città, da sempre rifugio di marinai e scrittori, compreso Andersen che qui abitò per circa venti anni. Porto commerciale, oggi “il Porto Nuovo” è l’area a più alta frequentazione turistica di Copenaghen. E poi c’è Christiania: nota anche come Città Libera di Christiania, è un quartiere parzialmente autogovernato della città danese.

Sempre colorata e perennemente controversa, Christiania è un luogo unico da visitare. Più che un quartiere, è uno stile di vita.

https://www.visitdenmark.it/danimarca/cosa-fare/attrazioni/christiania

Un mix di magazzini, baracche, case, murales colorati e sculture all’aperto. I turisti possono passeggiare per le sue strade liberi di fermarsi a mangiare e bere nei bar, ristoranti e caffetterie della zona. A Christiania puoi trovare musica dal vivo ed eventi all’aperto; nei mesi estivi puoi partecipare anche ai tour organizzati dai suoi abitanti.

Questa è sempre stata un’area controversa e discussa, anche per la questione dello spaccio di droghe leggere. La polizia ha dichiarato di non avere libero accesso, cosa che può creare noie ad alcuni visitatori. Per quanto riguarda la nostra esperienza, non abbiamo riscontrato problemi di alcun tipo.

Tappa #7: Svezia

Terminata la visita alla città di Copenaghen ci siamo diretti verso il ponte di Øresund, che ci avrebbe permesso di arrivare direttamente in Svezia 🇸🇪, via terra. Øresund è il nome dello stretto che separa l’isola danese di Sjælland, dove sorge Copenaghen, e l’estremo sud della Svezia, la contea di SkÃ¥ne (Scania) dove si trova la città di Malmö.

Nei primi anni Novanta del secolo scorso questo braccio d’acqua è diventato lo scenario di una delle imprese di ingegneria più spettacolari e influenti realizzate in Europa, che avrebbe cambiato la vita quotidiana di due importanti città e dell’intera regione attorno allo stretto, permettendo ogni giorno a migliaia di persone di andare a lavorare, ma anche fare shopping e divertirsi oltreconfine.

https://viaggi.corriere.it/itinerari-e-luoghi/cards/ponte-di-oresund-danimarca-svezia/amp/

Il 1° luglio del 2000 è stato inaugurato sullo stretto un mega collegamento ferroviario e stradale sul mare di 16 km, il più lungo d’Europa, costato 4 miliardi di euro: costruito in soli 5 anni, l’Øresundsbron non è soltanto un ponte, ma la combinazione di un ponte, un tunnel e un’isola.

Il ponte vero e proprio parte in territorio svedese e si estende fino all’isola artificiale di Peberholm, lunga 4 km, costruita appositamente in mezzo allo stretto per rendere possibile il collegamento. Da qui il ponte esterno diventa un tunnel sottomarino, che riemerge vicino all’aeroporto Kastrup di Copenaghen, sull’isola di Amager.

Credits: https://siviaggia.it

Sull’isola artificiale di Peberholm il ponte si inabissa: la parte sommersa del ponte di Oresund è Drogden, il tunnel sottomarino più lungo d’Europa, in cui l’autostrada e la ferrovia si affiancano e corrono parallele sotto al mare. Il tunnel è infatti costituito da 5 gallerie, 2 per il passaggio delle auto, 2 per i treni, 1 per le uscite d’emergenza.

https://viaggi.corriere.it/itinerari-e-luoghi/cards/ponte-di-oresund-danimarca-svezia/amp/

Per i turisti che vogliono andare da Copenaghen a Malmö, o viceversa, attraversare il ponte-tunnel in auto costa 55 euro (110 andata e ritorno). Noi abbiamo deciso di percorrerlo verso la Svezia e una volta varcato il confine e percorso ancora qualche kilometro ci siamo fermati in un parcheggio sul mare per trascorrere la notte, per entrare poi finalmente in Norvegia il giorno successivo.

Tappa #8: Norvegia

E senza nemmeno accorgersene, valicato un ponte, siamo finalmente arrivati in Norvegia 🇳🇴 Quasi stentavo a crederci, eravamo arrivati fin quassù con il nostro van! Devo ammettere che ero veramente contenta e emozionata, pronta per esplorare questa terra a noi sconosciuta. La nostra prima destinazione sarebbe stata la città di Oslo alla quale avremmo dedicato una intera giornata. Per farlo però avremmo dovuto prima cercare uno spot dove passare la nostra prima notte norvegese e quale migliore location se non un fiordo?

