Croazia on the road

Dove: Istria e Dalmazia, Croazia 🇭🇷

Come: Viaggio di coppia, in auto, fai da te.

Quando: Agosto 2020.

Budget: 2500 € in due ca.

Durata: 15 giorni.

Agosto 2020, avevamo decisamente altri piani in mente (ritornare alle Maldive ad esempio…), ma la situazione COVID-19 e le restrizioni imposte dal Governo Conte non ce lo hanno permesso. Così, pochi giorni prima della partenza, ho dovuto pensare ed organizzare un piano B del tutto nuovo.

Non ci crederai, ma un anno fa, tornata dal super viaggio USA on the road ho pensato: L’anno prossimo organizzerò qualcosa di più vicino a casa, che ne so, in Croazia! E così effettivamente è stato 😎 quando si dice il destino… Non volevo però visitare solo una destinazione, lo sai che preferiamo muoverci ed esplorare quanto più possibile. Da qui nasce l’idea della Croazia on the road.

Istria

La prima tappa del nostro viaggio è stata la città di Pula, una città in Istria, situata a circa 5-6 ore da casa. Il viaggio Italia-Croazia è stato tranquillo, traffico scorrevole, e alle 11:30 @divenirio era già stravaccato nella piscina dell’hotel! 🤣 Abbiamo deciso di fermarci qui qualche giorno (3 in totale) per riposarci dal viaggio in auto e scoprire qualcosa nei dintorni. Tra tutte le città della Croazia visitate durante questo viaggio, Pula è stata la più bruttina, anche se presenta delle chicche degne di nota, come l’anfiteatro romano, l’Arena di Pula, costruito sulla via principale (la Via Flavia) che un tempo portava direttamente ad Aquileia e a Roma, o il Tempio di Augusto, originariamente dedicato alla dea Roma e successivamente all’imperatore, completamente costruito in marmo bianco.

Situata nell’estremo sud della penisola Istriana, la città offre però bellissimi paesaggi naturali e si trova nelle vicinanze del Parco Naturale Kamenjak che abbiamo deciso di visitare. Si tratta a sua volta di una piccola penisola, vicino alla località di Premantura, dal 1996 zona protetta. Il Parco è attraversato per tutta la sua lunghezza da una strada sterrata, dalla quale si diramano numerosi sentieri secondari che portano fino al mare. L’ingresso costa circa 10 euro con auto e il biglietto vale dalla mattina fino alla chiusura. Al suo interno ci sono un paio di bar interessanti per il pranzo o per una birretta fresca, io ti consiglio il Portich Beach Bar.

Spiaggia nel Parco Kamenjak

Hotel: partiamo subito con una bellissima sistemazione, Mondival Residence, un mix tra hotel e appartamenti 4 stelle, un edificio completamente realizzato in pietra bianca e posizionato strategicamente su una collina dove ammirare i super tramonti di Pula! Abbiamo scelto l’opzione camera matrimoniale classica, direttamente sulla piscina (apri la finestra e ti butti). Ci siamo trovati molto bene, tutto è stato estremamente pulito e la colazione ottima. Forse un pochino caro per quello che realmente offre, ma il parcheggio era gratuito e lo stile simil Ibiza ci ha fatto davvero rilassare… (Leggi la mia recensione completa).

Inoltre l’hotel è vicino al centro della città, se non vuoi usare l’auto puoi tranquillamente scendere a piedi. Nelle vicinanze ti consiglio un ristorante locale, il Kod Kadre; vieni qui e ordina i Ćevapčići! Sulla strada verso la seconda tappa di questo on the road puoi decidere di fermarti nella carinissima Rovigno, cuore turistico dell’Istria, magari per un pranzo veloce o per un giro nel centro storico, racchiuso all’interno delle sue mura veneziane.

Parco Nazionale dei laghi di Plitvice

Era tempo di salutare temporaneamente il mare per dirigerci verso la montagna e l’entroterra, e nello specifico verso un parco naturale che sognavo di visitare da 20 anni (e non sto scherzando), il Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice. Si tratta di una riserva forestale di ben 295 km² nella Croazia centrale, divenuta celebre per una catena di 16 laghi terrazzati collegati da cascate, che si estendono in un canyon calcareo. Le passerelle in legno e i sentieri escursionistici si snodano intorno ai laghi, mentre una barca elettrica collega i 12 laghi superiori e i 4 laghi inferiori. Questi ultimi ospitano la Veliki Slap, una cascata di ben 78 metri!

Il processo di sedimentazione del calcare, responsabile della formazione delle barriere tufacee e dei laghi, rappresenta un valore unico e universale. Per questo motivo i Laghi di Plitvice, il 26 ottobre 1979, sono stati iscritti nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

np-plitvicka-jezera.hr/

Peccato che il giorno della nostra visita il clima non è stato clemente e ha piovuto incessantemente per tutto il percorso! Ti dirò, che figata… 😝 il parco era semi vuoto, diciamo tutto per noi, e la natura la faceva da padrona. Abbiamo scelto il percorso intermedio della durata di circa 4 ore, per niente impegnativo (non ci sono salite o altro) e percorribile sulle passerelle in legno e sui sentieri tracciati. Impossibile perdersi. Nel costo del biglietto è compreso anche il tragitto in traghetto che ti porta dai laghi inferiori a quelli superiori, per poi tornare indietro via strada, tramite un bus gratuito. All’interno ci sono diverse postazioni dove mangiare, noi avevamo il pranzo al sacco.

Hotel: abbiamo soggiornato in un hotel di recente costruzione, poco distante dall’ingresso del parco, il Plitvica Kuka D. Più che un hotel si tratta di due casette molto carine costruite una a poca distanza dall’altra nel bel mezzo del nulla! Sistemazione assolutamente consigliata: prezzo onesto, camera spaziosa e pulitissima, doccia enorme, colazione inclusa (la colazione è stata servita in camera, in un cestino di vimini, con all’interno caffè, succo, frutta e due super panini che abbiamo portato con noi durante la nostra escursione).

Plitvica Kuka D – Foto: Booking.com

Pag

Lasciata la montagna e la pioggia alle nostre spalle, qualche chilometro dopo il paesaggio è cambiato radicalmente. Benvenuto nella brulla isola di Pag! Tra tutte le destinazioni visitate durante il nostro tour, questa è stata senza dubbio la mia preferita: un’isola a tratti deserta, a tratti ricoperta da una fitta vegetazione composta in prevalenza da alberi di ulivo, battuta dal vento e soleggiata. Un paesaggio quasi lunare… Per non parlare poi dei super tramonti! 😍 L’isola è collegata alla terraferma tramite traghetto nella parte più a nord, ma, arrivando noi dalla montagna (Plitvice), abbiamo preferito scendere più a sud ed entrare tramite il ponte che collega Pag direttamente alla costa.

Abbiamo deciso di restare qui per 4 giorni pieni, per goderci finalmente il sole e il mare, oltre che le varie spiagge che l’isola offre. Consiglio vivamente di avere un’auto a disposizione (o uno scooter) per potersi spostare in tranquillità e scovare angolini nascosti dove fare un bagno. Da segnalare la spiaggia di Ručica, una spiaggia di ghiaia e ciottoli considerata una tra le più belle del Mediterraneo, raggiungibile in auto attraverso una stretta strada sterrata che degrada poi dolcemente verso il mare. I giovani di tutta Europa invece vengono a Pag per trascorrere le loro notti in discoteca al suono della musica più trendy o per partecipare ai seguitissimi festival di musica elettronica sulla famosa party beach di Zrće. Ci siamo stati anche noi per un aperitivo al tramonto in spiaggia, ma non siamo entrati nelle discoteche sia per il periodo poco felice, che per il costo (ogni discoteca è a pagamento mentre la spiaggia in sé è accessibile a tutti).

Le acque cristalline di Pag

Non puoi lasciare Pag senza aver assaggiato il pecorino tipico dell’isola, il PaÅ¡ki Sir: il latte delle pecore locali, che si nutrono di magre erbe salmastre, e la stagionatura in contenitori di pietra, gli conferiscono un sapore particolare, piuttosto marcato. Buonissimo! E si tratta anche di un prodotto premiato: il formaggio di Pag Ã¨ stato infatti riconosciuto come il migliore formaggio di pecora del mondo ai Global Cheese Awards del 2017 nel Somerset, Regno Unito.

