Gita al Castello di Predjama e alle Grotte di Postumia

Dove: Predjama e Postumia, Slovenia 🇸🇮

Come: Weekend in famiglia.

Quando: Marzo 2022.

Budget: €

Durata: 3 giorni.

Qualche settimana fa mi sono trovata per caso a leggere un articolo su un misterioso castello sloveno 🇸🇮 costruito dentro una roccia… mi sembrava di esserci già stata anche se non ricordavo quando. Andando poi a rovistare tra i ricordi di viaggio ho capito: io e divenirio siamo andati a visitare le Grotte di Postumia qualche anno fa (era il 2015) e lì avevamo valutato la possibilità di visitare anche il castello. Ma i tempi erano stretti (stavamo tornando in Italia dopo un weekend trascorso a Lubiana) e avevamo rinunciato.

La nostra gita a Postumia nel 2015

E così eccoci qui dopo 7 anni ad organizzare un weekend in Slovenia. Missione: visitare il Castello di Predjama. Innanzitutto è bene specificare che il castello rientra a far parte del Parco delle Grotte di Postumia:

A pochi chilometri dalle Grotte di Postumia, il mondo carsico offre un’esperienza indimenticabile nel mondo incantato dei cavalieri. Su una parete verticale di 123 m, da 800 anni è incastonato l’inespugnabile miracolo medievale. Dietro al Castello di grotta più grande al mondo si nasconde una rete di gallerie segrete, che il cavaliere Erasmo di Predjama attraversava per eseguire i suoi saccheggi.

https://www.postojnska-jama.eu/it/castello-di-predjama/

Il parco, in tutta la sua bellezza e magnificenza, offre un’esperienza davvero unica, resa ancora più completa se deciderai di visitare anche le altre attrazioni e le bellezze presenti nei dintorni delle grotte, come ad esempio il castello stesso. Per questo puoi risparmiare tempo e acquistare un biglietto unico, anche online, ottenendo uno sconto.

Nelle grotte con un passeggero in più ❣️

Ma torniamo al castello… si deve specificare che si tratta del castello di grotta più grande del mondo iscritto nel Libro dei Guinness dei primati. Costruito intorno al 1200, si trova a pochi chilometri dalle Grotte di Postumia. É collocato su una parete rocciosa alta 123 metri, all’ingresso di una rete di tunnel carsici. La fortezza, proprio adiacente al fianco della montagna, dista circa 9 chilometri dalla città. La struttura rappresenta un intreccio di elementi naturali ed artificiali, dell’opera dell’uomo e della creatività della natura, che formano un gioiello di furbizia medievale. Qui la comodità doveva dar spazio alla sicurezza e infatti ad una prima occhiata sembra un luogo freddo e lugubre, decisamente poco confortevole, ma allo stesso tempo così romantico ❣️ da essere scelto da molti per il loro rito nuziale. È così particolare ed unico nel suo genere da essere inserito tra i dieci castelli più affascinanti al mondo.

Il Castello di Predjama è stato inoltre più volte teatro di riprese di numerosi filmati documentari e cinematografici. Ha conquistato anche George R. R. Martin, autore della famosa serie televisiva Il trono di Spade, mentre lo staff di Discovery Channel ha scoperto qui la presenza di alcuni spiriti… 😱

Fonte: YouTube – Ghost Hunters International S01E13 Tortured Souls

Per non farsi mancare nulla, il castello è ricco di storie di battaglie e cavalieri. Conosci ad esempio la leggenda di Erasmo di Predjama? Si narra che il cavaliere ribelle che abitava nel castello usò i passaggi segreti per approvvigionare le sue provviste. Grazie a questi tunnel riuscì così a resistere per più di un anno all’assedio dell’esercito imperiale, ma sebbene coraggioso e quasi invincibile, Erasmo morì colpito da una cannonata mentre era nel suo bagno personale, dopo il tradimento da parte di un servitore…

Ma le attività non finiscono certo qui. Devi sapere infatti che sotto il castello si trova una grotta che, per lunghezza, è la seconda grotta della Slovenia e si estende su quattro piani, collegati tra di loro. La lunghezza delle parti conosciute è di 14 km, mentre il tratto turistico è lungo 700 m e comprende la Scuderia, la Galleria principale, la Galleria dei nomi, la Sala grande e la Fiženca dove si trova l’accesso in superficie.

La grotta non è dotata di un impianto di illuminazione elettrica, per questo prima di entrare i visitatori ricevono una lampada frontale. Per la sua ubicazione e temperatura, nel periodo invernale la grotta offre riparo ai pipistrelli e, pertanto, durante il loro letargo resta chiusa al pubblico (è aperta solo da maggio a settembre).

Le grotte di Postumia

Il magico angolo del mondo carsico, nascosto tra le Alpi e il Mar Adriatico, affascina chiunque entri al suo interno. Qui ci si ferma, ci si guarda attorno con stupore per poi scoprirlo curiosamente fino all’ultimo angolino. Benvenuti nel Parco delle Grotte di Postumia.

https://www.postojnska-jama.eu/it/scoprite-il-parco/

Considerate le grotte più visitate d’Europa, le Grotte di Postumia sono uno dei siti di interesse sloveni più famosi. Lo sapevi che sono le uniche grotte carsiche con all’interno una ferrovia, costruita oltre 140 anni fa? La prima scoperta di queste grotte è avvenuta nel 1818 grazie a Luka Čeč, una persona del posto che scoprì una parte della zona sotterranea che è tuttora visitabile. Qui gallerie e caverne si estendono per circa 24 km e sono caratterizzate dalla presenza di stalagmiti e stalattiti la cui formazione è avvenuta grazie allo scorrere di acqua contenente carbonato di calcio. Le formazioni più antiche sembrano essersi formate ben 500.000 anni fa!

Il trenino nelle grotte

Per visitare le grotte è necessario viaggiare per 3,5 km a bordo del trenino che percorre l’unica linea ferroviaria sotterranea a doppio binario al mondo. Il viaggio ti permette di raggiungere l’inizio di un percorso da compiere a piedi e lungo circa 1,5 km. L’itinerario alla scoperta delle formazioni carsiche avviene con l’accompagnamento di una guida che fornisce tutte le informazioni necessarie, anche in italiano. Durante la visita di un’ora e mezza nell’intreccio di gallerie e sale sotterranee scoprirai tutte le peculiarità carsiche più importanti: la stalagmite più grande, chiamata il Grattacielo, alta ben 16 metri, il simbolo delle grotte di color bianco cristallino – il Brillante, l’ufficio postale più antico del mondo e l’animale più famoso – il proteo, considerato il cucciolo di drago che può sopravvivere senza cibo anche per 12 anni e vivere fino a 100.

La visita è per tutti, noi l’abbiamo fatta agilmente con la piccola Alice nel marsupio… che ha dormito tutto il tempo! 😴

La casetta nel bosco

Per visitare queste attrazioni abbiamo scelto di alloggiare in uno chalet situato in un villaggio vicino a Idrija. Si tratta di una piccola casetta di legno costruita ai margini di una foresta, in una valle dove regna la pace assoluta. La proprietaria, Karmen, è stata molto gentile e disponibile e ci ha fatto trovare tutto il necessario per poter restare qui tre giorni.

Lo spazio non manca e al piano superiore ci sono ben due lettoni comodi dove trascorrere la notte. Inoltre la casa è ben riscaldata, da considerare anche per l’inverno. Si trova a circa 40 minuti dal Parco delle Grotte di Postumia e la strada per arrivarci attraversa paesaggi e piccoli paesi davvero pittoreschi. Durante il nostro soggiorno i proprietari erano impegnati in alcuni lavori di sistemazione dell’area esterna, come ad esempio la costruzione di una piscina per gli ospiti. Sarà pronta per l’estate! 💦

La casetta in legno

Il villaggio di Črni Vrh è composto da poche case sparse tra i boschi, un market e una chiesa, ma è ricco di sentieri per escursioni e trekking sulle montagne circostanti. Insomma, una location ideale per il relax e gli amanti della natura.

Idrija, una città Patrimonio UNESCO

Se passi da queste parti non può mancare una gita a Idrija, la città della seconda miniera di mercurio più grande del mondo, parte del patrimonio UNESCO, conosciuta anche come la città del merletto.

Nel 1490, quando lo škafar, un costruttore di mastelli, bagnando i suoi mastelli in un ruscello scoprì una sostanza incandescente, insolitamente pesante e sconosciuta, la vita a Idrija cominciò a ruotare attorno a una sola cosa: il mercurio. La più antica città mineraria della Slovenia che ha fornito il mondo di questo prezioso metallo per molti secoli, è ancora oggi pervasa del ricco patrimonio di mercurio.

https://www.visit-idrija.si/it/

Sotto le strade di Idrija si trova infatti la ricchezza inestimabile della miniera, che ha guidato lo sviluppo della città per oltre 500 anni. È possibile accedervi attraverso la Å elÅ¡tev (l’edificio d’ingresso) e fare una passeggiata al lume delle lampade lungo i percorsi dei minatori del passato. La visita alla miniera inizia con un video di presentazione introduttivo della durata di circa 15-20 minuti, dopo il quale prende il via il percorso guidato nella galleria che ha una durata di 1 ora e 30 minuti e conduce i visitatori ad una profondità massima di 96 metti sotto la superficie. All’ingresso ad ogni visitatore sarà dato un copri abito impermeabile e un caschetto come protezione, mentre la temperatura media si aggira intorno ai 13°C.