Ci siamo così affiati ancora una volta a Park4Night dove abbiamo trovato un parcheggio su un piccolo fiordo, dove ammirare il tramonto e la calma delle acque del mare. Da lì a poco sarebbe iniziata la nostra avventura alla scoperta della Norvegia, dopo poco più di 2.000 km di strada. Ti racconterò tutti i dettagli, ma questa è un’altra storia… 😉

Il ritorno a casa

Per trascorrere più giorni possibili in Norvegia (ne abbiamo contati 12) abbiamo dovuto accelerare il ritorno, guidando spesso anche la sera e prendendo un traghetto che dal nord ci avrebbe portati direttamente in suolo danese (evitando così di tornare ad Oslo e da lì scendere nuovamente verso la Svezia). Lungo il tragitto verso casa tre sono state le tappe degne di nota, che mi sento di consigliare: le dune di sabbia e il faro abbandonato di Rubjerg Knude in Danimarca, la vicina Lego House e i vigneti a Durbach, in Germania.

Il faro abbandonato di Rubjerg Knude si affaccia sul Mare del Nord, vicino all’abitato di Lønstrup, nella regione dello Jutland settentrionale. Fu acceso per la prima volta alla fine del 1900: al momento della sua costruzione le dune di sabbia si trovavano solo nel territorio circostante ed il faro sorgeva sulla roccia a circa 200 metri dal limitare di una scogliera a picco sul mare. Già 10 anni dopo la sua costruzione però il vento iniziò a spostare una grossa duna in direzione del faro e tutti gli sforzi fatti per contrastarne l’avanzata furono vani. Negli anni ‘50 la duna era già così alta da coprirne il suono e nel 1968 il faro fu definitivamente abbandonato.

Oltre a tutto ciò, nell’autunno del 2019 questo faro rischiava di essere inghiottito anche dal mare. Fortunatamente, un abitante del posto è riuscito a farlo spostare per 70 metri nell’entroterra grazie a speciali rotaie, prolungandone così la vita, oltre alla possibilità di andarlo a vedere di persona. Chi l’avrebbe mai detto di trovare tutto questo in un deserto in Danimarca? Vale la pena fermarsi e dare un’occhiata.

Poco distante dalle dune si trova la città di Billund, sede della Lego House. La storia di Lego inizia infatti qui, in Danimarca, nel 1916 per opera di un falegname, Ole Kirk Kristiansens. Il nome dell’azienda venne ideato nel 1934 e deriva dall’unione di leg godt che in danese significa “gioca bene”.

La Casa dei mattoncini più famosa del mondo è divisa in quattro zone colorate ed esperienziali, dove ogni percorso rappresenta un aspetto dell’apprendimento dei bambini: il rosso per la creatività, il blu per lo sviluppo cognitivo, il verde per la socialità e il giallo per la sfera emotiva.

L’ingresso alla Lego House prevede la prenotazione obbligatoria, quando si acquistano i biglietti online è necessario decidere il giorno e l’orario della visita. La struttura è dotata anche di un ristorante/bar e ovviamente di uno shop dove è impossibile non acquistare qualcosa 😊 Presta però molta attenzione al cambio e calcola se effettivamente conviene fare shopping qui oppure se costa meno in Italia. Noi ad esempio abbiamo trovato una’offerta più vantaggiosa – per quello che ci interessava – nel negozio sulla nave del ritorno!

E per finire in bellezza, abbiamo trascorso una piacevole serata nel piccolo paese di Durbach, in Germania, un comune tedesco di 3.915 abitanti, situato nel land del BadenWürttemberg. Abbiamo trovato posto all’interno di un’area sosta molto carina, attrezzata con bagni e carico/scarico e posizionata tra le colline e le vigne. Interessante la presenta di una vending machine dedicata esclusivamente al vino dove poter acquistare qualche bottiglia proveniente dalle cantine locali.

Consigli: ho scoperto con piacere la possibilità di pernottare con il proprio mezzo all’interno delle fattorie. Soprattutto all’estero, si tratta di una pratica molto diffusa, che ti permette di trascorrere una notte in tranquillità ma allo stesso tempo a contatto con la natura. E perché no, conoscere anche una realtà locale. Vale la pena provare!

Come prenotare: Park4Night.

