Corsica On the Road: Un Viaggio in Van alla Scoperta dell’Isola di Beauté

Le festività natalizie sono spesso associate a cene in famiglia e serate accoglienti vicino al caminetto, ma cosa succede se si decide di rompere la tradizione e trascorrere il Natale on the road? In questo articolo, esploreremo la Corsica attraverso i nostri occhi di viaggiatori avventurosi che hanno deciso di visitare l’isola in un affascinante viaggio a bordo del nostro van.

L’avventura inizia come sempre con la preparazione del viaggio. Il van è carico di energia e un po’ di spirito natalizio (non troppo però eh :). Dopo aver preparato l’essenziale e mappa alla mano (sempre fedele alle mitiche guide Lonely Planet) ci avventuriamo per le strade corse, pronti a scoprire le bellezze dell’isola durante il Natale, in quella che viene considerata la bassa stagione. Dopo una prima notte trascorsa al porto di Livorno ci imbarchiamo con Corsica Ferries per le nostre 5 ore di traversata.

Il fascino della Corsica e le sue strade

La Corsica, conosciuta anche come l’Isola di Beauté, offre paesaggi mozzafiato che cambiano da montagne imponenti a spiagge sabbiose. Durante il Natale, l’isola si trasforma in un luogo magico e pressoché deserto, davvero wild, con alcune luci scintillanti e qualche mercatino natalizio che anima le piazze delle città principali. Bastia, Ajaccio e Bonifacio sono solo alcune delle tappe imperdibili visitate durante il nostro tour.

Il viaggio on the road in van prevede soprattutto in questo periodo la scelta di campeggiare sotto le stelle, godendo a pieno della bellezza naturale dell’isola. I campeggi infatti risultano essere tutti chiusi in dicembre, ma il paesaggio selvaggio ci ha offerto la possibilità di svegliarci con il suono delle onde del mare o con lo sfondo delle montagne verdi o imbiancate qua e là dalla neve. Non senza qualche piccolo problema o disturbatore locale che ha deciso di svegliarci nel cuore della notte… (è successo a Calvi), ma per fortuna si è rivelato solo un episodio isolato. Nonostante questo, possiamo affermare che l’isola è veramente un gioiello che offre paesaggi mozzafiato e strade pittoresche quasi sempre perfette, strade che serpeggiano tra montagne imponenti, villaggi affascinanti e coste mozzafiato, creando un’esperienza davvero unica nel suo genere.

Vista sul borgo di Calvi

Un esempio? La Route des Agriates con il profumo della Macchia Mediterranea. Partendo dalla costa occidentale, questa è una strada panoramica che attraversa la maquis, una tipica vegetazione fatta di cespugli profumati e alberi aromatici (mirto, eriche, rosmarino e altre piante che creano un panorama olfattivo unico). Questa strada offre una vista spettacolare sulla costa nord-occidentale dell’isola, con spiagge remote e acque cristalline che invitano a una sosta. Il territorio, conosciuto per la sua bellezza incontaminata e la natura selvaggia, permette di vivere un’esperienza autentica per chi desidera allontanarsi dai sentieri battuti e immergersi nella natura a 360°.

Il nome “Agriates” deriva proprio dall’attività agricola che un tempo caratterizzava questa zona. Oggi rimangono tracce di terrazzamenti e vecchie case in pietra che raccontano la storia di una comunità che ha prosperato un tempo in questo ambiente impegnativo.

Le strade dell’interno invece, come la D81, offrono un’esperienza unica tra le montagne. Attraversando villaggi incantevoli e paesaggi montani, questo percorso porta i viaggiatori in profondità nell’anima dell’isola. Lungo la strada, si possono ammirare canyon spettacolari e fiumi che solcano il terreno, offrendo scenari che sembrano dipinti dalla mano della natura.

Dirigendosi verso la costa nord-occidentale ci si imbatte poi nella Corniche de la Balagne, un percorso che offre viste mozzafiato sulle acque turchesi del Mar Mediterraneo. Questa strada costiera attraversa piccoli villaggi arroccati sulle colline e offre panorami spettacolari sulle baie sottostanti. Le curve sinuose rendono questo tratto una delizia per chi ama guidare lungo la costa. Per un’esperienza ancora più immersiva nella natura corsa, la D268 attraversa invece la regione montuosa della Castagniccia. Questa zona è famosa per i suoi boschi di castagni secolari e i villaggi di montagna che sembrano sospesi nel tempo. Lungo questa strada, è possibile esplorare antiche chiese, sentieri panoramici e gustare le specialità locali come ad esempio quelle a base di castagne (meglio in alta stagione quando tutto è regolarmente aperto).

Infine, dirigendosi verso il sud, la Strada della Corniche offre viste mozzafiato sul Golfo di Porto. Questa strada, inserita nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO, permette di ammirare le famose Calanche di Piana, formazioni rocciose rosse e bizzarre che si ergono verticali sopra il mare. Situati nella regione occidentale di Corsica, i Calanchi di Piana sono uno spettacolo naturale straordinario, una creazione artistica della natura incastonata tra il cielo azzurro e il mare. Le formazioni rappresentano un must-see per chiunque decida di esplorare l’Isola di Beauté.

Quali sono le loro origini? I Calanchi di Piana sono il risultato di millenni di erosione, scolpiti dall’azione del vento e dell’acqua sulla roccia calcarea. Rocce rosse e pilastri naturali creano un paesaggio surreale che sembra provenire da un mondo fantastico. Sentieri ben segnalati consentono ai visitatori di passeggiare attraverso le formazioni rocciose, offrendo opportunità fotografiche mozzafiato e permettendo loro di apprezzare da vicino l’imponenza di queste strutture.

La luce del sole che bacia le rocce dei Calanchi al tramonto o all’alba crea uno spettacolo di colori e sfumature che trasformano il paesaggio. Molti visitatori scelgono di pianificare la loro visita in modo da poter godere di questi momenti magici, quando il cielo si tinge di arancio e rosso, creando un’atmosfera davvero unica e indimenticabile. Per garantire la conservazione di questo tesoro naturale, ricordati che è importante rispettare le regole e le linee guida locali durante la visita. Evitare di deviare dai sentieri designati e di disturbare la flora e la fauna circostanti contribuisce a preservare l’integrità di questo sito eccezionale per le generazioni future.