Sull’isola consiglio anche un viaggio alla scoperta della parte più a nord, fino agli oliveti di Lun:

Gli oliveti di Lun fanno del paese un posto unico dell’isola di Pag, ma anche del mondo. Tra 80.000 ulivi che si trovano nell’area di Lun, si distinguono circa 1.500 ulivi selvatici (lat. Olea Oleaster), con una altezza di 5-8 m ed un diametro di 20-80 cm. Gli esperti hanno stimato l’età di alcuni ulivi a più di 1.500 anni!

www.isola-pag-croazia.it/

Un posticino davvero molto carino dove poter provare l’olio e il formaggio locale lo abbiamo trovato quasi per caso, scendendo verso il mare lungo una stradina stretta dell’isola, durante il nostro girovagare a nord. Si tratta di Bravarica OPG, un piccolo bar/locanda dove fermarsi ad ammirare il tramonto e il sole che si getta direttamente in mare. Consiglio di ordinare anche la loro frittata con asparagi ed erbette a KM0 (nel vero senso della parola, le raccolgono poco più avanti, sugli scogli!) e di assaggiare il loro vino. Ah, qui il mare è cristallino: fermati anche per un tuffo.

Hotel: sull’isola abbiamo soggiornato presso una stanza della Villa Ropus, a Novalja. Consiglio di scegliere questa cittadina al centro dell’isola come punto di appoggio in quanto troverai tutto ciò che ti serve: supermercati, locali, ottimi ristoranti e negozi. Se invece preferisci qualcosa di più tranquillo, puoi decidere di dormire a Pag città, a sud. La villa è molto bella, posizionata in centro, la camera piccolina ma aveva tutto il necessario e soprattutto pulita. Complimenti a tutto lo staff che si è dimostrato essere molto professionale e gentile (la villa è gestita dai figli dei proprietari), oltre che molto generoso: i ragazzi ci hanno sempre offerto qualcosa da bere (birra, spirits locali o caffè espresso) e alla nostra partenza ci hanno regalato una bottiglia di buon vino rosso.

Aggiornamento: leggi la nostra intervista dall’isola di Pag, pubblicata su Corriere della Sera!

Split

Lasciata Pag, ci siamo diretti verso la città di Split (Spalato), dove abbiamo soggiornato solo una notte in attesa di prendere il traghetto che ci avrebbe condotto verso l’isola successiva. Stiamo parlando della seconda città della Croazia per grandezza e importanza, nonché tappa imprescindibile del nostro on the road nella Dalmazia centro-meridionale. Vale certamente la pena fare una sosta per visitare il bellissimo Palazzo di Diocleziano, un magnifico esempio di architettura romana, una piccola città nella città, costruito in pregiata pietra bianca, che ha fatto da sfondo anche alla famosa serie Il Trono di Spade (come Mdina sull’isola di Malta, ricordi?).

Video: @Pablo Camacho

A dispetto del nome, non aspettatevi di visitare una reggia costituita da un unico edificio. Il palazzo di Diocleziano è più simile a una piccola cittadella costituita da due strade che si incrociano, formando quattro zone separate. La sua funzione originaria era un misto di residenza imperiale e fortezza militare; oggi all’interno del palazzo si possono contare più di 200 edifici, molti dei quali abitati o adibiti a negozi, bar o ristoranti. Costruito con la splendida pietra bianca di Brac ed altri marmi pregiati, che creano un suggestivo contrasto con il blu del mare sullo sfondo, il palazzo di Diocleziano è un labirinto in cui è un piacere perdersi per ore, esplorando ogni angolo e scorcio.

http://www.croazia.info/dalmazia/spalato/

Potevamo non assaggiare anche qui un buon bicchiere di vino locale? Se vuoi fermarti in un posticino davvero particolare, cerca la Marvlvs Library Jazz Bar, un jazz bar/libreria che si dice essere la casa natale del poeta più famoso dell’intera Croazia, oppure siediti nel peristilio del Palazzo, presso il Lvxor Kavana & Restoran, per una serata scandita dal ritmo della musica locale suonata dal vivo. Voto 10 per l’atmosfera.

Hotel: a Spalato abbiamo dormito solo una notte, in una stanza di un piccolo B&B ricavato all’interno di uno dei palazzi storici, il Bed & Atmosphere Rooms. La camera era carina e moderna, unico neo: niente ascensore e salire i piani di questi palazzi antichi con i nostri bagagli pesanti non è stato il massimo (anche perché essendo in pieno centro l’auto va lasciata nel parcheggio più vicino, a pagamento). La colazione era inclusa ma veniva servita in un ristorante poco distante: ottima e completa.

Brac

Altro giro, altra isola da visitare! Lasciata Split con il traghetto (circa 1 oretta di viaggio), siamo giunti sull’isola di Brac, la più grande isola di tutta la Dalmazia. Sull’isola arrivano numerosi visitatori che desiderano vedere dal vivo la spiaggia più fotografata di tutta la Croazia, Zlatni Rat a Bol, detta anche il Corno D’Oro, in quanto composta da ciottoli che si protendono in una lingua verso il mare. L’aspetto interessante di questa spiaggia è che cambia in continuazione la sua forma, essendo sotto l’influenza dei venti, delle onde e delle correnti marine. Inoltre, a partire dalle ore pomeridiane, diventa il set di incredibili acrobazie di kitesurf!

Nonostante questo richiamo, Brac è un’isola meno turistica e mondana rispetto alla vicina Hvar e rappresenta un’ottima scelta per chi cerca una meta facile da raggiungere, un mare pulito e un paesaggio naturale suggestivo fatto di pinete, macchia mediterranea e dirupi scoscesi. L’isola è inoltre conosciuta per aver fornito la pregiata pietra bianca per la costruzione del Palazzo di Diocleziano a Spalato e, secondo rumors locali, anche per uno degli edifici più famosi al mondo, la Casa Bianca. 😵

Sull’isola abbiamo trascorso 5 giorni, volevamo goderci un po’ di mare e tranquillità essendo anche la penultima tappa del nostro viaggio on the road. Un’intera giornata l’abbiamo dedicata alla scoperta delle numerose calette, accessibili tramite una piccola imbarcazione che è possibile noleggiare al porto di Bol. Quando dico piccola intendo davvero microscopica! Ma diciamo che ha svolto egregiamente il suo compito e abbiamo passato così una splendida giornata in mare soli soletti…

Il giorno seguente invece siamo andati alla scoperta delle isole vicine tramite un’escursione organizzata. Abbiamo così visitato Hvar, Vis, la famosa Blue Cave (o Grotta Azzurra) e la Stiniva Cove, un tempo grotta ora crollata e divenuta una celebre spiaggia (trovi qui la descrizione e i costi di un tour più o meno simile). Personalmente ho apprezzato molto la piccola isola di Vis, set del celebre musical Mamma Mia, ci risiamo! e meta ideale per una vacanza in totale relax. E la spiaggia alla Stiniva Cove, raggiungibile solo a nuoto dall’imbarcazione, ma davvero spettacolare (mi ha ricordato un pochino la spiaggia di Phi Phi Island).

Hotel: abbiamo soggiornato 4 notti presso una delle camere di Nono Ban. Questa sistemazione mi aveva incuriosita fin da subito, essendo non sul mare ma su di una collina, tra gli uliveti. La località è davvero molto tranquilla e isolata, la sera era visibile la via lattea in cielo! Sono però rimasta un po’ delusa per alcuni motivi:

  • in 5 giorni non ci hanno mai rifatto la camera; una volta puntualizzato questo aspetto si sono scusati, ma non capisco come ci si possa “dimenticare” di sistemare una camera
  • sul sito le stanze sono classificate come 4 stelle ma gliene darei 3 al massimo (in effetti il prezzo era più da tre che da quattro)
  • alcuni piccoli accorgimenti avrebbero reso il soggiorno più piacevole, come ad esempio sistemare le luci nel patio e all’ingresso che non hanno mai funzionato.

Peccato perché la location è da 10 (si tratta di piccole casette costruite con la pietra locale), il ristorante 10+ (tra l’altro servono un ottimo gin tonic! 🤩 ) e lo staff è molto gentile. Un piccolo sforzo e diventerebbe perfetto. Lo consiglio comunque perché si spende il giusto e la camera è davvero molto grande.

Camera doppia con patio scelta da noi. Foto: villas-croatia-nonoban.com/en

Zadar

Ultima tappa del nostro tour in Croazia, la città di Zadar. Abbiamo scelto questa meta per due motivi: 1- volevamo spezzare il viaggio di ritorno verso casa con una tappa intermedia e 2- visitare un altro parco naturale, quello delle isole Kornati, raggiungibile per l’appunto da questa città. Prima però di raggiungere la nostra ultima destinazione (ed essendo anche il compleanno di @divenirio), abbiamo deciso di fare una piccola deviazione lungo il percorso e di passare la giornata al Parco Nazionale di Krka. Si tratta di uno dei più bei parchi della Croazia, meno scenografico di Plitvice, ma altrettanto bello da visitare. E dettaglio da non sottovalutare: in una delle vasche naturali create dal fiume è possibile fare il bagno durante i mesi estivi, sotto la grande cascata. Potevamo farci scappare questa ghiotta occasione?