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Compleanno a Monaco di Baviera

Dove: Monaco di Baviera, Germania 🇩🇪

Come: Weekend d’estate, in coppia.

Quando: Giugno 2020.

Budget: €€

Durata: 3 giorni.

Ho sempre voluto tornare a Monaco di Baviera. Tornare perché ci ero già stata anni fa in gita con la scuola, ma è passato davvero tanto tempo, era ora di programmare una nuova visita in questa città tedesca! Quale migliore occasione se non quella di festeggiare il mio compleanno (e la possibilità di uscire dai confini italiani dopo il lockdown)? Finalmente si torna a viaggiare! 😜

Vista la prossimità con Milano (si fa per dire, sono comunque 5 ore di strada) e la comodità, abbiamo scelto l’auto come mezzo di trasporto. Partendo il sabato mattina verso le ore 7, con tutta calma e qualche sosta ristoro, siamo arrivati in Germania verso l’ora di pranzo. In tempo per gustare subito una specialità e – ovviamente – una fresca birra locale. Durante il tragitto non abbiamo riscontrato particolari difficoltà, il traffico è stato sempre regolare e nessuno stop alle frontiere. Ricordati solo di acquistare la vignette prima di entrate in Austria, se passi da queste parti, la trovi negli Autogrill italiani in prossimità del confine (costo 8€).

Marienplatz

Come sistemazione abbiamo scelto un piccolo hotel poco fuori dal centro, il Bold Hotel, a circa 20 minuti a piedi dalla Marienplatz (se hai bisogno di informazioni dettagliate sulla piazza non esitare a leggere questa guida!), comodo per il parcheggio che si trova con facilità davanti la struttura (probabilmente l’hotel dispone di un parcheggio interno ma non mi sono interessata). Il Bold Hotel si trova a fianco dell’area che di solito viene dedicata all’Oktoberfest, la grande spianata di Theresienwiese: ci arrivi praticamente a piedi svoltando l’angolo. Da tenere a mente per il 2021 o 2022, quest’anno purtroppo la famosa celebrazione è stata annullata. La colazione non era molto abbondante, ma non mancava nulla. Inoltre ho trovato tutto molto pulito e arredato con gusto. Direi quindi hotel super promosso!

È scontato dire che se sei un amante della birra (e noi lo siamo) questa è la città giusta. A Monaco ci sono molti biergarten, letteralmente giardini della birra, ovvero enormi birrerie all’aperto dove poter gustare una fresca pinta sotto l’ombra degli alberi. Nonostante il periodo COVID-19 e i turisti scarsi, questi locali erano molto animati dalla gente locale: giovani e anziani, alcuni persino vestiti con abiti tradizionali, intenti a conversare davanti al loro boccale… Questo aspetto della vita quotidiana mi è piaciuto davvero molto. Numero di boccali ordinati? Non dichiarato. 🤗

Da non perdere un giro nel Viktualienmarkt, il più famoso mercato di Monaco che si trova nel pieno centro della città, a pochi passi da Marienplatz e dalla chiesa di St. Peter. È in funzione da oltre due secoli ed è uno dei pochi mercati ad essere aperto dal lunedì al sabato… quindi attenzione a non andarci la domenica o troverai tutto chiuso. Oggi non si presenta come un comune mercato rionale, ma come una sorta di grande negozio all’aperto, con banchi ordinati, tutti di colore verde scuro, oltre alle numerose fontane dove i residenti raffreddano le loro birre nei mesi più caldi.

Tra i banchi del mercato

La birra quindi non manca in questa città, e allora dove festeggiare il mio compleanno se non in una delle birrerie più famose, nonché la più storica di Monaco? L’Hofbräuhaus naturalmente, la patria della birra e della cucina bavarese per eccellenza, una delle osterie più conosciute al mondo. L’edificio è decisamente antico e offre diverse sale, tutte con fascino unico e molto belle da visitare. La birra viene prodotta ancora oggi secondo un antico decreto bavarese sulla purezza (in effetti è molto buona e come dice @diveniriova giù che è un piacere!“). Ma vogliamo parlare dei bretzel giganti?