Noi purtroppo non vi ci siamo avventurati, ma contiamo di tornarci una prossima volta!

Foto: @ visitidrija

Non solo mercurio a Idrija. Già nel 17° secolo infatti l’attività del merletto a tombolo iniziò a diffondersi tra le mogli dei minatori. I loro merletti godevano di un’alta reputazione per la loro bellezza e tenerezza, soprattutto negli strati sociali più ricchi. La più famosa merlettaia della città a quel tempo fu Ivanka Ferjančič, un’eccellente artigiana, nonché prima insegnante della Scuola del Merletto di Idrija. La scuola è operativa dal 1876 e garantisce che le nuove generazioni possano imparare le conoscenze e l’artigianato del merletto fatto a mano. Oltre al rispetto per la tradizione, stimola anche il continuo sviluppo con nuovi approcci più moderni. È possibile visitare la scuola e il museo ad essa connesso.

Gli abitanti della città mantengono così viva da secoli l’arte del merletto, uno dei lavori manuali più complicati al mondo.

Foto: @ visitidrija

In città è possibile visitare il Castello Gewerkenegg, un castello molto sui generis e ricco di segreti! Fu costruito nel XVI secolo per motivi di difesa, per lo stoccaggio del mercurio e per la gestione della miniera. L’edificio ha un aspetto rinascimentale con un cortile a portico e pittoreschi affreschi barocchi. Oggi ospita il Museo civico di Idrija e racconta la storia cinquecentenaria della miniera e della cittadina, illustrando la dura vita quotidiana dei minatori, alleggerita dalla bellezza e dal candore dei merletti che venivano creati da mogli e figlie.

E per finire in bellezza nei dintorni puoi visitare il lago selvaggio. Si tratta di uno dei luoghi naturalistici più affascinanti di tutta la Slovenia, situato all’interno del Geoparco di Idrija. Questo piccolo lago è il risultato del rigurgito d’acqua che avviene al seguito di abbondanti piogge in questa zona interessata dal particolare fenomeno carsico.

Il lago è nascosto sotto le pareti rocciose (a nord) ai piedi dell’altopiano di Črni Vrh ed è collegato con l’enigmatico mondo delle acque sotterranee. Le ricerche confermano che le acque della sorgente derivano da un passaggio sotterraneo molto profondo (ad oggi i sommozzatori, sono riusciti a calarsi fino alla profondità di 160 m). La superficie del lago è di solito calma e mantiene il suo meraviglioso color smeraldo.

Il lago selvaggio di Idrija

Consigli: Il nostro consiglio è quello di dedicare almeno una settimana alla scoperta di questi luoghi naturali. Il Geoparco di Idrija ad esempio è un ricco patrimonio naturale e culturale che rende quest’area una delle regioni più affascinanti della Slovenia. La sua posizione all’incrocio tra le Alpi e le Dinaridi rappresenta un terreno estremamente vario, che offre panorami che vanno dalle Alpi al Mare Adriatico. Tutto da scoprire!

Come prenotare: Airbnb.

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Hai mai dormito in un van? Van life #1: Weekend in Liguria

Dove: Liguria, Italia 🇮🇹

Come: Weekend in un van camperizzato.

Quando: Gennaio 2022.

Budget: €€

Durata: 4 giorni.

Hai mai dormito in un van camperizzato? Io non lo avevo mai fatto, così come non avevo mai fatto vacanze in camper. L’idea è venuta a Divenirio, ormai diventato un super esperto dell’argomento, dopo ore e ore spese a guardare video su YouTube! 😅 Devi sapere infatti che da un po’ di tempo a questa parte stiamo seguendo una coppia che ha deciso di vivere un’avventura di 10 mesi in van in giro per l’Europa, o ancora un ragazzo che insieme al suo cane e al suo Ducatone trascorre la maggior parte del tempo nel grande nord. Per non parlare poi dei mitici Stepsover…

Insomma, negli ultimi mesi ci siamo interessati ad uno stile di vita alternativo e on the road che devo ammettere ci stuzzica non poco (che bello sarebbe partire all’avventura per qualche mese?) e così ci siamo decisi a provare. Abbiamo quindi noleggiato un van per 4 giorni!

Il “nostro” van

Come dicevo, l’idea è nata nella testa di Divenirio. Io in realtà ero molto dubbiosa, soprattutto perché viaggiamo con una neonata di 6 mesi. Basterà lo spazio? Si starà al caldo? E il letto? Queste erano le mie preoccupazioni, per non parlare poi delle paranoie sul bagno… In effetti sì, lo spazio non è molto e sì, il bagno non è certo quello di casa (però il letto era molto comodo), ma alla prima alba in riva al mare ogni dubbio era sparito. We ❤️ van life!

Il noleggio

Partiamo dal principio, ovvero il noleggio e l’organizzazione. Non essendo grandi esperti del settore, per trovare il “nostro” van ci siamo affidati al sito trovocamper.it: inserendo qui la tipologia di mezzo desiderata, le date e il luogo di partenza, abbiamo ricevuto via mail alcune proposte di noleggio. Scelta la più conveniente in termini di costo e di grandezza del van 🚐 (ci sono van più o meno lunghi) abbiamo prenotato da Caravan Schiavolin, non proprio vicino casa, ma sulla strada verso la Liguria, nostra destinazione per questo weekend su 4 ruote.

Abbiamo optato per un van lungo circa 6 metri, con classica dinette, cucina, bagno con doccia e lettone sul fondo. Il modello è il Laika Kosmo 6.2: compatto e maneggevole in città, ha spazio a sufficienza anche per i viaggi più lunghi.

Van Tour Laika Kosmo Campervan

L’organizzazione del viaggio non è stata delle più agili in quanto nel van ti devi portare tutto: piatti e stoviglie, detersivi, biancheria per il letto, etc. Inoltre una volta preso possesso del mezzo lo devi allestire per la partenza in modo tale che tutto sia in sicurezza e devi preparare il letto per la notte… noi abbiamo fatto tutto questo nel parcheggio del centro caravan! Morale della favola: presa del van ore 17, arrivo a destinazione intorno alle 23. È importante quindi calcolare bene tutti i tempi.

Dove dormire?

Come funziona la sosta quando viaggi in van? Non conoscendo per nulla questo mondo ci siamo affiati all’app Park 4night che si è rivelata essere davvero utile. All’interno si trova infatti ogni tipo di suggerimento in merito a dove parcheggiare per dormire, nella natura o in un parcheggio, dove trovare campeggi attrezzati, o ancora dove fare rifornimento di acqua o scaricare. Una sorta di TripAdvisor per i camperesti, completo di recensioni e fotografie. E così abbiamo trovato dei posti stupendi dove ammirare della albe da favola…

Alba a Varazze

Può sembrare strano dormire in strada o in un parcheggio in riva al mare, ma la sensazione di libertà che ti da questo tipo di esperienza non ha eguali. La prima mattina ad esempio ci siamo svegliati con il rumore delle onde e il profumo di caffè, mentre fuori il sole si alzava all’orizzonte. Bellissimo!

Il percorso

Come meta per il nostro weekend abbiamo optato per la vicina Liguria. Il primo spot per la notte 😴 è stato un parcheggio in riva al mare nel paesino di San Lorenzo al mare, parcheggio che la mattina successiva si è rivelato essere una location perfetta per godere di una favolosa alba. Da lì ci siamo poi spostati verso Sanremo, dove abbiamo stazionato in un parcheggio sulla spiaggia giusto per una passeggiata in città e un pranzo vista mare. Ma la vera destinazione del nostro fine settimana alternativo l’avremmo raggiunta solo in serata e solo varcando i confini nazionali. Dove eravamo diretti?

Il Principato di Seborga

In Liguria c’è un piccolo centro medievale, vicino a Bordighera e Sanremo, dove vivono poco più di 300 persone, che da molti anni si è autoproclamato «Principato» indipendente dall’Italia con tanto di principe, Consiglio della corona, guardie e una sua moneta. Tutto, ovviamente, non riconosciuto dallo Stato italiano. Benvenuto nel Principato di Seborga!