Anche in questo caso il parco è visitabile attraverso delle passerelle in legno e dei sentieri tracciati che portano alla piscina naturale e alla cascata. Munirsi di scarpette per gli scogli! Puoi depositare la borsa e altri oggetti personali in alcune cassette di sicurezza, a pagamento. Un consiglio: se entri dal piccolo borgo di Skradin è possibile percorrere il fiume in barca e approfittare di questa escursione circondati da uno stupendo panorama naturale. Purtroppo noi siamo entrati dalla direzione opposta (Lozovac), arrivando in auto da Split.

Arrivati a Zadar, abbiamo depositato i bagagli e cercato un parcheggio vicino alla nostra stanza in modo tale da avere il tempo necessario per goderci il famoso tramonto sul lungomare. Famoso perché oltre ad essere un bellissimo tramonto, qui è stato costruito l’Organo Marino, il primo organo al mondo ad essere suonato dal mare. Sì, hai letto bene! Si tratta di un organo formato da 35 canne di diversa inclinazione, forma e lunghezza che grazie al moto ondoso dell’acqua producono suoni continuamente diversi, modulati secondo sette accordi e cinque tonalità. Cosa c’è di più straordinario della dolce luce del tramonto accompagnata dalla musica, suonata dalle onde?

Fate in modo di arrivarci mentre viene sera, poi chiudete gli occhi. Siamo sul molo di Zara, la meno nota fra le città d’oro del litorale croato, insieme a Spalato e Dubrovnik. Ancona è lì di fronte, superato l’Adriatico che qui scintilla calmo tra una miriade di isole. C’è una scalinata di pietra bianca, si sentono le voci di chi passa. Restate a occhi chiusi, però, e non abbiate fretta. La riconoscerete dopo un po’, dalla sua dolcezza. Ãˆ la sinfonia delle onde del mare, fatta di suoni lievi e malinconici.

http://www.vanityfair.it

Anche in virtù di tutto questo, tornano attuali le parole di Alfred Hitchcock, il quale, in visita in città nel maggio del 1964, rimase incantato ammirando il crepuscolo dalla sua stanza d’albergo. “Questo è il più bel tramonto del mondo” disse. Possiamo dargli torto?

Ma lo spettacolo continua… Poco lontano, infatti, il molo prende vita in un cerchio di luci colorate, soffuse, che illuminano la notte. Le luci si muovono e giocano, in armonia con i suoni del mare. Capita ogni sera e si chiama Saluto al Sole. Fino a qualche tempo fa, questo lato della città era una zona degradata e priva di ogni interesse; oggi, grazie all’opera dell’architetto croato Nikola BaÅ¡ić, il molo di Zara ospita due installazioni uniche, parte di un progetto di riqualificazione che ha dato all’area una nuova identità.

Parco Nazionale delle isole Kornati

Devi sapere che io a Zadar ero già stata circa 20 anni fa 😱 Ero stata in visita in città e avevo soggiornato sull’isola di Ugljan, approfittando poi della vacanza per visitare il Parco Nazionale delle isole Kornati. Così ho deciso di tornarci per ri-vedere insieme a @divenirio questo spettacolo della natura: + di 100 isole che coprono un’area di 320 kmq, comprese tra le isole Zirje, Dugi Otok o Isola Lunga e Pasman. Numeri a parte, parliamo di uno dei tratti di mare che attrae maggiormente i turisti di tutto il mondo, gli appassionati di immersioni e coloro che amano la natura incontaminata e selvaggia. Guarda il video 👇

Kornati – Mavic Pro – Video: @effegi PD

Avendo solo un giorno a disposizione, ho preferito affidarmi ad una delle classiche escursioni organizzate che si trovano facilmente a Zadar, anche se non sono stata completamente soddisfatta in quanto i punti del parco toccati non sono stati esattamente come li ricordavo. Peccato! Siamo però attraccati in un’area molto bella che comprendeva una scogliera panoramica da una parte e un lago salato dall’altra, dove siamo andati a fare un tuffo.

Hotel: in città abbiamo scelto come opzione di soggiorno una stanza in centro, dove abbiamo trascorso due notti. La camera si trova negli appartamenti Mareta Exclusive ed è veramente molto bella e moderna. Siamo stati accolti da un giovane ragazzo che ci ha spiegato in pochi minuti cosa visitare in città, dove mangiare e parcheggiare l’auto per spendere il meno possibile. Ci ha persino messo in contatto con la persona che ha organizzato poi l’escursione al parco delle isole Kornati. Servizio super, consigliato!

Tips: una città molto carina che puoi aggiungere al tuo tour scendendo verso Split o risalendo verso Zadar è la cittadina di Trogir. Patrimonio Unesco dal 1997, è un vero gioiello medievale chiuso all’interno delle mura su un piccolo isolotto collegato alla terraferma. Oppure puoi decidere di allungare il tour e scendere ancora più a sud fino alla celebre città di Dubrovnik. Noi abbiamo preferito non rischiare a causa delle restrizioni imposte dalla situazione COVID-19 (per accedere alla città via terra è infatti necessario entrare in Bosnia per un certo tratto di strada, accesso che non era consentito ad agosto dal governo italiano), ma è una città che vale sicuramente una visita quando si è da queste parti in Croazia. Infine, per non farsi mancare nulla, fermati per un gelato in Slovenia, nella cittadina di Piran, prima di rientrare definitivamente in Italia!

Tools: Booking, TripAdvisor.

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Natale a Malta

Dove: Isola di Malta 🇲🇹

Come: Viaggio di Natale, in coppia.

Quando: Natale 2019.

Budget: 1000 euro circa, in due.

Durata: 6 giorni.

Da qualche anno a questa parte, ogni Natale decidiamo di passare le festività fuori casa e in viaggio verso qualche nuova destinazione. Quando possibile, viaggiamo con la famiglia, in alternativa partiamo da soli, come in questo caso. Per il Natale 2019 abbiamo iniziato a pianificare e a pensare ad una possibile meta già prima dell’estate e durante la nostra ricerca abbiamo preso in considerazione diverse possibilità tra cui Dubai, Oman, Mosca, Giordania, Maldive (come per il Natale 2018, leggi l’articolo)… Tutto questo ovviamente prima del nostro super viaggio americano on the road dello scorso agosto (a proposito, lo hai letto? Lo trovi qui!), ma una volta rientrati e dopo aver stilato la lista di tutte le spese sostenute per la nostra bellissima (ma cara 🤑) esperienza made in USA, abbiamo deciso di orientarci verso una destinazione decisamente più economica. Periodo scelto: la settimana di Natale. Isole visitate: Malta, Gozo e Comino.

Malta

Abbiamo deciso di soggiornare sull’isola di Malta e precisamente a Sliema, una cittadina abbastanza movimentata e vicina alla capitale dell’isola, La Valletta (guarda la distanza). L’hotel scelto per la nostra vacanza è stato l’Azur Hotel By St Hotel – Gzira, un carinissimo hotel 3 stelle situato vicino al mare e prenotato tramite Booking.com (con pagamento in loco, scelta sempre molto comoda quando si prenota con largo anticipo). Carinissimo perché per essere un 3 stelle ⭐️⭐️⭐️ non mancava proprio nulla: la stanza era ampia e moderna, molto pulita e silenziosa (nonostante il nostro balcone guardasse direttamente sulla strada), il bagno abbastanza grande e con una bella doccia ampia. Abbiamo scelto la soluzione con colazione inclusa per non dover cercare ogni mattina un locale dove mangiare (anche se qui non mancano di certo) e devo dire che siamo rimasti soddisfatti. Plus: Sliema è una città perfetta da scegliere come base di appoggio per la scoperta dell’isola di Malta, i locali e i ristoranti abbondano così come i servizi barca e i tour organizzati per le altre isole. Inoltre è una località movimentata, non manca certo il divertimento!

Prima della partenza abbiamo poi deciso di noleggiare un’auto tramite il servizio Ryanair e non potevamo optare per una scelta migliore! L’isola va decisamente esplorata da nord a sud, da est a ovest e l’auto è il mezzo ideale per questa stagione, per spostarsi praticamente ovunque, in totale autonomia. Ricordati però che qui si guida dalla parte opposta! 😅 Molte persone scelgono invece di muoversi tramite il servizio bus che percorre tutta l’isola, ma che noi non abbiamo mai provato. Da quello che ho potuto vedere però sembra essere davvero efficiente.