Cap Corse: la Punta Settentrionale della Corsica

Nascosto tra le onde del Mar Tirreno e il Mar Ligure, Cap Corse è un gioiello naturale che adorna la punta settentrionale della Corsica. Questa penisola, chiamata anche “Isola nell’Isola” o “il dito della Corsica” (sembra infatti un dito che punta dritto verso Genova) offre un’esperienza unica, avvolgendo i visitatori nella sua bellezza selvaggia e autentica. Scopriamo cosa rende Cap Corse così straordinario.

L’area è celebre per i suoi panorami spettacolari che fondono il verde lussureggiante della macchia mediterranea con le acque cristalline del Mar Tirreno. Le scogliere a picco sul mare, le baie riparate e le spiagge isolate creano un quadro mozzafiato, che ci invita a esplorare la sua costa selvaggia. La costa e l’entroterra sono inoltre punteggiati da villaggi affascinanti che sembrano sospesi nel tempo, anche se purtroppo quasi tutti disabitati in dicembre. Nonostante la modernità abbia fatto breccia in alcune aree, molti di questi villaggi conservano il loro fascino autentico con stradine lastricate, case di pietra e piccole piazze dove il tempo sembra scorrere più lentamente.

Per coloro che amano esplorare a piedi, la zona offre una rete di sentieri di trekking che conducono attraverso paesaggi diversificati. Dai sentieri costieri con viste panoramiche, alle escursioni attraverso le montagne che svelano la ricchezza della flora locale, c’è qualcosa per tutti i tipi di appassionati di outdoor. Cap Corse è anche noto per la sua ricca tradizione gastronomica. I ristoranti locali offrono specialità a base di pesce fresco, formaggi locali, salumi e vini corsi, per vivere un’esperienza culinaria autentica e deliziosa. E per finire in bellezza, il giro termina alla spiaggia di Nonza, caratterizzata da ghiaia nera vulcanica, un luogo unico che cattura l’immaginazione dei visitatori. Le acque cristalline contrastano con la sabbia scura, creando uno scenario affascinante e memorabile.

La spiaggia nera di Nonza

Cap Corse è molto più di una destinazione turistica; è un viaggio attraverso la storia, la natura e la cultura, è un invito a esplorare, scoprire e apprezzare la straordinaria bellezza della punta settentrionale dell’isola.

Le falesie di Bonifacio

Puntando verso sud, situata all’estremità meridionale della Corsica, Bonifacio è una perla incastonata tra il cielo azzurro e le acque cristalline del mare. Ciò che rende questa città unica sono le sue maestose falesie, opere d’arte scolpite dalla natura nel corso di millenni, che offrono uno spettacolo visivo senza pari. Alte pareti di calcare si ergono verticali sul mare, creando un paesaggio impressionante. Le scogliere, con i loro colori che variano dal bianco al rosa, formano una cornice perfetta per il panorama marino circostante.

Bonifacio è costruita su una stretta lingua di terra e le sue abitazioni si arrampicano lungo le falesie, creando una visione pittoresca. La città stessa è un capolavoro architettonico, con le sue strade lastricate, le piazze affacciate sul mare e le case color pastello che si fondono armoniosamente con l’ambiente naturale circostante.

La migliore prospettiva per godere dello spettacolo delle falesie si ottiene però dal mare. Numerose escursioni in barca permettono ai visitatori di navigare lungo la costa e ammirare da vicino le pareti verticali e le grotte marine nascoste (in alta stagione). Per coloro che desiderano invece esplorare a terra, sentieri panoramicamente posizionati consentono di camminare lungo la sommità delle falesie stesse (ci siamo posizionati qui con il nostro van). Queste escursioni offrono viste spettacolari sulla città di Bonifacio, sulle isole circostanti e sulle acque cristalline sottostanti.

Il Sito Archeologico di Cauria: tracce del passato in Corsica

Sull’isola non abbiamo trovato solo mare o strade panoramiche, ma anche un sito archeologico molto interessante. Situato nella regione meridionale della Corsica, il sito archeologico di Cauria è un’affascinante finestra sul passato dell’isola, che offre l’opportunità di esplorare le antiche civiltà che hanno abitato questa terra. Con i suoi menhir, dolmen e tombe, Cauria racconta una storia millenaria che affascina gli amanti della storia e dell’archeologia.

Uno degli aspetti più distintivi di Cauria sono i suoi menhir, imponenti monoliti verticali eretti da popolazioni preistoriche. Questi menhir, alcuni dei quali raggiungono altezze notevoli, costituiscono una testimonianza della maestria tecnica e del significato culturale delle antiche civiltà corse. La statuaria preistorica presente nel sito, tra cui statue stele, aggiunge ulteriori dettagli alla narrazione del passato. Il Dolmen di Funtanaccia invece è uno dei siti più significativi dell’area. Questo dolmen, una struttura funeraria composta da grandi lastre di pietra, rivela il talento architettonico delle comunità preistoriche. Il sito fungeva probabilmente da sepoltura collettiva e offre uno sguardo affascinante sulla ritualità e le credenze di un tempo ormai lontano.

Il sito archeologico è situato in un contesto ambientale affascinante, circondato dalla maquis mediterranea e con vista sulla pianura circostante. Questo ambiente naturale conferisce al sito un’atmosfera unica, che ti trasporta indietro nel tempo per immergerti nella vita quotidiana delle civiltà che hanno plasmato questa regione. La visita è gratuita e disponibile 24/7. Il percorso è molto semplice, si tratta infatti di un sentiero ad anello percorribile a piedi in circa 30 minuti. Le strutture antiche, immerse in un ambiente naturale suggestivo, catturano l’immaginazione dei visitatori, portandoli indietro nel tempo e fornendo uno sguardo intimo sulla vita e le credenze delle civiltà preistoriche.