Non siamo lontani dal Principato di Monaco: anche Seborga è un piccolo principato, che ancora oggi ha il suo re, le sue leggi e batte la sua moneta. Tutto a fini promozionali e folkloristici, ma con stile. Nel 1729 il borgo di origine medievale divenne un vero principato; la storia ha poi legato le sue sorti alla Repubblica Italiana, ma qualcosa è rimasto.

https://www.lamialiguria.it/it/la-liguria-in-battello/199-riviera-di-ponente/sanremo-e-dintorni/1850-benvenuti-nel-principato-di-seborga.html
L’ingresso a Seborga

Le prime attestazioni storiche di Seborga possono essere fatte risalire al V secolo a.C., quando le scorrerie dei pirati spinsero gli abitanti della fascia costiera dell’estremo Ponente ligure a riparare nell’entroterra, dove è tuttavia ipotizzabile che alcuni sporadici insediamenti fossero già presenti attorno al 2.000 a.C. I monaci furono successivamente i Principi di Seborga fino al 1700 quando il territorio fu venduto all’allora Re di Sardegna Vittorio Amedeo II, il quale acquistò Seborga come possedimento personale e non per annetterla al Regno di Sardegna.

In tempi più recenti, il popolo di Seborga si è riunito liberamente e spontaneamente il 14 maggio 1963 per eleggere principe Giorgio Carbone (che assunse il nome di Giorgio I), un cittadino di Seborga da sempre sostenitore dell’indipendenza dallo Stato italiano, che oggi de facto esercita illegittimamente la sua sovranità su Seborga. Carbone, appassionato di storia, si accorse infatti che gli atti di annessione di Seborga al Regno d’Italia prima e alla Repubblica Italiana dopo non erano legittimi e dagli anni ’60 portò avanti la causa dell’indipendenza del Principato.

Il Principe Giorgio I (nel frattempo ammalatosi di sclerosi laterale amiotrofica) scomparve il 25 novembre 2009. Il 25 aprile 2010 Marcello Menegatto fu eletto Principe di Seborga (con il nome di Marcello I) attraverso elezioni palesi e rieletto per un altro settennato il 23 aprile 2017. Il 12 aprile 2019 il Principe annuncia la sua intenzione di abdicare, rimanendo in carica fino all’elezione del suo successore. Il 10 novembre 2019 Nina Menegatto è eletta Principessa di Seborga, prima donna nella storia a ricoprire tale carica.

Tutta la storia del Principato la puoi trovare qui www.principatodiseborga.com/storia oppure puoi guardare il simpatico video realizzato da mr.no.bo.dy che ha fatto visita al Principato qualche tempo fa. Una storia davvero curiosa!

Seborga – Lo Stato segreto in Italia

Anche in questo caso abbiamo cercato nell’app uno spot dove poter pernottare, ovviamente con vista alba sulle colline circostanti.

Una nuova alba

Terminata la nostra visita ci siamo diretti ancora una volta verso il mare per dedicarci ad un ultimo pranzo sulla spiaggia. Tenda, sole e buon appetito! ☺️ Era arrivato il momento di riprendere la strada verso casa, il nostro weekend stava per giungere al termine… ma non la nostra voglia di viaggiare in van. Ci sarà presto una nuova avventura? Stay tuned!

Consigli: il mio unico consiglio è quello di provare prima o poi questa esperienza, che tu sia solo, in coppia o in famiglia. Non te ne pentirai!

Come prenotare: trovocamper.it.

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Ritorno in Croazia (sull’isola di Krk)

Dove: Isola di Krk, Croazia 🇭🇷

Come: Family weekend.

Quando: Halloween 2021.

Budget: €

Durata: 5 giorni.

Ottobre 2021, finalmente si torna a viaggiare fuori dai confini nazionali! Dopo il lockdown, ma soprattutto terminata la mia gravidanza, torno all’estero e torno a visitare l’ultimo paese visto prima delle chiusure, la Croazia. Perché proprio la Croazia? Se mi segui saprai infatti che nell’estate 2020 ho organizzato un tour 🇭🇷 che ci ha permesso di conoscere questo paese e di apprezzarne le bellezze naturali (lo abbiamo girato da nord a sud, leggi l’articolo). Inoltre, è abbastanza comoda e vicina da raggiungere in auto anche come meta dell’ultimo minuto.

E così, con un bel ponte alle porte e qualche giorno di ferie a nostra disposizione, abbiamo deciso di passare Halloween 🎃 sull’isola di Krk. Primo paese estero per la piccola Alice. Senza contare che è una delle regioni d’Europa più soleggiate, con ben 2.500 ore di sole l’anno, ed è anche l’isola delle bandiere blu (ben 15). La combo ideale per il nostro weekend!

La città di Krk

Krk è una delle più grandi e più frequentate isole della Croazia. È facile da raggiungere, a poco più di 5 ore da Milano, ed è collegata alla terraferma da un ponte, che un tempo prevedeva un pedaggio di circa 7€ mentre ora è totalmente free. La sua attraente e rilassante atmosfera mediterranea e le sue prelibatezze gastronomiche la rendono una delle più ricercate destinazioni del nord della costa croata. Il viaggio per raggiungerla è andato liscio, così come i vari controlli alle frontiere, quella slovena e quella croata (= nessun controllo!).

Come base per la nostra esplorazione abbiamo scelto la principale cittadina dell’isola, Krk o Veglia in lingua italiana, e abbiamo soggiornato in un appartamento scelto tramite Airbnb. La sistemazione non era molto grande, ma carina e comoda per noi tre. Inoltre il centro storico di Krk si raggiungeva tranquillamente a piedi e la casa era dotata di una piscina riscaldata con idromassaggio 🤩 Una chicca in più molto apprezzata a fine giornata! Un accenno merita anche questo appartamento che avevo selezionato in un primo momento, ma poi scartato in quanto troppo piccolo per noi tre (si tratta in realtà di una stanza, anche se molto carina).

Tramonto al porticciolo di Krk

Cosa abbiamo visto sull’isola?

I villaggi principali sorgono nel sud dell’isola, che ha un clima più mite e una vegetazione più rigogliosa; il nord è prevalentemente roccioso e, soprattutto in inverno, molto ventoso. Noi abbiamo iniziato da Krk città, ovvero il maggior centro turistico e storico, con il suo porticciolo dove in estate è possibile noleggiare piccole imbarcazioni a motore o prenotare tour organizzati verso le isole vicine e le coste. Sul lungomare e nel carinissimo centro ci sono negozi, bar e ristoranti dove gustare ottimi piatti tipici, vini e formaggi prodotti sull’isola, vicoli e vicoletti per passeggiare e scorci pittoreschi dove scattare delle ottime fotografie. Infine, ti consiglio di non perdere i simboli della città, ovvero la cattedrale e il castello dei Frankopan, con le sue antiche mura.

Durante la stagione estiva la città diventa un palcoscenico a cielo aperto per eventi e manifestazioni; noi siamo capitati a fine ottobre e non abbiamo trovato nulla di tutto ciò. Ma nonostante il fuori stagione devo ammettere che ho davvero apprezzato la calma e la tranquillità di questo periodo. Per non parlare poi dei colori meravigliosi dell’autunno 🍂. La parte centrale e occidentale dell’isola è infatti ricoperta di boschi e coltivazioni di frutta e verdura mediterranea, vigneti e uliveti. Uno vero spettacolo!

Il giorno due ci siamo invece diretti verso sud, più precisamente a Baška, un vero gioiellino! Si tratta di una cittadina turistica con una bella baia racchiusa da alte montagne e alcune spiagge facilmente accessibili e adatte a tutti, soprattutto alle famiglie. Lungo la baia si raccolgono la maggior parte delle strutture turistiche del paese, nonchè la spiaggia principale chiamata Spiaggia Grande o Vela Plaza: si estende per 1.800 m ed è di ciottolini bianchi, mentre il fondale marino è sabbioso.

La parte vecchia di Baška è caratterizzata da strette vie sulle quali si affacciano case e negozi, mentre il lungomare ospita la maggior parte dei ristoranti, degli hotel e dei campeggi della zona. Consiglio di salire (a piedi o in auto) fino alla Chiesa di San Giovanni Battista per la vista straordinaria sulla baia e il panorama circostante.

Oltre alla posizione importante, la chiesa è caratterizzata dalla più antica campana in questa area, del 1431, il cui nome è starac (il vecchietto). Ascoltatela suonare mentre guardate la vista fantastica su Baška e sulle isole in lontananza.

http://www.valamar-experience.com/it/esperienza/attrazioni/la-chiesa-di-san-giovanni-battista-a-baska

Risalendo verso il nostro appartamento ci siamo poi fermati per un pranzo nella città di Punat, una piccola e tranquilla cittadina portuale situata più o meno a metà dell’isola. Punat è oggi uno dei maggiori centri nautici della Croazia e cuore dell’isola per quanto riguarda la coltivazione delle olive. Con una traversata in mare di circa 20 minuti si può raggiungere l’isolotto di Košliun dove è possibile visitare un Monastero Francescano del XVI secolo, costruito su una precedente abbazia benedettina.