Le tranquille stradine di Birgu
Le porte rosse di Malta

Cosa visitare a Malta? Sicuramente La Valletta, capitale dell’isola, con i suoi vicoli e i balconi in legno tutti colorati. Da non perdere i Giardini Barrakka da dove godere di una splendida vista sul Grand Harbour. Poi le Tre città, ovvero Bormla, Birgu e Isla, raggiungibili dalla capitale tramite traghetto in pochissimi minuti. Il paesino di pescatori di Marsaxlok, a sud, con le sue barchette colorate, ideale per un pranzo a base di pesce fresco. I Dingli Cliffs, le alte scogliere da dove puoi godere di un panorama mozzafiato e trascorrere dei momenti di relax a contatto con la natura selvaggia. Golden Bay, per ammirare dei tramonti da favola, sulla spiaggia sabbiosa. E ancora Mdina, l’antica capitale, detta anche la città silenziosa, che custodisce ancora le antiche dimore dei nobili di Malta, e poco distante la sorella Rabat, che un tempo formavano un’unica città, ora divise da un fossato. E infine una vera chicca per gli appassionati delle serie TV: lo sapevi che qui e in altre location dell’isola hanno girato alcune scene della prima stagione de Il Trono di Spade? 😍

I Luoghi di Game Of Thrones – Video: @Jessicalady

Una menzione particolare meritano i templi megalitici di Hagar Qim e Menaidra, riconosciuti come Patrimonio dell’UNESCO e che si dice siano addirittura più antichi del ben più noto sito di Stonehenge. Hagar Qim sorge sulla sommità di una collina e fu scoperto nel 1839. I reperti archeologici ritrovati nel tempio suggeriscono che venne costruito tra il 3600 e il 3200 AC, periodo noto come la fase Ggantija di Malta. A soli 500 metri di distanza, scendendo verso il mare, si trova invece il tempio di Menaidra, che si compone di tre edifici disposti a trifoglio e uniti da un piazzale principale. Ti consiglio di acquistare un’audioguida con solo 1 euro in più rispetto al costo del biglietto, utile per conoscere i dettagli della storia antica di Malta e di questi siti.

L’ultimo giorno di permanenza sull’isola siamo saliti verso nord per visitare il famoso Popeye Village. Un dettaglio curioso: il villaggio è nato come set cinematografico della produzione musicale del 1980 “Popeye” ed è diventato oggi una delle maggiori attrazioni turistiche di Malta, un vero parco divertimento dedicato soprattutto ai bambini. Noi abbiamo deciso di non entrare ma di ammirarlo dall’alto della scogliera per scattare qualche foto al tramonto (anche perché era ormai tardi e in inverno chiude alle 16:30!).

Gozo

Un giorno della nostra vacanza lo abbiamo interamente dedicato alla visita della vicina isola di Gozo. Per arrivare ci siamo imbarcati a nord di Malta e in circa 20 minuti siamo sbarcati al porto principale. Abbiamo deciso di portare con noi anche l’auto, per essere liberi di girare in autonomia per tutta l’isola. Il costo del biglietto è di soli 20 euro (2 persone + 1 auto) e i traghetti operano 24 ore su 24. Davvero un servizio molto comodo (trovi tutte le informazioni sul sito della compagnia).

Cosa vedere a Gozo? Il mio consiglio è quello di girovagare per l’isola, il bello è anche un po’ perdersi nei paesini, osservare la lenta vita locale e soffermarsi sui particolari che attirano la tua curiosità. Presta solo attenzione alle strade perché a volte sono sterrate e con delle buche mica da ridere… 😲

Oltre al girovagare senza meta, sicuramente merita una visita la città di Vittoria (Rabat) e il suo Grand Castello, ovvero la cittadella fortificata. Restaurata recentemente, ospita al suo interno tutte le maggiori attrazioni storico-culturali di Gozo tra cui la Cattedrale dell’Assunta e vari edifici storici, diventati oggi una serie di musei.

La Cittadella
Le mura

Se capiti a Vittoria verso l’ora di pranzo ti consiglio di fermarti per un panino o un piatto caldo da Cafe Jubilee, direttamente sulla piazza della città. Un piccolo pub in stile inglese molto carino e confortevole!

Dopo un po’ di storia e cultura è il momento di tornare nella natura! Ci siamo così diretti verso la famosa Finestra Azzurra, purtroppo crollata nel 2017 a causa dell’erosione del mare, ma comunque da vedere (leggi l’articolo). Si trattava di un arco naturale, piatto in cima, che si trovava sul mare a Dwejra. Ora quello che si può ammirare è solo la parte restante della roccia attaccata alla terraferma, ma il sito è comunque un punto panoramico che vale una sosta.

Quel che rimane della Finestra Azzurra
Mare a Dwejra

Comino

Una volta tornati al porto di Gozo ci mancava solo un’isola da visitare: la piccola Comino. Dopo il nostro girovagare senza meta per le strade di Gozo siamo tornati a MÄ¡arr, ormai quasi al tramonto… ma non avevamo altra occasione se non questa per visitare l’isoletta e la famosa Laguna Blu. Così abbiamo deciso di unirci ad un piccolo gruppo in barca che stava ritornando a Malta e di fermarci qualche minuto a Comino. Sicuramente la versione estiva della celebre laguna è diversa rispetto a quella invernale, ma l’isola essendo disabitata e praticamente wild ha comunque sempre il suo fascino, anche in dicembre. La barchetta ci ha lasciati a Comino per circa 20 minuti, il tempo per un breve giro e qualche foto. Il tramonto sul mare però ha sempre un sapore speciale quindi ne è valsa la pena, anche se per poco. Il mare qui è davvero azzurro e il fondale sabbioso molto chiaro. Uno spettacolo della natura!

Laguna Blu

Tips: visita Malta in bassa stagione o nei periodi di minore affollamento e te ne innamorerai! Le città e i siti sono tranquilli, il traffico è gestibile e le temperature miti (ci sono stati sempre circa 15-17 gradi). Inoltre si tratta di una destinazione abbastanza economica, quindi perché no? Attenzione solo al vento invernale che in certi punti, soprattutto in prossimità delle scogliere, può risultare forte e fastidioso. Quindi sì a vestiti più leggeri rispetto al freddo di Milano, ma sciarpa e cappello sempre! 🤠

Tools: Booking, SkyScanner, TripAdvisor.

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USA on the road

Dove: California, Nevada, Utah e Arizona, Usa 🇺🇸

Come: Viaggio di coppia, fai da te.

Quando: Agosto 2019.

Budget: +6500 € in due.

Durata: 20 giorni.

Voli: Swiss Air, un solo scalo a Zurigo, durata volo 12 ore circa. I voli sono stati acquistati a febbraio per agosto.

Visto: per entrare negli USA serve l’Esta (Electronic System for Travel Authorization), lo puoi richiedere in autonomia, collegandoti al sito.

Un viaggio on the road di 3 settimane tra California, Nevada, Utah e Arizona. Da quanto tempo lo sognavo? Tantissimo, soprattutto per riuscire a vedere con i miei occhi tutti quei luoghi che avevo visto fino a quel momento solo nei film o nelle serie TV. Eppure non mi ero mai veramente interessata ad organizzare un on the road di questa portata fino a che, verso la fine del 2018, fantasticando sul viaggio dell’estate, Davide non mi ha chiesto Andiamo in America? (è vero, ultimamente sta decidendo sempre lui le mete dei nostri viaggi! 🙃 vedi Zanzibar e Maldive). E così, verso fine ottobre 2018, ho iniziato a spulciare gli hotel e a buttare giù un possibile itinerario… ed eccolo qui!

USA on the road: itinerario di viaggio

C’è così tanto da raccontare e così tanto da consigliare! Questo sarà un resoconto di viaggio un po’ diverso dagli altri vista la mole di informazioni che scriverò qui sotto… Ma andiamo per ordine e iniziamo con la prima città, nonché tappa di arrivo e di partenza del nostro tour americano 🇺🇸.

Los Angeles

LA, ovvero la città degli angeli. Non avevo grandi aspettative prima di arrivare, è vero parliamo della California, quella che tutti sognano di visitare almeno una volta nella vita, eppure più volte avevo sentito parlare male della città, non volevo quindi essere delusa. Invece devo dire che l’ho apprezzata e amata, non tanto come grande città, quanto come insieme di quartieri differenti, a tratti strani, ma tutti assolutamente da scoprire, quasi delle piccole cittadine a sé stanti. Ci abbiamo dedicato in totale 4 giorni. Troppi? Troppo pochi? Per noi, il giusto. Il primo giorno è praticamente volato via tra ritiro bagagli, ritiro auto, ricerca della strada verso l’hotel… e poi cerca di ambientarti nelle enormi highways americane 🤪… e così ci è rimasta praticamente solo la serata libera che abbiamo dedicato ad un primo assaggio di America, con un hamburger da In-n-out.

Per le strade di LA

Nei tre giorni successivi invece siamo stati rispettivamente a Downtown, Hollywood, Beverly Hills, Malibu, Santa Monica, Venice Beach. E per finire, gli Universal Studios.

Downtown non è niente di che, la vedi perché a mio avviso non puoi non andarci visto che sei in città, ma non ha molto da offrire. Inoltre non c’era quasi nessuno per le strade… forse perché era agosto? Non lo so, ma so per certo che qui troverai parcheggi salati e cappuccini altrettanto cari 😂 Merita una menzione il Grand Central Market, il mercato coperto che ho trovato interessante e che avrei scelto volentieri per un pranzo o una cena se fossi stata in zona nei giorni successivi (purtroppo non è successo).