Torri Genovesi in Corsica?

Una serie di torri di avvistamento e difesa costruite dai Genovesi nel XVII e XVIII secolo lungo la costa dell’isola sono visibili in tutta la Corsica. Ne abbiamo avvistate parecchie! Queste torri facevano parte di un sistema di difesa costiera volto a proteggere l’isola da attacchi pirateschi e nemici. Durante il periodo della dominazione genovese, che durò dal 1284 al 1755, la Corsica fu esposta a minacce da parte di pirati barbareschi e di altre potenze marittime. Per affrontare queste minacce, i Genovesi costruirono un sistema di torri per monitorare il mare e segnalare eventuali pericoli.

Le torri erano costruite in posizioni strategiche lungo la costa e fornivano un sistema di comunicazione visiva, dove segnali di fumo o fuochi potevano essere utilizzati per avvertire altre torri o avvisare le comunità circostanti di possibili minacce.

Queste torri sono ora considerate un patrimonio storico e culturale importante per la Corsica. Molte di esse sono ancora in piedi e alcune sono aperte al pubblico come musei o siti turistici. Rappresentano un esempio tangibile della storia e della presenza genovese sull’isola. Impossibile non notarle…

L’assicurazione in viaggio

Il viaggio on the road in Corsica durante il Natale è stata per noi un’opportunità per vivere una vacanza indimenticabile, lontano dalle tradizioni convenzionali. Esplorare l’Isola di Beauté in un van ci ha inoltre permesso di scoprire la sua vera essenza e di immergerci in paesaggi incantevoli e avvolti dal calore delle festività. Se cerchi un modo unico per trascorrere il Natale, la Corsica potrebbe essere la destinazione perfetta per un’avventura in famiglia sulle quattro ruote!

Importante però è partire preparati. Viaggiare sempre coperti da un’assicurazione è una scelta saggia e responsabile che offre una serie di benefici e protezioni durante i viaggi, per questo abbiamo deciso di affidarci ad uno dei pacchetti offerto da Columbus Assicurazioni. Questo tipo di assicurazione fornisce una serie di vantaggi e protezioni che possono risultare fondamentali durante il tuo soggiorno, specialmente se stai viaggiando all’estero. Visita il sito per ricevere maggiori informazioni. Usando il codice BTG042 potrai usufruire di uno sconto sul tuo preventivo. #collab

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Sostare in fattorie, vigneti e agriturismi con Agricamper Italia

Come: Sosta in van con Agricamper.

Dove: Langhe, Italia 🇮🇹

Quando: Gennaio 2023.

Budget: free.

Hai un camper o un van? È tempo di dire basta alle anonime piazzole di sosta, ai campeggi affollati e ai parcheggi improvvisati 🙃 Oggi per gli amanti della vita in camper e dei viaggi è arrivato il momento di godersi la natura e di conoscere il territorio circostante. In che modo? Grazie a una startup nata dalla passione di una imprenditrice francese, che ha debuttato in Italia nel 2020. Si chiama Agricamper Italia e propone una formula di turismo davvero originale: la possibilità di sostare gratuitamente – per 24 ore – in oltre cento strutture private disseminate sull’intera penisola, da Nord a Sud. Tutte rigorosamente a vocazione rurale: agriturismi, fattorie, aziende agricole e vitivinicole. E tutto questo pagando un piccolo abbonamento annuale.

Credits: Agricamper Italia

Il turismo rurale oggi sta infatti diventando sempre più popolare, grazie alla possibilità di trascorrere una vacanza immersi nella natura. Agricamper Italia permette di vivere proprio questa esperienza: i visitatori possono partecipare alle attività agricole e conoscere da vicino la vita contadina. Inoltre, spesso le strutture ospitanti offrono la possibilità di degustare i prodotti tipici della zona e di acquistare direttamente frutta, verdura, formaggi e salumi.

Si tratta ovviamente di una soluzione ideale per le famiglie con bambini, che possono divertirsi a giocare all’aria aperta e conoscere gli animali, ma soprattutto per gli adulti che possono organizzare ad esempio una degustazione di vini. Inoltre, l’ambiente naturale e tranquillo permette di rilassarsi e rigenerarsi dallo stress quotidiano. Cosa chiedere di più?

La nostra sosta con Agricamper

Per chi possiede un camper o una roulotte, questa soluzione di viaggio rappresenta una scelta conveniente e al tempo stesso sostenibile 🌱 Infatti, spesso i campeggi e i parcheggi sono costosi e poco ecologici, mentre Agricamper Italia permette di parcheggiare all’interno di una fattoria o di una azienda vinicola, utilizzando le sue infrastrutture e contribuendo così alla promozione dell’agricoltura sostenibile. Rappresenta inoltre un’opzione di viaggio a basso impatto ambientale, poiché permette di utilizzare le risorse locali e di ridurre l’impatto dei trasporti.

Come funziona?

Viaggiare con Agricamper Italia è facile:

  • Viaggia in camper, van o roulotte
  • Acquista la Guida delle Soste Digitale, valida 12 mesi
  • Scarica e prenota la sosta direttamente dall’App
  • Non dimenticare di esibire la tua Agricard quando ti presenti.

La sosta è esclusivamente riservata a veicoli completamente autonomi per quanto riguarda acqua, WC e rifiuti e può avere una durata massima di 24h. Importante rispettare le regole di Agricamper Italia: presentarsi quando si arriva, lasciare pulito e salutare prima di partire. Non è previsto alcun obbligo di acquisto anche se gradito.

Sul sito web e sull’App troverai tutto ciò che ti occorre: schede dettagliate – aggiornate e consultabili anche offline – sulle strutture aderenti al circuito, servizi e prodotti offerti, commenti e foto di chi ha già sostato da quelle parti, itinerari e coordinate GPS per raggiungerle. Un servizio che si rivolge anche agli stranieri di passaggio in Italia: il sito è infatti multilingue.