Vrbnik e Malinska

Nei giorni seguenti abbiamo fatto una sosta a Vrbnik, una piccola cittadina situata nella parte orientale dell’isola di Krk. Se si arriva dalla strada, i numerosi vigneti ti daranno il benvenuto (qua si coltiva la famosa Vrbnička žlahtina un vino bianco e secco di qualità, prodotto dal vitigno autoctono žlahtina bianco). Se invece si arriva dal mare, la città ti apparirà su una scogliera alta 49 m, con delle casette intorno al campanile, circondato dalle mura medievali.

E poi Malinska, conosciuta per i suoi centri benessere e le sue spiagge, ma che non ha un centro storico con castello, come la maggior parte dei paesi dell’isola di Krk. Noi ci siamo passati per una passeggiata lungo il porticciolo e per un pranzo veloce in un locale molto carino, il King’s Cafe, che consiglio assolutamente di considerare.

Vista da Vrbnik
Malinska

Infine Nijvice, un grazioso paesino, il classico centro turistico che si sviluppa sul lungomare con ristorantini e bar. Si trova sulla costa nordoccidentale dell’isola. Ci siamo fermati per una bella passeggiata durante la quale abbiamo notato delle spiagge molto carine per l’estate. Da tenere a mente! Da qui inoltre si può imboccare il famoso Cammino dell’isola di Krk:

Il Cammino di Krk è un itinerario circolare della lunghezza complessiva di poco più di 150 chilometri che attraversa tutta l’isola lungo i sentieri escursionistici (e ciclistici) esistenti. Inizia nel cuore dell’isola, nella cattedrale della città di Krk, e termina nella località di Kornić, proprio nella chiesa parrocchiale dedicata a San Giacomo Apostolo. L’itinerario è suddiviso in sette tappe di pellegrinaggio, più precisamente in sette giorni – il tempo consigliato per respirare a pieni polmoni le attrazioni storiche, culturali e religiose dell’isola, in un meraviglioso ambiente naturale e urbano.

http://www.tz-krk.hr/it/la-via-di-pellegrinaggio-del-cammino-di-krk

Consigli: sull’isola ci sono molti altri angolini da scoprire, oltre a piccoli paesini sparsi qua e là. Per questo consiglio di girare in auto o in moto senza una meta precisa: le strade sono poche, il bello è proprio seguirle e scoprire dove ti porteranno. Per non parlare delle spiagge “nascoste”, raggiungibili in barca o imboccando sentieri che portano giù fino al mare. Da ricordare per una prossima estate. Qui una guida per scoprirle tutte!

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2 idee per un Weekend in Toscana

Dove: Toscana, Italia 🇮🇹

Come: Weekend di coppia (anzi, in 3!).

Quando: Ottobre 2020 – Maggio 2021.

Budget: €€ – €€€

Durata: 3 giorni per ogni weekend.

Il 2020 non lo ricorderemo certo per l’anno dei viaggi 😔 alcuni tra i nostri piani sono saltati e alcuni dei tour programmati sono stati cancellati. La nostra voglia di viaggiare però è rimasta sempre la stessa, così ci siamo organizzati con qualche weekend fai da te in Italia, non appena ci è stato possibile partire. Anche perché a settembre 2020 ho scoperto che la nostra famiglia si sarebbe presto allargata, era in arrivo una nuova esploratrice, Alice! 🥰

A ottobre 2020 e a maggio 2021, rispettivamente al primo e al nono mese di gravidanza, siamo allora partiti in auto per qualche giorno di svago e relax. Direzione Toscana. Ecco che cosa abbiamo organizzato.

Weekend 1 – Tour tra Lucca, Volterra e San Gimignano

La prima proposta di weekend la possiamo definire on the road e tocca 3 città della Toscana che nessuno di noi aveva ancora mai visitato. Primo stop: la città di Lucca. Abbiamo soggiornato in un B&B situato appena dentro le mura cittadine, molto carino e super organizzato, comodo anche se si arriva in auto, con un piccolo parcheggio davanti l’edificio (a pagamento). Si tratta di Inside the wall Santa Maria, trovato per caso curiosando su Booking. In pieno periodo COVID abbiamo ricevuto le istruzioni per accedere alla nostra stanza via messaggio e al nostro arrivo una busta con la chiave era pronta alla reception. Non ho incontrato praticamente nessuno fino al momento del check-out, per il pagamento, ma le informazioni non sono certo mancate: in stanza era infatti presente una guida e qualche consiglio utile sulla città. La nostra camera si affacciava direttamente su una piazza ed era molto carina e pulita. Direi più che approvata!

Posati i bagagli, abbiamo iniziato a gironzolare senza seguire un itinerario preciso. Lucca la possiamo infatti definire una piccola cittadina, visitabile tranquillamente in una sola giornata. La prima attività che abbiamo fatto e che ti consiglio di prevedere è stata quella di salire sopra le antiche mura (l’accesso si trova proprio fuori il B&B) per ammirare la città dall’alto. Le mura si sono infatti preservate perfettamente nonostante la modernizzazione, al contrario di quelle di altri paesi in Toscana come ad esempio la stessa Firenze, e da quando non svolgono più un ruolo militare sono diventate un’importante area pedonale perfetta per lunghe e piacevoli passeggiate. A rendere ancora più gradevole il tutto, una fila di alberi disposti lungo il percorso e un giardino… in poche parole ci siamo ritrovati in un vero e proprio parco urbano! Qui è possibile organizzare una bella gita in bicicletta, una passeggiata gustando un buon gelato o semplicemente godere di un momento di risposo sulle panchine situate lungo tutto il sentiero principale.

Il Duomo di Lucca

Qualche altra tappa obbligatoria? Sicuramente il Duomo della città con la piazza annessa e le famose torri. Non so se lo sapevi, ma c’è stato un tempo, nel Medioevo, in cui a Lucca c’erano ben 250 torri di ogni dimensione! Oggi purtroppo ne restano solo due: la Torre Guinigi e quella “delle Ore”, entrambe visitabili.

E per finire la giornata in bellezza, non può mancare un giro nella Piazza Anfiteatro, costruita a partire dal 1830 dall’Architetto Nottolini, che riprende l’antico tracciato dell’anfiteatro romano. La sua particolare forma chiusa la si percepisce dal centro ed è dovuta all’assenza di grandi ingressi. L’accesso avviene infatti da quattro piccole porte a volta e il punto di intersezione tra le 4 porte è indicato da una mattonella in ceramica al centro della piazza stessa. I negozi, i locali, i tavolini all’aperto dei bar e il mercato settimanale ne fanno il cuore di Lucca, punto obbligato per una pausa aperitivo ad esempio. 🍹

Uno degli ingressi alla piazza

Lasciata la città di Lucca dopo una veloce colazione (non prevista dalla struttura ma poco male: la stanza era dotata di una macchinetta per il cappuccino, mentre un baretto per le brioches si trovava appena sotto), siamo partiti alla volta di San Gimignano.

Il tragitto è stato breve, circa 1 oretta e mezza, e molto piacevole, tra le colline toscane. Arrivati a destinazione il punto più dolente è stato come sempre in questi piccoli borghi il parcheggio: abbiamo cercato una soluzione economica, ma ovviamente tutti i posti free erano già occupati e così ci siamo dovuti adattare lasciando l’auto nel parcheggio fuori le mura, a pagamento. Devo ammettere però molto comodo se hai diversi bagagli da trasportare! Nonostante fossimo in Toscana per un solo weekend, avevamo 3 trolley, quindi la scelta è stata davvero felice per noi. Abbiamo soggiornato in un hotel situato poco dopo l’ingresso della città, Hotel Bel Soggiorno. Ho scelto questa soluzione per la super vista che si può godere dal ristorante e dalla sala colazione, incredibile davvero (guarda tra le foto della struttura). La nostra stanza non era molto grande, ma era pulita e arredata con gusto. L’hotel si trova sulla via principale di San Gimignano, decisamente un buon punto di partenza per esplorare la città.

Un breve cenno storico: nel 1282 il governo promulgò una legge che impediva di abbattere le vecchie case, se non per costruirne di più belle. La cittadina è quindi rimasta oggi quasi identica alla San Gimignano medievale. 🤩 Purtroppo però delle 72 torri esistenti (una per ogni famiglia benestante) costruite nel medioevo, oggi ne restano solo 13. Nonostante questo, l’effetto per chi arriva dalle colline toscane è semplicemente emozionante! La città rappresenta sicuramente un piccolo gioiello, vale la pena perdersi tra i vicoli, le piazze, le chiese e i musei per assaporarne la magia, soprattutto la sera. Sicuramente un punto che mi sento di consigliare per una visita è la Rocca di Montestaffoli, costruita per difendere San Gimignano dagli attacchi di Siena dopo la sottomissione a Firenze. Potrai godere di una bella vista.

Nel pomeriggio abbiamo deciso di lasciare la città per una visita alla vicina Volterra. La strada è breve, circa 30 minuti, ma ne vale decisamente la pena, anche solo per una passeggiata o una pausa caffè.