Nel pomeriggio ci siamo spostati sulla Walk of Fame, in zona Hollywood, per una passeggiata sulla famosa strada delle stelle. Stelle che a stento riconoscevo, ma la Walk è abbastanza lunga e a mano mano che ti avvicini al centro della via e al Teatro Cinese spuntano i nomi più interessanti e conosciuti. Anche qui conti salati, ma siamo in America no?

La giornata non era ancora finita, avevamo ancora una zona della città da visitare per quel giorno: Beverly Hills! Forse il mio quartiere preferito, molto ordinato e pulito, con queste stupende ville una a fianco all’altra e tutte così diverse. Ovviamente non poteva mancare una passeggiata a Rodeo Drive… ricordi il famoso film con Julia Roberts? Ormai si era fatta sera e per cena ci siamo spostati su Sunset Boulevard, da Mels, locale in stile anni ‘50 trovato grazie ai post di Alessia Marcuzzi (che è stata qui qualche giorno prima di noi).

Pretty Woman goes shopping

Malibu, Santa Monica e Venice Beach

Il giorno 3 lo abbiamo dedicato alle famose spiagge della California! ☀️ Sveglia di mattina presto e via di corsa sulla Highway che costeggia l’oceano. La prima destinazione della giornata è stata Malibu, la più lontana da LA, ma avevo deciso di allungare la strada la mattina per poi tornare indietro la sera, per essere così al tramonto in zona Venice (scelta che ti consiglio). Malibu è una zona tranquilla caratterizzata da ville grandi e piccole a ridosso della spiaggia (probabilmente di proprietà di qualche star di Hollywood), qualche ristorante (tra cui il famoso Nobu) e un pontile dove fare una passeggiata fino alla fine, dove troverai un delizioso locale ideale per un pranzo o una colazione (cara ovviamente 🤑 ma deliziosa!), il Malibu Farm Pier Cafe. Diciamo un primo assaggio di California.

Malibu Pier

Tornati in auto, ci siamo spostati verso la seconda meta della giornata, Santa Monica. Una enorme spiaggia di sabbia dorata con al centro il famoso Pier. Sicuramente l’avrai visto in numerosi film: un molo lunghissimo con sopra niente meno che un intero luna park! Musica, cibo, personaggi strani… e in fondo una bellissima sorpresa (vedi foto qui sotto)! Lo sapevi che in questo punto termina la famosa Route 66?

Terza e ultima tappa della nostra giornata a tema mare, Venice Beach, ovvero la nostra spiaggia preferita dove abbiamo trascorso il pomeriggio fino al tramonto. L’atmosfera qui è davvero speciale: innanzitutto ricorda molto Baywatch e già questo ci ha gasato tantissimo, inoltre ci sono un sacco di locali e negozi lungo la spiaggia dove poter fare una passeggiata o bere qualcosa. Infine lo skate park: quanto sono cool i ragazzi che si lanciano sulla tavola inscenando mille acrobazie?

Tramonto californiano

L’ultimo giorno a LA lo abbiamo dedicato principalmente agli Universal Studios. Avevo acquistato il biglietto qualche giorno prima della partenza, direttamente dal sito Get Your Guide, e alle 8:30 della mattina eravamo già pronti ad entrare nel parco. Fortunatamente non abbiamo trovato code, siamo entrati senza aspettare troppo e all’interno la giornata è trascorsa senza intoppi. Consiglio quindi di arrivare presto per non incappare nella ressa (e di andare magari in settimana, per evitare le lunghe code del weekend). Verso il tardo pomeriggio abbiamo deciso di uscire dal parco e avendo ancora qualche ora prima del tramonto a nostra disposizione le abbiamo dedicate alle colline di Hollywood (e devo ammettere che dopo una giornata frenetica passata agli Studios è stato davvero rilassante camminare un po’ nella natura). Abbiamo lasciato l’auto sotto le colline e siamo saliti a piedi attraversando un bel parco, fino in cima all’Osservatorio Griffith. Il panorama da qui è davvero stupendo! Consiglio di portare sempre con sé una felpa, verso il tramonto l’aria diventa fresca.

Hotel: abbiamo soggiornato 4 notti all’Hollywood Inn Suites, una nuova struttura con camera molto grande e un lettone super comodo. Arredamento moderno, parcheggio gratuito e cappuccino gratis ogni mattina! Ci siamo trovati molto bene, nulla da dire. L’unica pecca forse la posizione un po’ decentrata (vicino alla zona aeroporto), ma alla fine a Los Angeles tutto è lontano da tutto, l’auto serve per raggiungere qualsiasi punto della città. Attenzione al traffico…

Sequoia National Park

Se entri nel sito leggi in prima pagina “A land of Giant” e in effetti è davvero così, qui vivono i giganti! Ma andiamo per gradi… Dopo aver lasciato la città di LA ci siamo diretti verso quella che sarebbe stata la nostra seconda destinazione del tour ed il nostro primo parco: il Sequoia National Park. Dopo circa un paio d’ore alla guida ci siamo fermati nella cittadina di Bakersfield (dove avevamo prenotato l’hotel per la sera) per lasciare i bagagli più pesanti, ma siamo subito ripartiti con destinazione il parco (che dall’hotel distava ancora circa un paio d’ore d’auto. Sì le distanze in America sono enormi!). All’ingresso abbiamo deciso di acquistare il pass annuale ovvero la card America the Beautiful: con un costo di 80$ ti permette di entrare nei parchi americani (ti conviene farla per risparmiare solo se nel tuo on the road inserisci almeno 3 parchi).

I giganti

Il parco lo si gira in auto o almeno fino in quota dove si raggiunge la Giant Forest, casa delle sequoie. L’impatto è davvero forte e le sequoie sono davvero giganti! E’ incredibile pensare che questi alberi si trovano solo qui, in questa area della Sierra Nevada. Il parco è ben organizzato, è possibile guidare fino alle principali aree di interesse oppure usufruire del servizio navetta gratuito. Passeggiare in questo ambiente naturale, ammirare le sequoie, osservare gli scoiattoli e godere del clima mite della montagna è stato davvero molto, molto rilassante (e rigenerante).

Sequoie giganti

Hotel: come anticipato prima, abbiamo soggiornato nella cittadina di Bakersfield. Abbiamo scelto questo punto d’appoggio in quanto a metà strada tra il Sequoia National Park e la nostra tappa successiva, la Death Valley (guarda qui). Essendo arrivati la sera, non abbiamo visitato nulla della città, se non il ristorante per la cena (il mitico Denny’s, che come dice la mia amica @Ilaria, molto spesso in America ti salva la vita e il portafogli!). L’hotel scelto per questa tappa è stato La Quinta by Wyndham Bakersfield North. Ho dato un bel 10 a questa struttura: il personale è stato sempre molto gentile e disponibile con noi, oltre che sempre sorridente, la camera era grande e molto pulita, il parcheggio gratuito e la colazione inclusa. Ben fatto La Quinta!

Death Valley

Durante un on the road non c’è mai tempo da perdere, si deve procedere spediti secondo il programma prestabilito… e così il giorno successivo siamo ripartiti di buon’ora, destinazione Death Valley! Anche in questo caso il parco lo si attraversa completamente in auto in primis perché è immenso ma soprattutto perché le temperature sono davvero molto alte, almeno in agosto. Curiosità: il picco di temperatura massima del parco si è avuto il 16 settembre 1913 quando sono stati registrati ben 56,7 °C! La Valle della Morte si trova ancora in California, ma termina in Nevada quindi una volta usciti abbiamo cambiato stato per la prima volta durante il nostro viaggio.

L’ingresso della Valle della Morte

Inutile dire che anche questo parco è organizzato molto bene: strade ben segnalate, pulite e praticamente perfette, servizi wc presenti anche in queste aree deserte (tutti i parchi americani sono molto, molto puliti e organizzatissimi!). La Death Valley mi è piaciuta molto perché presenta delle zone molto diverse tra loro: ci sono le dune di sabbia, le rocce colorate, il Badwater Basin ovvero un bacino di un grande lago preistorico prosciugato posto nel punto più basso del Nord America (ben 86 metri sotto il livello del mare)… Qui è dove abbiamo registrato la temperatura più alta di tutta la vacanza, 50 gradi! 🥵 Importante ricordare che: ci sono solo un paio di pompe di benzina nel parco, forse tre, meglio arrivare con il pieno alla macchina; sempre al centro della Valle si trova un’oasi dove è possibile acquistare qualcosa di fresco e qualcosa da mangiare (noi ci siamo presi dei panini e un gelato) ma per il resto tutto deserto!

50 gradi e sentirli tutti!