La nostra esperienza in van

Abbiamo provato l’esperienza offerta da Agricamper Italia nelle Langhe. Tramite l’app abbiamo prenotato la nostra notte presso una azienda vinicola locale e abbiamo parcheggiato il nostro van nel cortile con vista sulle colline. Uno spettacolo! Ovviamente non ci siamo fatti scappare l’occasione di acquistare un paio di ottime bottiglie di vino per una degustazione.

Abbiamo poi approfittato della sosta per fare delle passeggiate e visitare le panchine giganti nei dintorni… e ce ne sono parecchie! Conosci il progetto Big Bench?

Dalle Grandi Panchine di Chris Bangle, ormai un’attrazione simbolo delle Langhe, nasce la Fondazione BIG BENCH COMMUNITY PROJECT (BBCP) che promuove l’installazione dell’oggetto fuori scala e contestualmente contribuisce a sostenere le comunità locali, il turismo e le eccellenze artigiane dei paesi in cui vengono posizionate.

https://bigbenchcommunityproject.org/

Per concludere il weekend fuori porta, abbiamo deciso di visitare la Cappella delle Brunate, su consiglio della persona che ci ha ospitato per la notte.

La Cappella del Barolo, chiamata anche Cappella delle Brunate, è un edificio mai consacrato situato a La Morra, nelle Langhe, in provincia di Cuneo, reinterpretato nel 1999 dagli artisti Sol LeWitt e David Tremlett. L’edificio fu costruito originariamente nel 1914 da parte di alcuni contadini che lavoravano nelle campagne e vigneti circostanti, il quale veniva impiegato come luogo di rifugio e riparo temporaneo in caso di temporali o altri agenti atmosferici. Inizialmente fu chiamata Cappella di Santissima Madonna delle Grazie, ma non fu mai consacrata a luogo di culto.

L’esterno della Cappella

Che dire, un fine settimana all’insegna della scoperta del territorio delle Langhe e di un nuovo modo di concepire il viaggio. Agricamper Italia rappresenta infatti una soluzione ideale per chi vuole trascorrere una vacanza diversa dal solito.

Consigli: solo uno, scarica l’app e vivi l’esperienza!

Come prenotare: Agricamper Italia.

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Dalla Brianza alla Norvegia… in van!

Dove: Dalla Brianza su fino alla Norvegia 🇳🇴

Come: 3 settimane on the road attraverso l’Europa, in un van camperizzato.

Quando: Agosto 2022.

Budget: €€

Durata: 21 giorni.

Dalla Brianza alla Norvegia e ritorno. Il tutto in un van camperizzato. Questo è stato il super viaggio della nostra estate 2022!

Forse saprai che a gennaio 2022 abbiamo deciso di provare l’esperienza di un weekend in un van camperizzato (trovi l’articolo completo qui). Volevamo provare questa nuova modalità di viaggio e alla fine ci è piaciuta talmente tanto che abbiamo deciso di acquistare il nostro van personale! Così a inizio giugno lo abbiamo ritirato e abbiamo iniziato le nostre nuove avventure su 4 ruote.

Dopo qualche weekend di prova nei dintorni vicino casa era giunto il momento di testare il mezzo per un lungo viaggio che dalla Brianza ci avrebbe portato su fino in Norvegia. L’idea iniziale era quella di raggiungere il Circolo Polare Artico e da lì le bellissime isole Lofoten. Purtroppo non avevamo così tanto tempo a disposizione e abbiamo dovuto accorciare il nostro itinerario, che in ogni caso ci ha condotti fino a nord. L’emozione era alle stelle, sia per la destinazione finale che ci avrebbe permesso di attraversare alcuni paesi in Europa, sia per il mezzo inusuale con il quale abbiamo deciso di viaggiare.

Le domande prima della partenza erano tante, essendo noi totalmente inesperti di questo mondo: resisteremo per 3 settimane in uno spazio così piccolo? Ci piacerà attraversare diversi paesi su strada, per così tanto tempo? Troveremo posti dove dormire la notte? Quale sarà il nostro itinerario?

Ecco dunque tutte le risposte.

Serate norvegesi

Tappa #1: Svizzera

La prima tappa del nostro itinerario è stata ovviamente la vicina Svizzera 🇨🇭 Viaggiando con una bimba di poco più di un anno non potevamo infatti percorrere tanti kilometri senza fare una pausa, abbiamo quindi cercato di rispettare sempre i suoi tempi e di fermarci abbastanza spesso. La prima sosta in territorio elvetico è stata anche la nostra prima notte trascorsa in van. 🚐

Uno strumento per cercare delle aree in cui pernottare o fermarsi anche soltanto per una pausa è Park4Night, una delle app più utilizzate da tutti i camperisti. Avere a disposizione uno strumento immediato per la condivisione di luoghi simpatici dove riposare in camper, furgone e van, con migliaia di aree censite è stato certamente molto utile. Qui abbiamo trovato la nostra prima area sosta, che altro non era che una fattoria: i proprietari ci hanno infatti messo a disposizione una piazzola all’interno della loro proprietà dove parcheggiare il nostro van e pernottare in tutta tranquillità… e con una vista niente male direi!

Tappa #2: Liechtenstein

Lasciata la valle, ci siamo diretti verso un piccolo paese incastrato tra Baviera, Svizzera e Austria. Hai capito quale? Il Liechtenstein 🇱🇮 una monarchia ereditaria di tipo costituzionale fondata su principi democratici e parlamentari, una piccola e preziosa perla dell’Europa centrale, che si estende su una superficie di 160 km². Ha solo 34.600 abitanti ma è uno degli stati più ricchi del mondo!

Nel 1806 viene riconosciuta la sovranità al Principato, alla cui guida ancora oggi siede la Casa del Liechtenstein, una delle più antiche famiglie aristocratiche d’Europa. Dal 1989 il potere è affidato al principe Hans-Adam II.

https://www.tuttobaviera.it/liechtenstein/

Simbolo della capitale Vaduz è il trecentesco castello che domina dall’alto la città. Ha una storia di oltre 700 anni e dal 1938 è la residenza ufficiale del Principe. Non è possibile visitarlo, ma si può percorrere a piedi il sentiero che porta al portone d’ingresso, ammirando così lo splendido panorama della valle del Reno.