Verso Volterra

Il nostro weekend in Toscana stava per giungere al termine, ma sulla strada verso casa abbiamo deciso di spostarci in direzione del mare e di visitare le famose “spiagge bianche ” di Rosignano Solvay che spesso mi era capitato di vedere online o in qualche scatto sui social. Qui le spiagge sono infatti note per il colore bianco che ricorda alcune mete tropicali, ma nulla a che vedere con i Caraibi! Il fenomeno è infatti artificiale, dovuto agli scarichi di una industria locale, che nel corso degli anni hanno portato alla comparsa di questa particolare colorazione della sabbia. Lo stabilimento si trova infatti ad un solo chilometro dalla costa ed è ben visibile… Ci siamo fermati giusto per curiosità e per vedere questo strano fenomeno con i nostri occhi. Decisamente no bagno in mare (anche se molti lo fanno senza porsi troppe domande) ❌ Se vuoi saperne di più su questo tratto di costa puoi leggere questo articolo.

Weekend 2 – Relax in Maremma

Il secondo fine settimana che ho organizzato, all’inizio del mio nono mese di gravidanza, è stato decisamente più a tema relax. Cercavo infatti una struttura sul mare, dove poter oziare e rilassarci magari sotto il sole di maggio ☀️ Volevo trovare qualche idea carina per festeggiare la quasi fine della mia gravidanza. E così siamo finiti a Follonica, più precisamente al The Sense Resort. Perché ho prenotato proprio questa struttura? Anche in questo caso è stata una scelta casuale, mi sono come sempre affidata a Booking e alle recensioni positive che ho trovato, ma devo ammettere che abbiamo davvero fatto centro! Il resort è nuovo (aperto nel 2020), costruito dentro una pineta e affacciato direttamente sul mare. La location perfetta che stavo cercando.

Ero decisa a trascorrere in hotel tutto il nostro tempo, per non affaticarmi troppo visto il mio stato e la panzotta sempre più grande, ma il tempo non è stato sempre così clemente e abbiamo dovuto organizzarci anche con altre attività. Il primo giorno l’abbiamo quindi trascorso nell’area piscina, godendoci il sole di fine maggio e approfittando dell’acqua riscaldata per un tuffo e così anche il terzo, la domenica, trascorsa in relax in riva al mare sui lettini della struttura. Il sabato invece, complice un po’ di pioggia e il cielo coperto, ci siamo diretti in auto alla scoperta del Monte Argentario.

Del resort posso solo spendere delle belle parole: lo staff è eccezionale, molto attento e premuroso verso i clienti, la location è molto bella e ampia, è possibile passeggiare nella pineta, in spiaggia o oziare nelle varie aree relax senza annoiarsi mai. Il fiore all’occhiello però è sicuramente rappresentato dal ristorante, sia per la colazione che per la cena o un pranzo veloce (noi le abbiamo provate tutte). Infine la stanza: moderna, ben arredata e pulitissima. Insomma, nonostante il costo non sia certo a buon mercato (circa 160 euro/notte con colazione, a maggio) ne vale decisamente la pena!

Consigli: all’interno del resort il parcheggio è gratuito. Se puoi, richiedi una stanza vista mare per godere dei tramonti toscani direttamente dal balconcino della tua camera!

Come prenotare: Booking, The Sense Resort.

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In tenda al Nido del Parco (Ticino)

Dove: Nido del Parco, Parco del Ticino, Italia 🇮🇹

Come: Weekend in tenda, speciale anniversario!

Quando: Settembre 2020.

Budget: €€€

Durata: Weekend.

Lo ammetto, non sono mai stata in tenda in vita mia, nemmeno da bambina… All’alba dei miei 37 anni e in occasione del nostro anniversario di matrimonio ho chiesto quindi a @divenirio di organizzare qualcosa di diverso dai soliti weekend, qualcosa che non avevo ancora sperimentato (è vero, come sempre gli ho dato qualche suggerimento 😅). Ecco perché siamo giunti fino al Parco del Ticino, che ho scoperto essere Riserva della Biosfera, Patrimonio Unesco, e abbiamo dormito in una tenda sospesa in un’area che prende il nome di Nido Del Parco:

Il Nido nel Parco è il primo Experience Camp in Italia situato nella Riserva della Biosfera del Parco del Ticino, un sito patrimonio mondiale dell’UNESCO, la più grande area fluviale protetta d’Europa.

nidodelparco.it

Grazie alla combinazione delle risorse naturali di questo paesaggio con la storia e l’architettura, la cultura e l’arte, il cibo e i vini locali, questo Eco-Camp è in grado di offrire ai viaggiatori la possibilità di immergersi totalmente in uno dei più grandi tesori naturali d’Italia.

Tramonto dalla nostra tenda

Per ricapitolare: uno spazio eco friendly nella riserva naturale del Parco del Ticino, vicino a Vigevano, alcune tende sospese (3 in totale, ma se ne possono piazzare fino a 6 e in certe occasioni anche 10) dove dormire tra gli alberi, un’oasi costruita nel bosco e nella natura incontaminata… 🤩 Inutile dire che si tratta di uno spazio attento all’ambiente: i proprietari concentrano i loro sforzi affinché il Camp sia sempre il più ecologico possibile. Un esempio? La eco-doccia portatile, che viene consegnata all’ingresso e che puoi fare ovunque nell’area, nei pressi della tua tenda o in qualsiasi altro angolino del posto (con eco-bagnoschiuma che verrà consegnato sul momento). O ancora, il fatto che il Camp sia totalmente plastic free.

Anche la scelta del cibo rientra in questo progetto di salvaguardia e legame con il territorio circostante. Nel Camp è infatti possibile prenotare la cena a base di prodotti locali, cena che viene servita nel giardino, sotto la luce del fuoco delle torce e delle lampade a pannelli solari. Il tutto accompagnato da un ottimo Bonarda! 🥂

La tenda sospesa

La nostra tenda era una delle più ampie, adatta ad ospitare fino a tre persone. All’arrivo ci è stato fornito un sacco a pelo e testa, una torcia per la sera, per le passeggiate notturne, e una mascherina per gli occhi. Questo perché è possibile togliere la copertura impermeabile e dormire letteralmente sotto le stelle! (Resta però sempre fissa una sottile maglia di rete per evitare l’arrivo di insetti o altro). Noi non lo abbiamo fatto essendo già settembre, di notte l’umidità esterna si faceva sentire…

Se te lo stai chiedendo, è molto facile salire all’interno e dentro c’è spazio per tutto (zaini inclusi, noi avevamo uno zaino grande e un mini trolley). E sì, reggono perfettamente il peso! 😜 Ma veniamo al punto più importante: come si dorme in una tenda sospesa? Sicuramente al caldo, il sacco a pelo è decisamente servito; io avrei però preferito avere a disposizione anche una materassino e un cuscino, in quanto la tenda tirata tra gli alberi resta molto rigida e non essendo abituata ho fatto un po’ fatica a trovare la giusta posizione e ad addormentarmi… ma svegliarsi nel bosco con i suoni della natura e il sole che fa capolino tra gli alberi non ha prezzo. Ogni tenda è infine dotata di un paio di sedie all’esterno dove poter appoggiare eventuali borse o dove lasciare ad esempio le scarpe.

Le attività nel Parco

Il Camp organizza alcune attività, su prenotazione, per poter scoprire il territorio circostante: trekking con una guida locale, Yoga e meditazione nel bosco, Rafting o canoa. Noi abbiamo preferito passeggiare in solitaria nel parco e poi approfittare della natura incontaminata per un tuffo rigenerante nel fiume. Tutte le informazioni e i prezzi sono disponibili sul sito www.nidodelparco.it.

Consigli: approfitta della vicinanza del Parco alla città di Vigevano per visitare la sua famosa Piazza Ducale. Famosa in quanto prima piazza “formale” della storia, esempio e modello per le più celebri piazze d’Italia e d’Europa.

Come prenotare: Nido del Parco.

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Dormire in una Yurta mongola

Dove: Gassino Torinese, Piemonte, Italia 🇮🇹

Come: Weekend di coppia.

Quando: Novembre 2019.

Budget: €€

Durata: sabato e domenica.

Qualche tempo fa mi sono ritrovata tra le mani un buono da spendere sul sito Ecobnb (grazie mamma ❤️). Si tratta di un sito che propone sistemazioni eco sostenibili, a diretto contatto con la natura, in tutta Italia. Purtroppo il voucher aveva scadenza imminente, dicembre 2019, così mi sono affrettata a scegliere una sistemazione per un weekend. Non volevo cercare un hotel qualsiasi, vista la natura del buono cercavo qualcosa di diverso, di particolare… “@Divenirio che ne dici di dormire in una Yurta?”. 🙃

Siamo partiti il sabato mattina con destinazione le colline torinesi. La nostra Yurta si trovava infatti a Gassino Torinese, un piccolo centro residenziale, industriale e agricolo, situato all’incrocio della statale Torino-Casale Monferrato. Il comune si distende in forma allungata da sud a nord sulla riva destra del Po e si trova a soli 20 minuti da Torino. Non è stato molto semplice trovare il luogo esatto e per fortuna eravamo in Jeep: le strade infatti erano un po’ tortuose e tutte infangate per via delle piogge dei giorni precedenti. Presta attenzione!