I clienti abituali (Stammgäste) hanno l’onore di avere il loro boccale privato in ceramica, custodito bene in vista al piano terreno. La maggioranza sono chiaramente bavaresi ma ci sono alcuni Stammgäste stranieri ed in particolare due italiani. La birreria è stata per lungo tempo uno dei principali teatri della politica tedesca: in particolare nel 1921 nella cosiddetta “Schlacht [battaglia] im Hofbräuhaus” trovò la ribalta la magnetica arte oratoria di Adolf Hitler.

www.tuttobaviera.it

Cosa visitare oltre alle birrerie e alle osterie della città? Sicuramente il Giardino Inglese, l’Englischer Garten, il polmone verde della città, una enorme distesa che, con un’ampiezza di 373 ettari, è uno dei parchi cittadini più grandi del mondo, dopo il Central Park di New York e il londinese Hyde Park. All’interno, ampi spazi verdi si alternano a ruscelli e laghi, per questo è sicuramente il luogo più amato e frequentato del capoluogo bavarese. Noi ci siamo stati la domenica mattina per una tranquilla passeggiata e moltissima gente locale affollava i giardini e le acque per qualche bagno rigenerante. C’era addirittura una zona dedicata ai nudisti… 😃 Da vedere all’interno del giardino la Chinesischer Turm (torre cinese), che ospita uno dei più grandi biergarten della città dove si serve la birra dell’Hofbräuhaus, e il Monopteros, un tempio in stile greco dal quale si gode una bella vista sul parco e sulla città di Monaco. Ma la vera chicca di quest’area è rappresentata dall’Eisbach, ovvero una riva del fiume dove si può surfare! Sì, hai letto bene… Letteralmente tradotto “ruscello di ghiaccio”, qui l’incontro tra l’Eisbach e una deviazione artificiale del fiume Isar produce delle correnti che danno vita ad un’onda anomala. Questa città riserva un sacco di piacevoli sorprese…

Non può mancare una passeggiata nella Odeonsplatz, una delle piazze più belle di Monaco nonché uno degli angoli più italiani del capoluogo bavarese. A dominare la piazza sono infatti la seicentesca Theatinekirche, la chiesa di corte costruita per i padri Teatini e primo esempio di barocco italiano in Baviera, e la Feldherrnhalle, la copia ottocentesca della Loggia dei Lanzi di Firenze, che omaggia l’esercito bavarese.

Germania, auto tedesche, BMW… non poteva certo mancare una visita al tempio del mondo automotive: il BMW Welt und Museum, ovvero la patria del brand bavarese per eccellenza. Progettato con un impianto solare a 800 kW sul tetto e con il minor numero di colonne possibile, l’enorme complesso vuole rendere l’idea di una nuvola. Come ha dichiarato il suo architetto alla cerimonia di apertura:

L’edificio non ha la noia di una sala, non è solo un tempio ma anche un mercato e un centro di comunicazione e un luogo di incontro per il trasferimento di conoscenze.

Wolf D. Prix
BMW Welt

Dachau

A circa 15 km a nord-ovest di Monaco si trova un paese, Dachau, divenuto famoso in tutto il mondo durante gli anni della seconda guerra mondiale. Il 21 marzo del 1933 iniziò infatti per questa città il periodo più buio e drammatico di tutta la sua lunga esistenza. Nel Münchner Neuesten Nachrichten apparve questa notizia firmata da Heinrich Himmler, presidente della Polizia di Monaco e capo delle SS:

Mercoledì 22 marzo 1933 verrà aperto nelle vicinanze di Dachau il primo campo di concentramento. Abbiamo preso questa decisione senza badare a considerazioni meschine, ma nella certezza di agire per la tranquillità del popolo e secondo il suo desiderio.

Heinrich Himmler

Il totale dei detenuti passati a Dachau è di 206.206 anche se la cifra non è del tutto certa in quanto molti prigionieri non vennero registrati o si prese il numero di altri. Il memoriale è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 17.00. Non serve prenotare e l’ingresso è gratuito.

Consigli: sei particolarmente pigro e non hai voglia di camminare per tutta la città? Nessun problema, scarica l’app e attiva uno dei tanti servizi disponibili per noleggiare un monopattino! Noi lo abbiamo fatto più volte, di giorno e di sera, tramite l’applicazione Lime, per raggiungere l’hotel o qualche birreria… ed è stato davvero molto divertente. In città, molte persone usano questi piccoli mezzi per spostarsi, oltre alle classiche biciclette.

Come prenotare: Booking, TripAdvisor.

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Gita al castello di Neuschwanstein

Dove: Castello di Neuschwanstein, Germania 🇩🇪

Come: Viaggio di coppia, fai da te.