Vaduz, Liechtenstein

Tappa #3: Stoccarda

Dopo aver visitato la città di Vaduz, nella quale io e @divenirio eravamo già stati alcuni anni prima in moto, abbiamo ripreso la nostra strada alla volta della Germania 🇩🇪 La notte l’abbiamo passata qui, più precisamente fuori Stoccarda, in una fattoria trovata sempre nell’app Park4Night. Dopo alcune ore alla guida siamo riusciti ad arrivare nel tardo pomeriggio, in tempo per goderci un tramonto tra gli alberi da frutta e i campi della fattoria. È stata una bella esperienza per la piccola Alice, che ha potuto ammirare per la prima volta e da vicino alcuni animali: maialini, cavalli, pecore, mucche. Abbiamo avvistato anche alcuni scoiattoli…

La mattina seguente, esplicate le attività di carico acqua e scarico acque grigie, abbiamo ripreso la marcia. La Germania è lunghissima e può essere abbastanza noiosa da percorrere per cui non c’era tempo da perdere.

Tappa #4: Würzburg

Würzburg è una cittadina appartenente alla regione tedesca della Baviera. Si trova sul fiume Meno ed è perciò anche indicata per chi ama godersi la natura, la flora e la fauna del territorio. Dista 120 chilometri sia da Norimberga che da Francoforte, per questo motivo potrebbe essere una meta perfetta per chi vuole abbinare varie tappe all’interno di un tour della Germania. Quasi totalmente distrutta durante la seconda guerra mondiale e poi restaurata e ricostruita fedelmente, oggi è una prestigiosa sede universitaria e una città dinamica ricca di eventi internazionali.

La città è molto conosciuta per via della Strada romantica che la attraversa e che proprio qui termina il suo percorso. In passato siamo stati anche nella città di partenza della Romantische Straße, dove si trova un famoso castello, leggi qui.

Tappa #5: Amburgo

E finalmente siamo giunti in una delle città che più avevo voglia di visitare: Amburgo. La notte precedente il nostro arrivo l’abbiamo passata da qualche parte nei pressi di Hannover 😊 in prossimità di un parco, dove abbiamo trascorso una notte tranquilla in completa solitudine. Non abbiamo dedicato tempo alla cittadina in quanto avevamo voglia di arrivare ad Amburgo il prima possibile, in tempo per il pranzo e per dedicare qualche ora alla città.

Amburgo è stata da sempre soprannominata “La porta del mondo”, grazie all’importanza del suo porto sul fiume Elba, al centro dei traffici commerciali di tutta Europa e non solo. Il suo passato come membro della Lega Anseatica e il suo ruolo di centro commerciale internazionale le hanno portato grande prosperità, tanto che ancora oggi è una delle città più ricche della Germania. Il suo spirito marittimo si infonde ovunque: dall’architettura, ai menu dei ristoranti, fino al grido dei gabbiani si ha sempre la sensazione di essere vicino all’acqua.

Durante la seconda guerra mondiale la città è stata pesantemente distrutta dai bombardamenti, ma nel 1945 viene dichiarata città stato e questa sua indipendenza politica, economica e culturale ha permesso una veloce ricostruzione dei suoi storici quartieri. Oggi è ufficialmente denominata Freie-und Hansestadt Hamburg, ossia “città libera ed anseatica di Amburgo”.

Tra le chiese, il municipio e i quartieri costruiti con i tipici mattoni rossi, sicuramente merita una visita l’Elbphilharmonie. Inaugurata nel 2017, è una sala per concerti nel quartiere HafenCity sulla penisola di Grasbrook, una delle sale da concerto più grandi e acusticamente più avanzate del mondo, nonché uno degli edifici più iconici di Amburgo.

L’edificio, unico nel suo genere, è composto dalla base originale con facciata in mattoni, sede del magazzino Kaispeicher già dal 1966, e da una struttura che la sovrasta, con proprie fondamenta, dal caratteristico esterno in vetro e la linea ondeggiante della copertura. Assolutamente da vedere, l’edificio ha un totale di 26 piani e nel punto più alto misura 108 metri di altezza.

https://www.germania.info/germania-nord/amburgo/
Video by @CMajorEntertainment

Tappa #6: il mare del Nord

Ti ho già detto che la Germania è molto lunga? 🥲 Se hai voglia di guidare sicuramente la puoi attraversare anche in un giorno, ma i nostri tempi sono stati più lenti. Finalmente però anche noi stavamo per raggiungere la fine, ma dovevamo ancora fermarci una notte… Abbiamo così deciso di guidare fino a Neustadt, una cittadina balnerare affacciata sul Mar Baltico. Ci credi se ti dico che questa è una località marittima di punta per questa zona? Abbiamo infatti trovato posto solo in un’area camper attrezzata e solo dopo aver girato una bella ora in cerca di qualche soluzione… ed era l’ultimo parcheggio disponibile! Di solito evitiamo di andare in queste aree e preferiamo stare “in libera”, dove possibile, nella natura, ma qui non c’era alcuna possibilità di questo tipo.

E così siamo finiti in uno stretto parcheggio, a fianco di altri due van, tra una famiglia tedesca e una coppia di anziani svedesi… Ma c’erano le docce a disposizione con acqua calda e una bella spiaggia a pochi passi. Anche questa in fondo è vanlife!

Tappa #6: Danimarca e Copenaghen

Svegliati di prima mattina, ci siamo messi in marcia. Destinazione Danimarca 🇩🇰 e successivamente la città di Copenaghen. Per arrivare in terra danese abbiamo preso un traghetto per un breve tratto e senza rendercene conto siamo arrivati nel quarto paese di questo viaggio on the road. Ad essere sinceri però ti rendi subito conto di aver cambiato paese, la Danimarca è davvero piatta come una tavola! 😅

Primi passi in spiaggia per la piccola Alice!