Ma cos’è esattamente una Yurta?

La Yurta è l’abitazione tipica dei popoli nomadi dell’Asia da almeno 13 secoli e ci sono indizi che farebbero risalire la sua origine ad un passato ancora più remoto. Si tratta di una struttura in legno richiudibile e facilmente trasportabile, che è stata tradizionalmente usata dai nomadi Turchi della steppa dell’Asia Centrale. La struttura è solitamente ricoperta da strati di tessuto e feltro di pura lana di pecora, per creare l’isolamento termico necessario a vivere in questi luoghi. Bisogna infatti immaginare che questo tipo di abitazione è stata progettata per resistere alle estreme condizioni climatiche di quell’area. Ad esempio in Mongolia, dove ancora oggi il 50% della popolazione del paese vive in queste abitazioni, le temperature possono raggiungere i 40 gradi in estate e -40 in inverno! Anche le decorazioni sono importati, perché oltre ad essere una casa questa tenda rappresenta un tempio sacro. Il gusto per l’estetica di questi popoli nomadi è davvero affascinante e non può non lasciare incantati chi vi entra per la prima volta. Chissà, magari organizzeremo presto un viaggio in Mongolia! (Fonte: gioiellidelbosco.com).

Vita dei pastori mongoli in una Yurta

Arrivati sul posto siamo stati accolti dalla padrona di casa e ci siamo resi conto che la Yurta si trovava proprio nel suo giardino. La casa confina infatti con un grande bosco e al suo interno sono state montate due Yurte originali mongole. Ogni tenda è dotata di un bagno privato, in legno, costruito in perfetta armonia con l’ambiente circostante (ad esempio, non c’è lo sciacquone e una volta fatti i bisogni 💩 è necessario usare della segatura per coprire gli odori…). Inoltre, sempre nel bosco, è stata montata una piccola e tonda vasca idromassaggio, che per nostra sfortuna non abbiamo provato visto il clima poco mite di novembre.

Durante il pomeriggio siamo usciti per fare una breve passeggiata sulle colline circostanti, dalle quali si poteva godere di una magnifica vista sulla città di Torino, mentre la sera abbiamo cenato in una cascina nelle vicinanze, Cascina Domina, che mi sento assolutamente di consigliare sia per la qualità del cibo, che per la comodità rispetto alla Yurta (si trova infatti a pochi metri di distanza e ci arrivi a piedi 🦶 ). Se decidi di passare e vuoi provare la bagna cauda ricordati di pre-ordinarla prima del tuo arrivo!

Essendo novembre, abbiamo ovviamente dovuto accendere la stufa all’interno della tenda e devo ammettere che il fuoco ha scaldato parecchio l’ambiente circostante. Così ci siamo goduti un aperitivo al caldo della nostra Yurta. La mattina successiva invece il fuoco si era ormai spento e il freddo iniziava a farsi sentire. Abbiamo fatto colazione all’interno della tenda (con prodotti a km 0 preparati dalla proprietaria), ma non è stato molto piacevole in quanto l’umidità e l’aria fresca di novembre ci hanno dato un pochino fastidio (sarebbe comunque stato inutile accendere la stufa visto che di lì a poco saremmo dovuti andare via).

La tenda dall’esterno e il bagno

Tips 1: consiglio questa esperienza per la sua originalità, dormire in Yurta mongola non è cosa da tutti i giorni! A mio avviso però sarebbe meglio viverla d’estate, quando le temperature ti permettono di godere appieno della natura circostante e di passare più tempo all’aria aperta. Inoltre un pizzico di pulizia in più non guasterebbe all’interno della tenda, così come qualche attività di intrattenimento non sarebbe male, per non rischiare di non avere nulla da fare…

Superga

Tips 2: approfitta della vicinanza a Torino per visitare la città, oppure fai un salto nella vicina Superga per una visita alla famosa ed imponente Basilica.

Come prenotare: Ecobnb.

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#imutti in tour: Stoccolma

Dove: Stoccolma, Svezia 🇸🇪

Come: Weekend in famiglia (#imutti in tour!).

Quando: Ottobre 2019.

Budget: 0€ (viaggio sponsorizzato da #imutti senior 😍).

Durata: 2 giorni.

Finalmente è giunto il momento di raccontare una nuova avventura firmata #imutti. Questa volta nel freddo nord, siamo andati su fino a Stoccolma! 🥶 Più che un weekend si è trattato di un vero e proprio mordi e fuggi in città, con partenza il venerdì sera e ritorno la domenica pomeriggio. Giusto il tempo per conoscere la capitale della Svezia e decidere che vale decisamente la pena ritornarci, magari con la bella stagione…

La prima sera l’abbiamo passata praticamente in viaggio, il volo dall’aeroporto di Bergamo, con Ryanair, era infatti previsto per le 21 circa del venerdì. Ovviamente, sfortuna vuole che abbiamo deciso di partire durante lo sciopero nazionale pianificato per quel giorno (ma non potevamo saperlo avendo prenotato mesi prima) e così il nostro volo è stato ritardato di una mezz’ora. Poco male, non avevamo particolari programmi per la notte se non raggiungere l’hotel e dormire.

Come saprai, Ryanair non atterra mai nell’aeroporto principale della città, così una volta in Svezia abbiamo dovuto prendere un bus Flygbussarna con destinazione Stoccolma (1 ora e mezza di viaggio). Sapevamo di arrivare a destinazione in tarda serata, ma avevo letto recensioni super positive di questo servizio: tutti i bus sono infatti ben collegati ai voli e in caso di ritardo si attende l’arrivo del volo corrispondente. In effetti così è stato… Devo ammettere che tutto è organizzato perfettamente e i servizi sono stati molto puntuali. Ah, il nord Europa! 😍 Una volta scesi dall’aereo, abbiamo acquistato i biglietti in aeroporto (con carta di credito, non serve cambiare i contanti) e ci siamo diretti al nostro pullman senza difficoltà. I posti erano molto confortevoli e dopo un sonnellino rigenerante mi sono risvegliata praticamente a destinazione.

Old Town

Avevo scelto di soggiornare in un hotel vicinissimo al terminal dei bus, il Comfort Hotel Xpress Stockholm Center, per non dover camminare al freddo e di notte una volta giunti a Stoccolma. La struttura si è rivelata molto comoda: si tratta infatti di un hotel enorme che si trova proprio sopra la stazione dei treni (e a poco distanza dalla fermata del Flygbussarna). Le stanze sono tantissime ma molto piccole; per un paio di notti però le abbiamo trovate confortevoli (attenzione quando prenoti, scegli la camera con finestra!). Plus: tutto è molto pulito e organizzato. Ad esempio, il check in e check out può essere fatto in autonomia, velocemente, in modalità self; in alternativa si trova sempre una persona al Barception (sì hai letto bene, si tratta di un bar e reception insieme!). Ricordati che è un hotel senza contanti: si paga tuto online o con carta di credito. Consiglio anche la colazione, non male e a costi contenuti (considerando che Stoccolma è una città abbastanza cara).

Il barception dell’hotel – Foto: Comfort Hotel Express

Il sabato è stato l’unico giorno completamente a nostra disposizione per andare alla scoperta del centro storico. Purtroppo il tempo non è stato molto clemente (pioggia praticamente tutto il tempo), ma quando sei in viaggio importa davvero? Inoltre in Svezia sembra che nessuno faccia molto caso al clima avverso, raramente ho visto persone munite di ombrello (nemmeno i bambini!) 🤔 Avendo a disposizione praticamente solo un giorno e mezzo abbiamo deciso di visitare le principali attrazioni della città, collocate quasi tutte nell’isola che possiamo definire old town. Qui si trova ad esempio il Palazzo Reale, che abbiamo esplorato anche all’interno per ripararci un pochino dalla pioggia insistente. Le sale sono davvero molto belle e pompose, vale la pena farci un salto.

Per il pranzo ci siamo invece spostati a piedi verso l’Östermalm Saluhall, il mercato coperto di Stoccolma, considerato una vera e propria istituzione dalle persone locali. Esperti del settore e visitatori lo reputano addirittura uno dei migliori mercati al chiuso di tutto il mondo. Peccato che una volta arrivati abbiamo scoperto che la struttura originaria era stata chiusa per lavori e che il mercato era stato momentaneamente spostato in una struttura in legno adiacente l’originale. Poco male. Abbiamo approfittato di questa pausa per pranzare al suo interno con piatti tipici svedesi. Che bontà!

