Honeymoon in Giappone

Dove: Giappone 🇯🇵

Come: Viaggio di nozze, parte I.

Quando: Settembre 2013.

Budget: Essendo il nostro viaggio di nozze non te lo so dire 😬 (abbiamo scelto la lista viaggio).

Volo: Prima tappa della nostra luna di miele , abbiamo voltato con British Airways direttamente da Londra (ben 11 ore di volo).

Visto: I cittadini italiani che si recano in Giappone per motivi turistici per un periodo non superiore ai 90 giorni non necessitano di alcun visto sul passaporto.

Quando ci siamo sposati, io e Davide abbiamo avuto subito le idee chiare sul viaggio di nozze dei nostri sogni: Giappone e Hawaii.

#muttitravels

Questo te lo avevo già raccontato parlando delle Hawaii (leggi la parte II del nostro viaggio di nozze), ma non ti avevo ancora parlato della prima parte, quella che più ci è rimasta nel cuore ❤️, ovvero il tour classico del Giappone, organizzato dall’agenzia viaggi Sandy Bay. Si tratta del viaggio che più abbiamo amato in assoluto, forse perché lo abbiamo scelto come viaggio di nozze, ma credo più perché è stato il nostro primo viaggio intercontinentale, la nostra prima avventura nel mondo come coppia.

Non è facile raccontare i dettagli di questo tour perché all’epoca non ero ancora molto pratica nell’organizzare viaggi (parliamo di ben 7 anni fa e non ero ancora #muttitravels!), ma cercherò di ricordare quelle che sono state le tappe del nostro girovagare per questa terra così lontana, ma al tempo stesso così affascinante. Innanzitutto ci tengo a precisare che fin da subito non abbiamo avuto dubbi su quella che sarebbe stata la meta del nostro viaggio: il Giappone. E così, con le idee ben chiare piantate in testa, ci siamo diretti in agenzia per organizzare i dettagli della lista nozze. Il percorso che ci è stato proposto è quello definito classico, utile per conoscere le attrazioni e le città principali della terra del Sol Levante, organizzato tramite il tour operator Mistral.

Un itinerario veloce e completo che permette di abbinare la conoscenza approfondita del Giappone classico ad una possibile estensione mare a fine viaggio.

qualitygroup.it

Tappe previste: Tokyo, Shizuoka, Kyoto, Miyajima, Osaka.

Tokyo

Finalmente il Giappone! 🇯🇵 Non ci potevo credere eppure era realtà e dopo un volo che ci era sembrato infinito ci trovavamo effettivamente in Oriente e più precisamente nella città di Tokyo. I giorni dedicati alla capitale sono stati 3 in totale. Il primo e il terzo sono stati lasciati a nostra completa disposizione, per poter gironzolare in totale libertà, mentre il secondo è stato organizzato con una guida locale parlante italiano, il mitico Pino-san. Durante la giornata di tour guidato, abbiamo visitato diversi punti di interesse tra cui la piazza del Palazzo Imperiale (dove però non si poteva entrare), il santuario Meiji, il Tempio Kannon di Asakusa, il Tokyo Metropolitan Building a Shinjuku (vicino al nostro hotel) e il quartiere commerciale di Ginza. Durante il nostro girovagare invece siamo stati nel quartiere di Ueno, a Shibuya per omaggiare la statua Hachiko (conosci la storia di questo cane, reso celebre dal film interpretato da Richard Gere?) e per attraversare l’incrocio pedonale tra i più famosi al mondo, sulla Yurikamome, ovvero il treno su gomma completamente automatizzato (non c’è il conducente) che collega la stazione di Shimbashi all’isola di Odaiba (dove puoi vedere il Gundam gigante e la copia della Statua della Libertà) e per finire una visita alla Tokyo Tower. Un bel camminare! Abbiamo però preso anche la metropolitana: molto complicato capire come orientarsi (i cartelli sono tutti in giapponese, ovvio 😖), ma una volta dentro ci siamo mossi velocemente da una parte all’altra della città.