Fermati per una pausa pranzo veloce in un parcheggio vicino la strada, ci siamo poi diretti verso quella che sarebbe stata la nostra area sosta per la notte, poco distante dalla capitale danese. Si trattava di un’area a pagamento, con pochi spazi dedicati ai camper/van, attrezzata con bagni e docce e ubicata in un grazioso porticciolo con una spiaggia niente male.

E poi finalmente siamo arrivati a Copenaghen! Ero così curiosa di rivederla, dopo anni dalla mia prima gita qui (pensa che ero alle scuole superiori). Le aspettative non mi hanno delusa: ho ritrovato una città dinamica, frizzante e senza dubbio interessante.

Tra i quartieri più affascinanti dove passeggiare c’è sicuramente il canale di Nyhavn, la zona del vecchio porto della città, da sempre rifugio di marinai e scrittori, compreso Andersen che qui abitò per circa venti anni. Porto commerciale, oggi “il Porto Nuovo” è l’area a più alta frequentazione turistica di Copenaghen. E poi c’è Christiania: nota anche come Città Libera di Christiania, è un quartiere parzialmente autogovernato della città danese.

Sempre colorata e perennemente controversa, Christiania è un luogo unico da visitare. Più che un quartiere, è uno stile di vita.

https://www.visitdenmark.it/danimarca/cosa-fare/attrazioni/christiania

Un mix di magazzini, baracche, case, murales colorati e sculture all’aperto. I turisti possono passeggiare per le sue strade liberi di fermarsi a mangiare e bere nei bar, ristoranti e caffetterie della zona. A Christiania puoi trovare musica dal vivo ed eventi all’aperto; nei mesi estivi puoi partecipare anche ai tour organizzati dai suoi abitanti.

Questa è sempre stata un’area controversa e discussa, anche per la questione dello spaccio di droghe leggere. La polizia ha dichiarato di non avere libero accesso, cosa che può creare noie ad alcuni visitatori. Per quanto riguarda la nostra esperienza, non abbiamo riscontrato problemi di alcun tipo.

Tappa #7: Svezia

Terminata la visita alla città di Copenaghen ci siamo diretti verso il ponte di Øresund, che ci avrebbe permesso di arrivare direttamente in Svezia 🇸🇪, via terra. Øresund è il nome dello stretto che separa l’isola danese di Sjælland, dove sorge Copenaghen, e l’estremo sud della Svezia, la contea di Skåne (Scania) dove si trova la città di Malmö.

Nei primi anni Novanta del secolo scorso questo braccio d’acqua è diventato lo scenario di una delle imprese di ingegneria più spettacolari e influenti realizzate in Europa, che avrebbe cambiato la vita quotidiana di due importanti città e dell’intera regione attorno allo stretto, permettendo ogni giorno a migliaia di persone di andare a lavorare, ma anche fare shopping e divertirsi oltreconfine.

https://viaggi.corriere.it/itinerari-e-luoghi/cards/ponte-di-oresund-danimarca-svezia/amp/

Il 1° luglio del 2000 è stato inaugurato sullo stretto un mega collegamento ferroviario e stradale sul mare di 16 km, il più lungo d’Europa, costato 4 miliardi di euro: costruito in soli 5 anni, l’Øresundsbron non è soltanto un ponte, ma la combinazione di un ponte, un tunnel e un’isola.

Il ponte vero e proprio parte in territorio svedese e si estende fino all’isola artificiale di Peberholm, lunga 4 km, costruita appositamente in mezzo allo stretto per rendere possibile il collegamento. Da qui il ponte esterno diventa un tunnel sottomarino, che riemerge vicino all’aeroporto Kastrup di Copenaghen, sull’isola di Amager.

Credits: https://siviaggia.it

Sull’isola artificiale di Peberholm il ponte si inabissa: la parte sommersa del ponte di Oresund è Drogden, il tunnel sottomarino più lungo d’Europa, in cui l’autostrada e la ferrovia si affiancano e corrono parallele sotto al mare. Il tunnel è infatti costituito da 5 gallerie, 2 per il passaggio delle auto, 2 per i treni, 1 per le uscite d’emergenza.

https://viaggi.corriere.it/itinerari-e-luoghi/cards/ponte-di-oresund-danimarca-svezia/amp/

Per i turisti che vogliono andare da Copenaghen a Malmö, o viceversa, attraversare il ponte-tunnel in auto costa 55 euro (110 andata e ritorno). Noi abbiamo deciso di percorrerlo verso la Svezia e una volta varcato il confine e percorso ancora qualche kilometro ci siamo fermati in un parcheggio sul mare per trascorrere la notte, per entrare poi finalmente in Norvegia il giorno successivo.

Tappa #8: Norvegia

E senza nemmeno accorgersene, valicato un ponte, siamo finalmente arrivati in Norvegia 🇳🇴 Quasi stentavo a crederci, eravamo arrivati fin quassù con il nostro van! Devo ammettere che ero veramente contenta e emozionata, pronta per esplorare questa terra a noi sconosciuta. La nostra prima destinazione sarebbe stata la città di Oslo alla quale avremmo dedicato una intera giornata. Per farlo però avremmo dovuto prima cercare uno spot dove passare la nostra prima notte norvegese e quale migliore location se non un fiordo?

Ci siamo così affiati ancora una volta a Park4Night dove abbiamo trovato un parcheggio su un piccolo fiordo, dove ammirare il tramonto e la calma delle acque del mare. Da lì a poco sarebbe iniziata la nostra avventura alla scoperta della Norvegia, dopo poco più di 2.000 km di strada. Ti racconterò tutti i dettagli, ma questa è un’altra storia… 😉

Il ritorno a casa

Per trascorrere più giorni possibili in Norvegia (ne abbiamo contati 12) abbiamo dovuto accelerare il ritorno, guidando spesso anche la sera e prendendo un traghetto che dal nord ci avrebbe portati direttamente in suolo danese (evitando così di tornare ad Oslo e da lì scendere nuovamente verso la Svezia). Lungo il tragitto verso casa tre sono state le tappe degne di nota, che mi sento di consigliare: le dune di sabbia e il faro abbandonato di Rubjerg Knude in Danimarca, la vicina Lego House e i vigneti a Durbach, in Germania.