Una sala del Palazzo Reale

L’unica serata che avevamo a disposizione, fortunatamente senza pioggia, abbiamo deciso di trascorrerla in un locale tipico della zona, suggerito da Mutti Junior (che sfortunatamente non è riuscito a seguirci in questo tour), l’Aifur Krog & Bar. Assolutamente consigliato! Si tratta di un locale in stile vichingo, con musica dal vivo, personaggi in costume e intrattenimento. Importante ricordarsi di prenotare con anticipo (io ho riservato il tavolo con The Fork mesi e mesi prima). Guarda il video qui sotto per farti un’idea… 😉

Video: @Cheyenne Olander

Mi sento inoltre di consigliare la visita al Museo Vasa per conoscere la storia e vedere dal vivo la famosa nave affondata nel mare svedese. Si tratta infatti della nave da guerra del XVII secolo meglio conservata al mondo e può essere ammirata in un museo appositamente costruito tutto attorno. Davvero imponente. La nave Vasa si rovesciò e affondò in occasione del suo viaggio inaugurale a Stoccolma nel 1628 e solo dopo 333 anni sui fondali marini è stata finalmente recuperata. Qui vicino si trova anche il famoso Skansen, il museo all’aperto più antico del mondo, con case e fattorie provenienti da tutto il paese che riproducono le tipiche abitazioni della Svezia. Il museo comprende anche un parco con uno zoo al suo interno. Purtroppo non siamo riusciti a visitarlo per mancanza di tempo (e per la pioggia insistente), una scusa in più per tornare in Svezia!

Per finire, non dimenticare di fare un giro nella metropolitana della città considerata uno dei sistemi più belli d’Europa, in particolare la più recente linea blu che rappresenta una vera galleria d’arte. Prendi un biglietto e fai un giro tra le varie stazioni, un modo divertente per conoscere anche questo aspetto della città… per non parlare poi della famosa Fika 😂!

Stazione di Solna Centrum

Tips: a Stoccolma non serve davvero portare contanti. Si paga tutto tranquillamente con carta di credito, anche la colazione o il caffè. In pratica, non abbiamo mai avuto a che fare con la moneta locale!

Come prenotare: Booking, SkyScanner, TripAdvisor, The Fork.

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Compleanno al Lago di Braies

Dove: Lago di Braies, Trentino Alto Adige, Italia 🇮🇹

Come: Weekend per festeggiare il mio compleanno!

Quando: Giugno 2019.

Budget: regalo!

Durata: un weekend.

Da qualche tempo a questa parte, per il mio compleanno chiedo sempre a @Divenirio di organizzarmi delle mini fughe in qualche località romantica ❣️ piuttosto che comprarmi un regalo inutile. In realtà poi lui non hai mai idee 😂 quindi mi ritrovo a dover fare tutto da sola. Così quest’anno ho deciso di andare a visitare il famoso Lago di Braies, Patrimonio Unesco. Il lago è una meta turistica molto conosciuta e frequentata, che attira per il colore intenso delle sue acque limpide e per lo scenario naturale in cui è immerso. In effetti è circondato su tre lati da cime dolomitiche, tra cui la Croda del Becco.

Era da tempo che desideravo farci un salto, ma per un motivo o per l’altro non c’è mai stata occasione… fino al mio compleanno. Finalmente! Così siamo partiti il venerdì sera subito dopo l’ufficio e abbiamo deciso di fare una tappa in Trentino, a Pinzolo, per spezzare il viaggio. La strada da Milano a Braies è infatti abbastanza lunga (guarda qui) e abbiamo preferito dormire una notte in Val Rendena (dove Davide ha una casa, dai un’occhiata alle varie possibilità di pernotto se anche tu desideri fare uno stop), visto che avevamo solo due giorni a nostra disposizione.

Uno scorcio del Lago di Braies
La casetta in legno per il noleggio delle barche

Dove dormire per visitare il Lago di Braies? Ho cercato a lungo una struttura che potesse piacermi e dopo un po’ di ricerche (la maggior parte degli hotel vicini erano già pieni) mi sono soffermata su questa: Naturhotel Die Waldruhe, in Val Pusteria, a circa 45 minuti da Braies. Avevo voglia di relax e natura e devo ammettere che qui ho trovato entrambi gli elementi. La struttura si trova al limitare di un bosco ed il concetto di wellness alpino, così come il rispetto dell’ambiente, giocano un ruolo di primaria importanza. L’hotel è ben arredato, in stile moderno, la camera molto pulita e ampia e il centro benessere, seppure di piccole dimensioni, è ben fornito. Plus: l’hotel dispone di una vasca idromassaggio all’aperto, che permette un relax assoluto a contatto con la natura circostante!

Foto: Naturhotel Die Waldruhe

Se proprio devo trovare una nota negativa, il cibo non è stato il massimo in questo hotel. Abbiamo infatti cenato qui la sera ma non siamo rimasti pienamente soddisfatti. Per non parlare della torta che Davide aveva ordinato per il mio compleanno…! La struttura è frequentata da molti turisti tedeschi e austriaci e forse l’offerta culinaria rispetta più i gusti di questo tipo di clientela. Suggerisco quindi di cenare altrove.

Il sabato lo abbiamo trascorso all’insegna del relax e non ci siamo mossi dall’hotel (e dal centro benessere!). Ma dopo tutto era anche brutto tempo e il viaggio era durato a lungo quindi ci siamo regalati un po’ di meritato riposo. Verso sera però il sole ha fatto capolino e così abbiamo deciso di fare una passeggiata nella vicina Brunico. Una piccola città davvero molto carina! Dopo una visita veloce al castello ci siamo rifugiati per un drink in un locale caratteristico, appena sotto le mura della struttura, che mi sento di consigliare per l’atmosfera particolare che si respira qui: il Ganseliesl Bar. Il bar è arredato con oggetti diversi tra loro per stile e provenienza, ma è proprio questa confusione voluta che rende l’atmosfera quasi magica. Lo trovi nel mio profilo Tripadvisor.

Il castello di Brunico

Finalmente la domenica al lago! Sveglia presto, colazione e poi via verso il Lago di Braies. La distanza dal nostro hotel non era molta, diciamo circa 45 minuti di strada senza traffico (vedi il tragitto qui). Una volta giunti a destinazione, abbiamo lasciato l’auto nel grande parcheggio adiacente il lago (a pagamento) e ci siamo incamminati verso il sentiero. Il sito è raggiungibile facilmente, consiglio però di arrivare presto la mattina, soprattutto se viaggi nel weekend, per non incontrare i numerosi pullman in gita. Una volta qui ci siamo letteralmente fiondati nella famosa casetta sul lago per il noleggio delle barchette in legno. Vuoi non fare un giro romantico in mezzo al lago? Il noleggio costa circa 28 euro per 1 ora e la barca è abbastanza grande, in due ci si sta molto comodi.

I più temerari potranno immergersi nelle fresche acque, per godere di un immediato refrigerio durante l’estate, mentre chi ama prendere il sole potrà stendersi nelle varie spiagge ghiaiose sulla riva. Se dopo il giro in barca hai ancora voglia di attività fisica, ti consiglio di cimentarti nella passeggiata lungo il sentiero che costeggia tutto il lago: durata totale 1 ora circa, il sentiero è poco impegnativo e per di più pianeggiante, ma in alcuni punti ci sono degli scalini abbastanza ripidi.

Tips: sulla riva del lago esiste un hotel se desideri pernottare lì, mentre per il pranzo c’è la possibilità di fermarsi al bar adiacente il lago, ma essendo l’unico locale è sempre molto frequentato. Noi ad esempio abbiamo preferito scendere verso il paese per il pranzo e ci siamo fermati lungo la via del ritorno, poco fuori dalla zona frequentata dai turisti.

Breaking News: limitazioni al traffico. La novità 2020 interessa la limitazione degli accessi. Sarà consentito accedere in auto lungo la strada che attraversa la valle di Braies fino all’esaurimento dei parcheggi della valle, dal 10 luglio al 10 settembre. Una volta occupati tutti i posti disponibili si procederà alla chiusura della via di accesso fino alle ore 15.00. Queste restrizioni non si applicano ovviamente agli abitanti della valle di Braies. Leggi la notizia.

dolomiti.it

Come prenotare: Booking, TripAdvisor.

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In moto fino al Mugello

Dove: Mugello, Toscana, Italia 🇮🇹

Come: Weekend in moto, con amici.

Quando: Giugno 2017.

Budget: €

Durata: 3 giorni.