Quando: Giugno 2016.

Budget: €

Durata: 3 giorni.

Da qualche tempo prima della partenza mi frullava nella testa di andare a visitare il famoso Castello di Neuschwanstein 🏰 (che nome impronunciabile!) e così guardando sul calendario il primo weekend lungo disponibile (ponte del 2 giugno), siamo partiti verso la Baviera. Ovviamente vista la vicinanza a Milano abbiamo scelto come mezzo di trasporto l’auto, attraversando l’Austria e arrivando così in Germania.

Il castello

Il castello è sicuramente uno dei simboli della Baviera. Si tratta del castello delle favole per eccellenza, fatto costruire da re Ludwig. La struttura domina dall’alto i paesi di Füssen e Schwangau ed il magnifico paesaggio circostante con il castello di Hohenschwangau, riedificato da Re Massimiliano II, padre di Ludwig, sulle rovine di una fortezza medievale. Per godere di una splendida vista sul castello occorre raggiungere il ponte di Maria (Marienbrücke), così chiamato in onore della regina, madre di Ludwig II; purtroppo durante la nostra visita era chiuso per restauro e così non siamo potuti salire. Peccato!

Il cortile del Castello

Non conoscendo per niente la zona, per cercare un hotel mi sono affidata come sempre a Booking e ho trovato una stanza molto graziosa presso quello che in realtà è un ristorante: Schlossrestaurant Neuschwanstein (che in tedesco significa appunto Ristorante del Castello di Neuschwanstein). La caratteristica pazzesca di questa struttura è che si trova proprio sotto il castello, all’interno di un’area riservata che la sera veniva chiusa e che solo se dormivi lì potevi raggiungere. La mattina ci bastava fare due passi per essere letteralmente dentro il castello. La camera era gradevole, il ristorante buono (ricordo ancora i bretzel giganti e caldi!) ma purtroppo la sera chiudeva molto presto. Poco male, essendo in auto abbiamo potuto visitare la città vicina, Füssen per una cena. Plus: la struttura ha un parcheggio privato per chi arriva in auto e si trova a metà strada tra il castello e il paese al di sotto, Schwangau, che si attraversa proprio per arrivare a Neuschwanstein.

Füssen

A 5 minuti di auto dal castello si trova la città di Füssen, molto carina da visitare a piedi, soprattutto verso il tramonto quando la penombra avvolge le case e si accendono i lampioni. Abbiamo trovato parcheggio con facilità (non c’erano molti turisti in giro) e ci siamo incamminati tra le stradine di questa piccola città. Ricordo ancora la cena molto piacevole in un ristorante tipico bavarese, dove abbiamo bevuto un sidro di mele servito all’interno di un corno di qualche animale. Che fosse alcolico lo si capisce dalle mie guance rosse! ðŸ˜‚👇🏻

Ristorante locale

Dalla città parte inoltre la famosa Strada Romantica o Romantische Straße che attraversa i paesaggi più affascinanti della Baviera e porta alla scoperta di alcuni dei paesaggi più affascinanti e ricchi di storia del Baden-Württemberg (guarda qui l’itinerario completo). Peccato non avere più giorni a disposizione… ma questo sarà sicuramente un altro viaggio! 🤗

Questo suggestivo itinerario, che si snoda dalle montagne dell’Algovia a sud alle colline della Franconia a nord, è stato delineato nel 1950 con l’intento di unire le diverse realtà paesaggistiche, rinsaldando le radici degli abitanti di queste zone e facendo riscoprire la bellezza della loro storia dopo il tracollo morale ed economico prodotto dalla seconda guerra mondiale. 

http://www.tuttobaviera.it/romantischestrasse/

Da non perdere

Sulla via verso casa ci siamo fermati in Austria per una sosta e abbiamo deciso di visitare il ponte tibetano pedonale più lungo del mondo, l’Highline 179. Sulla strada Fernpassstraße B179 il ponte sospeso ad un’altezza di 114 metri collega la rovina Ehrenberg con il Fortino Claudia. Una vera emozione attraversarlo a piedi!

Sul ponte tibetano

Tips: Puoi decidere di salire al castello a piedi (la salita è abbastanza ripida), oppure puoi scegliere di montare su una carrozza trainata da cavalli che da sotto ti porta direttamente in cima per pochi euro. E sei subito in una favola!

Come prenotare: TripAdvisor, Booking.

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