Il faro abbandonato di Rubjerg Knude si affaccia sul Mare del Nord, vicino all’abitato di Lønstrup, nella regione dello Jutland settentrionale. Fu acceso per la prima volta alla fine del 1900: al momento della sua costruzione le dune di sabbia si trovavano solo nel territorio circostante ed il faro sorgeva sulla roccia a circa 200 metri dal limitare di una scogliera a picco sul mare. Già 10 anni dopo la sua costruzione però il vento iniziò a spostare una grossa duna in direzione del faro e tutti gli sforzi fatti per contrastarne l’avanzata furono vani. Negli anni ‘50 la duna era già così alta da coprirne il suono e nel 1968 il faro fu definitivamente abbandonato.

Oltre a tutto ciò, nell’autunno del 2019 questo faro rischiava di essere inghiottito anche dal mare. Fortunatamente, un abitante del posto è riuscito a farlo spostare per 70 metri nell’entroterra grazie a speciali rotaie, prolungandone così la vita, oltre alla possibilità di andarlo a vedere di persona. Chi l’avrebbe mai detto di trovare tutto questo in un deserto in Danimarca? Vale la pena fermarsi e dare un’occhiata.

Poco distante dalle dune si trova la città di Billund, sede della Lego House. La storia di Lego inizia infatti qui, in Danimarca, nel 1916 per opera di un falegname, Ole Kirk Kristiansens. Il nome dell’azienda venne ideato nel 1934 e deriva dall’unione di leg godt che in danese significa “gioca bene”.

La Casa dei mattoncini più famosa del mondo è divisa in quattro zone colorate ed esperienziali, dove ogni percorso rappresenta un aspetto dell’apprendimento dei bambini: il rosso per la creatività, il blu per lo sviluppo cognitivo, il verde per la socialità e il giallo per la sfera emotiva.

L’ingresso alla Lego House prevede la prenotazione obbligatoria, quando si acquistano i biglietti online è necessario decidere il giorno e l’orario della visita. La struttura è dotata anche di un ristorante/bar e ovviamente di uno shop dove è impossibile non acquistare qualcosa 😊 Presta però molta attenzione al cambio e calcola se effettivamente conviene fare shopping qui oppure se costa meno in Italia. Noi ad esempio abbiamo trovato una’offerta più vantaggiosa – per quello che ci interessava – nel negozio sulla nave del ritorno!

E per finire in bellezza, abbiamo trascorso una piacevole serata nel piccolo paese di Durbach, in Germania, un comune tedesco di 3.915 abitanti, situato nel land del BadenWürttemberg. Abbiamo trovato posto all’interno di un’area sosta molto carina, attrezzata con bagni e carico/scarico e posizionata tra le colline e le vigne. Interessante la presenta di una vending machine dedicata esclusivamente al vino dove poter acquistare qualche bottiglia proveniente dalle cantine locali.

Consigli: ho scoperto con piacere la possibilità di pernottare con il proprio mezzo all’interno delle fattorie. Soprattutto all’estero, si tratta di una pratica molto diffusa, che ti permette di trascorrere una notte in tranquillità ma allo stesso tempo a contatto con la natura. E perché no, conoscere anche una realtà locale. Vale la pena provare!

Come prenotare: Park4Night.

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Hai mai dormito in un van? Weekend in Liguria

Dove: Liguria, Italia 🇮🇹

Come: Weekend in un van camperizzato.

Quando: Gennaio 2022.

Budget: €€

Durata: 4 giorni.

Hai mai dormito in un van camperizzato? Io non lo avevo mai fatto, così come non avevo mai fatto vacanze in camper. L’idea è venuta a Divenirio, ormai diventato un super esperto dell’argomento, dopo ore e ore spese a guardare video su YouTube! 😅 Devi sapere infatti che da un po’ di tempo a questa parte stiamo seguendo una coppia che ha deciso di vivere un’avventura di 10 mesi in van in giro per l’Europa, o ancora un ragazzo che insieme al suo cane e al suo Ducatone trascorre la maggior parte del tempo nel grande nord. Per non parlare poi dei mitici Stepsover

Insomma, negli ultimi mesi ci siamo interessati ad uno stile di vita alternativo e on the road che devo ammettere ci stuzzica non poco (che bello sarebbe partire all’avventura per qualche mese?) e così ci siamo decisi a provare. Abbiamo quindi noleggiato un van per 4 giorni!

Il “nostro” van

Come dicevo, l’idea è nata nella testa di Divenirio. Io in realtà ero molto dubbiosa, soprattutto perché viaggiamo con una neonata di 6 mesi. Basterà lo spazio? Si starà al caldo? E il letto? Queste erano le mie preoccupazioni, per non parlare poi delle paranoie sul bagno… In effetti sì, lo spazio non è molto e sì, il bagno non è certo quello di casa (però il letto era molto comodo), ma alla prima alba in riva al mare ogni dubbio era sparito. We ❤️ van life!

Il noleggio

Partiamo dal principio, ovvero il noleggio e l’organizzazione. Non essendo grandi esperti del settore, per trovare il “nostro” van ci siamo affidati al sito trovocamper.it: inserendo qui la tipologia di mezzo desiderata, le date e il luogo di partenza, abbiamo ricevuto via mail alcune proposte di noleggio. Scelta la più conveniente in termini di costo e di grandezza del van 🚐 (ci sono van più o meno lunghi) abbiamo prenotato da Caravan Schiavolin, non proprio vicino casa, ma sulla strada verso la Liguria, nostra destinazione per questo weekend su 4 ruote.

Abbiamo optato per un van lungo circa 6 metri, con classica dinette, cucina, bagno con doccia e lettone sul fondo. Il modello è il Laika Kosmo 6.2: compatto e maneggevole in città, ha spazio a sufficienza anche per i viaggi più lunghi.