Per due appassionati di moto, di viaggi e di MotoGP come noi non poteva certo mancare un weekend dedicato al Mugello 🏁 Tutto è cominciato una sera di marzo a casa di una coppia di amici. Si parlava di Valentino Rossi, di moto e del Mugello Circuit, anche perché Davide ci era già stato qualche tempo fa… e non mi aveva ancora portata! Così abbiamo deciso di andarci veramente (tutti insieme, in moto) e in pochi minuti avevamo acquistato i biglietti per la gara. Gara che si sarebbe svolta il weekend del 2 giugno, un bel ponte di primavera, dovevamo quindi organizzarci…

Le colline del Chianti

Sì ma fermi tutti: dove si trova esattamente il Mugello?? 😆

A pochi chilometri da Firenze, tra il rincorrersi delle colline, gli alti cipressi, lo sfondo delle vette e dei passi si estende il territorio del Mugello. Acque chete, paesaggio ameno, gente affabile, tranquilla e laboriosa, cibi genuini, i Luoghi dei Medici, le Ville storiche, il tutto alle porte di Firenze. Storia, cultura, qualità dei servizi, in un rinnovato rapporto con la natura, questo è ciò che offre il Mugello. 

www.mugellotoscana.it

Il nostro weekend in Toscana è iniziato così il giorno 1 con il tragitto in moto Milano-Firenze. Ovviamente essendo sulle due ruote non abbiamo scelto di seguire la strada più breve, ma abbiamo attraversato i vari passi dell’Appennino, dedicando quindi l’intera giornata al nostro percorso. Una breve sosta sul Monte Abetone e poi giù verso la Toscana.

Per questo weekend abbiamo deciso di dormire in un paese vicino Firenze, Bagno a Ripoli, per restare fuori dal caos cittadino, ma allo stesso tempo abbastanza vicini per poterci andare ad esempio la sera a cena. Mai scelta fu più azzeccata! Ci siamo ritrovati immersi nelle colline del Chianti, in un paesino situato a pochi minuti di moto da Firenze. Per il pernotto abbiamo scelto una casa su Airbnb, La casa del Casiere: un caratteristico appartamento di 120 mq annesso ad una villa storica immersa nella campagna. La casa era un sogno, pulita e grande (ognuno aveva la sua camera da letto), per non parlare della vista… 👀 Purtroppo noto con dispiacere che non è più disponibile sul sito, davvero un peccato.

La vista dal nostro appartamento

Il secondo giorno lo abbiamo invece dedicato alla scoperta di queste colline e dell’area del Chianti, ovviamente sulle due ruote. Il sole era caldo, l’aria limpida e il panorama attorno a noi ci appariva davvero magico. Una giornata tra sali e scendi, paesini arroccati sulle colline e degustazione di vino. Di ritorno verso “casa” ci avrebbe poi aspettato un tramonto made in Florence… e dove ammirarlo se non dal più famoso punto di osservazione, meta obbligata dei turisti in visita alla città? Parlo di Piazzale Michelangelo.

La giornata però non era ancora finita. Avendo i biglietti per la gara della domenica, potevamo accedere al circuito anche la sera precedente, il sabato. Davide ci aveva preannunciato festa, musica e birra e così abbiamo deciso di guidare fino al Circuito del Mugello. Il sole era ancora caldo nonostante fosse sera e la strada che da Firenze ci ha condotti a destinazione è stata qualcosa di particolare che mai dimenticherò. Uno spettacolo unico, tra le colline toscane, con il vento caldo di giugno che ci rinfrescava appena e i colori della sera che scendeva… (Guarda il tragitto qui). Ovviamente la serata è trascorsa esattamente come ce l’avevano descritta e quindi birra a fiumi e musica altissima. 😛 Da veri appassionati di motociclismo! Se passi da queste parti ricordati di fare tappa da Maga Magò per un cena, come abbiamo fatto noi, merita una sosta.

I love Mugello

Finalmente il giorno della gara era arrivato! Si trattava della mia prima esperienza al MotoGP ed ero davvero emozionata. Colazione a Firenze e poi via ancora verso le colline con destinazione finale il Mugello Circuit.

Tips: Non mi era mai capitato di prendere in considerazione queste zone della Toscana per un weekend ma sono stata letteralmente folgorata dalla bellezze di questa regione. Consigliata per un piacevole weekend d’estate…

Come prenotare: TripAdvisorAirbnb

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Weekend in Belgio, Bruxelles e Bruges

Dove: Bruxelles e Bruges, Belgio 🇧🇪

Come: Weekend in famiglia, #VenirFamily.

Quando: Dicembre 2017.

Budget: €€

Durata: 3 giorni.

Era il mese di marzo quando sul divano stavo già controllando le varie combinazioni di volo disponibili per quello che sarebbe stato il ponte dell’8 dicembre… Sono stata fortunata: ho trovato quasi subito un volo a 40 euro per il Belgio 🇧🇪, un paese dove non ero ancora stata. Potevo farmelo scappare? Ovviamente no. In qualche modo, nonostante mancassero ben 9 mesi, sono riuscita a convincere Davide con largo anticipo e così abbiamo prenotato. Destinazione: Bruxelles e Bruges. Nei mesi successivi alla prenotazione, parlando della destinazione di dicembre, anche i miei suoceri si sono interessati a questo viaggio e così hanno deciso di prenotare e di aggiungersi al nostro weekend #VenirFamily!

Chiesa a Bruxelles

Bruxelles

Prima tappa: la città di Bruxelles. Essendo il centro politico dell’Unione Europea e della NATO, questa città viene definita la Capitale d’Europa. Qui abbiamo prenotato il nostro soggiorno presso il Motel One in pieno centro. Si trova vicinissimo alla stazione dei treni, il che è stato molto comodo arrivarci e quando poi abbiamo deciso di visitare anche la vicina città di Bruges. L’hotel è molto grande, ha tantissime camere, non molto spaziose, ma con tutto il necessario per passare un paio di notti confortevoli. Plus: è dotato di un bar moderno e di design dove passare piacevoli serate bevendo qualcosa di caldo dopo una giornata passata al freddo di Bruxelles.

In giro per Bruxelles

La piazza della città, la famosa Grande Place, mi è rimasta particolarmente impressa ed è entrata subito nella mia personale top 5. L’abbiamo visitata sia durante il giorno, che la sera, quando si colora di luci e vengono intonate delle magnifiche canzoni (in questo caso a tema natalizio visto il periodo). Qualcosa di magico che a parole è difficile spiegare! La piazza è parte di un complesso architettonico davvero impressionante, affascinante per qualsiasi visitatore, che, colpito dalla sua bellezza, non sa davvero dove dirigere lo sguardo. Qui tutto è bellissimo. 😍 A mio avviso, la sede del Comune, situato a sudest, rappresenta il gioiello architettonico più importante ed antico di tutta la piazza.

La Grand Place

Un’altra tappa sicuramente da includere nella visita della città è quella del famoso Atomium. Simbolo del Belgio stesso, si tratta di una realizzazione unica nella storia dell’architettura e testimone dell’Esposizione Universale del 1958. Una struttura di ben 102 metri d’altezza, 2400 tonnellate di acciaio e 9 sfere collegate l’una all’altra, rivestite originariamente di alluminio. L’Atomium viene così chiamato perché rappresenta i 9 atomi di un cristallo di ferro: un riferimento alle scienze e agli usi dell’atomo, temi importanti e in pieno sviluppo all’epoca della sua costruzione. Noi ci siamo capitati una mattina sotto la neve, una atmosfera davvero magica! E la famosa birra belga? Ovviamente la trovi ovunque ma in città non puoi non fare un salto da A la Mort Subite: un locale storico molto carino e in pieno centro dove rilassarsi con gli amici e gustare – finalmente – una birra (gigante!). Sul cibo non farei molto affidamento: pochi piatti e nemmeno troppo buoni ma qui ci vieni per bere e devo dire che merita una visita.

Bruges

Spesso, quando si pensa al Belgio, si pensa a Bruges, una delle città più romantiche d’Europa… e tra le più fotografate oserei dire: con i suoi viali, gli archi di mattoni, le chiese di pietra e i ponti è praticamente impossibile scattare una brutta foto! Dalla stazione dei treni di Bruxelles, con 1 ora di viaggio, siamo così arrivati in questo piccolo gioiello delle Fiandre. 👇🏻

Brugges – @Around The World 4K

Markt

Qui tutto è raggiungibile a piedi, in fin dei conti si tratta di una piccola cittadina. Dalla stazione dei treni, con una passeggiata di 10 minuti, sei arrivato in città. Ogni angolo nasconde qualcosa di curioso o uno scorcio degno di essere immortalato per sempre in uno scatto. Splendido il centro storico, Patrimonio Mondiale Unesco dal 2000, che si sviluppa intorno ai due nuclei medioevali, il Burg e il Markt, dove si trovano siti di grande interesse e affascinanti botteghe di pizzi e merletti (ne ho comprato uno!).

Tips: Conosci il Manneken Pis? Si tratta di una statua di circa 50 cm posizionata sopra una fontana che raffigura un bambino mentre fa la pipì. 😂 Nel 1698 un Governatore regalò alla statua il suo primo vestito. Da quel momento il Manneken è sempre abbigliato in modo differente. Divertiti a cercarlo tra le vie della città e a scoprire il look del giorno!

Come prenotare: Booking, Ryanair, Tripadvisor.

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