Hotel: ti ho detto prima che uscendo dalla Death Valley si entra in un nuovo stato, il Nevada. Abbiamo deciso quindi di dormire nella prima cittadina superato il confine, Beatty, una piccola città da vero film made in USA! L’hotel scelto per questa pausa è stato in realtà un motel, il Death Valley Inn & RV Park. L’ho trovato molto carino e poi ci piaceva l’idea di provare finalmente un motel americano. Stanza grande, pulita, colazione non inclusa (non viene servita in questa struttura) ma nessun problema: difronte c’è un locale vintage chiamato Mel’s (non è lo stesso di LA) che è stato perfetto per la nostra breakfast americana! Sempre a Beatty ti segnalo un saloon dove cenare: l’Happy Burro Chili and Beer. Ricordo ancora oggi l’atmosfera rilassata che si respirava qui e la tranquillità della gente del posto. Senza dimenticare che fuori dalle grandi metropoli costa tutto molto meno, eravamo finalmente felici di poter spendere i nostri dollari con tranquillità! 😀

Las Vegas, baby!

Finalmente era giunta l’ora di dirigersi verso una delle città che più avevo voglia di visitare, Las Vegas! Dopo circa 3 ore di guida nel nulla che più nulla non si può, sulla strada si apre una valle e si intravedono i primi grattacieli. Da questo punto in poi tutto diventa esagerato: hotel che sembrano mini città, palazzi stranissimi, personaggi in costume che girano per le strade, caldo, luci, suoni, casinò e fontane danzanti! Benvenuti a Las Vegas! Come prima cosa siamo andati alla ricerca del nostro hotel e del parcheggio (che non è una cosa così semplice visto il traffico) e successivamente ci siamo diretti verso il check in per lasciare i bagagli e partire così alla scoperta della città. L’hotel che abbiamo scelto è stato il Flamingo, struttura consigliata da amici e con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Mi è piaciuto subito perché è un hotel tutto pink 💓e con all’interno una piccola riserva naturale dove ci sono dei veri fenicotteri rosa! La camera era ampia il giusto, ben arredata e ovviamente pulita… ma la vera chicca è stata la favolosa vista sulla Strip e sul Caesars Palace. Inoltre l’hotel ha qualcosa di storico, essendo stato uno dei primissimi casinò ad essere costruito a Las Vegas. Consiglio di passare un pomeriggio in piscina per qualche ora di relax e per gustare un big Margarita (pagato ben 27$!).

Flamingo by night
Pool Party & Margarita

A Las Vegas siamo stati 2 notti perché non volevamo correre subito verso la tappa successiva e anche perché da questa città potevamo raggiungere lo Zion Park… ma non ci sono solo parchi vicino a Las Vegas, c’è anche qualcosa di diverso che ha stuzzicato subito la nostra curiosità. La famosa Area 51! 👽Cosi, abbiamo deciso di mettere in pausa per un giorno la natura (lo Zion lo vedremo la prossima volta!) e di andare alla ricerca di alieni. In due ore circa di auto – nel nulla (che strano) – si arriva a quella che è stata definita la Extraterrestrial Highway, ovvero la strada che porta ad un paesino dimenticato dal mondo, Rachel, e ovviamente all’ingresso dell’Area 51.

Sulla strada troverai: un capanno adibito a museo/negozio di souvenir con all’esterno un alieno gigante, il cartello stradale che segnala l’inizio della strada dove scattare una fotografia, un locale/hotel/hamburgeria a tema alieni (carino ed economico) e ovviamente l’ingresso dell’Area 51 (che altro non è che un cancello con infiniti cartelli di divieto e telecamere ovunque). Vale la pena? Per noi sì, è stato strano essere lì fisicamente in quella famosa area così misteriosa ed osservare i caccia che volavano radenti la valle. Sulla via del ritorno abbiamo poi deciso di allungare un po’ la strada e arrivare fino alla Hoover Dam (se hai visto il film Transformers sai di che cosa sto parlando). Un consiglio: la diga si trova al confine tra due stati, il Nevada e l’Arizona. Il parcheggio in Nevada costa qualcosa come 10$ mentre in Arizona è gratuito…

Diga di Hoover

Monument Valley, Horseshoe Bend e Lake Powell

Ciao ciao deserto del Nevada 🌵 è tempo di continuare il tour verso la famosa Monument Valley e di sconfinare ancora una volta in un nuovo stato, in questo caso in Arizona. Questo tratto di strada è stato il più lungo tra tutti quelli affrontati perché dovevamo arrivare prima di tutto fino alla città di Page (in circa 4 ore) e poi da lì proseguire verso la Monument Valley che altrimenti non avremmo visto. 6 ore in totale per raggiungere la riserva indiana ed entrare finalmente nella valle. La Monument Valley è uno dei simboli degli Usa occidentali e si trova al confine tra due stati, Utah e Arizona, in un’area abbastanza isolata che dista più di 70 km dalla cittadina più vicina, Kayenta. Anche in questo caso, la valle si visita in auto e man mano che si arriva in prossimità dei punti più interessanti è possibile fermarsi e fare qualche passo nell’area o scattare qualche fotografia.

Monument Valley

Ti consiglio di restare qui fino al tramonto per godere dello spettacolo della luce sulla terra rossa. Se vuoi, è possibile dormire all’interno presso l’hotel The View. Attenzione perché questo parco non è coperto dal pass America the Beautiful in quanto riserva indiana; è necessario acquistare il biglietto d’ingresso in loco oppure online (ingresso standard a 20$).

Tornati a Page, il giorno successivo abbiamo suddiviso il tempo a nostra disposizione in tre attività: mattina Horseshoe Bend, mezzogiorno Antelope Canyon e pomeriggio Lake Powell. È tutto molto vicino, nei pressi della cittadina, motivo per il quale è stata scelta per il nostro stop di due notti.

Horsehoe Bend
Antelope Canyon
Relax al Lake Powell

Una menzione particolare merita l’Antelope Canyon, un canale di sabbia scavato dalla forza delle acque e percorribile a piedi insieme ad una guida Navajo. I giochi di luce e ombre al suo interno sono incredibili, cerca di prenotare il tour intorno a mezzogiorno, l’orario migliore. Anche in questo caso il biglietto si acquista a parte, online, ed è necessario muoversi per tempo, anche un anno prima, i posti vanno letteralmente a ruba!

Hotel: come anticipato, abbiamo dormito a Page, in Arizona. L’hotel che abbiamo scelto è stato il Days Inn & Suites by Wyndham Page Lake Powell. Avevamo una stanza grande con due letti da una piazza e mezza. La colazione era inclusa e come sempre pulizia impeccabile. La struttura è dotata di una piscina che non abbiamo però utilizzato, in quanto durante il nostro pomeriggio libero abbiamo preferito fare un tuffo al Lake Powell. Anche questo hotel approvato a pieni voti!

Grand Canyon

La tappa successiva è stata di sicuro la mia preferita per quanto riguarda i parchi naturali, finalmente siamo arrivati al Grand Canyon National Park. Partiti da Page, abbiamo percorso una strada di circa un paio d’ore fino ad arrivare all’ingresso nord del Canyon. La strada di per sé è stata molto bella in quanto ci ha permesso di passare dal panorama roccioso e arido di Page fino ad una vera e propria foresta. Il cambiamento non è stato solo di scenario ma anche di temperature: in poche ore siamo arrivati a soli 20 gradi (eravamo partiti da 35…)! Abbiamo deciso di fermarci nella parte nord del parco per godere di un giorno off, senza wifi, senza troppe persone intorno, solo natura all’interno di un vero e proprio bosco, quello che caratterizza appunto la parte nord del Canyon. Qui abbiamo dormito una notte all’interno del Grand Canyon Lodge North Rim, un insieme di carinissime casette di legno dislocate all’interno della foresta. Anche in questo caso le stanze vanno prenotate per tempo, noi ad esempio abbiamo riservato la camera già a febbraio per agosto.

Grand Canyon Nord

Qui abbiamo dedicato la nostra giornata ad una passeggiata fino ai punti panoramici più belli e ad una escursione in auto per raggiungere le aree più distanti dal Lodge che meritano di sicuro una visita. La parte nord del Grand Canyon non è molto affollata, qui si vive veramente a contatto con la natura (e con gli scoiattoli!) e ci si disconnette da tutto (il wifi non c’è e il telefono non prende). E’ stato stupendo ascoltare il vento, ammirare questo spettacolo della natura, osservare il tramonto e la sera l’immensità della via lattea… Consiglio anche di cenare presso il ristorante del Lodge, molto carino e dotato di vetrate a strapiombo sul Canyon. Un po’ caro rispetto ai soliti ristoranti, ma vale la pena per chiudere in bellezza una giornata perfetta.

In realtà la visita nel Grand Canyon non era ancora finita, infatti il giorno seguente dal nord siamo passati al sud. Guardando sulla mappa noterai che l’ingresso nord e quello sud, in linea d’aria, non sono poi così distanti… in realtà per raggiungere la parte più meridionale del parco devi calcolare almeno 3 ore di strada perché dovrai costeggiare il Canyon fino al raggiungimento dell’ingresso successivo.