Van Tour Laika Kosmo Campervan

L’organizzazione del viaggio non è stata delle più agili in quanto nel van ti devi portare tutto: piatti e stoviglie, detersivi, biancheria per il letto, etc. Inoltre una volta preso possesso del mezzo lo devi allestire per la partenza in modo tale che tutto sia in sicurezza e devi preparare il letto per la notte… noi abbiamo fatto tutto questo nel parcheggio del centro caravan! Morale della favola: presa del van ore 17, arrivo a destinazione intorno alle 23. È importante quindi calcolare bene tutti i tempi.

Dove dormire?

Come funziona la sosta quando viaggi in van? Non conoscendo per nulla questo mondo ci siamo affiati all’app Park 4night che si è rivelata essere davvero utile. All’interno si trova infatti ogni tipo di suggerimento in merito a dove parcheggiare per dormire, nella natura o in un parcheggio, dove trovare campeggi attrezzati, o ancora dove fare rifornimento di acqua o scaricare. Una sorta di TripAdvisor per i camperesti, completo di recensioni e fotografie. E così abbiamo trovato dei posti stupendi dove ammirare della albe da favola…

Alba a Varazze

Può sembrare strano dormire in strada o in un parcheggio in riva al mare, ma la sensazione di libertà che ti da questo tipo di esperienza non ha eguali. La prima mattina ad esempio ci siamo svegliati con il rumore delle onde e il profumo di caffè, mentre fuori il sole si alzava all’orizzonte. Bellissimo!

Il percorso

Come meta per il nostro weekend abbiamo optato per la vicina Liguria. Il primo spot per la notte 😴 è stato un parcheggio in riva al mare nel paesino di San Lorenzo al mare, parcheggio che la mattina successiva si è rivelato essere una location perfetta per godere di una favolosa alba. Da lì ci siamo poi spostati verso Sanremo, dove abbiamo stazionato in un parcheggio sulla spiaggia giusto per una passeggiata in città e un pranzo vista mare. Ma la vera destinazione del nostro fine settimana alternativo l’avremmo raggiunta solo in serata e solo varcando i confini nazionali. Dove eravamo diretti?

Il Principato di Seborga

In Liguria c’è un piccolo centro medievale, vicino a Bordighera e Sanremo, dove vivono poco più di 300 persone, che da molti anni si è autoproclamato «Principato» indipendente dall’Italia con tanto di principe, Consiglio della corona, guardie e una sua moneta. Tutto, ovviamente, non riconosciuto dallo Stato italiano. Benvenuto nel Principato di Seborga!

Non siamo lontani dal Principato di Monaco: anche Seborga è un piccolo principato, che ancora oggi ha il suo re, le sue leggi e batte la sua moneta. Tutto a fini promozionali e folkloristici, ma con stile. Nel 1729 il borgo di origine medievale divenne un vero principato; la storia ha poi legato le sue sorti alla Repubblica Italiana, ma qualcosa è rimasto.

https://www.lamialiguria.it/it/la-liguria-in-battello/199-riviera-di-ponente/sanremo-e-dintorni/1850-benvenuti-nel-principato-di-seborga.html
L’ingresso a Seborga

Le prime attestazioni storiche di Seborga possono essere fatte risalire al V secolo a.C., quando le scorrerie dei pirati spinsero gli abitanti della fascia costiera dell’estremo Ponente ligure a riparare nell’entroterra, dove è tuttavia ipotizzabile che alcuni sporadici insediamenti fossero già presenti attorno al 2.000 a.C. I monaci furono successivamente i Principi di Seborga fino al 1700 quando il territorio fu venduto all’allora Re di Sardegna Vittorio Amedeo II, il quale acquistò Seborga come possedimento personale e non per annetterla al Regno di Sardegna.

In tempi più recenti, il popolo di Seborga si è riunito liberamente e spontaneamente il 14 maggio 1963 per eleggere principe Giorgio Carbone (che assunse il nome di Giorgio I), un cittadino di Seborga da sempre sostenitore dell’indipendenza dallo Stato italiano, che oggi de facto esercita illegittimamente la sua sovranità su Seborga. Carbone, appassionato di storia, si accorse infatti che gli atti di annessione di Seborga al Regno d’Italia prima e alla Repubblica Italiana dopo non erano legittimi e dagli anni ’60 portò avanti la causa dell’indipendenza del Principato.

Il Principe Giorgio I (nel frattempo ammalatosi di sclerosi laterale amiotrofica) scomparve il 25 novembre 2009. Il 25 aprile 2010 Marcello Menegatto fu eletto Principe di Seborga (con il nome di Marcello I) attraverso elezioni palesi e rieletto per un altro settennato il 23 aprile 2017. Il 12 aprile 2019 il Principe annuncia la sua intenzione di abdicare, rimanendo in carica fino all’elezione del suo successore. Il 10 novembre 2019 Nina Menegatto è eletta Principessa di Seborga, prima donna nella storia a ricoprire tale carica.

Tutta la storia del Principato la puoi trovare qui www.principatodiseborga.com/storia oppure puoi guardare il simpatico video realizzato da mr.no.bo.dy che ha fatto visita al Principato qualche tempo fa. Una storia davvero curiosa!

Seborga – Lo Stato segreto in Italia

Anche in questo caso abbiamo cercato nell’app uno spot dove poter pernottare, ovviamente con vista alba sulle colline circostanti.

Una nuova alba

Terminata la nostra visita ci siamo diretti ancora una volta verso il mare per dedicarci ad un ultimo pranzo sulla spiaggia. Tenda, sole e buon appetito! ☺️ Era arrivato il momento di riprendere la strada verso casa, il nostro weekend stava per giungere al termine… ma non la nostra voglia di viaggiare in van. Ci sarà presto una nuova avventura? Stay tuned!

Consigli: il mio unico consiglio è quello di provare prima o poi questa esperienza, che tu sia solo, in coppia o in famiglia. Non te ne pentirai!

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