La sistemazione per questi primi giorni di tour è stato un hotel 4 stelle, il Keio Plaza (Shinjuku). Ricordo un hotel molto bello, grande, situato nel quartiere degli affari di Tokyo, con una vista meravigliosa sulla città. La prima notte ci fu un leggero terremoto: il Giappone ci stava dando il suo personale benvenuto…

Santuario Meiji

Un servizio che mi sento di suggerire è quello offerto da Tokyo Free Guide, grazie al quale puoi usufruire di una guida locale e volontaria che ti accompagna in giro per la città… gratuitamente! (Come in Vietnam, ricordi?). Noi siamo stati assegnati a Takuya Hayashi, un simpatico pensionato di 67 anni che ci ha fatto scoprire alcune zone poco battute di Tokyo, su nostra richiesta. Gli accordi vengono presi via mail prima della partenza e la guida ti passa a prendere direttamente in hotel. Alcuni parlano in italiano, altri in inglese. Più comodo di così… Il servizio è stato organizzato direttamente da me su consiglio di un amico che lo aveva già sperimentato qualche mese prima. Consiglio sempre questa tipologia di attività, da un lato per supportare le realtà locali e dall’altro per entrare in contatto diretto con le persone del posto.

Takuya Hayashi

Fujiyama + Kyoto

Dopo i primi giorni trascorsi a Tokyo siamo partiti per la nostra seconda destinazione, Kyoto. Eravamo eccitati per due motivi: primo perché finalmente potevamo prendere il famoso treno proiettile giapponese, lo Shinkansen (a proposito, ti ricordo che per salire devi essere in possesso del Japan Rail Pass, che va acquistato in Italia. Noi l’avevamo incluso nel pacchetto viaggio); secondo perché durante il tragitto sarebbe stata prevista una sosta a Shizuoka, nella zona del monte Fujiyama, per una visita al santuario shintoista Toshogu e la vista sul monte Fuji (da un punto panoramico privilegiato). Qui è stato organizzato un pranzo tradizionale giapponese tutto per noi (e il nostro gruppo) e una visita alle coltivazioni di tè verde, per poi proseguire diretti verso la città di Kyoto.

santuario shintoista Toshogu
Per le strade di Kyoto

Durante l’intera giornata dedicata alla capitale culturale del Giappone, abbiamo visitato il tempio buddhista del Padiglione d’oro, il castello Nijo, il tempio buddhista Kiyomizu, il quartiere di Higashiyama ed il tempio Kodaiji. Sicuramente quello che più mi è rimasto impresso nella memoria è stato il Padiglione d’oro:

Il nome del tempio deriva dalla foglia d’oro con cui è ricoperto il padiglione: l’oro ha infatti un forte valore simbolico di purificazione da ogni tipo di inquinamento o pensiero negativo ed è inoltre funzionale a creare un particolare riflesso sullo stagno, grazie alla luce del sole. Escludendo i sotterranei, l’intero padiglione è ricoperto di foglie d’oro puro, motivo per il quale l’edificio viene spesso paragonato ad un altro tempio situato a Kyoto, ossia il Ginkaku-ji, il Tempio del padiglione d’argento. La pagoda, che si articola su tre piani, contiene inoltre le reliquie del Buddha.

marcotogni.it
Il Padiglione d’oro

L’hotel scelto per questa tappa è stato ancora un 4 stelle, il Rihga Royal, un hotel con camere tradizionali, situato vicino alla stazione dei treni. Un aneddoto divertente: l’hotel metteva a disposizione degli ospiti dei kimono per la notte 🥋 👘; inutile dire che ne abbiamo approfittato per scattare mille foto!

Hiroshima

Il nostro viaggio in treno proiettile è proseguito alla volta della città di Hiroshima. Questa è stata a dir poco la visita più toccante ed emozionante di tutto questo tour e mai sperimentata in tutta la mia vita. Una volta arrivati ci siamo infatti diretti subito al Parco della Pace ed al Museo della Bomba atomica. Come tutti, avevo sentito più volte raccontare la storia dello sgancio della bomba sulla città, ma essere lì fisicamente in quel luogo e immaginarsi tutto quello che è successo, ascoltando le testimonianze e le storie delle persone locali, mi ha davvero impressionata. Un particolare: nel museo è ancora esposto un orologio fermo all’ora dell’esplosione della prima bomba…

L’orologio

Interessante è anche l’adiacente Parco della Pace, situato poco distante il museo. Il luogo in cui oggi sorge era, prima della bomba, il cuore commerciale e politico della città, ma a soli 4 giorni di distanza dal giorno della detonazione è stato deciso di non ripristinare l’area, ma di trasformarla in un luogo di pace e di memoria. Infondo, spunta la cupola dell’A-Bomb Dome, l’unico edificio rimasto in piedi durante la detonazione: la cupola non è stata volutamente restaurata per mantenere il ricordo di quell’orribile esplosione.