Grand Canyon National Park

Noi abbiamo deciso di entrare da est e percorrere la famosa Desert View che costeggia la parte sud del Canyon, fino al Visitor Center. Anche in questo caso ci siamo fermati nei punti più importanti per dare un’occhiata e per scattare qualche foto ricordo.

Hotel: il secondo hotel che abbiamo dedicato al Grand Canyon in realtà si trovava fuori, a circa un’ora di distanza, nella cittadina di Flagstaff, il Little America. Super consigliato: per la pulizia, per la bellezza della struttura, per la piscina comoda per un tuffo rinfrescate dopo il tour del parco, per il servizio e la bellezza della camera 😍 Voto 10+.

Route 66

Arrivare a Flagstaff significava per noi solo una cosa: percorrere la famosa Route 66! Per chi ancora non lo sapesse, la strada più famosa d’America si estende fra Chicago e Santa Monica e può essere percorsa da Ovest a Est (partendo da Chicago) o da Est a Ovest (partendo da Santa Monica. Ricordi la nostra foto sul famoso Pier?). Purtroppo la Route 66 ufficialmente non esiste più, in quanto alcuni tratti sono stati assorbiti dalla moderna Interstatale 40. Per questo è importante prestare particolare attenzione ai cartelli stradali e ogni qualvolta si avvista il riferimento alla strada storica è necessario svoltare e uscire. Sulla Route 66 sono 4 i punti che ti segnalo e che abbiamo visitato personalmente: Flagstaff, Williams, Seligman e Oatman.

Flagstaff è stata la nostra città di partenza, dove abbiamo trascorso anche una notte. Ti consiglio sicuramente una sosta in quanto si tratta di una cittadina americana molto caratteristica e piacevole da visitare. Williams si trova subito dopo Flagstaff (sulla strada verso la California per intenderci) e merita un pit stop, magari per il pranzo come abbiamo fatto noi. Le tappe più interessanti sono però state le due successive, Seligman e Oatman. La prima in quanto si narra essere la città che ha ispirato il famoso film animato Cars, la seconda perché rappresenta una vecchia città mineraria, in stile western, semi abbandonata, ora popolata da simpatici burros (asini) che circolano liberi per le strade. Consiglio di arrivare qui entro le ore 17:00 per trovare i negozi e i ristoranti aperti. Purtroppo al nostro arrivo era già tutto chiuso e la città sembrava quasi abbandonata, un che di spettrale ma affascinante al tempo stesso!

Sulla strada verso la destinazione successiva non perdere poi lo spettacolo del tramonto, nel pieno deserto del Mojave.

Sunset lovers

Hotel: abbiamo passato la notte presso il Days Inn by Wyndham Lake Havasu, nella città di Lake Havasu. Non consiglio né la città, né l’hotel, ma avevamo necessità di spezzare il tragitto e di fermarci per la notte prima di ripartire verso la California.

Joshua Tree (and back to California!)

Siamo quasi giunti al termine del nostro on the road. Ultimo parco sulla lista: il Joshua Tree National Park. Da Lake Havasu City ci siamo diretti verso ovest, per rientrare ancora una volta in California. Prima di raggiungere la nostra destinazione finale (San Diego), ci siamo fermati per qualche ora all’interno del parco Joshua Tree, che prende il nome dell’albero che lo caratterizza. Si tratta di una pianta appartenente al genere dello Yucca, detta anche “albero di Giosuè” in italiano. Il nome Joshua Tree fu dato infatti da un gruppo di coloni mormoni che attraversarono il deserto del Mojave nella metà del XIX secolo. La particolare forma dell’albero ricordò loro una storia della Bibbia nella quale Mosè alzava le braccia al cielo per pregare e solo quando le sue braccia erano alte Giosuè ed il suo esercito vincevano (Fonte: Wikipedia). 

Il Joshua Tree

Si tratta di una regione assolutamente selvaggia ma comunque non così lontana dalla civiltà, visto che Palm Springs si trova a 50-60 km ad ovest. All’interno del parco ti segnalo alcuni punti da visitare: in primis, il Cholla Garden, caratterizzato da una distesa infinita di cactus, poi la Skull Rock, roccia a forma di teschio come dice il nome stesso, tappa obbligatoria per qualche foto. Infine, tutti i Joshua Tree che caratterizzano questo territorio e che si estendono a perdita d’occhio nella valle. C’è da dire che dopo aver visto tutti i parchi precedenti, quest’ultimo non ci sembrava niente di che, ma essendo sulla strada verso la costa ed essendo compreso nella tessera parchi, perché non visitarlo? Curiosità: i paesaggi del parco sono stati fonte di ispirazioni per numerosi artisti, tra cui gli U2 che hanno intitolato il loro album (1987) The Joshua Tree, scattando qui la foto della copertina.

San Diego

Siamo arrivati all’ultima tappa del nostro viaggio americano, la città di San Diego. Bella, pulita, grande ma non troppo, bella gente, ottimi locali, bellissime spiagge dove rilassarsi e aspettare il tramonto. Si capisce che abbiamo amato San Diego? 🧡Siamo rimasti qui per 4 giorni, per rilassarci dopo tutte le miglia percorse e goderci un po’ di mare prima del rientro in Italia. Il primo giorno è praticamente volato via velocemente, visto che siamo arrivati nel pomeriggio e ci siamo dedicati qualche ora di relax in piscina, per riprenderci dal caldo del deserto e dalle ore trascorse in auto. Il primo giorno è stato anche quello con il tramonto più bello, San Diego ci ha accolti davvero nel migliore dei modi!

La sera l’abbiamo invece dedicata alla visita della parte più vecchia della città, la Old Town, poco distante dal nostro hotel (ma sempre raggiungibile solo in auto, queste città americane non sono vivibili a piedi a causa delle enormi distanze tra i diversi quartieri). Qui mi sento di consigliare la Fiesta de Reies, un ristorante in perfetto stile messicano al centro della Old Town dove si fa festa tutte le sere, si beve tequila e si gustano enormi burritos!

Finalmente avevamo a disposizione tre giorni da dedicare alla vera vita da spiaggia. Ecco le zone di San Diego che abbiamo visitato. La Jolla, un’elegante area sul mare nota per la sua costa rocciosa. I punti d’interesse principali sono La Jolla Cove, la baia composta da rocce e sabbia granulosa, e Seal Rock, con i leoni marini e le foche che si stendono sugli scogli per prendere il sole (puoi avvicinarti e scattare foto… ma che puzza!). La Jolla Cove Ã¨ una riserva ecologica di 6000 acri con quattro habitat da tutelare; per questo motivo non è possibile pescare, raccogliere conchiglie, utilizzare materassini, praticare kayaking o surf. Proseguendo in direzione nord, si incontra però La Jolla Shores, una lunga spiaggia sabbiosa di oltre un chilometro e mezzo dove è possibile nuotare in acque tranquille e praticare tutte le attività legate al mare.

Leoni marini al sole
Operazione abbronzatura!

The Mission Beach, ovvero una spiaggia molto simile a Venice a Los Angeles. Questa zona ci è piaciuta davvero molto, tanto che ci siamo tornati più volte, sia per la spiaggia in sé, che per i locali lungo l’oceano, dove gustare una birra ghiacciata al tramonto, ma soprattutto per la vita che ruota attorno a questo luogo. Qui puoi osservare persone di qualunque tipo: giovani coppie innamorate, famiglie, sportivi, fotografi, amanti del surf… per non parlare dei tramonti, i migliori! A ridosso della spiaggia si trova inoltre il Belmont Park, un piccolo parco divertimenti con montagne russe di legno costruite nel lontano 1925.

Coronado Beach, definita da molti come la più bella spiaggia degli Stati Uniti. In effetti è molto bello e rilassante passeggiare lungo questo tratto d’oceano e osservare le perfette ville californiane che si stagliano lungo la costa (ci sono case che costano milioni di euro qui, le ho cercate così giusto per informazione 😅). Il quartiere è molto ordinato e pulito, le case sono perfette, la spiaggia in ordine… un luogo tranquillo dove trascorrere qualche ora di puro relax. Sicuramente merita una menzione il famoso Hotel Coronado: costruito nel 1888 e dichiarato monumento storico nazionale nel 1977, è un vero e proprio tesoro americano, scelto da celebrità, dignitari e presidenti degli Stati Uniti. E’ stato protagonista nel 1959 del film A qualcuno piace caldo di Billy Wilder, con Marilyn Monroe, Tony Curtis e Jack Lemmon.

E per finire, Imperial Beach, una lunga e ampia spiaggia con protagonista un lungo molo. Questa è stata la spiaggia che ci è piaciuta di meno, in quanto un po’ decentrata (si trova praticamente al confine con il Messico) e quando ci siamo stati noi era poco frequentata. In realtà, più che una semplice spiaggia si tratta di una cittadina vera e propria e si trova a circa 30 minuti da San Diego.

Hotel: a San Diego abbiamo alloggiato 4 notti al The Atwood Hotel, un hotel davvero molto carino. La stanza era grande – come al solito – pulitissima e ben ordinata. Dava proprio la sensazione di essere in una località di mare. La struttura ricorda molto quella di un motel, per cui ogni stanza si affaccia direttamente sul cortile e sulla piscina e le auto vengono parcheggiate direttamente sotto. Appena arrivati, i ragazzi alla reception ci hanno accolti con il sorriso, ci hanno dato qualche consiglio su come visitare la città e si sono resi disponibili a cambiarci stanza se quella assegnata non risultava essere di nostro gradimento. Hotel assolutamente approvato! Purtroppo la colazione non veniva servita, ma nessun problema: al centro del cortile c’è un locale dove poter gustare degli ottimi pancakes! (E dove ordinare anche una pizza, la sera).

The Atwood Hotel
@divenirio and the pool

Una nota particolare la voglio dedicare al Noble Experiment, uno speakeasy nascosto nel cuore della downtown di San Diego. E quando scrivo nascosto intendo per davvero! Trovarlo non è stato per niente facile, si trova infatti all’interno di quello che sembrava essere un finto ristorante e per accedere abbiamo dovuto varcare una porta segreta. Esclusivo, nascosto, sorprendente, un locale super dove gustare degli ottimi cocktails.

Mexico!

… ma a proposito: vuoi non farti mettere il timbro messicano sul passaporto?? Uno degli ultimi giorni a nostra disposizione in città abbiamo deciso di passare il confine e visitare la prima città messicana vicina a San Diego, Tijuana. Nel 1848, in seguito alla Guerra messicano-statunitense, il Messico perse l’Alta California e la città cominciò a cambiare il suo volto, divenendo un importante centro al confine con gli Stati Uniti. Quindi perché non visitarla? Devo ammettere che inizialmente ero un po’ titubante, leggendo i vari post in rete avevo infatti trovato pareri discordanti su questa gita di un giorno. Però la curiosità era forte e sapere di poter entrare in suolo messicano anche solo per un giorno ci affascinava. Mi sono decisa dopo aver chiesto informazioni alla receptionist (messicana) del nostro hotel, la quale ci ha rassicurati e ci ha comunicato che è una prassi comune andare a Tijuana solo per una gita, partendo da San Diego. Ci siamo così convinti e siamo partiti! 🇲🇽

Oltre il muro

Come passare il confine? Semplice: parcheggia l’auto nell’ultimo outlet di San Diego, attraversa la strada, entra al controllo passaporti… e il gioco è fatto! Non abbiamo trovato particolari code e così siamo entrati facilmente in suolo messicano. Meglio attraversare il confine in auto o a piedi? A piedi, assolutamente. Prima di tutto perché l’assicurazione auto USA non copre eventuali danni provocati o subiti in Messico, in secondo luogo per evitare il traffico e i lentissimi controlli delle auto.

Dal confine ho letto che molti chiamano un taxi per arrivare in centro, noi in realtà ci siamo andati a piedi, in 5 minuti eravamo lì. Ammetto che arrivando dagli Stati Uniti l’impatto con questa città è stato forte, nel senso che la differenza si nota, lo sporco è ovunque e così il degrado degli edifici e delle strade. Però chi mi segue sa che amo questi paesi e infatti non ho avuto problemi ad ambientarmi fin da subito! Quindi, cosa vedere a Tijuana? Principalmente le cose da fare sono: passeggiare sulla Avenida Revolucion dove troverai infinite farmacie, ristoranti e negozietti di souvenir, visitare la Catedral de Nuestra Señora de Guadalupe e il mercato coperto lì vicino. Infine, fare un salto da Caesar’s, casa della leggendaria Caesar’s Salad! Si narra infatti che Cesare (un italiano) inventò l’insalata a casa sua a Tijuana nel fine settimana del Giorno dell’Indipendenza, nel 1924. Noi l’abbiamo assaggiata, dopo che un cameriere l’ha letteralmente composta davanti ai nostri occhi, spiegando ogni ingrediente e ogni step di preparazione. Ah, qui costa tutto meno (olè).

Tips: tirate le somme a fine avventura, ecco i miei consigli per un viaggio on the road in America!

Auto: da casa, abbiamo prenotato l’auto di fascia media direttamente online, dal sito Avis. Una volta in loco, abbiamo chiesto se fosse possibile avere una macchina di categoria superiore ad un prezzo contenuto. Le offerte ci sono quasi sempre: abbiamo così ottenuto una Mustang a soli 300$ in più rispetto alla nostra scelta originaria. E devo ammettere che percorrere le strade USA con una macchina americana fa la differenza…

Patente internazionale: da quello che abbiamo potuto verificare non serve, noi l’abbiamo fatta per scrupolo e per evitare eventuali problemi (non ci hanno mai fermato comunque…).

Itinerario: perché abbiamo tralasciato San Francisco? In una prima fase avevo incluso un paio di tappe in più, ovvero da Los Angeles a San Francisco, passando sulla bellissima costa pacifica, e da San Francisco allo Yosemite National Park. Purtroppo però questo avrebbe significato correre in tutte le tappe successive e magari ridurre le giornate di mare e relax previste a San Diego. Abbiamo quindi deciso di lasciare San Francisco e i parchi limitrofi ad un prossimo viaggio negli States.

Hotel: prenotati quasi tutti online tramite Booking. La comodità di questo servizio è che puoi prenotarli e pagare al momento del soggiorno. In questo modo è possibile dilazionare i pagamenti, cosa molto utile visto che si tratta di un viaggio abbastanza costoso (noi ad esempio abbiamo pagato i voli a gennaio, l’assicurazione e l’entrata ai parchi in primavera e il resto durante il viaggio).

Assicurazione viaggio: fondamentale avere una buona assicurazione viaggio perché in America non si scherza con le eventuali spese mediche! Noi l’abbiamo stipulata online, tramite il sito Columbus (di solito usiamo sempre questa compagnia per i nostri viaggi).

Carta di credito: meglio essere forniti di almeno un paio di carte di credito per pagare le strutture o qualsiasi cosa in generale (solo circuiti internazionali), ma soprattutto perché spesso gli hotel trattengono delle somme in qualità di caparra che vengono restituite anche 7 gg dopo aver lasciato la struttura! Fondamentale alzare i massimali 💸

Mancia: qui tocchiamo un tasto dolente. Noi italiani non riusciamo proprio a capire questa cosa del dover lasciare dei soldi in più, eppure negli USA è la prassi. I camerieri chiedono sempre se desideri ricevere il resto, e tu rimani un po’ basito perché magari il conto si aggira sui 30$ e tu hai pagato con una banconota da 50$. Inoltre, non viene calcolato il resto in moneta… Durante le prime settimane ci siamo arresi a questa usanza, ma alla fine col cavolo che lasciavamo la mancia! 😆

Costo della vita: le grandi città sono abbastanza care, una volta usciti nelle zone più remote però i costi scendono. Noi ci siamo organizzati andando ogni tanto al supermercato, ogni tanto in qualche catena di fast food (per fortuna i famosi Danny’s si trovano praticamente ovunque!). Spesso abbiamo diviso le colazioni, non tanto per il risparmio, quanto perché le porzioni sono enormi e un pancake vale veramente per due, a volte anche per tre. Per quanto riguarda il cambio, siamo partiti con 500$ cambiati a casa, per il resto abbiamo prelevato in giro sempre senza problemi. Per fortuna la benzina costa molto meno!

Phon: se come me sei un/una patito/a di capelli in ordine, non portare il tuo phon da casa! Io lo porto sempre con me durante i miei viaggi, ma in questo caso è stato inutile perché in America non ha funzionato nemmeno una volta. Poco male: il clima secco degli Stati Uniti mi lasciava sempre i capelli in ordine, pur usando i classici phon da hotel… Amo!

Sim: per essere sempre connessi abbiamo acquistato da casa una sim americana con all’interno traffico dati della durata di 20 giorni (la puoi trovare su Amazon). Per noi si è trattata di una spesa inutile in quanto il navigatore della nostra auto altro non era che un cellulare con all’interno una scheda dati che ci ha fatto da wifi per tutta la durata del viaggio! Ma non lo potevamo sapere prima…

In generale: un viaggio meraviglioso! Pulizia incredibile, organizzazione, impossibile perdersi sulle strade americane. Persone sempre cordiali e pronte a darti una mano, ho avuto come la sensazione che fosse tutto facile, facile muoversi, facile parlare e farsi capire, facile vivere… 💚 Sei pronto a partire per un viaggio on the road?

Tools: Booking, TripAdvisor, Avis.

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