Il Parco della Pace: la siepe ai lati è tagliata a forma di fiamme
A-Bomb Dome

Dopo questa visita davvero emozionante, la giornata è proseguita in traghetto verso l’isola di Miyajima, nel mare interno giapponese. Qui sorge il santuario shintoista dedicato al dio del mare che abbiamo visitato per tutto il resto del pomeriggio. Spiritualità e natura incontaminata convivono qui da secoli e ancora oggi, nonostante sia diventata una delle mete più turistiche del Giappone, l’isola rimane un luogo affascinante e suggestivo. E’ stato molto rilassante avere del tempo libero a disposizione per godere della pace della natura e dell’incanto di questi templi. Inoltre, vale davvero la pena passeggiare nel piccolo centro, tra negozi tipici e… i tanti cervi che scorrazzano liberamente in tutta l’isola! Non perdere l’occasione di provare i piatti tipici come le ostriche (crude, bollite, fritte o alla griglia) e naturalmente i dolci locali.

L’isola di Miyajima
Santuario shintoista

L’albergo in cui abbiamo soggiornato è stato ancora un hotel della catena Riga Royal, a Hiroshima. Qui abbiamo trascorso forse la serata più divertente di tutta la vacanza, insieme alle coppie che facevano parte del nostro gruppo di neo sposi e di alcuni ragazzi locali, conosciuti per caso in un bar della città. Il bello del viaggio è anche questo, conoscere e condividere momenti che rimarranno per sempre nella memoria!

Osaka

Il tour stava per giungere al suo termine, avevamo in programma solo un’ultima tappa, la visita della capitale commerciale del Giappone: Osaka. Giunti in città (sempre con il treno veloce, davvero comodo!), la nostra guida (questa volta una donna) ci ha mostrato il famoso castello, il quartiere dei grattacieli, il quartiere di Shinsaibashi e la zona commerciale di Namba.

Il castello merita decisamente una visita: è situato al centro del parco omonimo, uno dei più grandi della città con i suoi 100 ettari di estensione, ed è costruito su un piccolo altopiano circondato da enormi mura in pietra e fossati. Purtroppo si tratta oggigiorno di una costruzione praticamente nuova:

Il Castello di Osaka sorge sul sito dell’ex tempio di Ishiyama Honganji, distrutto nel 1570. Quando venne costruito, nel 1583, era il castello più grande del Giappone ed aveva lo scopo di mostrare la forza di Toyotomi Hideyoshi, tra i primi a voler unificare il Giappone. Dopo la sua morte, però, il castello fu prima distrutto e poi ricostruito dai Tokugawa, ma prese fuoco a seguito di un fulmine nel 1665 e rimase distrutto fino al 1931 quando venne ricostruito definitivamente in acciaio e calcestruzzo. E’ stato restaurato per l’ultima volta nel 1997.

vadoingiappone.it
Foto: Wikipedia

Merita poi una nota il famoso quartiere di Namba e nello specifico il suo centro, Dotonbori, che corrisponde precisamente alla strada a sud del canale omonimo. La zona è sempre molto affollata, di giorno come di sera quando il caos unito ai neon che brillano ovunque la rendono qualcosa di incredibile. Noi ci siamo ritrovati qui di giorno e siamo stati letteralmente travolti da questo folle mondo!

Dotonbori

Qui tutto è gente, luci, musica, cibo, odori… e insegne enormi in cartongesso che fuoriescono dai palazzi. Da non perdere il sushi e il famoso street food della città, in particolare lo Takoyaki: questo piatto tipico di Osaka contiene pezzetti di polpo, zenzero, cipolline e crumble di pane. Alla pastella viene data la forma di un raviolo tondo, che può essere mangiato da solo o con maionese, alghe e fiocchi di pesce disidratato. Ottimo!

Sushi in un ristorante di Osaka

Per completare in bellezza il nostro tour, durante la nostra ultima sera in terra giapponese è stata organizzata per noi una cena tipica in un ristorante tradizionale del centro di Osaka e un giro sulla ruota panoramica della città (costruita sul tetto di un centro commerciale). L’hotel selezionato per questa ultima tappa è stato il Granvia, situato direttamente sopra la Stazione Ferroviaria JR.

Era giunto il momento di separarci dal gruppo, il nostro viaggio sarebbe proseguito niente meno che alle Hawaii! Leggi come abbiamo trascorso la parte II del nostro viaggio di nozze…

Tips: se come noi decidi di abbinare il viaggio alle Hawaii, molto probabilmente rientrerai ancora in Giappone prima di partire definitivamente verso l’Italia. Cosa c’è di più bello del concludere questo super viaggio con un’ultima serata in Oriente e un’ultima cena a base di ottimo sushi?

Tools: Sandy Bay Viaggi.

Quali sono i prossimi viaggi in programma? Scoprilo!

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